studenti cultura italiana bologna studiano sui colli bolognesi

Schemi grammaticali

Raccolta dei fondamenti della grammatica italiana per uso pratico
  1. Articoli

    Gli articoli sono brevi parole messe prima del nome che indicano il genere maschile o femminile e il numero (singolare o plurale). Sono determinativi e specificano quel nome, sono indeterminativi e sono generali
  2. Presente

    Le 3 coniugazioni dei verbi regolari parl-ARE, cred-ERE dorm-IRE(+ cap-IRE) e le coniugazioni dei verbi Essere e Avere. Poi le principali coniugazioni dell’indicativo presente dei verbi irregolari
  3. C’è / Ci sono

    Uso di “c’è” (singolare) e “ci sono” (plurale) per indicare l’esistenza o la presenza di persone, animali o cose in un luogo o in una situazione. C’è mia madre / Ci sono mia madre e mio padre
  4. Questo/a, Quello/a

    Aggettivi o pronomi dimostrativi per indicare qualcosa o qualcuno vicino o lontano: questo/questa (vicino a chi parla) quello/quella (lontano da chi parla). Questo libro / Quel libro
  5. Mi piace/ Mi piacciono

    Espressione “mi/ti/gli/le/ci/vi piace” (soggetto singolare) e “mi/ti/gli/le/ci/vi piacciono” (soggetto plurale) indica “attrazione”. Mi piace il vino rosso / Mi piacciono i vini italiani
  6. I possessivi

    Aggettivi e pronomi che indicano la proprietà di qualcosa (mio, mia, tuo, tua, suo, sua nostro, nostra, vostro, vostra, loro). Si declinano per genere (maschile e femminile) e per numero (singolare e plurale)
  7. Bene e buono

    “Bene” è un avverbio (dice la qualità buona di una azione), “buono” è un aggettivo (dice una qualità positiva di qualcosa o di qualcuno). Verbo + bene “Mangio bene”, Nome + buono/a/i/e “Un prodotto buono”
  8. Passato prossimo

    Tempo verbale dell’indicativo per azione concluse nel passato. Si forma con “essere” o “avere” più il participio passato del verbo. Con il verno essere il participo passato cambia “sono andata/o, siamo andate/i”
  9. Imperfetto

    Tempo verbale dell’indicativo per azioni abituali del passato, azioni ripetute o in corso di svolgimento. E’ una condizione di contesto, la scena del teatro, imperfetto significa non finito
  10. Ci locativo e ne partitivo

    1. Ci locativo: Pronome al posto di un luogo. “Vai a scuola? Sì, ci vado”. Anche con un luogo astratto “Credi a quello che dico? Sì, ci credo”.
    2. Ne partitivo: Sostituisce “di qualcosa”. “Vuoi delle arance? Sì, ne vorrei un chilo”. Anche con un argomento astratto “Vuoi parlare delle tue esperienze? No, non ne parlo volentieri”.
  11. Pronomi indiretti

    Si usano come “dativo” quando c’è la preposizione “a”. “Dare a” una persona a cui è diretta l’azione. “Diamo il libro a te, parliamo a lei” = “Ti diamo il libro, le parliamo”
  12. Verbi come Mi piace

    Verbi come “piacere, mancare, bastare, servire” si usano con il pronome indiretto forte o debole “A me/mi piace il vino rosso”. Al passato concorda con ciò che piace/manca/serve, che è il soggetto, non con la persona
  13. Differenza pronomi diretti e indiretti

    I pronomi diretti sostituiscono la parola (persona o oggetto) a cui arriva l’azione del soggetto. Rispondono alle domande “Chi? Che cosa?”. “Guardo una fotografia – La guardo”. I pronomi indiretti hanno la preposizione “a” prima della parola: rispondono alla domanda “A chi? A che cosa?” “Dò il libro a un’amica – Le dò il libro”
  14. Il futuro

    Il futuro semplice indica un’azione che deve ancora avvenire rispetto al momento in cui si parla o si scrive (domani andrò al mare, partiranno la settimana prossima)
  15. Il condizionale passato

    Il condizionale passato indica azioni o possibilità non realizzate nel passato e si forma con il condizionale presente di essere/avere + participio passato (sarei andato, avrei fatto)
  16. I pronomi doppi

    I pronomi doppi (me lo, te la, glieli, ce ne) uniscono un pronome indiretto e uno diretto e sostituiscono insieme “a chi” e “che cosa”. “Hai dato il libro a tuo fratello? Sì, gliel’ho dato”
  17. Si impersonale

    Il “si” impersonale è usato con un verbo alla terza persona per dire un aspetto generale che riguarda tutti, senza soggetto definito: si dice, si mangia, si lavora = uno dice, uno mangia, uno lavora
  18. Congiuntivo presente

    L’indicativo indica. Il congiuntivo congiunge un’opinione, un desiderio, o una sensazione con la realtà: dubbio o possibilità in frasi dipendenti, al presente: “Penso che sia giusto, spero che tu venga, è meglio che studiamo”
  19. Congiuntivo passato

    Il congiuntivo passato indica un’azione passata rispetto al presente della principale e si forma con congiuntivo presente di essere/avere + participio passato “Penso che sia stato bello”
  20. Preposizioni

    Le preposizioni (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra) collegano parole o gruppi di parole esprimendo rapporti di luogo, tempo, modo, causa, compagnia, mezzo
  21. Ipotesi e periodo ipotetico

    Il periodo ipotetico si usa per un’ipotesi e la sua conseguenza. Le ipotesi sono di realtà, di possibilità o di irrealtà. Per la realtà si può usare l’indicativo, sennò si usa il condizionale e il congiuntivo. “Non farei sport se avessi la febbre”
  22. Magari

    1. Un’esclamazione significa “Sarebbe bello” (Pensi di superare l’esame? Magari! (Sarebbe bello!)” 2. Significa “forse”. “Magari (forse) domani piove
  23. Verbi composti con pronomi

    I verbi composti con pronomi (andarsene, farcela, cavarsela, metterci…) sono verbi idiomatici composti da un verbo e da particelle pronominali (pronomi diretti, indiretti, ne e ci)
  24. Il passato remoto

    Si usa per azioni concluse in un passato lontano o storico “Dante nacque, visse, morì”. Al posto del passato remoto si usa spesso il passato prossimo “Dante è nato, è vissuto, è morto” o il presente storico “Dante nasce, vive, muore”
  25. Congiuntivo imperfetto e trapassato

    Il congiuntivo imperfetto è la forma che si usa nel presente per un’azione del passato, oppure nell’ipotesi. Il congiuntivo trapassato si usa nel passato per un’azione precedente, oppure nell’ipotesi dell’irrealtà.
  26. Discorso indiretto

    Il discorso indiretto riporta le parole di qualcuno in forma subordinata, adattando tempi verbali, pronomi e avverbi. Si usa nela lingua parlata in forma semplificata e si usa poco nella lingua scritta.
  27. Trapassato remoto

    Si usa per azioni concluse in un passato lontano o storico “Dante nacque, visse, morì”. Al posto del passato remoto si usa spesso il passato prossimo “Dante è nato, è vissuto, è morto” o il presente storico “Dante nasce, vive, muore”