Congiuntivo presente
L’indicativo indica. Il congiuntivo congiunge un’opinione, un desiderio, o una sensazione con la realtà: dubbio o possibilità in frasi dipendenti, al presente: “Penso che sia giusto, spero che tu venga, è meglio che studiamo”
L’indicativo indica. Il congiuntivo congiunge un’opinione, un desiderio, o una sensazione con la realtà: dubbio o possibilità in frasi dipendenti, al presente: “Penso che sia giusto, spero che tu venga, è meglio che studiamo”
Il “si” impersonale è usato con un verbo alla terza persona per dire un aspetto generale che riguarda tutti, senza soggetto definito: si dice, si mangia, si lavora = uno dice, uno mangia, uno lavora
I pronomi doppi (me lo, te la, glieli, ce ne) uniscono un pronome indiretto e uno diretto e sostituiscono insieme “a chi” e “che cosa”. “Hai dato il libro a tuo fratello? Sì, gliel’ho dato”
L’imperativo (tu, Lei, noi, voi) dà ordini, consigli, solo al presente “Mangia! Mangiate! Mangiamo! Partiamo! Ascoltate!”
I comparativi confrontano due elementi (più/meno + aggettivo: più alto di, meno interessante di): “Il mar Tirreno è più profondo dell’Adriatico”. I superlativi indicano il grado massimo: il/la più… o aggettivo + -issimo/a. “Il Tirreno è profondissimo”
Il condizionale passato indica azioni o possibilità non realizzate nel passato e si forma con il condizionale presente di essere/avere + participio passato (sarei andato, avrei fatto)
Il futuro semplice indica un’azione che deve ancora avvenire rispetto al momento in cui si parla o si scrive (domani andrò al mare, partiranno la settimana prossima)
I pronomi diretti sostituiscono la parola (persona o oggetto) a cui arriva l’azione del soggetto. Rispondono alle domande “Chi? Che cosa?”. “Guardo una fotografia – La guardo”. I pronomi indiretti hanno la preposizione “a” prima della parola: rispondono alla domanda “A chi? A che cosa?” “Dò il libro a un’amica – Le dò il libro”
Il condizionale presente esprime azioni possibili o desideri, condizioni. Si usa per ipotesi, richieste cortesi, opinioni non sicure (andrei, vorrei, farei)
È un tempo composto, si forma con imperfetto di essere/avere + participio passato, indica un’azione avvenuta prima di un’altra azione passata