-
-
Presente
Le 3 coniugazioni dei verbi regolari parl-ARE, cred-ERE dorm-IRE(+ cap-IRE) e le coniugazioni dei verbi Essere e Avere. Poi le principali coniugazioni dell’indicativo presente dei verbi irregolari -
C’è / Ci sono
Uso di “c’è” (singolare) e “ci sono” (plurale) per indicare l’esistenza o la presenza di persone, animali o cose in un luogo o in una situazione. C’è mia madre / Ci sono mia madre e mio padre -
Questo/a, Quello/a
Aggettivi o pronomi dimostrativi per indicare qualcosa o qualcuno vicino o lontano: questo/questa (vicino a chi parla) quello/quella (lontano da chi parla). Questo libro / Quel libro -
Mi piace/ Mi piacciono
Espressione “mi/ti/gli/le/ci/vi piace” (soggetto singolare) e “mi/ti/gli/le/ci/vi piacciono” (soggetto plurale) indica “attrazione”. Mi piace il vino rosso / Mi piacciono i vini italiani -
I possessivi
Aggettivi e pronomi che indicano la proprietà di qualcosa (mio, mia, tuo, tua, suo, sua nostro, nostra, vostro, vostra, loro). Si declinano per genere (maschile e femminile) e per numero (singolare e plurale) -
Bene e buono
“Bene” è un avverbio (dice la qualità buona di una azione), “buono” è un aggettivo (dice una qualità positiva di qualcosa o di qualcuno). Verbo + bene “Mangio bene”, Nome + buono/a/i/e “Un prodotto buono” -
Pronomi diretti (mi, ti, lo, la …)
I pronomi (mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le) sono prima del verbo, sostituiscono l’oggetto e rispondono alle domande “chi?” e “che cosa?”. Mi, ti, ci, vi sono anche pronomi indiretti (a chi? a che cosa?) -
Verbi riflessivi (mi alzo, mi vesto …)
Nei verbi riflessivi l’oggetto dell’azione è il soggetto stesso con i pronomi mi, ti, si, ci, vi, si Ci sono anche forme riflessive astratte come “mi chiamo”, “mi aspetto”, “mi ricordo”, “mi diverto” -
Avverbi di tempo (mai, spesso, sempre ..)
Gli avverbi di tempo indicano il tempo cronologico (ieri, oggi, domani) o la frequenza (spesso, qualche volta, di tanto in tanto) -
Preposizioni articolate (dello/a, nello/a..)
Le preposizioni articolate (del, dello, della, nel, nello, nella…) sono formate dall’unione di una preposizione con un articolo -
Passato prossimo
Tempo verbale dell’indicativo per azione concluse nel passato. Si forma con “essere” o “avere” più il participio passato del verbo. Con il verno essere il participo passato cambia “sono andata/o, siamo andate/i” -
Imperfetto
Tempo verbale dell’indicativo per azioni abituali del passato, azioni ripetute o in corso di svolgimento. E’ una condizione di contesto, la scena del teatro, imperfetto significa non finito -
Verbi riflessivi al passato
Si formano con “essere” più il participio passato che concorda con il soggetto “mi sono lavata, ci siamo vestiti, si sono spaventate” -
Ci locativo e ne partitivo
1. Ci locativo: Pronome al posto di un luogo. “Vai a scuola? Sì, ci vado”. Anche con un luogo astratto “Credi a quello che dico? Sì, ci credo”.
2. Ne partitivo: Sostituisce “di qualcosa”. “Vuoi delle arance? Sì, ne vorrei un chilo”. Anche con un argomento astratto “Vuoi parlare delle tue esperienze? No, non ne parlo volentieri”. -
Pronomi indiretti
Si usano come “dativo” quando c’è la preposizione “a”. “Dare a” una persona a cui è diretta l’azione. “Diamo il libro a te, parliamo a lei” = “Ti diamo il libro, le parliamo” -
Verbi come Mi piace
Verbi come “piacere, mancare, bastare, servire” si usano con il pronome indiretto forte o debole “A me/mi piace il vino rosso”. Al passato concorda con ciò che piace/manca/serve, che è il soggetto, non con la persona -
Differenza tra imperfetto e passato prossimo
Tempi verbali dell’indicativo nel passato. L’imperfetto non è finito, è il contesto, è come la scena del teatro dipinta attorno al palcoscenico. Il passato prossimo è l’azione che succede sul palco -
Trapassato prossimo
È un tempo composto, si forma con imperfetto di essere/avere + participio passato, indica un’azione avvenuta prima di un’altra azione passata -
Il condizionale presente
Il condizionale presente esprime azioni possibili o desideri, condizioni. Si usa per ipotesi, richieste cortesi, opinioni non sicure (andrei, vorrei, farei) -
Differenza pronomi diretti e indiretti
I pronomi diretti sostituiscono la parola (persona o oggetto) a cui arriva l’azione del soggetto. Rispondono alle domande “Chi? Che cosa?”. “Guardo una fotografia – La guardo”. I pronomi indiretti hanno la preposizione “a” prima della parola: rispondono alla domanda “A chi? A che cosa?” “Dò il libro a un’amica – Le dò il libro” -
Il futuro
Il futuro semplice indica un’azione che deve ancora avvenire rispetto al momento in cui si parla o si scrive (domani andrò al mare, partiranno la settimana prossima) -
Il condizionale passato
Il condizionale passato indica azioni o possibilità non realizzate nel passato e si forma con il condizionale presente di essere/avere + participio passato (sarei andato, avrei fatto) -
Comparativi e superlativi (il/ la più, -issimo/a)
I comparativi confrontano due elementi (più/meno + aggettivo: più alto di, meno interessante di): “Il mar Tirreno è più profondo dell’Adriatico”. I superlativi indicano il grado massimo: il/la più… o aggettivo + -issimo/a. “Il Tirreno è profondissimo” -
L’imperativo (tu, Lei, noi, voi)
L’imperativo (tu, Lei, noi, voi) dà ordini, consigli, solo al presente “Mangia! Mangiate! Mangiamo! Partiamo! Ascoltate!” -
I pronomi doppi
I pronomi doppi (me lo, te la, glieli, ce ne) uniscono un pronome indiretto e uno diretto e sostituiscono insieme “a chi” e “che cosa”. “Hai dato il libro a tuo fratello? Sì, gliel’ho dato” -
Si impersonale
Il “si” impersonale è usato con un verbo alla terza persona per dire un aspetto generale che riguarda tutti, senza soggetto definito: si dice, si mangia, si lavora = uno dice, uno mangia, uno lavora -
Congiuntivo presente
L’indicativo indica. Il congiuntivo congiunge un’opinione, un desiderio, o una sensazione con la realtà: dubbio o possibilità in frasi dipendenti, al presente: “Penso che sia giusto, spero che tu venga, è meglio che studiamo” -
Congiuntivo passato
Il congiuntivo passato indica un’azione passata rispetto al presente della principale e si forma con congiuntivo presente di essere/avere + participio passato “Penso che sia stato bello” -
Preposizioni
Le preposizioni (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra) collegano parole o gruppi di parole esprimendo rapporti di luogo, tempo, modo, causa, compagnia, mezzo -
Ipotesi e periodo ipotetico
Il periodo ipotetico si usa per un’ipotesi e la sua conseguenza. Le ipotesi sono di realtà, di possibilità o di irrealtà. Per la realtà si può usare l’indicativo, sennò si usa il condizionale e il congiuntivo. “Non farei sport se avessi la febbre” -
Magari
1. Un’esclamazione significa “Sarebbe bello” (Pensi di superare l’esame? Magari! (Sarebbe bello!)” 2. Significa “forse”. “Magari (forse) domani piove -
Verbi composti con pronomi
I verbi composti con pronomi (andarsene, farcela, cavarsela, metterci…) sono verbi idiomatici composti da un verbo e da particelle pronominali (pronomi diretti, indiretti, ne e ci) -
Il passato remoto
Si usa per azioni concluse in un passato lontano o storico “Dante nacque, visse, morì”. Al posto del passato remoto si usa spesso il passato prossimo “Dante è nato, è vissuto, è morto” o il presente storico “Dante nasce, vive, muore” -
Congiuntivo imperfetto e trapassato
Il congiuntivo imperfetto è la forma che si usa nel presente per un’azione del passato, oppure nell’ipotesi. Il congiuntivo trapassato si usa nel passato per un’azione precedente, oppure nell’ipotesi dell’irrealtà. -
Concordanze indicativo e congiuntivo
La concordanza tra indicativo e congiuntivo regola la scelta del tempo nelle subordinate. “Penso che tu sia stanco, Penso che tu abbia dormito, Credevo che tu fossi stanco, Credevo che tu avessi dormito” -
Altre esclamazioni come magari!
Esclamazioni come magari esprimono soprattutto desiderio, speranza o sollievo e rendono il linguaggio più naturale e colloquiale nei dialoghi quotidiani -
Qualcuno, qualcosa, nessuno, niente/nulla, tutto, tutti, chiunque
Pronomi indefiniti che indicano persone o cose in modo generico, senza specificare. Niente/nulla e nessuno sono rinforzati da “non” prima del verbo “Non viene nessuno” “Non c’è niente da fare” -
Discorso indiretto
Il discorso indiretto riporta le parole di qualcuno in forma subordinata, adattando tempi verbali, pronomi e avverbi. Si usa nela lingua parlata in forma semplificata e si usa poco nella lingua scritta. -
Trapassato remoto
Si usa per azioni concluse in un passato lontano o storico “Dante nacque, visse, morì”. Al posto del passato remoto si usa spesso il passato prossimo “Dante è nato, è vissuto, è morto” o il presente storico “Dante nasce, vive, muore”

