Differenza tra imperfetto e passato prossimo
Tempi verbali dell’indicativo nel passato. L’imperfetto non è finito, è il contesto, è come la scena del teatro dipinta attorno al palcoscenico. Il passato prossimo è l’azione che succede sul palco
Tempi verbali dell’indicativo nel passato. L’imperfetto non è finito, è il contesto, è come la scena del teatro dipinta attorno al palcoscenico. Il passato prossimo è l’azione che succede sul palco
Verbi come “piacere, mancare, bastare, servire” si usano con il pronome indiretto forte o debole “A me/mi piace il vino rosso”. Al passato concorda con ciò che piace/manca/serve, che è il soggetto, non con la persona
Si usano come “dativo” quando c’è la preposizione “a”. “Dare a” una persona a cui è diretta l’azione. “Diamo il libro a te, parliamo a lei” = “Ti diamo il libro, le parliamo”
1. Ci locativo: Pronome al posto di un luogo. “Vai a scuola? Sì, ci vado”. Anche con un luogo astratto “Credi a quello che dico? Sì, ci credo”. 2. Ne partitivo: Sostituisce “di qualcosa”. “Vuoi delle arance? Sì, ne vorrei un chilo”. Anche con un argomento astratto “Vuoi parlare delle tue esperienze? No, non ne…
Si formano con “essere” più il participio passato che concorda con il soggetto “mi sono lavata, ci siamo vestiti, si sono spaventate”
Tempo verbale dell’indicativo per azioni abituali del passato, azioni ripetute o in corso di svolgimento. E’ una condizione di contesto, la scena del teatro, imperfetto significa non finito
Tempo verbale dell’indicativo per azione concluse nel passato. Si forma con “essere” o “avere” più il participio passato del verbo. Con il verno essere il participo passato cambia “sono andata/o, siamo andate/i”
Le preposizioni articolate (del, dello, della, nel, nello, nella…) sono formate dall’unione di una preposizione con un articolo
Gli avverbi di tempo indicano il tempo cronologico (ieri, oggi, domani) o la frequenza (spesso, qualche volta, di tanto in tanto)
Nei verbi riflessivi l’oggetto dell’azione è il soggetto stesso con i pronomi mi, ti, si, ci, vi, si Ci sono anche forme riflessive astratte come “mi chiamo”, “mi aspetto”, “mi ricordo”, “mi diverto”