“La civiltà etrusca e l’origine delle città italiane”

1 April 1983

“La civiltà etrusca e l’origine delle città italiane”

 

La civiltà etrusca e l’origine delle città italiane Due fratelli Romolo e Remo, che vivevano molti anni prima di Cristo tracciano con un aratro trainato da due buoi bianchi un solco che definisce i confini di una nuova città sul fiume abbastanza vicino al mare. Per gioco Remo salta di là dal solco e il fratello lo uccide. Questa storia mi impressionava da bambino, non capivo perché Romolo avesse ucciso Remo per un’azione così innocente come saltare il fosso. Roma è una città etrusca. Il primo re è etrusco si chiama Remo, ma corrisponde probabilmente a un capo ricco, il primo re che detiene il potere sugli altri è Tarquinio Prisco. Tarquinio è un dio etrusco e Prisco significa “Primo”. Qual è il simbolo di Roma? La lupa, anche la lupa, è una statua di bronzo etrusca, nel 1600 sono stati aggiunti da Bernini (famoso scultore) sotto la lupa i due gemelli Romolo e Remo che succhiano il latte come racconta il mito. Il fascio. Anche il fascio, che diventa il simbolo del fascismo è etrusco. Roma non deriva da Romolo, “Ruma” è una parola etrusca che significa foce, la foce del fiume Tevere. La città etrusca è già progettata completamente prima di essere costruita: il confine, la direzione delle strade, le porte nel muro che circondano il confine. Qual è il modello che definisce la città così precisamente? Perché le strade sono perfettamente orientate da nord a sud e da est a ovest? Se non sanno rispondere continuo Come definivano il nord e il sud, l’est e l’ovest ? Secondo il movimento del sole. Il sole è l’elemento del cosmo. La città rappresenta le direzioni del cosmo in quella posizione geografica in cui sorgerà. immagini Le città etrusche sono di solito vicino ai fiumi o vicino al mare. Perché? Se giudichiamo con il nostro modo di vedere il mondo, noi persone moderne rispondiamo: per ragioni pratiche, perché gli etruschi sono commercianti navigatori. Ma non è così . Ho imparato che le popolazioni antiche avevano altri modi. La loro relazione con la natura è diversa dalla nostra. Loro sentono la natura in modo animale. Avvertono le forze della terra. Il magnetismo. Come possono trovare i piccioni viaggiatori la strada di casa? I piccioni come altri uccelli seguono le linee magnetiche della terra. Hanno capacità di sentire queste forze. Il polo nord è una grande concentrazione di metalli che sviluppa forza magnetica. Ci sono altre concentrazioni di metalli diffuse sulla terra che sviluppano una rete di forze. Ancora oggi nelle campagne italiane per trovare l’acqua, chiamano un “rabdomante” un uomo che con un bastone a forcella trova l’acqua sotto terra. La forcella di legno comincia a vibrare. I cani, i gatti sentono le forze magnetiche: chi ha un gatto sa che lui cerca per un po’ il luogo dove dormire, non dormirà mai in un posto che non ha scelto scrupolosamente Allora la fondazione della città etrusca è una fondazione religiosa in un luogo dove ci sono degli incroci magnetici. Questi incroci devono corrispondere con il cosmo. La loro religione è una religione della natura, che successivamente prende la forma simbolica da quella greca: il tempio è diviso in tre parti al centro c’è la divinità maschile TYNIA da Zeus greco, diventerà Juppiter latino, in italiano Giove. A destra MENVRA che diventerà Minerva, e a sinistra UNI che diventerà per i romani Giunone. Il tempio romano definito dall’architetto VITRUVIO è copiato dal tempio etrusco. La parte est è la parte buona, la parte ovest è negativa. La porta della città si apre infatti a est, non a ovest. immagini I romani sono molto pratici invece gli etruschi sono legati alle tradizioni, nella vita quotidiana seguono sempre rituali. Scrive Tito Livio, lo storico di Roma che gli etruschi sono superstiziosi, credono ancora che sia Tynia (Zeus, Giove) a lanciare i fulmini quando è arrabbiato, ma noi romani sappiamo che i fulmini sono prodotti dallo scontro delle nuvole. Chi viene a Bologna, vede una città medievale. Al centro ci sono due torri medievali, una è alta 100 metri, l’altra 45 . Da questo centro medievale partono 12 strade che raggiungevano le 12 porte della città. Immagini Ma spostandosi un po’ a ovest lungo una di queste strade si raggiunge un incrocio. Una strada che viene dalle 2 torri da est a ovest incontra una strada che dalla stazione ( a nord) va a sud verso la collina. Questo era il centro della città romana, costruito sulla base etrusca. Il sacerdote dopo aver tracciato con l’aratro il confine, andava nel centro della città e segnava con una croce la direzione delle strade principali perpendicolari. Le altre strade secondarie parallele a queste due dividevano le zone abitate dalle altre, o dalle zone produttive. Immagini Le strade erano larghe, molto larghe, incrociate come quelle delle città americane oggi. I romani costruiscono gli accampamenti e le città come gli etruschi, ma solo per motivi funzionali. Le case sono grandi, le case romane sono fatte sul modello di quelle etrusche hanno un ingresso coperto che porta a un cortile senza tetto a forma di croce. I colori sono scuri, rosso, viola, marrone, come nelle case romane che si vedono per esempio a Pompei. Sono case di famiglia. I servi dormono nelle stanze vicino alla strada, sulla strada c’è molta gente, ci sono le botteghe degli artigiani e i banchetti dei commercianti. La civiltà etrusca esplode come civiltà industriale che commercia ferro. Il ferro è una rivoluzione perché l’aratro di ferro o gli attrezzi per lavorare il legno e costruire le navi è più resistente e elastico di quello di legno, o di bronzo, non si spezza si produce di più. Le armi di ferro sono migliori, si combatte meglio. Perché solo nell’ottavo secolo prima di Cristo si lavora il ferro? Prima il ferro era conosciuto (infatti è stato trovato un coltello in Egitto nella tomba del faraone TUTANKAMON che è vissuto nel 1300 prima di Cristo) ma non lo lavoravano, Perché? Il coltello di Tutankamon è stato costruito battendolo con mesi di lavoro, perché non potevano ancora fondere il ferro che vuole 1300 gradi di temperatura, che si ottiene con il forno. Per fondere il bronzo è sufficiente il fuoco, per fondere il ferro è necessario coprire il fuoco. Gli etruschi hanno coperto il fuoco, il calore si è moltiplicato come in un forno. Gli etruschi trovano il ferro in superficie, sulle Colline Metallifere, sui monti della Tolfa, all’isola d’Elba. Perché gli etruschi fondano città, dove vivono stabilmente e non sono nomadi? Perché le popolazioni sono nomadi? Le popolazioni sono nomadi perché le terre coltivate dopo uno o due anni diventano aride. Bisogna cambiare zona. In questo periodo scoprono che non è necessario cambiare la terra, è sufficiente cambiare le piante da coltivare. Da dove vengono gli etruschi? E’ una popolazione industriale che si sviluppa in Toscana. Perché dicono che vengono dall’ oriente (dalla Turchia, dall’isola di Lemno nella regione della Lidia)? La loro civiltà si sviluppa molto rapidamente in modo diverso dalle altre popolazioni italiane, come se arrivassero da fuori, inoltre parlano una lingua diversa da tutte le lingue della zona, simile alle lingue orientali. Per questo pensavano gli storici fino a poco tempo fa che erano gente dell’oriente che ha invaso l’Italia. Anche lo storico Erodono del V secolo dice che un principe di Lemno in Turchia, è venuto in Italia e ha fondato Tarquinia, ma è un mito. Invece gli etruschi sono gente dell’Italia che con i commerci conoscono la civiltà orientale, tutta la loro cultura è presa dall’oriente dove vanno a commerciare. Si può leggere la lingua etrusca? Sì, si legge perché è scritta con le lettere fenice, come quelle greche e si può tradurre. Il problema è che ci sono pochi documenti, che vengono di solito dai cimiteri, sarebbe come capire la nostra civiltà con alcune scritte trovate nei cimiteri. Perché i greci dicono che le donne etrusche sono prostitute? Le donne etrusche stanno a tavola con gli uomini e possono uscire da sole e mostrarsi tra la gente. Non si può parlare di matriarcato, ma le donne etrusche sono libere. Le donne greche invece stanno chiuse nel “gineceo” il luogo delle donne. Chi cammina nelle città italiane, cammina in luoghi che erano sacri. Sotto le strade di oggi ci sono le strade romane, sotto ancora le strade etrusche con le loro direzioni definite dal cosmo. I luoghi geografici dove c’è la città sono intensi non solo per la vita di oggi, ma per le energie cosmiche del passato. Noi non possiamo più sentire queste energie magnetiche, ma ci sono stati degli studi, un architetto tedesco di Colonia, ha dimostrato che dove c’è un luogo religioso antico o una città, lì ci sono forze magnetiche che ha potuto misurare con strumenti. Ancora oggi noi sentiamo le energie della luna. Quando c’è la luna piena siamo più nervosi, ci sono più incidenti stradali. Forse senza saperlo sentiamo anche le energie dei luoghi. Quello che posso dire per la mia esperienza, che nella mia Bologna di origine etrusca vivo molto bene. Elementi storici XIII secolo Il mito dice che i Lidii, guidati da Tirreno (che in greco significa etrusco) fondano Tarquinia IX – VII secolo La prima civiltà del ferro si chiama Villanoviana (dal nome di Villanova vicino a Bologna). Una società arcaica, con piccoli centri in collina, vivono in capanne, sono agricoltori. Inizia la colonizzazione greca in Sicilia e a Cuma vicino a Napoli VII secolo Inizia la civiltà “orientalizzante” simile all’oriente. Nascono le prime città in Toscana tra l’Arno e il Tevere, tra l’Appennino e il Mar Tirreno: Fiesole, Volterra, Populonia, Vetulonia, Roselle, Arezzo, Cortona, Chiusi, Perugia, Orvieto, Tuscanica, Cere, Tarquinia, Vulci, Sutri, Veio, a nord Mantova, a sud Capua e Pontecagnaio. Non esiste una nazione etrusca ma tante città stato. VI secolo E’ il periodo più alto della loro civiltà. Il successo è dovuto alla alleanza con i Cartaginesi. Controllano il Mare Tirreno (etrusco). In greco tirreno vuol dire etrusco. La parola etrusca per dire etrusco è Rasenna: Etruschi (in lingua italiana), Tusci (in lingua latina), Tyrsenoi (Tirreni) in lingua greca , Rasenna (in lingua etrusca). I greci dicono che sono dei pirati, ma in quel periodo non c’erano leggi, chi era forte prendeva la nave più debole.Possono commerciare liberamente, vendere le barre di ferro e comprare i lussuosi prodotti greci, come i vasi. Nei musei italiani ci sono più vasi greci che nei musei greci, sono stati trovati nelle tombe etrusche. Nel 535 gli etruschi e i cartaginesi sconfiggono a Alalia (Aleria) i focesi di Marsiglia e della Corsica. Ma i cartaginesi, alleati degli etruschi, perdono battaglie a Himera e a Cuma, vicino a Napoli contro i greci. Gli etruschi perdono il controllo del loro mare, il Tirreno, allora superano l’Appennino e aprono i porti di Spina e Adria sull’Adriatico alle foci del Po. Fondano al loro passaggio Bologna (Felsina) e Marzabotto (Misa) A sud occupano i villaggi sul Tevere tra il 616 e il 509 fondando Roma dove governano i re Tarquini ( la data è incerta, potrebbe essere tra il 550 e il 475) Fine del VI secolo e inizio del V secolo I latini cacciano il re Tarquinio il Superbo nel 509 da Roma e prendono il potere.. Dividono la Toscana dalla Campania. 474 i siracusani (greci) vincono la battaglia di Cuma contro gli etruschi. Gli etruschi perdono il dominio del mare. Arrivano nel 400 i Galli a Bologna. IV secolo I romani distruggono Veio nel 396. Attaccano una alla volta le città etrusche . 353 Cere, 351 Tarquinia, 310 Arezzo, Cortona e Perugia, nel 265 Volsinii (Orvieto) città dove si incontravano ogni anno i re-sacerdoti “Lucumoni” per discutere. L’errore degli etruschi è stato quello di non intervenire quando Roma attaccava le altre città etrusche. Da questo momento l’Etruria diventa provincia di Roma, i romani portano via anche la storia agli etruschi, dopo il 40 dopo Cristo gli etruschi sono personaggi strani a Roma che parlano una lingua strana, ma leggono il futuro. Gli “aruspici” sono gli importanti indovini etruschi che i romani interrogano prima della battaglia. Lunedì 09.09.02 Tutor: Stefano Giuntoli e Mauro Bizzarri Presentazione di Paolo Bruschetti Ispettore della Sovrintendenza – Cortona – Dirige il Museo Nazionale di Orvieto e Necropoli del Crocifisso Nel passato la scrittura era l’elemento che si considerava definire il passaggio da preistoria a storia. Oggi se ne riconosce un altro fondamentale, cioè la città. Inoltre c’è una fase di passaggio intermedio: la protostoria. In Etruria la scrittura compare già nei primi decenni del VII secolo, vi sono infatti molte iscrizioni su oggetti di alto artigianato, per i ricchi al fine di indicarne la proprietà, come le iniziali sulla camicia: sono di….. mi ha regalato….. In questo periodo però non c’è ancora la città, ma una situazione protourbana . Quando la tradizione grafica si allarga al ceto medio diventa democratica (demos = borghesia non popolo), quando si troveranno le iscrizioni sugli oggetti del ceto medio, sulle tombe e sui templi allora si sviluppa la città. Come conosciamo gli etruschi? Le fonti possono essere FONTI SCRITTE , che sono più eloquenti o FONTI ARCHEOLOGICHE che sono dirette, ma vanno interpretate. Il fenomeno città ha diverse facce: giuridico, economico, politico…. Ma che cosa caratterizza il concetto di città? Per rispondere a questa domanda confrontiamo la città con il suo correlato opposto: la campagna per mostrare che in città ci sono servizi comuni (acquedotto, strade) e specializzazioni (fabbro, falegname) mentre in campagna il contadino è autarchico, fa tutto da sé. Che cosa pensavano gli antichi della città? Mondo greco: Aristotele, La politica, IV sec. a.C. Città è comunità di cittadini liberi. Mondo romano: Cicerone, I secolo dopo Cristo, Città composta da cittadini a pieno diritto Il politheos athenaois (il cittadino di atene) non è il cittadino, ma chi ne gode i diritti: Ecclesia (Assemblea), Politeum, giustizia A Roma il civis romanus ha il diritto di voto nei comizi attivo e passivo (esser vot.) Nel medioevo la situazione è molto diversa: il castellano dal castello, il feudatario pensa solo a sé e ai suoi sudditi. Finché il potere è degli aristoi (ricchi), i servizi non sono per tutti, non tutti hanno i diritti. Quando il potere passa al demos (ceto medio, o borghesi) è il demos stesso che allarga a sé i servizi della città, il diritto a goderne. La città comincia a formarsi in questa fase con la razionalizzazione e l’assegnazione delle funzioni ai diversi spazi, si differenziano i rioni, quello delle abitazioni, i rioni del lavoro come a Firenze nel medioevo le corporazioni Via Calzauolo, Tintori, a Bologna Via Orefici, Drapperie, pescherie, clavature. Tito Livio racconta che dopo che Tarquinio Prisco (che forse non è mai esistito) ha preso il potere, ha sconfitto i latini nel Latin Veius, ha organizzato i festeggiamenti con pugili e altro, ma ha destinato uno spazio a questa funzione. Questa definizione dello spazio l’attribuisce a un re etrusco su Roma, ciò induce a ritenere che derivi dagli etruschi. Per la razionalizzazione degli spazi, si veda a Volterra un’area archeologica con 2 templi uno del III e l’altro del IV secolo su una collina che è un’acropoli. Già nel settimo secolo è dimostrata la presenza del tempio dalle terracotte. Vitruvio: la funzione sacra dell’acropoli è data dalle divinità protettrici. Anche a Veio c’è un esempio della funzione della “Piazza d’armi” Tempio a oikos, con terracotte del fregio per il frontone del tempio. Edificio pubblico con scene di carattere militare. Allora c’è un tempio del VI secolo, il più antico che si conosca con scene di carattere militare, dunque riporta un impegno cittadino (solo per i ricchi) Marzabotto aveva le pareti di graticcio (rami e canne rivestiti di argilla) i mattoni sono crudi, cotti al sole. Vitruvio dice che è meglio spender di più, usare i mattoni, perché i graticci bruciano facilmente) A Marzabotto ci sono le canalette pubbliche a spese della comunità, dunque un servizio. C’è un’idea precisa di area urbana. Vitruvio dice che le acropoli avevano un carattere (?) privato destinate poi a uso pubblico. Le tombe del Crocifisso a Orvieto sono tutte uguali con strade perpendicolari della metà del VI secolo. A Cerveteri ci sono i tumoli degli aristoi (inizio VI secolo, periodo orientalizzante), poi diventano regolari (emerge il demos) come a Orvieto. CITTA’ E’ RAZIONALIZZAZIONE DEGLI SPAZI che si intravede agli inizi delVI secolo in Etruria, per arrivare a questo fenomeno urbano ci sono 2 direzioni 1.aggregazione di villaggi (ATHENAE ATHENARUM) 2. Espansione di un villaggio (ROMA RoMAE) Molte città non hanno il singolare Volsinii Volsinorum Plinio il vecchio (I sec. dopo Cristo morto nel 79 per l’eruzione del Vesuvio) naturalista sosteneva che “le miniere sono la vera ricchezza e possono fare il prezzo di tutte le cose”, un’altra risorsa è il legname (perché sostiene Camporeale il Mediteraneo ha soprattutto macchia mediterranea)Dal bronzo finale del X secolo al ferro IX-VIII secolo queste risorse portano alla sede fissa, stanziale. Rivoluzione tecnologica aratro, accetta. Il capotribù è lucumone (rex per i romani). Per la aggregazione di villaggi, Veio ha 4 sepolcreti, quindi no occupa i maniera uniforme l’insediamento, ma ci sono diversi nuclei. Anche a Tarquinia e a Vetulonia ce ne sono diversi distanti 1Km e ½. Oggi si tende a vedere un’occupazione omogenea, così pensano i protostorici. Valutano i cocci diffusi. Ma Campogrande non è d’accordo: i cocci significano zona antropizzata, non zona abitata, inoltre perché mancano i singolari per le città? Ipotesi dei protostorici. Le abitazioni dell’età del ferro sono capanne di cui restano solo i buchi per i pali. Vasi funerari con una sola ansa: si spezza l’ansa così come si torcono le spade poste nelle tembe per renderle inutilizzabili. Nell’economia contadina le donne fanno i vasi (loro impastano la farina, come la terra) ce ne vogliono molti, perché sul fuoco si rompono facilmente. Ma con i cinerari biconici (asciugati e poi cotti) c’è una produzione a bassa scala. Si induce dal fatto che sono simili, la sagoma è la stessa, uniforme senza divergenze decorative. Vi sono anche oggetti di provetto artigianato bronzistico: rasoi a paletta, i più antichi, lunati con rappresentazioni, spade decorate (forse prodotte a Tarquinia) scene di caccia al cervo e al cinghiale, nel contesto villanoviano rappresentano la qualità del coraggio, riservato agli aristocratici. Il cinghiale viene affrontato dal più coraggioso (Senofonte). Primordi A Vetulonia c’è una coppa fenicia arrivata nella metà del VII secolo. A Veio coppe euboiche dimostrano traffici con Eubea, Fenicia, Cipro. Doni fra capi, sì per celebrare reciprocamente un buon affare, è promozione. VII Iliade: devono vino di Lemno, hanno comprato vino per l’esercito e devono vino regalato dal re di Lemno. Si usano otri (materiale organico che si deteriora e anfore. Ulisse è un commerciante di vino, ciclope dimostra che l’affare si fa in casa, non esiste ancora la piazza per tale funzione , non c’è ancora la città. I vasi sono fatti al tornio da maestri euboici, successivamente portano il tornio in Etruria, quindi nascono le botteghe, con il tornio non si lavora in casa. Il vino si beve solo dai ricchi, in questo periodo non esiste ancora un contesto urbano, in questa fase del villanoviano a metà dell’VIII secolo si forma un ceto ricco, che acquista oggetti di valore da Eubea, Fenicia e Cipro. Questo periodo diventa un fenomeno esplosivo nei FASTI ORIENTALIZZANTI (settimo secolo). Con Egitto, Cipro, Siria, eccetera si commerciano i metalli ferro, zinco, rame, argento. Il vaso di Bocconis a Tarquinia del faraone del 700 e egizio, ma gli egizi navigano solo il Nilo, quindi è stato portato dai fenici. Si sta creando un’ideologia aristocratica Vaso con mito del despotes : un uomo che combatte con un leone di fronte, ma dietro viene aggredito da un altro leone che placa con la mano, sembra sul punto di soccombere, ma vincerà. L’atteggiamento è quello del vincitore “mito del signore degli animali”. Vincitore è aristocratico. Si presentano diversi esempi di vincitore di animali su diverse coppe fenice: uomo che combatte nella stessa posizione un solo leone (se ne arrivasse un altro sarebbe come quello del passato, del despotes. Siamo nella linea della caccia: la caccia dimostrava la VIRTUS, la forza dell’uomo che detiene il potere economico. Si forma un ceto ricco a metà dell’VIII secolo, un ceto che compra oggetti per arredare la casa. Si mostra la tavoletta d’avorio di Marsiliana con iscrizione. L’avorio è un materiale nobile. La scrittura si trova solo su oggetti di pregio, quelli dei ricchi, come l’avorio. La presenza della scrittura è allora possibile solo se ci sono i ricchi che possono permettersi tali oggetti. La scrittura rappresenta allora un elemento di distinzione, per questo indica la proprietà. Questo ceto si accultura in senso greco e orientale quindi dall’VIII secolo anche in senso urbano. Si sviluppa allora una nuova forma di insediamento secondo un piano regolatore. Come nasce in Etruria questo ceto medio che porterà allo sviluppo della città? Esistono aristocratici che comprano, per esempio coppe, che rappresentano allora oggetti di valore che richiedono grande ricchezza. Per incrementare tale ricchezza hanno bisogno di sudditi che lavorino nelle miniere, nei latifondi e in altre attività. Ma questi sudditi acquistano capacità professionale specifica e una coscienza di classe (nel senso del loro valore professionale-rifle). Inizia una distribuzione diversa della ricchezza per le diverse specializzazioni: pastore, vignaiolo, fabbro, artigiano, che non lavorano solo per il padrone (o per un solo padrone rifle) ma per sé. Nasce il ceto medio, il cui sviluppo professionale è incrementato per necessità dal padrone, ma questo ceto sarà in alternativa agli aristocratici e attraverso di lui si trasforma l’abitato. La città nasce come fenomeno sociale con la formazione della borghesia, il demos. Il ceto medio adotta le abitudini del ceto aristocratico, per esempio: la scrittura. Si mostrano esempi: Vaso su (situla?) di Chiusi, Fibula con il nome del proprietario trovato a Chiusi. Il tempio di Piazza d’Armi di Veio ha un fregio che celebra una battaglia. La guerra è un avvenimento della città , ma riguarda i ricchi. Loro combattono con il proprio cavallo, armatura, armi: se le comprano. Adesso la scrittura la ritroviamo su tutte le tombe. A Orvieto per esempio nelle tombe della metà del VI secolo. La scrittura diventa patrimonio anche del ceto medio, come altre abitudini che attenevano in precedenza solo al ceto ricco. Abbiamo visto villaggi sedentari e villaggi che si incrementano e raggiungono il massimo nel VII secolo con fasto orientalizzante. Il vantaggio dei ricchi resiste 1 o 2 generazioni perché nasce come fenomeno sociale la nuova classe media, che porta strade regolari, acropoli distinte, diverse qualificazioni. Il fenomeno si diffonde dalla fascia costiera all’interno, si troveranno iscrizioni su oggetti virili e femminili. Quali sono gli elementi culturali e religiosi e quanto pesano nella distribuzione e nella precisa collocazione delle diverse funzioni urbane, quelle che definiscono appunto il concetto di città (accettando lo sviluppo del demos con tutte le conseguenze, delle diverse istanze che conducono alla necessità delle funzioni urbane. In altri termini è possibile rilevare una costante rituale o culturale per le città che si sviluppano per agglutinazione di villaggi, per espansione di un villaggio, per fondazione ex novo come Marzabotto? E’ possibile ipotizzare un peso maggiore del rito nella interpretazione storica della definizione urbana. Per esempio che una zona fosse valutata positiva per maggiormente adatta al cosmo che non alla comodità ? Mi piacerebbe trovare degli assiomi che consentissero anche interpretazioni non troppo definite per la funzione o la convenienza. Il cardo e il decumano valgono solo a Marzabotto? Per non pesare troppo con i nostri valori interpretativi ’è inoltre un problema di traduzione di valori semantici attuali applicati a situazioni

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