David:

Pensavo che la carta fosse fatta di due fibre:
- del cottone nel caso della carta “buona”, utilizata spesso per gli scopi archivistici;
- della pasta di legno, utilizzata per la maggiore parte nella stampa di libri “populari” e giornali. (La pasta di legno è molto acida e si deteriora col tempo).
Quindi, è stato molto interresante di imparare che ce sono altre fibre che usano per le carte fatte a mano, in particulare la lokta di Nepal, la banana, e sopratutti le diverse fibre utilizzate in Giappone per la “washi”.
Walter:

Dopo aver discusso in classe punti di vista differenti sulla pubblicità, oggi siamo andati in un bottega da vedere come fanno il lavoro. Abbiam chiesto tante domande su tanti argomenti. In base è una bottega d’arte. Qui si considera arte qualsiasi opera che ha una relazione con la carta. Ma non la carta comune: carta fatta a mano di ogni genere. Per me era una rivelazione. Non l’avevo mai vista, e a dire la verità, non sapevo che affatto esiste.
Mi ho chiesto spesso per quale motivo non mi piace particolarmente l’arte usale, come statue e quadri, per quali si pagano molto soldi. Ma il problema ho c’è perché mi piacciono altri tipi d’arte: la musica, il ballo, l’architettura e oggi anche le carte artistiche. Sono grato che non amare particolarmente i dipinti non è una mancanza. Mi sono piaciuti i prodotti nella bottega e la proprietessa è molto gentile e esperta. Ma personalmente il più importante per me stesso che ho imparato qualcosa di nuovo.

















