{"id":13761,"date":"2020-04-10T16:13:23","date_gmt":"2020-04-10T14:13:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturaitaliana.eu\/?post_type=lectures&#038;p=13761"},"modified":"2021-01-27T16:19:21","modified_gmt":"2021-01-27T15:19:21","slug":"xviii-seminario-per-insegnanti-ditaliano-dei-licei-della-baviera-orvieto-27-30-aprile-2003","status":"publish","type":"lectures","link":"https:\/\/www.culturaitaliana.eu\/sv\/lectures\/xviii-seminario-per-insegnanti-ditaliano-dei-licei-della-baviera-orvieto-27-30-aprile-2003\/","title":{"rendered":"&#8221;XVIII Seminario per insegnanti d\u2019italiano dei licei della Baviera, Orvieto&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"tb-fields-and-text\" data-toolset-blocks-fields-and-text=\"3e1d2592ce20bdf2bf813c9dfa44c991\"><p><strong>Trascrizioni di appunti non ufficiali e non controllati<\/strong><\/p>\n<p>XVIII Seminario di aggiornamento per docenti di lingua italiana&nbsp;nelle Scuole secondarie superiori della Baviera&nbsp;Orvieto&nbsp;Centro Studi \u201cCitt\u00e0 di Orvieto\u201d \u2013 Piazza Duomo, 20&nbsp;27 \u2013 30 aprile 2003&nbsp;Organizzato dall\u2019Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera&nbsp;in collaborazione con&nbsp;il Bayerisches Staatsministerium f\u00fcr Unterricht und Kultus,&nbsp;il Comune di Orvieto, la Regione Umbria , la Provincia di Terni , la Fondazione per il Centro Studi \u201cCitt\u00e0 di&nbsp;Orvieto\u201d, la scuola \u201cCultura Italiana\u201d di Bologna&nbsp;\u201cLa Citt\u00e0 di Orvieto ed il suo territorio\u201d&nbsp;un tipico caso di storia, arte e tradizioni culturali dell\u2019Italia Centrale&nbsp;La Citt\u00e0 di Orvieto sorge ai margini meridionali della Regione dell\u2019Umbria: detta \u201cil cuore verde dell\u2019Italia\u201d, ma&nbsp;la sua storia, le sue tradizioni e la stessa lingua dialettale si d&nbsp;Tufo\u201d&nbsp;Claudio Bizzarri, Archeologo&nbsp;ore 17.00&nbsp;Visita guidata al Pozzo di San Patrizio ed alla Rocca dell\u2019Albornoz&nbsp;Ore 20.00 Cena&nbsp;Marted\u00ec 29 aprile 2003&nbsp;Ore 9.00&nbsp;Conferenza: \u201cLa trasformazione della Citt\u00e0 dall\u2019 Ottocento ai giorni nostri\u201d&nbsp;Ferruccio Della Fina, Architetto&nbsp;Ore 11.00&nbsp;Visita guidata ai monumenti della Citt\u00e0&nbsp;Ore 13.00 Pranzo&nbsp;Ore 14.30&nbsp;Visita guidata al Duomo di Orvieto&nbsp;Conferenza-Visita: \u201cLa Cappella Nova e gli affreschi del Signorelli\u201d&nbsp;Raffaele Davanzo, Soprintendenza per i Beni Culturali dell\u2019Umbria&nbsp;Ore 17.30&nbsp;Conferenza: \u201cL\u2019 economia dell\u2019area orvietana, turismo e produzioni tipiche\u201d&nbsp;Elvio Dal Bosco, Economista<\/p>\n<p>Ore 18.30 Aspetti della tradizione enogastronomica dell\u2019Orvietano&nbsp;Lorenzo Polegri, Gastronomo Ristorante \u201cZeppelin\u201d&nbsp;Ore 20 Cena di commiato&nbsp;Mercoled\u00ec 30 aprile 2003&nbsp;Ore 9.00&nbsp;Conferenza-Visita \u201cOrvieto underground\u201d&nbsp;Claudio Bizzarri, Archeologo&nbsp;Successivamente degustazione di prodotti tipici locali offerta dal Servizio Turistico dell\u2019Orvietano in&nbsp;collaborazione con la Societ\u00e0 Speleotecnica&nbsp;Partenza&nbsp;Domenica 27 aprile 2003&nbsp;Ore 10.00 Saluto di benvenuto&nbsp;Stefano Cimicchi, Sindaco del Comune di Orvieto&nbsp;Saluti delle autorit\u00e0&nbsp;Andrea Piazza, Addetto dell\u2019Istituto Italiano di Cultura, Monaco di Baviera&nbsp;Massimo Maracci, Direttore di Cultura Italiana Bologna&nbsp;Conferenza: \u201cL\u2019 identit\u00e0 culturale attuale di una citt\u00e0 d\u2019 arte minore\u201d&nbsp;Enrico Petrangeli, Antropologo, Assessore alla Cultura del Comune di Orvieto e Presidente della&nbsp;Fondazione Centro Studi \u201cCitt\u00e0 di Orvieto\u201d&nbsp;Dato che non ero sicuro di riuscire a interessarvi con gli argomenti che avrei proposto oggi, ce l\u2019ho messa&nbsp;tutta almeno per intenerirvi, impietosirvi e mi sono fatto male a un piede. E questo in genere predispone ad&nbsp;essere pi\u00f9 clementi nel giudizio, sapendo che l\u2019altro soffre al piede. Allora, nel mio intervento io partir\u00f2 un po\u2019&nbsp;provocatoriamente, dal mettere in discussione il fatto che esista un\u2019identit\u00e0 culturale, proprio per allacciarmi&nbsp;a quella prospettiva che diceva prima il dottor Maracci. Dopodich\u00e9 vorrei darvi degli esempi di come l\u2019identit\u00e0&nbsp;culturale sia costantemente rinegoziata, rimessa in discussione, riformulata, ridefinita. E poi vorrei fare con&nbsp;voi stamani, il fatto che Orvieto, come altre citt\u00e0, che mantengono una intensa sedimentazione storica,&nbsp;consentono, attraverso il recupero del passato, l\u2019equivalente dell\u2019esperienza che oggi consentirebbe un viaggio&nbsp;verso luoghi esotici. In qualche maniera la nostra storia, i percorsi e le dinamiche che appartengono alla&nbsp;nostra storia nelle diverse epoche, che hanno a che fare con i diversi livelli che storigraficamente riusciamo&nbsp;ad accertare, ci mettono poi nella condizione di fare un\u2019esperienza quasi uguale a quella che sarebbe&nbsp;prendere l\u2019aeroplano e andare in un luogo esotico. La nostra storia \u00e8 come il luogo della riconferma delle&nbsp;nostre radici come luogo del nostro esotico.&nbsp;La primissima considerazione. Io credo che voi abbiate trovato normale entrare in quest\u2019ambiente, io credo&nbsp;che voi abbiate trovato, tutto sommato, abbastanza accettabile l\u2019idea che in parte quest\u2019ambiente sia gi\u00e0&nbsp;recuperato in parte debba esserlo perch\u00e9 fino a due anni fa quest\u2019ambiente era un ospedale. E\u2019 stato un vero&nbsp;e proprio shock, di carattere culturale, accettare l\u2019idea che l\u2019ospedale si potesse spostare di qui. Ora&nbsp;cerchiamo di essere razionali, un ospedale, al centro di un centro storico, che ci sta a fare? Un ospedale sulla&nbsp;piazza del duomo, che ci sta a fare? Rende tutto estremamente pi\u00f9 complicato, problemi di traffico, problemi&nbsp;di parcheggio, di qualsiasi tipo. Non \u00e8 meglio che un ospedale sia vicino all\u2019uscita dell\u2019autostrada? Da un&nbsp;punto di vista razionale \u00e8 decisamente meglio. Il problema \u00e8 che l\u2019ospedale collocato in piazza del duomo&nbsp;apparteneva a una scelta razionale quando l\u2019urbanistica era quella del XIII secolo in cui si \u00e8 insediato. Oggi,&nbsp;appartiene a una scelta urbanisticamente efficace l\u2019idea di collocarlo in prossimit\u00e0 dell\u2019uscita del casello&nbsp;autostradale. Il problema \u00e8 che la rappresentazione collettiva, l\u2019idea che la gente ha in testa del significato dei&nbsp;luoghi, ci mettono pi\u00f9 tempo di quanto non ci mettano le evoluzioni sociali a trasformarsi. Le&nbsp;rappresentazioni mentali sono pi\u00f9 lente a trasformarsi rispetto alla realt\u00e0 sociale che spesso interpretano e&nbsp;descrivono. Bella scoperta, ci voleva l\u2019antropologo per parlare di queste cose. Allora. Flash, XII secolo, verso&nbsp;la fine. Si comincia a edificare una cattedrale, quella che vedete qui in piazza, motivi per cui Orvieto riesce a&nbsp;edificare una cattedrale di quel tipo sono molteplici, parlando in maniera molto realistica, perch\u00e9 Orvieto alla&nbsp;fine del XII secolo, e poi anche una buona met\u00e0 del XIII secolo, era una citt\u00e0 estremamente ricca. I suoi&nbsp;domini arrivavano al mare, Orbetello, per esempio, significa piccola Orvieto. I contributi da parte delle terre&nbsp;assoggettate erano interessanti. Orvieto non doveva spendere granch\u00e9 per edificare mura con le quali&nbsp;cingersi per resistere agli assedi perch\u00e9 gli orvietani da sempre hanno abitato la zona alta della rocca. Allora&nbsp;Orvieto si pu\u00f2 consentire tutto di investire sul simbolico, io non credo che la commissione teologale che d\u00e0 il&nbsp;via ai lavori rifletta molto su questo, credo piuttosto che la diatriba che si apre su quale luogo dovesse&nbsp;ospitare il reliquiario del corpus domini, si risolve presto perch\u00e9 Orvieto ha una potenza economica&nbsp;enormeme. Orvieto comincia a edificare il duomo, dopo un po\u2019 \u00e8 necessario trovare una collocazione per i&nbsp;pellegrini che accorrono al duomo, gli ospedali in tutta Italia e in tutta Europa, nascono cos\u00ec, come luogo che&nbsp;serve da ricovero, da foresteria, per i pellegrini che giungono al loro luogo di pellegrinaggio. Non sono luoghi&nbsp;di cura, non sono tenute da corporazioni mediche, sono gestiti da religiosi. Il cambio verso ci\u00f2 che noi oggi&nbsp;intendiamo come ospedale, \u00e8 soltanto progressivo, \u00e8 molto lento. \u00c8 una cosa in gran parte ancora in corso e&nbsp;che in Italia pesantemente risente di questa origine. Voi trovate in molte citt\u00e0 d\u2019Italia una collocazione degli&nbsp;ospedali prossima alla cattedrale, prossimo al centro di culto. Era assolutamente razionale che un ospedale,&nbsp;in quel contesto, stesse vicino alla cattedrale. Oggi \u00e8 perfettamente razionale che l\u2019ospedale sia dove \u00e8 stato&nbsp;fatto. In una zona fuori dal centro storico, in una zona vicina alla espansione residenziale pi\u00f9 consistente che&nbsp;ha avuto Orvieto come i quartieri che si espandono alle pendici della citt\u00e0, vicina al casello dell\u2019autostrada.&nbsp;Perch\u00e9? Perch\u00e9 ormai l\u2019ospedale non accoglie pi\u00f9 i pellegrini, ora gli ospedali non sono pi\u00f9 foresterie, perch\u00e9&nbsp;oggi gli ospedali sono invece centri di cura. Da che cosa devono curare gli ospedali. Devono poter senz\u2019altro&nbsp;poter intervenire, per esempio, nel caso di incidenti stradali. E\u2019 molto pi\u00f9 facile che succeda un incidente&nbsp;stradale con conseguenze di un certo tipo sull\u2019autostrada, o sulle grosse vie di comunicazione, che non nei&nbsp;vicoletti di Orvieto. Qui a Orvieto vi succeder\u00e0 di vedere un apetto incastrato nel piccolo mercato. A parte il&nbsp;disagio di qualcuno che deve aspettare perch\u00e9 si tolga via. L\u2019apetto \u00e8 un motocarro, della Piaggio. A parte il&nbsp;disagio, a parte la coreografia generale: immaginate il sampietrino per terra, immaginate il muro di tufo,&nbsp;immaginate le penne di gallina che svolazzano dappertutto, immaginate anche qualche bestemmia, siamo&nbsp;troppo vicino a Roma per non bestemmiare. Diventa uno spaccato pittoresco, quasi oleografico della citt\u00e0. In&nbsp;realt\u00e0 quando succede un incidente \u00e8 presso un\u2019autostrada e quindi \u00e8 razionale che sia laggi\u00f9. Lo&nbsp;spostamento da qui a laggi\u00f9 ha provocato delle discussioni furibonde in citt\u00e0. Prima fra tutte: Orvieto rimane&nbsp;senza un ospedale. Se la maggior parte degli abitanti stanno nella localit\u00e0 Cicogna, nella localit\u00e0&nbsp;Sferracavallo, perch\u00e9 ci si continua ostinatamente a pensare in maniera esclusiva che gli abitanti di Orvieto&nbsp;siano soltanto quelli che stanno nel centro storico. La consistenza demografica del centro storico \u00e8 in&nbsp;rapporto uno a quattro rispetto alle zone residenziali della citt\u00e0. E allora perch\u00e9 Orvieto rimane senza&nbsp;ospedale se questo ospedale anzich\u00e9 stare al centro storico va in, presso una di queste zone residenziali. Si \u00e8&nbsp;dovuto trovare una via di conciliazione per resistere alle pressioni degli orvietani, e sotto trovate ancora&nbsp;schierata qualche ambulanza. Le ambulanze sono vuote, grazie a Dio. Sono ambulanze che servono soltanto&nbsp;per trasferire all\u2019ospedale quelle persone indigene, autoctone del centro storico, che si facessero male proprio&nbsp;qui, nel centro storico e che si vedrebbero, comunque, confortate a dire portami all\u2019ospedale, cio\u00e8 non \u00e8 qui&nbsp;l\u2019ospedale, \u00e8 altrove. Basta una croce rossa e un furgone bianco per essere completamente tranquillizzati. Ci&nbsp;vuole un bel po\u2019 prima che le strutture mentali colgano i cambiamenti che l\u2019evoluzione sociale ha imposto ai&nbsp;luoghi della citt\u00e0. Allora, da questo punto di vista, un po\u2019 provocatoriamente, mi viene da riprendere l\u2019idea di&nbsp;un grosso antropologo italiano che si chiama Remotti, insegna a Torino; \u00e8 vivente, normalmente si citano&nbsp;solo quelli che sono appena morti, mai attribuire a qualcuno la stima di chi \u00e8 ancora in vita. Egli in un&nbsp;saggio va contro l\u2019identit\u00e0, provocatoriamente lui dice smettiamo di parlare della identit\u00e0 culturale.&nbsp;Rendiamoci conto che tutte le nostre rappresentazioni che ci portano a caratterizzare qualcosa o qualcuno,&nbsp;in maniera forte e per\u00f2 statica, \u00e8 come imbalsamare la realt\u00e0. Smettiamo quindi di parlare di identit\u00e0&nbsp;culturale come una cosa acquisita una volta per tutte. \u00c8 meglio non parlarne. Rendiamoci invece conto che&nbsp;l\u2019identit\u00e0 culturale non \u00e8 una definizione, che la fa essere ente, ma \u00e8 invece una realt\u00e0 processuale. E allora&nbsp;divertiamoci a scoprire che cos\u2019\u00e8 che fabbrica l\u2019identit\u00e0 culturale. Perch\u00e9 tutto questo; o meglio perch\u00e9&nbsp;Remoti dice questo. Perch\u00e9 noi di un\u2019identit\u00e0 culturale non riusciamo a farne a meno. Per quanto&nbsp;approssimativa, a noi ci serve sapere quelle tre, quattro cose che ci orientano rispetto a una realt\u00e0, rispetto&nbsp;ad un fenomeno, rispetto ad un individuo, e cos\u00ec via. Ci\u00f2 che facciamo di una qualsiasi realt\u00e0, di un qualsiasi&nbsp;individuo, di un qualsiasi fenomeno, in genere \u00e8 approssimata, riduttiva. \u00c8 il gioco di cui ci rendiamo conto&nbsp;quando per esempio ci chiedono di descrivere una persona, o di descrivere un luogo, sentiamo che le parole&nbsp;non ci bastano; non sappiamo bene come selezionare i caratteri che fotografano una realt\u00e0. Procediamo un&nbsp;po\u2019 a casaccio, qualche volta siamo simpatici, qualche volta siamo dei passionali, dipende dal nostro grado di&nbsp;coinvolgimento, se mi chiedete di descrivere mio figlio, lo faccio in un certo modo, se mi chiedete di farvi un&nbsp;identikit di chi ha provocato il mio incidente, ve lo faccio diversamente.&nbsp;Provocatoriamente potremmo dire che noi non conosciamo la realt\u00e0, conosciamo la rappresentazione della&nbsp;realt\u00e0. Io mi sento autorizzato a prendere questa, perch\u00e9 so di parlare a persone che per esempio hanno nel&nbsp;loro background la Critica della Ragion Pura, allora Kant grosso modo, diceva che il nostro cervello funziona&nbsp;articolato in categorie, al di fuori di quelli che sono i limiti delle categorie non possiamo prendere nessuna&nbsp;forma di realt\u00e0. Le categorie non sono biologiche, non sono metafisiche, sono di carattere sociale, di carattere&nbsp;culturale. Ci\u00f2 che comunque \u00e8 il nostro modo di ragionare, determina anche i minuti del nostro modo di&nbsp;ragionare, e di sentire le cose. Perch\u00e9 noi in parte ragioniamo in parte reagiamo, praticamente, con la realt\u00e0.&nbsp;Allora, partiamo dal presupposto che la realt\u00e0 non esista. E diciamo che noi abbiamo in continuazione&nbsp;rappresentazioni della realt\u00e0. Oggi vi condurr\u00f2 a dare una grattatina, una scrostatina, all\u2019immagine, alle&nbsp;cartoline che per noi sostituiscono normalmente la realt\u00e0. Allora. Orvieto che cos\u2019\u00e8. Orvieto \u00e8 una cittadina&nbsp;piccola, abbastanza bella conosciuta. Mi hanno consigliare di dichiarare subito il numero di abitanti per&nbsp;necessit\u00e0, per un\u2019idea della grandezza, dai 21,000 ai 23,000. uno pi\u00f9 uno meno, insomma bisognerebbe&nbsp;andare a vedere se qualcuno \u00e8 nato stanotte. L\u2019intero comune. Il territorio \u00e8 molto esteso, non c\u2019abbiamo il&nbsp;mare, come vi dicevo prima, ma in compenso una comunit\u00e0 montana s\u00ec; montana per come si pu\u00f2 intendere&nbsp;montagna in una zona pre-appenninica nell\u2019Italia centrale. Quindi non vi immaginate le renne o cose del&nbsp;genere.&nbsp;Allora vi dicevo le cartoline di Orvieto, ci\u00f2 che ci serve per poter dire: \u201cAh s\u00ec, io ci sono stato.\u201d E ho fatto&nbsp;un\u2019esperienza. Ora deve farlo per poter partecipare ad un gruppo, per far vedere che la mia esperienza \u00e8&nbsp;comparabile con la tua. Allora: il duomo, il pozzo di San Patrizio, il palazzo del comune, il palazzo del popolo,&nbsp;la piazza, il quartiere medievale, poi il vino. Se foste stati italiani, fino a qualche decennio fa, la scuola , il \u2013&nbsp;come si chiamava \u2013 Centro Addestramento Reclute \u2013 la caserma, Orvieto in un certo periodo ha avuto pi\u00f9&nbsp;reclute che non indigeni. Cio\u00e8 in particolare quelli della note, le reclute all\u2019interno della caserma arrivavano&nbsp;ad essere intorno 2500 e la popolazione su centro storico, quelli che si considerano tipicamente orvietani,&nbsp;arrivava al massimo intorno ai 3000. Quindi c\u2019erano pi\u00f9 reclute e, immaginate che cosa significa dal punto di&nbsp;vista dell\u2019impatto sociale. Quelle sono un po\u2019 le cartoline di Orvieto. Per ognuna di queste cartoline, c\u2019\u00e8&nbsp;un\u2019immagine. Ognuna di queste cartoline rappresenta un\u2019immagine, quest\u2019immagine sintetizza un percorso&nbsp;storico, un percorso di elaborazione sociale di un altro posto. Noi molto spesso ragioniamo per cartoline.&nbsp;Andiamo a vedere cosa c\u2019\u00e8 dietro ad alcune di queste cartoline. Una delle pi\u00f9 famose \u00e8 Orvieto uguale a citt\u00e0&nbsp;dei papi. Perch\u00e9? Avete fatto caso entrando qui? Lateralmente al duomo, lasciando la facciata sulla destra c\u2019\u00e8&nbsp;un vasto complesso, finito, fatto, all\u2019interno di una realt\u00e0 che \u00e8 quella tipica di una piccola citt\u00e0 d\u2019arte&nbsp;minore\u2026 scusatemi perch\u00e9 ogni tanto mi vieni di pensare al fatto che, son reduce da una serie di conferenze&nbsp;in Australia e buttando l\u00ec \u201cun vasto complesso edilizio\u201d, pensando in termini miei; quando questi mi hanno&nbsp;chiesto quanto vasto fosse, mi sono reso conto che era pi\u00f9 piccolo del grattacielo dove stavo parlando. Allora&nbsp;\u00e8 un vasto relativo. Faccia del duomo, sulla destra, un vasto complesso edificio, vasto in relazione alle&nbsp;specificit\u00e0 urbanistiche e storiche e sociali di Orvieto che chiamiamo dei palazzi papali. E allora dunque si d\u00e0&nbsp;confermata l\u2019idea che Orvieto sia stata una delle residenze predilette dai papi in determinate fasi del basso&nbsp;medioevo. Uno di questi papi, prima di venirci ad abitare, aveva deciso che Orvieto andasse bonificata. Da&nbsp;che? Da che bisognava bonificare? Dagli eretici. Orvieto era una cerniera che si consentiva di fare alleanze&nbsp;con Siena o con Firenze, per fare guerre ognuna contro l\u2019una o contro l\u2019altra. Innocenzo III deve bonificare&nbsp;Orvieto. Come fa? Manda un podest\u00e0 e gli attribuisce incarichi di polizia. Grossomodo \u00e8 un esempio tipico se&nbsp;si vuole riassoggettare al potere centrale. Nel caso specifico ci cominciamo a interrogare ma Orvieto, allora, \u00e8&nbsp;la citt\u00e0 dei papi o ci \u00e8 diventata solo dopo un certo periodo? Oggi il nostro percepire una citt\u00e0 dei papi,&nbsp;Orvieto come una delle citt\u00e0 dei papi, insieme a Viterbo, Orvieto urbs vetuus, Viterbo vetuus urbs. C\u2019\u00e8&nbsp;qualche cosa che lega le due citt\u00e0, tutt\u2019\u00e8 due vicine a Roma, tutt\u2019\u00e8 due abbastanza importanti, tutt\u2019\u00e8 due&nbsp;residenze papali. Allora, per\u00f2, Orvieto residenza papale c\u2019\u00e8 diventata non per vocazione ma per conquista.&nbsp;Non \u00e8 esattamente la stessa cosa. Non \u00e8 un tratto distintivo dell\u2019identit\u00e0 culturale dire che Orvieto \u00e8 citt\u00e0&nbsp;papale, prescindendo dalla modalit\u00e0 attraverso la quale \u00e8 diventata una residenza papale. E dalla normalit\u00e0&nbsp;attraverso la quale si \u00e8 corroborata, consolidata quest\u2019idea che sia citt\u00e0 papale. Ma la vicenda del podest\u00e0&nbsp;inviato da Innocenzo III ci consente di andare subito pi\u00f9 a fondo in questa faccenda dell\u2019identit\u00e0 culturale.&nbsp;Allora, il problema dell\u2019identit\u00e0 culturale di come si stratifichi u&nbsp;Pietro Parenzo stesso. Questi ha l\u2019obiettivo di sconfiggere l\u2019ereticit\u00e0 insediata ad Orvieto. Lo sapete che cosa&nbsp;va ad escogitare questo? L\u2019unico atto politico che viene documentato dalla leggenda, documenti di altro&nbsp;genere non ne abbiamo, quindi possiamo prendere a testimonianza la leggenda, fa un intervento per&nbsp;impedire le battagliole di carnevale. Ora con tanti problemi che ci saranno stati, con tanti problemi che ci&nbsp;saranno stati, nella gestione di una citt\u00e0 infestata dagli eretici, che centra andare a prendere un&nbsp;provvedimento per impedire le battaglie del carnevale? Allora vediamo un po\u2019. Comunque ha fatto questa&nbsp;cosa poi \u00e8 tornato a Roma per la Pasqua, poi \u00e8 tornato a Orvieto gli hanno assestato una botta sul capo:&nbsp;Pietro Parenzo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Finisce l\u2019attivit\u00e0, la vicenda temporale di Pietro Parendo, comincia il tentativo di&nbsp;bonificazione di questo paese. Allora. Che centra andare a vietare le battagliole di carnevale. Che cosa sono le&nbsp;battagliole di carnevale? Qualche volta durante l\u2019anno pu\u00f2 essere consentito di comportarsi da folli. Qual \u00e8 il&nbsp;periodo che autorizza alla follia di scendere in campo? Il periodo di carnevale. Nel periodo di carnevale a&nbsp;Orvieto come \u00e8 culto un po\u2019 nell\u2019area mediterranea, attraverso comportamenti individualizzati si mette in&nbsp;scena il mondo alla rovescia, se volete, ma si coglie anche l\u2019occasione per regolare dei conti; ristabilire gli&nbsp;equilibri all\u2019interno della comunit\u00e0. Orvieto come una citt\u00e0 che sistema le sue controversie cittadine, le sue&nbsp;asperit\u00e0 cittadine, attraverso una forma di conflitto ritualizzato. Tra i diversi quartieri di Orvieto ci si sfida in&nbsp;battagliole, piccole battaglie. Ci si mena. Picchia. Mena in questi casi; con bastoni, ci si lancia dei sassi. E&nbsp;abbastanza difficile che una cosa del genere porti alla morte di qualcuno, e per\u00f2 si afferma il dominio di un&nbsp;determinato territorio. Dominio che \u00e8 delle famiglie, dominio che \u00e8 dei luoghi, dominio che \u00e8 dei quartieri,&nbsp;dominio che \u00e8 dei vicoli e cos\u00ec via. A carnevale si fanno queste robe. Arriva Pietro Parenzo, ma possibile che&nbsp;l\u2019unico atto di polizia che ha fatto sia stato intervenire sulle battagliole di carnevale. Perci\u00f2 ce l\u2019avevano con&nbsp;lui. E non i reduci, ma tutti, ovviamente. Pietro Parenzo va a Roma, riferisce a Innocenzo III, e gli dice guarda&nbsp;che strani questi orvietani che durante il periodo di carnevale si fanno guerra. Torna a Orvieto e viene accolto&nbsp;da un gruppo di congiurati che con una martellina da cantiere gli assestano una botta sul capo e Pietro&nbsp;Parenzo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. A quel punto, ovviamente, si scatena la repressione per cui il podest\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 efficace da&nbsp;morto che da vivo.. sarebbe veramente interessante da considerare. E a questo punto si vede come le maglie&nbsp;dell\u2019essere eretico, si smagliano. Non \u00e8 necessario aver fatto una professione di fede specifica, ma essere&nbsp;sospetti. Essere apparentato con qualcuno di sospetto va ancora bene e cos\u00ec via. Orvieto entra in quella fase&nbsp;particolarmente religiosa che fa dire anche a Dante nella Divina Commedia, che non esiste un\u2019altra realt\u00e0 pi\u00f9&nbsp;religiosa a sua conoscenza.&nbsp;Comincia un\u2019altra storia, quella del tentativo di far santo Pietro Parenzo. Allora, si cominciano le suppliche al&nbsp;papa, Innocenzo III; e rimangono documenti che \u00e8 il comune a chiedere al papa di beatificare o santificare&nbsp;Pietro Parenzo. Il primo che nomina, vuol saperne di fare santo Pietro Parenzo \u00e8 proprio il papa Innocenzo III.&nbsp;Ma soprattutto Innocenzo III \u00e8 il papa che permette il continuo proliferare di richieste di santit\u00e0 che ogni&nbsp;luogo della penisola italiana produceva verso la fine del XII secolo e produrr\u00e0 per tutto il XIII, met\u00e0 del IV,&nbsp;avendo avuto nel frattempo come nuovo impulso l\u2019insegnamento degli ordini mendicanti. Il papa diceva un&nbsp;momento non \u00e8 possibile che ogni citt\u00e0 abbia il suo martire, abbia il suo santo, abbia il suo patrono perch\u00e9&nbsp;senn\u00f2 qui non governiamo pi\u00f9 niente. Perch\u00e9 non governiamo pi\u00f9 niente? Perch\u00e9 un santo era un grosso&nbsp;motivo di attrazione a livello simbolico, ma era un catalizzatore di business formidabile. Perch\u00e9, beh perch\u00e9,&nbsp;per esempio, attraverso il santo, perpetrare la grazia del santo si facevano degli ex voto. Ora gli ex voto,&nbsp;ricostruendo la storia dei santi orvietani, si vede che gli ex voto variano. Allora ad un certo punto la cosa pi\u00f9&nbsp;interessante \u00e8 che quando c\u2019\u00e8 una chiesa in edificazione, gli ex voto, a ringraziamento di un miracolo, sono&nbsp;sapete cosa, formate di calce, cio\u00e8 non si d\u00e0 l\u2019ex voto, in genere, con la forma dell\u2019atto che \u00e8 stato curato da,&nbsp;si danno formate di calcio che servono al cantiere, si danno carichi di pietre che servono al cantiere, si danno&nbsp;mattoni che servono al cantiere e poi, siccome molto spesso \u00e8 scritto chi \u00e8 che lo fa non \u00e8 mica cos\u00ec difficile&nbsp;ricostruire una agiografia di come quel santo o quell\u2019altro sia stato accolto tra le varie famiglie di potenti.&nbsp;Allora per esempio vedere che il comune di Orvieto offre un cero di una certa consistenza per la festa della&nbsp;Madonna dell\u2019Assunzione in Cielo, che \u00e8 titolare della cattedrale, o per la festa di Pietro Parenzo, vuol dire&nbsp;veder riconosciuto qual era la potenza all\u2019interno di una comunit\u00e0 di carattere medievale. Nel caso dei santi&nbsp;succede esattamente quello che succede nella comprensione della identit\u00e0 culturale; a un certo punto, quel&nbsp;povero disgraziato di Pietro Parenzo, che non verr\u00e0 mai fatto santo, smette di essere protagonista della sua&nbsp;fortuna e diventa la sua immagine, prima il suo cadavere, come fonte di reliquie e poi la sua immagine&nbsp;vengono continuamente manipolate da alcune persone, che hanno degli interessi di un certo tipo. La cosa&nbsp;interessante \u00e8 che il santo smette di essere protagonista, tutte quest\u2019altre forze intorno cominciano a lavorare&nbsp;perch\u00e9 la sua rappresentazione ecc. ecc., si forma una cartolina. Allora Pietro Parenzo non \u00e8 mai stato&nbsp;riconosciuto santo, in tutti i modi si \u00e8 provato a farlo santo, l\u2019ultimo che ci ha provato \u00e8 stato il podest\u00e0 di&nbsp;Orvieto durante il periodo fascista. Perch\u00e9 nel ventennio serv\u00ec, \u00e8 stato istituito il ruolo di podest\u00e0. E\u2019 venuto&nbsp;pensato al podest\u00e0 di Orvieto; abbiamo una minuta della lettera per\u00f2 non si legge la data grosso modo&nbsp;dovrebbe essere il trentasei, gli \u00e8 venuto di pensare di scrivere una lettera a Sua Eccellenza il Cavalier Benito&nbsp;Mussolini, per dire che secondo lui San Pietro Parenzo, visto che il papa non lo faceva santo, lo faceva il&nbsp;podest\u00e0 di Orvieto, poteva diventare il podest\u00e0 di tutti, scusatemi, il protettore dei podest\u00e0 italiani. Non lo so&nbsp;quante altre cose Sua Eccellenza il cavalier Benito Mussolini abbia fatto bene, a questo non gli ha neanche&nbsp;risposto. La cosa interessante \u00e8 che un dipinto con il martirio Pietro, seicentesco, con il martirio di Pietro&nbsp;Parenzo, sta alle spalle del Presidente del Consiglio comunale, che non ha idea di chi fosse Pietro Parenzo, di&nbsp;tutti questi legami, lui se l\u2019\u00e8 trovato l\u00ec, questa presenza un po\u2019 ingombrante, \u00e8 un quadro carico, seicentesco,&nbsp;molto forte. Con la scena del martirio. E siccome adesso la sala del consiglio \u00e8 interessata da lavori di&nbsp;recupero da parte della sovrintendenza, si \u00e8 dovuta allestire un\u2019altra sala e non ci ha devoluto quel quadro,&nbsp;dietro le spalle, sarebbe stata almeno l\u2019occasione per farlo fuori, invece no. E ogni tanto c\u2019\u00e8 qualcuno che si&nbsp;sveglia dicendo facciamo un santo patrono di Orvieto. Basta, per carita! La cosa interessante \u00e8 che tutta&nbsp;questa \u201ctrattazione\u201d \u00e8 che tutta questa storia che vi ho raccontato non \u00e8 pi\u00f9 consapevole per gli stessi&nbsp;orvietani, per\u00f2 rimangono delle tracce interessanti, per cui vedere il Presidente del Consiglio Comunale che&nbsp;prende solennemente posto su una raffigurazione del martirio di Pietro Parenzo, non pu\u00f2 far altro che far&nbsp;pensare al fatto che i percorsi di maturazione mentale, a cui facevamo riferimento prima, seguono altre&nbsp;logiche rispetto ai tempi dei lavori. E si aprono degli scenari di congruenza o incongruenza per cui veramente&nbsp;l\u2019identit\u00e0 culturale \u00e8 qualcosa di complicato. Pi\u00f9 complicato che normalmente consideriamo. Vi faccio un&nbsp;altro esempio. Ormai ho inaugurato uno stile colloquiale, per cui\u2026 a me succede da professore che i miei&nbsp;allievi mi chiedano: ma professore questo lo dovevo scrivere professore, lo dovevo appuntare. Dunque vedi&nbsp;che era importante anche questo, non \u00e8 questo il problema. Un altro esempio. Allora io primo vi dicevo una&nbsp;realt\u00e0 viene, tra virgolette, resa cartolina da altri, perch\u00e9 attraverso la sua rappresentazione si riesca a&nbsp;manipolare, d\u2019accordo? Sono gli stessi abitanti di Orvieto per\u00f2 che manipolano la loro stessa realt\u00e0 a Orvieto&nbsp;come altrove. Tre o quattro anni fa, questo \u00e8 il discorso con Salamoni al quale ho raccontato gi\u00e0 la storia,&nbsp;per\u00f2 per l\u2019uditorio questa parte \u00e8 nuova. Tre o quattro anni fa sono stato relatore di una tesi di laurea sulla&nbsp;rappresentazione che i figuranti del corteo storico. Orvieto si tiene, per la festa del Corpus Domini, una&nbsp;processione religiosa alla quale segue o alla quale \u00e8 preceduta, un corteo storico. Questo corteo storico \u00e8 una&nbsp;cosa straordinaria perch\u00e9 sono circa quattrocento figuranti che sfoggiano, indossano, dunque sfoggiano degli&nbsp;abiti che dovrebbero essere riproduzioni degli abiti medievali. Allora abbiamo fatto una tesi di laurea come&nbsp;istituto di antropologia per vedere che tipo di consapevolezza avessero intorno a loro, alle loro partecipazioni,&nbsp;questi quattrocento figuranti. Quattrocento figuranti, poi ci sono gli organizzatori, poi ci sono i direttori, poi&nbsp;ci sono le autorit\u00e0 politiche, poi c\u2019\u00e8 il comitato, insomma tutta la Orvieto indigena si muove insieme a quella&nbsp;festa. Vi tralascio una serie di cose interessanti e vi faccio soltanto un aneddoto. Ad un certo punto abbiamo&nbsp;intervistato una persona che porta in corteo una corazza molto bella, vi invito se avete l\u2019occasione a&nbsp;rimanere, no non ce la fate, perch\u00e9 \u00e8 a giugno. Perch\u00e9 da un punto di vista dell\u2019artigianato artistico \u00e8&nbsp;interessante. Abbiamo fatto un\u2019intervista a uno di questi figuranti che porta sulla corazza l\u2019immagine di due&nbsp;oche. Due oche che intrecciano il loro collo. Abbiamo chiesto a questo signore quale fosse il significato, se&nbsp;conosceva il significato di questa immagine. Di questo blasone. Ci ha detto ovviamente s\u00ec. L\u2019oca \u00e8 da sempre&nbsp;il simbolo del popolo. Non so se per i greci l\u2019oca sarebbe stato il simbolo del popolo. L\u2019oca \u00e8 da sempre il&nbsp;simbolo del popolo. Due oche significa due popoli. L\u2019oca di destra \u00e8 il popolo orvietano, l\u2019oca di sinistra \u00e8 il&nbsp;popolo di Firenze che stringono un patto attorcigliando il loro collo contro il popolo di Siena. Chiuse le&nbsp;virgolette. Quando c\u2019\u00e8 stato questo fatto tra Siena, Orvieto e Firenze? Nel medioevo. \u00c8 perch\u00e9 \u00e8 successo di&nbsp;tutto nel medioevo. Abbiamo fatto la stessa domanda al maestro artigiano che ha realizzato quella corazza.&nbsp;Che cosa rappresentano le due oche? Virgolette, la fondatrice del corteo storico mi aveva chiesto di fare&nbsp;un\u2019armatura per uno dei due fratelli, io non gliela volevo fare, lei mi ha detto guarda bisogna farla perch\u00e9 ci&nbsp;sono influenti \u00e8 bene che sia dentro il corteo. Siccome si sa in citt\u00e0 che i due fratelli sono, \u00e8 noto, sono&nbsp;stupidi, io ho scelto l\u2019animale pi\u00f9 stupido. E li ho fatti talmente stupidi che si intrecciano il collo e finiscono&nbsp;con lo strozzarsi. Quindi a sua insaputa, quello che va orgoglioso delle oche, porta a spasso per Orvieto la&nbsp;rappresentazione della sua stupidit\u00e0. C\u2019\u00e8 un particolare. E\u2019 una specie di vendetta ancora pi\u00f9 sottile perch\u00e9&nbsp;l\u2019artigiano \u00e8 artigiano infatti appartiene al mondo delle professioni, il corteo storico di Orvieto, oggi, \u00e8 quasi&nbsp;interamente composto da avvocati, architetti, docenti universitari, giudici, medici, non si trova un idraulico,&nbsp;non si trova un elettricista, un meccanico, con le mani sporche di grasso. Non si trova. Sono convinti loro&nbsp;stessi di essere, che un giorno all\u2019anno Orvieto celebra tutto il suo fasto. Orvieto si riappropria di tutta la sua&nbsp;identit\u00e0 culturale, Orvieto esprime il periodo pi\u00f9 importante che ha vissuto, non come adesso, quei quattro&nbsp;scalzacani di sindaco e degli assessori. Allora, c\u2019\u00e8 questo era un inciso di carattere sociologico, c\u2019ha visto&nbsp;bene la fondatrice a mettere tutte queste persone dentro, per\u00f2 le stesse non si sono sapute trasformare in&nbsp;soggetto di pressione politica e non riescono ad esprimere quel consenso anzi il contrario si espongono ad&nbsp;essere sbeffeggiate. La cosa ancora interessante \u00e8 che vi dicevo c\u2019\u00e8 l\u2019artigiano che si prende beffe del libero&nbsp;professionista e nel pezzo che vi ho citato tra virgolette un particolare un po\u2019 pi\u00f9 grave, un po\u2019 pi\u00f9&nbsp;importante che spiega perch\u00e9 l\u2019oca sia l\u2019animale pi\u00f9 stupido. Che fa parte proprio dell\u2019esperienza dei&nbsp;contadini. L\u2019oca \u00e8 l\u2019animale pi\u00f9 stupido perch\u00e9 mangia e defeca. Per questo \u00e8, obbiettivamente \u00e8 cos\u00ec. Hanno&nbsp;un apparato digerente ridottissimo e quindi non fanno in tempo a ingurgitare un boccone che devono&nbsp;evacuare. Da questo punto di vista nella cultura contadina non c\u2019\u00e8 animale pi\u00f9 stupido. Nella cultura&nbsp;artigianale, che ha sempre mantenuto un legame con quella contadina, questo viene preso come forma di&nbsp;valore, e viene attribuito invece ad un rappresentante. Allora che cosa sfugge o che cosa rimuovono tutti&nbsp;questi partecipanti al corteo storico. Il fatto che il corteo storico abbia soltanto cinquant\u2019anni di vita. Non gli&nbsp;va proprio gi\u00f9 che il corteo storico abbia una data di nascita, 1951, una modalit\u00e0 di nascita, un accordo, fra&nbsp;il vescovo e il prefetto, e soprattutto non accettano l\u2019idea che il corto storico possa riferirsi a un fenomeno&nbsp;complessivo e pi\u00f9 ampio. Il corteo storico per loro \u00e8 qualcosa di unico che affonda le sue radici nel medioevo.&nbsp;Riporta in corteo i costumi che erano propri del medioevo orvietano. Alla domanda: ma dove li avete visti i&nbsp;costumi tipici? Ci sono gli affreschi, quali! Ci sono degli affreschi a Orvieto, ovviamente, quelli all\u2019interno del&nbsp;duomo. Andate a vedere come sono vestiti i personaggi l\u00e0 presenti, prendete qualche fotografia fa molta&nbsp;differenza. Due. la fondatrice aveva dei libri, quali? Dove sono questi libri. Ce li aveva a casa sua e sono stati&nbsp;distrutti da un incendio. E via dicendo. Non accettano il fatto che il corteo storico di Orvieto, come gran parte&nbsp;delle rappresentazioni che si rifanno al medioevo, in Italia sono frutto di un fenomeno degli anni cinquanta&nbsp;voluto specificamente dall\u2019autorit\u00e0 politica del periodo, sulla base di una necessit\u00e0 forte, la creazione&nbsp;dell\u2019identit\u00e0 culturale. L\u2019Italia usciva dalla guerra, beh, dopo un\u2019uscita come la nostra dalla guerra vi&nbsp;assicuro che era un po\u2019, abbastanza complicato capire quale fosse l\u2019identit\u00e0 culturale degli italiani. Uscivamo&nbsp;senza quelle figure tradizionali che avrebbero dovuto essere di riferimento in periodo di crisi che&nbsp;assolutamente erano screditate. Ad un certo punto si riavvia la ricostruzione bisogna dare un riferimento&nbsp;culturale. In tutta Italia ci si impegna proprio negli anni cinquanta, un \u2018operazione voluta a tavolino, non a&nbsp;caso dalle forze di polizia per un verso e dall\u2019altro dalle forze del clero, di ricreazione dell\u2019identit\u00e0 culturale.&nbsp;Nascono allora la gran parte di tornei, giostre, cortei di soggetto medievale che vedete tipici in Italia. Perch\u00e9&nbsp;quel periodo? Perch\u00e9 il periodo imperiale dei romani era meglio non tirarlo fuori. Era stato troppo&nbsp;saccheggiato dall\u2019epoca fascista perch\u00e9 si potesse tornare a trovare un elemento che accomunasse tutti gli&nbsp;abitanti dello stivale. Il rinascimento era cosa molto legata alle corti. Il periodo in cui maggiormente ce stata&nbsp;espressione di splendore, per cui era possibile pensare di trovare qualche retaggio a livello culturale era&nbsp;quella dell\u2019epoca dei comuni. Cosa addirittura contrapposta all\u2019imperatore. Allora non accettano questi&nbsp;figuranti l\u2019idea che il corteo storico, che per loro \u00e8 diventato quasi ragione di vita, possa avere una data di&nbsp;nascita.&nbsp;Museo Archeologico oppure Museo C.Faina&nbsp;\u201cOrvieto: dallo splendore della civilt\u00e0 etrusca alla distruzione romana\u201d&nbsp;Giuseppe Maria Della Fina, Direttore Scientifico del Museo \u201cC. Faina\u201d&nbsp;Manca la trascrizione&nbsp;\u201cOrvieto ed il suo territorio: dal Medioevo al Rinascimento\u201d&nbsp;Alberto Satolli, Storico&nbsp;[\u2026] si fa fare un monumento funebre, monumento funebre del cardinale che cos\u2019\u00e8, la celebrazione della&nbsp;santit\u00e0 del personaggio, se lo fa fare da un signore che era il Renzo Piano del suo periodo: Arnolfo di Cambio.&nbsp;Arnolfo di Cambio ve lo diranno meglio di me gli storici dell\u2019arte; l\u2019architetto, lo scultore, lo scenografo del&nbsp;pontefice, allora monumento funebre all\u2019interno della chiesa dei domenicani dall\u2019architetto del pontefice. In&nbsp;cima, la struttura \u00e8 cuspidale c\u2019\u00e8 un sarcofago, poi una cuspide, in cima alla cuspide grosso modo c\u2019\u00e8 una&nbsp;statua della Madonna con Bambino, attribuita ad Arnolfo di Cambio, Arnolfo di Cambio architetto e scultore&nbsp;eccellente favorito dal Papa, che voleva magnificare il cardinale de Brei all\u2019interno della chiesa di San&nbsp;Domenico. I recenti lavori che sono stati fatti per il recupero di quel monumento hanno portato a smontare&nbsp;questa Madonna, qualche pezzo era del Nofri, qualche pezzo era di Arnolfo di Cambio ma quella Madonna&nbsp;era una vestale romana del II secolo. All\u2019interno dell\u2019ortodossia, dell\u2019ortodossa che si riusciva a pensare ad&nbsp;Orvieto Arnolfo di Cambio cosa fa? Usa una divinit\u00e0 pagana per fare la Madonna. Ha avuto pure un&nbsp;problema, perch\u00e9 le vesti della divinit\u00e0 pagana erano da divinit\u00e0 pagana e il seno non era propriamente&nbsp;nascosto era appena velato, ora immaginate voi una Madonna con il seno velato, allora sapete che ha fatto,&nbsp;se non fosse stato un pezzo di marmo sarebbe stato terribile, gli ha tolto un braccio, l\u2019ha messa seduta e gli&nbsp;ha messo davanti un bambinello, il braccio rotto adesso ospita il bambinello e soprattutto nasconde il seno,&nbsp;per quel poco di seno che si vede c\u2019\u00e8 una giustificazione per cui diventa una Madonna del Latte piuttosto che&nbsp;una divinit\u00e0 pagana. Ora o Arnolfo di Cambio era un lazzarone, un maramauto, un birbaccione. Il medioevo,&nbsp;l\u2019alto medioevo a Orvieto come altrove \u00e8 pieno di riusi dell\u2019antichit\u00e0 classica, non si ponevano proprio il&nbsp;problema dell\u2019incompatibilit\u00e0 quasi di valori tra la Madonna e la vestale pagana. Intercultura, eccola. Al di l\u00e0&nbsp;di ogni teorizzazione che potremmo fare pensate a quelle condizioni che dicevo prima, ma quale scultore&nbsp;prenderebbe un reperto archeologico erotizzante, che noi oggi definiamo erotizzante, e raffigurare la&nbsp;Madonna? Chi \u00e8 che ci sa vedere che rompendo un braccio e mettendogli un bambinello, sistemarla ad un&nbsp;certo punto\u2026 vado avanti perplesso proprio perch\u00e9 io credo che a questo punto si esemplifichi quello che&nbsp;avevo detto in apertura e da questo punto di vista citt\u00e0 come Orvieto o citt\u00e0 ricche dal punto di vista appunto&nbsp;delle testimonianze artistiche e archeologiche, riescono a consentire un continuo lavoro di scavo alle persone&nbsp;appunto che riescono a fare un\u2019esperienza adeguata. Gli esempi di questa ricerca, di questa stratificazione di&nbsp;cose, di valori, di significati, di segni sono veramente continui vi ho fatto dei riferimenti che sono trasversali&nbsp;rispetto alle varie epoche che si sono succedute ad Orvieto, che vanno dall\u2019attuale, dal contemporaneo, dai&nbsp;giorni nostri fino a quello che c\u2019\u00e8 stato qualche secolo fa, che coinvolgono persone semplici come gli artigiani,&nbsp;oppure chiamano in causa degli architetti, dei giganti della storia dell\u2019arte, vedrete nella visita al duomo, e l\u00ec&nbsp;scoprirete la differenza che c\u2019\u00e8 nella parte di cappella affrescata dal Beato Angelico e nella parte di cappella&nbsp;affrescata da Luca Signorelli, se volete e appena percettibile, per\u00f2 il passaggio dall\u2019uno a l\u2019altro artista&nbsp;testimonia di quanto profondo sia stato il cambiamento di percezione dello spazio in rapporto ad una&nbsp;evoluzione sociale. Beato Angelico solo qualche decennio prima del Signorelli ha un rapporto con il tempo di&nbsp;tipo religioso, non importa quanto tempo ci metto per affrescare una vela, mi importa che il lavoro sia fatto&nbsp;bene, e vedrete la minuzia con la quale ogni particolare \u00e8 cesellato, soltanto con un binocolo si pu\u00f2&nbsp;appezzare, per esempio, la particolarit\u00e0, il ritratto di una testina di\u2026 un qualsiasi cosa particolare; arriva&nbsp;Luca Signorelli, oh oggi la cappella \u00e8 famosa per Luca Signorelli, non per il Beato Angelico; arriva Luca&nbsp;Signorelli che \u00e8 un pasticcione, non conta fare bene le cose, conta fare il prima possibile, e dire che quando&nbsp;era venuto qui a Orvieto non era neanche cos\u00ec famoso, gli \u00e8 venuto bene questo ciclo ha cominciato a far&nbsp;scuola, nella parte di Luca Signorelli succede che vedete, per esempio, un\u2019aureola stampata sul petto mi&nbsp;pare dell\u2019Evangelista. Che c\u2019entra l\u2019aureola con il petto dell\u2019Evangelista, e che l\u00ec pensava di farci una&nbsp;Madonna, aveva gi\u00e0 fatto l\u2019aureola non ha avuto tempo per cancellarla, per cambiarla perch\u00e9 la doveva&nbsp;girare. L\u2019aveva fatta pi\u00f9 grossa, aveva messo una Madonna che dava le spalle al Padreterno il che \u00e8&nbsp;abbastanza grave, allora ha girato la Madonna, nel girarla spostava la testa ma l\u2019aureola \u00e8 rimasta sul petto&nbsp;della figura che stava dietro. Considerazione: \u201c tanto da laggi\u00f9 nessuno lo vede, tanto\u201d\u2026&nbsp;I.: Si vede se lo sai!&nbsp;S: Se lo sai, se no non si vede, considerate anche che adesso si vede perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019illuminazione di un certo&nbsp;tipo, alla luce delle fiaccole\u2026 e c\u2019\u00e8 una cosa per esempio interessante che marca in maniera significativa&nbsp;questo passaggio da una concezione del tempo all\u2019altro in relazione all\u2019avvicendarsi delle strutture sociali, \u00e8 il&nbsp;Maurizio che batte le ore qui in piazza del Duomo.&nbsp;I: Su quella torre!&nbsp;S: Guardando la faccia del Duomo sulla sinistra avete\u2026&nbsp;I: Proprio di fronte all\u2019uscita qui del centro studi, vero? Quella torre\u2026&nbsp;I2: No c\u2019\u00e8 tutta una storia su questo.&nbsp;P: Il momento storico \u00e8 repubblicano, no?&nbsp;I: S\u00ec San Maurizio, questo \u00e8 il Maurizio sulla cui origine c\u2019\u00e8 tutta\u2026&nbsp;S: C\u2019\u00e8 tutta una cosa, ma dico la tesi pi\u00f9\u2026&nbsp;P.: Ma quella di Luca Signorelli \u00e8 vera perch\u00e9 l\u2019ho sentita, come anche quella del Beato Angelico del senso&nbsp;religioso che lui metteva nel lavoro. Penso che l\u2019 abbia rinnovato anche il Michelangelo per primo il Beato&nbsp;Angelico, quando disse quella famosa frase su Fra Giovanni da Fiesole che poi prese il nome di Beato&nbsp;Angelico, il quale disse: \u201cMichelangelo per aver dipinto cos\u00ec questi santi deve averli visti in cielo\u201d. Ecco quella&nbsp;minuzia, quella particolarit\u00e0, quella meticolosit\u00e0, i particolari\u2026&nbsp;P: Anche perch\u00e9 Beato Angelico dipingeva spesso in una cella, aveva questa piccola cella dove lui passava&nbsp;tutta la giornata e dove non faceva altro che dipingere, quindi poteva permettersi il lusso di rimanere per ore&nbsp;e ore, se non per giornate, su una vela come diceva Lei.&nbsp;S: Vi dicevo che questa faccenda che rende conto di quanto cambi anche la concezione di uno degli assetti&nbsp;fondamentali che costituisce la nostra societ\u00e0, che \u00e8 l\u2019idea del tempo, ce l\u2019avete in Piazza del Duomo se&nbsp;guardate la facciata a sinistra, la facciata del duomo a sinistra, all\u2019automata che batte le ore e che si chiama&nbsp;Maurizio, non in riferimento al Santo, ma in riferimento piuttosto alla commozione popolare di un Murizio&nbsp;inteso come muro, come muricciolo che doveva essere quello sul quale originariamente sorgeva&nbsp;quell\u2019automata, il muricciolo che contornava il cantiere della cattedrale, quel Maurizio l\u00ec batte le ore, le&nbsp;mezzore e i quarti d\u2019ora batte su una campana, ma sostituisce l\u2019altra campana che batteva al sorgere del sole&nbsp;e al tramonto. Quando Orvieto ha una economia maggiormente legata alle produzioni agricole, cio\u00e8 esterne&nbsp;alla citt\u00e0 \u00e8 importante il campanile della chiesa che fa riferimento, che fa da punto di riferimento. Quando&nbsp;Orvieto comincia a sviluppare un\u2019attivit\u00e0 che fa s\u00ec che si sviluppino anche delle organizzazioni lavorative&nbsp;legate pi\u00f9 alle modalit\u00e0 urbane di vita che non a quelle agricole, rimane come elemento a segnare il tempo la&nbsp;campana ma in un contesto laico, non \u00e8 un campanile ma \u00e8 un automa, con una scansione del tempo per&nbsp;cui si fissano unit\u00e0 discrete molto pi\u00f9 qualificate: i quarti d\u2019ora, le mezzore, le ore perch\u00e9 ormai si doveva&nbsp;disciplinare le entrate, le uscite delle forze di lavoro dal cantiere in rapporto a uno stipendio. Pensate che&nbsp;differenza che c\u2019\u00e8 con l\u2019interno, per esempio del Beato Angelico che passa le giornate prescindendo dallo&nbsp;scoccare dalla scansione del tempo perch\u00e9 lui si sente consegnato ad un\u2019altra dimensione.&nbsp;Massimo: Dunque non possiamo prescindere noi dalla scansione del tempo, quindi abbiamo pochissimo&nbsp;tempo se\u2026&nbsp;I.: Abbiamo il tempo per raggiungere il ristorante,&nbsp;Massimo: Dopo i piaceri dell\u2019intervento del professore ci dedichiamo ai piaceri della tavola.&nbsp;QUI SI INTERROMPE E PARLA UN\u2019ALTRA PERSONA&nbsp;[\u2026] un numero direi notevole di diapositive perch\u00e9 penso che le immagini spesso siano pi\u00f9 esplicite e pi\u00f9&nbsp;significative, specialmente dovendo trattare un periodo direi enorme perch\u00e9 dal momento in cui appunto la&nbsp;citt\u00e0 \u00e8 distrutta e c\u2019\u00e8 forse una parvenza ancora di attivit\u00e0 e di vita romana, dicevo dal momento in cui c\u2019\u00e8&nbsp;questa deportazione degli orvietani a Bolsena in effetti passarono circa sette, otto secoli prima che sulla rupe&nbsp;di Orvieto ci fosse una vita che in qualche maniera possa essere assimilata a una vita civica, cio\u00e8 diceva&nbsp;Della Fina poco fa che \u00e8 ovviamente come \u00e8 inevitabile, diciamo la storia non \u00e8 che \u00e8 a salti, a buchi, quindi i&nbsp;romani distrussero la citt\u00e0 e trasferirono, per non dire deportarono, gli abitanti fuori della citt\u00e0, vicino a&nbsp;Bolsena praticamente e poi certamente avevano occupato il territorio quindi in qualche maniera dovevano&nbsp;pur tenerlo in mano quello che non c\u2019era pi\u00f9 qui era la citt\u00e0. Quindi c\u2019era una presenza che tra l\u2019altro non \u00e8&nbsp;stata ancora sufficientemente documentata nel territorio orvietano; c\u2019\u00e8 qualche villa romana che \u00e8 stata&nbsp;scoperta, c\u2019\u00e8 qualche reperto d\u2019epoca romana che si \u00e8 trovato sporadicamente nel territorio, c\u2019\u00e8 un&nbsp;consistente sito che \u00e8 il Porto di Pagliano che \u00e8 qui a pochi chilometri, sul Tevere alla confluenza del fiume&nbsp;Paglia che passa sotto la valle orvietana e va a finire nel Tevere a pochi chilometri, l\u00ec c\u2019era un porto romano&nbsp;che ha funzionato quindi per molto tempo, si sono trovati insediamenti importanti e anche grosse officine per&nbsp;esempio per mattoni o per lucerne d\u2019epoca romana qui appena questo porto romano c\u2019\u00e8 un paese che si&nbsp;chiama Basche c\u2019\u00e8 un colle, una montagna l\u00e0 sopra, per esempio, ci sono stati trovati recentemente proprio,&nbsp;parlo degli anni passati, diciamo delle fornaci per mattoni e fornaci per lucerne che hanno anche un marchio&nbsp;e che si conosceva come marchio sparso in parecchie parti d\u2019Europa ma non si sapeva che fossero fatte&nbsp;vicino Basche, vicino questo paesino che sta a dieci chilometri da Orvieto. Quindi evidentemente c\u2019era un&nbsp;territorio diciamo vissuto dai romani, ma la citt\u00e0 era Bolsena, quindi la citt\u00e0 di Orvieto non c\u2019era pi\u00f9 come&nbsp;citt\u00e0 se non che Volsini stava su una via importante che era la Cassia Nuova, cio\u00e8 una delle strade consolari&nbsp;romane che finch\u00e9 l\u2019impero ha funzionato serviva appunto per muoversi all\u2019interno dell\u2019impero, nel momento&nbsp;in cui l\u2019impero \u00e8 diciamo, finito serviva a chi voleva in qualche maniera andare a Roma per vari motivi e&nbsp;allora tutte le cos\u00ec dette, a scuola ci dicevano le invasioni barbariche, evidentemente erano poi dei popoli&nbsp;che trasmigravano semplicemente, passavano per queste vie esistenti e naturalmente incontrando dei&nbsp;borghi, delle cittadine, diciamo rendevano difficile la vita in questi posti, una volta che non c\u2019era pi\u00f9&nbsp;un\u2019autorit\u00e0 consolidata, cio\u00e8 non c\u2019era pi\u00f9 un impero romano. Quindi verso il IV secolo d.C. a Bolsena si&nbsp;trovarono in varie difficolt\u00e0 proprio per l\u2019invasione di Goti, Visigoti ecc. e nel V secolo d. C anche la diocesi,&nbsp;anche il vescovo che gi\u00e0 c\u2019era a Bolsena, era don Bagno Regio, viene trasferito ad Orvieto, cio\u00e8 si ritorna a&nbsp;cercare un sito un pochino pi\u00f9 tranquillo o perlomeno pi\u00f9 difendibile perch\u00e9 Bolsena era proprio sulla strada&nbsp;romana, la strada romana passava in mezzo alla citt\u00e0 romana di Bolsena quindi a quel punto era molto facile&nbsp;aggredire questa citt\u00e0 e allora ritorna, come diceva pendolarmente, si ritorna a vivere sulla rupe e una delle&nbsp;prime testimonianze che conosciamo, veramente che non conosciamo perch\u00e9 l\u2019unico sito archeologico che \u00e8&nbsp;stato scavato ma non mai studiato sufficientemente proprio perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questo grosso problema di stabilire se&nbsp;i Romani qui c\u2019erano o non c\u2019erano, e nessuno ha avuto il coraggio fino adesso di dire una parola chiara,&nbsp;eppure noi abbiamo questo sito archeologico veramente eccezionale che \u00e8 sotto la chiesa di Sant\u2019Andrea dove&nbsp;c\u2019\u00e8 uno strato etrusco e uno strato diciamo d\u2019epoca paleocristiana che \u00e8 proprio quello che inizia nel V secolo&nbsp;d. C e che, diciamo, ha modificazioni fino al IX \u2013 X secolo. La basilica paleocristiana diventer\u00e0 la chiesa&nbsp;medievale anzi sede addirittura del vescovo inizialmente. Quindi in questo sito che potete anche vedere&nbsp;perch\u00e9 \u00e8 visitabile, ma \u00e8 scavato in parte fino allo stato etrusco e in parte invece \u00e8 rimasto in superficie lo&nbsp;strato paleocristiano, perch\u00e9 questa basilica era in effetti con mosaici. Avanti. Vediamo velocemente queste&nbsp;immagini, qui vedete brandelli di mosaici del pavimento della basilica paleocristiana. Avanti. Che \u00e8 molto&nbsp;esteso anche se \u00e8 abbastanza rovinato, sotto c\u2019\u00e8 a circa un metro, un metro e mezzo di altezza, cio\u00e8 pi\u00f9 in&nbsp;basso, c\u2019\u00e8 una strada etrusca, dei pozzi etruschi, delle canalette per esempio per forni, cio\u00e8 tutta una&nbsp;situazione che ancora non \u00e8 chiara, perch\u00e9 ripeto ci sono degli strati ancora che sono compattati, dei quali&nbsp;vediamo: una parte superiore, una parte intermedia, una parte inferiore ma non \u00e8 che si abbia una visione&nbsp;chiarissima delle varie fasi proprio perch\u00e9 sono ancora una sopra l\u2019altra infatti. In ogni caso di romano l\u00ec non&nbsp;\u00e8 stato trovato niente, \u00e8 stata trovata una strada etrusca, ora le strade sono un po\u2019 tutte uguali ma insomma&nbsp;non proprio e poi c\u2019\u00e8 questo strato che \u00e8 paleocristiano abbastanza evidente, con reperti dal V \u2013 VI secolo,&nbsp;questi mosaici vengono datati V \u2013 VI secolo, fino al IX \u2013 X secolo in cui troviamo pezzi di paliotti oppure&nbsp;elementi di decorazione di una chiesa successiva. Tenete conto che appunto qui in questa chiesa quindi c\u2019\u00e8&nbsp;una storia che si sovrappone fino al \u2018500, perch\u00e9 poi questa chiesa verr\u00e0 sopraelevata, infatti questo \u00e8 sotto&nbsp;la chiesa attuale, verr\u00e0 sopraelevata nel medioevo e successivamente nel \u2018500 rifatta ancora togliendo da&nbsp;torno tutto quello che c\u2019era di medievale, per lo meno quasi tutto, quindi \u00e8 un palinsesto veramente&nbsp;eccezionale. Con questi scavi, avanti, ecco vedete questo \u00e8 un paliotto del quale tra l\u2019altro abbiamo vari&nbsp;esempi ad Orvieto in varie chiese. Avanti. E qui ho messo per cominciare la prima immagine di Orvieto poco&nbsp;visibile perch\u00e9 vedete che sono gli smalti traslucidi del reliquiario del corporale, 1336 \u2013 37 in cui compare&nbsp;una visione, qui la vedete un po\u2019 meglio perch\u00e9 \u00e8 un disegno del \u2018700 che ricopia appunto il mosaico che si \u00e8&nbsp;staccato in parte, quindi quello che vedevate era solo l\u2019argento che stava sotto ed \u00e8 il trasferimento del&nbsp;corporale da Bolsena a Orvieto e quindi l\u2019incontro che c\u2019\u00e8 con il papa che raccoglier\u00e0 questo lino e poi&nbsp;diventer\u00e0 il santo lino che \u00e8 tenuto nella reliquia. In questo reliquiario, fatto nel 1337, quindi fatto circa&nbsp;settanta anni dopo questo miracolo per chi crede ai miracoli ovviamente. Questa storia comincia quando&nbsp;Orvieto ha un importanza superiore a quella che aveva nel periodo in cui si dice che sia stato fatto il&nbsp;miracolo. In ogni caso questa \u00e8 la prima immagine che viene ripetuta. Avanti. Anche negli affreschi che sono&nbsp;di altri circa trentacinque, quaranta anni successivi cio\u00e8 quando oltre al reliquiario verr\u00e0 fatta anche la&nbsp;cappella del Corporale in duomo, che \u00e8 la cappella in fondo a sinistra che potete vedere anche questa. E&nbsp;questa era l\u2019immagine che tra l\u2019altro, non sappiamo se si riferisse ai cento anni prima cio\u00e8 a quando fu fatto&nbsp;il miracolo quindi inventata o se invece aveva qualcosa di reale rispetto all\u2019anno in cui fu fatta, in effetti si&nbsp;capisce che c\u2019\u00e8 una rupe, c\u2019\u00e8 la citt\u00e0 sopra, c\u2019\u00e8 una porta che era la porta Maggiore. Forse si riconosce sulla&nbsp;sinistra in alto una chiesa che \u00e8 la chiesa di San Giovenale tra le pi\u00f9 antiche, fondata intorno al 1000, anzi&nbsp;c\u2019\u00e8 una data esatta che dice 1004, bisogna prenderla forse con una certa cautela.&nbsp;Mi sposto un attimo cos\u00ec almeno vi segno, vi indico meglio le cose. Ecco vedete questa qui \u00e8 la chiesetta di&nbsp;San Giovenale, la chiesa, San Giovenale \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche della citt\u00e0 e questa qui teoricamente&nbsp;dovrebbe essere la Porta Maggiore, poi pi\u00f9 in basso c\u2019\u00e8 l\u2019incontro del Papa con la processione che portava&nbsp;questo lino sul fondo della valle dove c\u2019\u00e8 il Rio Chiaro, e poi va bene io non ho messo tutta la diapositiva&nbsp;perch\u00e9 mi interessava farvi vedere l\u2019immagine della citt\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 forse una delle pi\u00f9 antiche immagini che&nbsp;abbiamo anche di una citt\u00e0 medievale. Avanti.&nbsp;Funziona?&nbsp;Massimo: Mah! Bisogna trovare degli equilibri precari.&nbsp;S: Ecco questa \u00e8 invece un\u2019immagine attuale, vedete che questa qui \u00e8 la rupe, questo \u00e8 il fiume che passa&nbsp;nella valle, il fiume Paglia e adesso vedete che c\u2019\u00e8 tutte le infrastrutture: l\u2019autostrada del Sole, ferrovia,&nbsp;Direttissima ed espansione recentissima degli ultimi trent\u2019anni, al di l\u00e0 del fiume. Ho messo questa cosa&nbsp;all\u2019inizio proprio perch\u00e9 mi ponevo un problema che per Orvieto \u00e8 abbastanza fondamentale nel parlare della&nbsp;storia urbana. Vedete che questa citt\u00e0 sta sopra una rupe e ha una forma che \u00e8 la forma della rupe, esisteva&nbsp;invece il problema per tutte le citt\u00e0, parliamo di quelle medievali ma esisteva per tutte le citt\u00e0 di dare una&nbsp;forma alla citt\u00e0. Avanti. Normalmente si cerca di ricostruire l\u2019origine di una citt\u00e0 partendo da degli assi&nbsp;spesso immaginari o perlomeno certe volte non sempre apprezzabili realmente, perch\u00e9 poi le citt\u00e0 sono&nbsp;cambiate nel tempo e quindi questi assi originari, questa croce in genere di strade, segnate in genere in base&nbsp;agli astri quindi certe volte, come nel caso di Gubbio per esempio ha una croce che non \u00e8 ad angolo retto&nbsp;perch\u00e9 in effetti al nostro meridiano, alla nostra altezza non \u00e8 che nord e sud sono esattamente&nbsp;perpendicolari all\u2019est e l\u2019ovest quindi queste cose si riscontrano in certe citt\u00e0, la prima \u00e8 Roma della quale si&nbsp;cerca di tracciare in ogni caso una croce fra le varie possibili perch\u00e9 vanno sempre letti sul tessuto urbano&nbsp;quindi ognuno da la sua interpretazione. Comunque o si parte da una croce dicevo. Avanti. O addirittura&nbsp;qualcuno ha ipotizzato delle citt\u00e0, ha riscontrato delle citt\u00e0 a forma di aquila. Questo per entrare nel tema,&nbsp;siamo nel medioevo e penso che tutti sappiate, tutti sappiamo che lo scontro fondamentale nel medioevo \u00e8&nbsp;stato quello tra Chiesa e Impero, quindi tra la croce e l\u2019aquila. Allora c\u2019era chi trovava le citt\u00e0 a forma di croce&nbsp;c\u2019era chi le trovava a forma di aquila. Orvieto abbiamo invece detto aveva la forma di rupe, questo bisogna&nbsp;ricordarselo. All\u2019interno della forma, del perimetro di queste citt\u00e0 c\u2019\u00e8 invece il problema di forma urbana, di&nbsp;costruzione della citt\u00e0 per tutto quello a cui serve. In questo caso io ho portato alcuni esempi perch\u00e9&nbsp;sarebbero infiniti, numeri per dimostrare una cosa molto semplice: che in tutte le citt\u00e0 medievali ma anche&nbsp;poi le citt\u00e0 romane magari, questa qui per esempio vedete Firenze che c\u2019\u00e8 il vecchio castrum romano e su&nbsp;quello si stanzia la citt\u00e0 medievale, tra l\u2019altro \u00e8 un posto infelice perch\u00e9 i castrum romani li facevano, come&nbsp;tutti gli accampamenti per i soldati, nei posti peggiori che si possono scegliere. Naturalmente gli etruschi&nbsp;stavano a Fiesole per esempio, non avevano una citt\u00e0 nella valle dove c\u2019\u00e8 un\u2019umidit\u00e0 paurosa vicina al fiume,&nbsp;dove un freddo enorme in inverno, un caldo afoso d\u2019estate; ci\u00f2 non ostante questo \u00e8 il peso delle citt\u00e0 di&nbsp;origine romana. Ecco questa qui \u00e8 Gubbio; ha un castrum romano, questo veramente \u00e8 messo quasi a mezza&nbsp;costa ma insomma la vera citt\u00e0 etrusca si sviluppa ancora pi\u00f9 in alto. In ogni caso indipendentemente&nbsp;dall\u2019origine romana o meno delle citt\u00e0 tutte le citt\u00e0 medievali tendono a concentrare i palazzi pi\u00f9 importanti,&nbsp;quelli pi\u00f9 rappresentativi del potere quindi: la Cattedrale, il Palazzo Comunale o il Palazzo dei Consoli o il&nbsp;Palazzo Pretorio; di concentrarli il pi\u00f9 possibile verso il centro della citt\u00e0, certe volte in una stessa piazza&nbsp;addirittura. Abbiamo esempi, Siena per esempio c\u2019 ha tutto quasi attaccato ha la cattedrale un po\u2019 pi\u00f9 in&nbsp;alto, la Piazza del Campo sotto e quindi sta tutto a duecento metri di distanza praticamente in linea d\u2019aria.&nbsp;Dico questo perch\u00e9 vedrete che a Orvieto ci troveremo in una situazione completamente differente, cio\u00e8&nbsp;anomala, ad Orvieto proprio perch\u00e9, penso io e sostengo, proprio perch\u00e9 la forma non era predeterminata&nbsp;anzi non era predeterminabile, a quel punto non esisteva pi\u00f9 il problema di porre i centri di potere in&nbsp;relazione ad una forma, in relazione quindi a una difendibilit\u00e0 della citt\u00e0. Qui la citt\u00e0 era difesa naturalmente&nbsp;dalle mura naturali, cio\u00e8 dalla rupe, dall\u2019alta rupe, una volta sopra si poteva essere liberi di costruire una&nbsp;citt\u00e0 come uno voleva. Quindi non c\u2019era la paura come sempre del potere di doversi difendere arroccandosi al&nbsp;centro del centro della citt\u00e0 qui infatti se una volta veniva espugnata la rupe era espugnata tutta la citt\u00e0, non&nbsp;c\u2019era pi\u00f9 problema quindi di quindi dover difendere niente, altrimenti c\u2019era invece la libert\u00e0 di mettere questi&nbsp;centri rappresentativi del potere, che io chiamo poli, che possiamo chiamare poli, distanti tra loro a una&nbsp;distanza che appunto non ha eguali in nessuna citt\u00e0 medievale proprio perch\u00e9 evidentemente c\u2019era questa&nbsp;possibile libert\u00e0 di scegliere dei centri rappresentativi s\u00ec ma anche divisi; ancora pi\u00f9 rappresentativi se&nbsp;vogliamo proprio perch\u00e9 distribuiti nello spazio di circa ottanta ettari che c\u2019era a disposizione, che c\u2019\u00e8 stato&nbsp;sempre a disposizione n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, questo era il problema di fondo. Questo problema \u00e8 collegato in fondo&nbsp;alla costruzione delle mura, le mura hanno una forma ma hanno per esempio anche un costo, enorme se&nbsp;pensate, tutte le citt\u00e0 medievali hanno, le citt\u00e0 di una certa importanza, hanno come minimo due, se non tre&nbsp;cerchia di mura perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019espansione urbana notevole quindi bisognava ricostruire le mura e fino a quasi&nbsp;tutto il \u2018400 \u2013 \u2018500 c\u2019\u00e8 questo problema diciamo economico, oltre che di difesa. Io penso che per esempio a&nbsp;Orvieto che \u00e8 una citt\u00e0 media all\u2019epoca l\u2019aver costruito il duomo \u00e8 stato possibile solo perch\u00e9 non c\u2019era da&nbsp;costruire le mura, non si sarebbe potuta permettere una citt\u00e0 come Orvieto un duomo di questa dimensione&nbsp;che non ce l\u2019ha nemmeno Siena, ma Siena ha tre cerchia di mura. Questo \u00e8 il problema che io ho cercato di&nbsp;inquadrare perch\u00e9 altrimenti si parla di forma urbana ma insomma diventa un discorso un po\u2019 vuoto. E&nbsp;allora probabilmente queste chiarificazioni possono dare il senso anche di quello che vedremo come sviluppo&nbsp;urbano. Avanti. Questa \u00e8 la pianta della citt\u00e0 e inizialmente anche in questo caso noi abbiamo una croce di&nbsp;strade, con un centro che racchiude quella chiesa di Sant\u2019Andrea di cui parlavamo, che era la prima basilica&nbsp;paleocristiana a Orvieto, importante sede anche del vescovo e il palazzo comunale con la piazza, questa croce&nbsp;di strade usciva dalle quattro porte della citt\u00e0 ovviamente. La porta pi\u00f9 importante \u00e8 la porta Maggiore \u00e8&nbsp;quella che guarda verso Bolsena, cio\u00e8 quello che era l\u2019antico acceso etrusco, e che diventa anche l\u2019accesso&nbsp;medievale cio\u00e8 la prima porta medievale. Quest\u2019altra che si chiama Postierla, si chiama cos\u00ec proprio perch\u00e9 \u00e8&nbsp;quella che sta dietro, cio\u00e8 questa \u00e8 la porta d\u2019avanti e questa \u00e8 la porta dietro, poi si chiamer\u00e0 porta Rocca&nbsp;perch\u00e9 vicino verr\u00e0 costruita la Rocca ma pi\u00f9 tardi. Poi c\u2019era una porta Divaria, che oggi stiamo&nbsp;ripristinando, e una porta Pertusa ai due diciamo capi dell\u2019altro ramo, dell\u2019altro braccio di questa croce.&nbsp;Questa situazione \u00e8 andata avanti fino al 1210 circa, cio\u00e8 quando il vescovo si \u00e8 trasferito in una sua chiesa&nbsp;che aveva da queste parti e che \u00e8 la chiesa di Santa Maria, la chiesa vescovile, che divent\u00f2 appena il vescovo&nbsp;si trasfer\u00ec in questa zona divent\u00f2 anche la chiesa cattedrale e vicino a questa chiesa cattedrale c\u2019era un\u2019altra&nbsp;chiesa che era di San Costanzo, quindi in questa zona pi\u00f9 alta c\u2019erano due chiese: una con annesso convento&nbsp;e che era dei canonici orvietani, quindi del clero locale; e poi la chiesa vescovile \u00e8 la chiesa di Sant\u2019Andrea.&nbsp;Su questo discorso, siccome poi successivamente come vedremo, verranno demolite le due chiese e ne verr\u00e0&nbsp;fatta una sola per il duomo. Naturalmente si \u00e8 cercato di fare delle ipotesi di dove potessero essere queste&nbsp;due chiese prima della costruzione del duomo, e su questo io ho una risposta che vi dar\u00f2 quando parleremo&nbsp;della seconda fase, cio\u00e8 quando arriveremo al duomo. Quindi in questo momento troviamo quasi una citt\u00e0&nbsp;che prima era una citt\u00e0 unipolare, cio\u00e8 con un solo centro poi diventa una citt\u00e0 che ne ha due ma ha ancora&nbsp;un centro che non \u00e8 ancora collegato con l\u2019altro. Avanti. Questa \u00e8 la porta Maggiore che dicevamo che vedete,&nbsp;probabilmente aveva due forbici, qui ne aveva un altro che \u00e8 stato coperto da questo sperone costruito&nbsp;successivamente, e in mezzo tant\u2019\u00e8 vero che in mezzo c\u2019era la nicchia con la statua di Bonifaccio VIII, posta&nbsp;anche questa successivamente. Qui siamo alla fine del \u2018200, questa \u00e8 una delle due statue che Bonifaccio&nbsp;VIII si fece fare e ne mise una sulla porta Romana\u2026 non Romana, la chiamavano Romana, sulla porta&nbsp;Maggiore e una delle due statue che gli sono costate anche una condanna perch\u00e9 si faceva fare le statue, voi&nbsp;sapete che allora era vietato per la chiesa cattolica, non c\u2019era questo culto della personalit\u00e0; e fu fatto anche&nbsp;un processo a Bonifaccio VIII perch\u00e9 invece si faceva fare le statue dappertutto. Questa \u00e8 invece l\u2019altra porta&nbsp;in due disegni, sulla parte esterna questa qui, e la parte interna vedete anche questa \u00e8 a due forbici e qui&nbsp;c\u2019era la seconda statua di Bonifaccio VIII. Avanti. Eccola e questa \u00e8 la rocca che \u00e8 stata costruita&nbsp;successivamente, prima c\u2019era soltanto la porta prima della rocca. Avanti. Qui siamo in una fase in cui la citt\u00e0&nbsp;si ingrandisce, il momento in cui tutte le citt\u00e0 si popolano maggiormente e c\u2019\u00e8 un fenomeno diffuso in tutta&nbsp;Italia, anzi in tutta Europa: degli insediamenti monastici cio\u00e8 di gruppi di frati che generalmente stavano&nbsp;sparsi nel territorio e sui romitori perch\u00e9 erano anche dei frati che facevano una vita contemplativa e di&nbsp;preghiera, poi piano piano invece sentono un po\u2019 il richiamo della citt\u00e0 e quindi quelli che hanno una regola,&nbsp;quelli che il Papa accetta con tanto di regola riescono a entrare nelle citt\u00e0 e si costruiscono una serie di&nbsp;conventi, distribuendosi in effetti proprio delle aree urbane, ciascuno un pezzo visto che questi poi vivevano&nbsp;di elemosina bisognava che ciascuno avesse un pezzo di citt\u00e0 a cui chiedere, questo era un po\u2019 la base del&nbsp;discorso. Tutte le citt\u00e0 hanno una serie di conventi che si mettono intorno alla citt\u00e0, ora anche qui succede&nbsp;un\u2019anomalia per Orvieto perch\u00e9 l\u2019intorno di una citt\u00e0 in pianura \u00e8 una cosa, l\u2019intorno di una citt\u00e0 che invece&nbsp;finisce brutalmente \u00e8 un\u2019altra cosa. Infatti si ha un riscontro dal punto di vista urbanistico che \u00e8 anche qui&nbsp;una cosa abbastanza peculiare cio\u00e8 che non si ritrova nelle altre citt\u00e0. Nelle altre citt\u00e0 i conventi guarda caso&nbsp;vengono messi tutti quanti in corrispondenza delle porte, fuori dalla citt\u00e0 vicino alle porte, vicino alle scale&nbsp;d\u2019accesso poi la citt\u00e0 si ingrandir\u00e0 e i conventi diventeranno parte integrante della citt\u00e0 ciascuno sulla strada&nbsp;maestra, diciamo che entrava nella citt\u00e0. Qui invece succede il contrario esattamente, succede che le porte&nbsp;stanno esattamente tra un convento e l\u2019altro proprio perch\u00e9 si trovavano di fronte a una situazione anomala,&nbsp;la citt\u00e0 non si poteva espandere quindi non aveva senso mettersi vicino alla porta quando non ci sarebbe&nbsp;stata l\u2019espansione, quindi era pi\u00f9 logico mettersi tra una porta e l\u2019altra; infatti questa \u00e8 la porta Maggiore e&nbsp;tra la porta Maggiore questo e questo qui sono i due conventi che stanno tra questa porta; questo \u00e8&nbsp;quest\u2019altro convento: San Francesco e San Paolo stanno a cavallo della porta Santa Maria, questo e questo&nbsp;stanno a cavallo della porta Pertusa e cos\u00ec via. Avanti, mi sembra che ci sia un esempio di Viterbo, come&nbsp;vedete ho messo alcuni esempi con questi conventi che si posizionano tutti quanti all\u2019interno della citt\u00e0 che&nbsp;poi si espande e diventano parte integrante della citt\u00e0, normalmente c\u2019\u00e8 anche chi ha cercato regole&nbsp;geometriche per i conventi maggiori che stanno agli angoli di un triangolo equilatero o meno. I tre conventi&nbsp;principali che sono gli agostiniani, i francescani e in genere o i servili in alcuni casi oppure\u2026 i domenicani&nbsp;questi tre grossi ordini che a Orvieto sono presenti tutti quanti, compreso il quarto che \u00e8 quello dei servili,&nbsp;poi c\u2019\u00e8 anche precedentemente il convento di San Paolo che in effetti era dei benedettini originariamente, poi&nbsp;\u00e8 stato inglobato dai francescani. Come dicevo ecco l\u2019esempio di Viterbo, tutti i conventi stanno esattamente&nbsp;all\u2019uscita della varie porte della citt\u00e0. Avanti. Ecco una visione veloce delle tre chiese Questa \u00e8 la chiesa di&nbsp;San Francesco dietro c\u2019\u00e8 il convento non si vede perch\u00e9 sta proprio verso la rupe. Avanti. Questo \u00e8 quello che&nbsp;rimane della chiesa di San Domenico, del convento non rimane niente perch\u00e9 come vedremo&nbsp;successivamente \u00e8 stato nel 1925-30 demolito completamente per fare un edificio di educazione fisica&nbsp;militare, \u00e8 stato\u2026 praticamente della chiesa vedete che c\u2019\u00e8 rimasto il transetto e questa qui era la navata che&nbsp;proseguiva per circa trenta, quaranta metri ancora, \u00e8 stata tagliata nettamente e lasciata soltanto una parte,&nbsp;la parte absidale, per dar posto a questa specie di caserma, \u00e8 stata per molto tempo poi una caserma. Avanti.&nbsp;Questo \u00e8 invece il convento di Sant\u2019Agostino con la chiesa di Sant\u2019Agostino, e il convento che \u00e8 molto lungo e&nbsp;anzi questa situazione si verifica alla fine del \u2018700 perch\u00e9 prima era un pochino pi\u00f9 corto e c\u2019aveva un cortile&nbsp;interno, che vedremo, fatto dal Sangallo nel \u2018500, qui di collegamento tra la chiesa e il convento e poi viene&nbsp;esteso in questa direzione tanto che loro avevano\u2026 piaceva ricordare agli agostiniani che era il convento con&nbsp;la facciata pi\u00f9 lunga d\u2019Italia, in effetti era molto lunga per il fatto che non era un convento fatto a corte e&nbsp;quindi si estendeva in lunghezza ci\u00f2 che in genere era messo\u2026 in genere su un quadrilatero ecco. Avanti.&nbsp;Allora qui, quaggi\u00f9, ci sarebbe il convento dei Servi ma non si riesce a vederlo perch\u00e9 questa \u00e8 il ramo della&nbsp;strada che vedevate che percorre orizzontalmente la citt\u00e0 e che esce dalla porta Postierla quaggi\u00f9, questa \u00e8&nbsp;vista sempre dalla torre del Moro. Dalla torre del Moro vedremo. Avanti. Ecco la sistemazione definitiva della&nbsp;citt\u00e0 medievale che naturalmente va vista\u2026 perch\u00e9 quando si va in una citt\u00e0 medievale uno pensa al periodo&nbsp;forse molto ristretto, al medioevo, in realt\u00e0 pensate che ecco la citt\u00e0 medievale per formarsi come si \u00e8 formata&nbsp;sono passati sette secoli quindi non \u00e8 una citt\u00e0; \u00e8 una citt\u00e0 che si \u00e8 evoluta nel tempo \u00e8 cambiata&nbsp;notevolmente tant\u2019\u00e8 vero che vedete che abbiamo visto alcune tappe, e diciamo anche dal punto di vista&nbsp;urbanistico generale \u00e8 cambiata fino a che \u00e8 arrivata fino alla sua forma pi\u00f9 evoluta, alla fine del \u2018200.&nbsp;Praticamente tutto succede in venticinque anni, tra il 1270-75 e il 1300, ci sono cio\u00e8 queste grosse&nbsp;innovazioni, questa innovazione urbanistica per cui si restaura e si consolida il palazzo Comunale che era la&nbsp;sede del podest\u00e0, quindi del potere civile; viene costruito di sana pianta il palazzo del Popolo per questa&nbsp;magistratura nuova che Orvieto avr\u00e0 con Firenze dal 1250 in avanti, sono le due citt\u00e0 che istituirono questa&nbsp;figura del capitano del popolo che era poi il capo dell\u2019esercito evidentemente e che per\u00f2 cambiava ogni sei&nbsp;mesi, cio\u00e8 aveva una serie di caratteristiche che lo rendevano molto potente ma anche guardingo per quello&nbsp;che succedeva. Il palazzo del Popolo \u00e8 costruito tra il 1270 e il 1305 e viene concluso con la sua piazza che&nbsp;non c\u2019era, viene demolita tutte le case, tutti i palazzi, le torri che stavano in questa zona e viene fatta questa&nbsp;piazza che vedete quanto \u00e8 grande in proporzione ad esempio all\u2019altra che c\u2019era prima. Questa qui era anche&nbsp;utilizzata come piazza del mercato, tra l\u2019altro, quindi aveva una doppia funzione e nel 1290 inizia la&nbsp;costruzione del duomo. Quindi come vedete nel giro di trent\u2019anni vengono fatte le opere pi\u00f9 importanti per&nbsp;allora, rappresentative di tutte le funzioni pi\u00f9 importanti della citt\u00e0: la funzione civica, la funzione militare, la&nbsp;funzione religiosa e per\u00f2 al centro c\u2019\u00e8 il palazzo dei Sette con la torre del Moro che \u00e8 proprio l\u2019emblema&nbsp;della\u2026 di chi poi in realt\u00e0 reggeva in piedi la citt\u00e0: cio\u00e8 l\u2019economia. Praticamente i signori Sette erano i sette&nbsp;rappresentanti delle arti, che cambiavano, cio\u00e8 di tutte le attivit\u00e0 che davano la vita e diciamo davano&nbsp;ricchezza alla citt\u00e0. Quindi come vedete c\u2019\u00e8 una citt\u00e0 che divide le varie funzioni in posti ben diversi con i&nbsp;propri monumenti, con le proprie architetture monumentali ciascuna rappresentativa del ruolo che doveva&nbsp;rivestire e che, ripeto, non ho trovato altre citt\u00e0 cha abbiano cos\u00ec distinte e separate in maniera evidente,&nbsp;direi proprio voluta. Avanti. Questa \u00e8 la torre del Moro che dicevamo, che sta praticamente al centro della&nbsp;citt\u00e0 ma che non \u00e8 diventato un centro relativo, perch\u00e9 non \u00e8 un centro con quattro strade anche se ci sono,&nbsp;come vedete una strada non va quasi da nessuna parte, no finisce in una piazza in un posto rappresentativo,&nbsp;finisce in una porta per uscire, le altre tre invece vanno nei posti che abbiamo detto: a piazza della&nbsp;Repubblica, l\u2019attuale Piazza della Repubblica \u00e8 la piazza del Comune; la piazza del Popolo col palazzo del&nbsp;Popolo e la piazza del Duomo con il duomo. Avanti. Salendo sopra la torre, questa \u00e8 una campana, la&nbsp;campana del Popolo, messa sulla torre nel 1316, \u201917 forse, no \u201916 da un certo Oncello Orsini, lo stemma degli&nbsp;Orsini \u00e8 questo ma c\u2019era anche l\u2019orso anche l\u2019emblema degli Orsini. Avanti. Questo sarebbe il quadriglio che&nbsp;vedevamo visto da sopra, \u00e8 una foto un po\u2019 assurda ma insomma, questa qui \u00e8 la strada che va al duomo,&nbsp;questa qui \u00e8 la strada che va verso la rocca quindi verso la porta, questa qui \u00e8 la strada che va al palazzo del&nbsp;Popolo, alla piazza del Popolo e questa qua, da questa parte, va al palazzo Comunale. Avanti. Adesso le&nbsp;vedremo un pochino meglio. Questa \u00e8 appunto quella che va al palazzo Comunale, come vedete poi la piazza&nbsp;del comune, nel 1275 una opera fondamentale era rappresentata in questa piazza dalla fontana Maggiore&nbsp;perch\u00e9 nel 1275, cio\u00e8 tra il 1250 e il 1275 a Orvieto fu fatta un\u2019opera civica importantissima che era&nbsp;l\u2019acquedotto, pensate che significava all\u2019epoca portare l\u2019acqua, distribuire l\u2019acqua a questa altezza, bisognava&nbsp;partire dalle colline davanti, incanalare l\u2019acqua a pressione e farla salire fino a quass\u00f9. Questo fu fatto e qui&nbsp;nel 1275 fu fatta la fontana, adesso non sappiamo nemmeno esattamente dove stava, ma c\u2019era una fontana&nbsp;che fu demolita nel \u2018500 perch\u00e9 non funzionava pi\u00f9, era una fontana di notevole importanza anche dal punto&nbsp;di vista d\u2019immagine, molto simile doveva essere, per le descrizioni che ne abbiamo, a quella di Perugia per&nbsp;essere chiari, tra l\u2019altro fatta dallo stesso fontanaro di quella di Perugia, quindi ci dovevano essere delle&nbsp;analogie anche formali probabilmente. Questo fu un fatto notevole, perch\u00e9 capite una citt\u00e0 con l\u2019acqua nel&nbsp;medioevo, insomma con una distribuzione capillare perch\u00e9 poi tutto l\u2019acquedotto veniva distribuito dalle&nbsp;fontane pubbliche poi c\u2019erano i pozzi privati ecc. per\u00f2 naturalmente c\u2019era un acqua potabile per tutti e non&nbsp;era una cosa da poco. Avanti. Questa invece \u00e8 la strada diritta e breve che va al palazzo del Popolo, vedete&nbsp;che va a finire sulle scale che salgono al palazzo del popolo. Avanti.E questo \u00e8 il palazzo del Popolo che vedete&nbsp;ha un\u2019architettura molto particolare, diciamo ibrida se vogliamo dire cos\u00ec d\u2019altronde anche il duomo ha&nbsp;un\u2019architettura ibrida, qualcuno ancora dice che \u00e8 mezzo gotica mezzo romanica; sono tutte classificazioni&nbsp;che direi ormai vanno bene per un Bignami dell\u2019architettura, ma insomma voglio dire l\u2019architettura \u00e8 una&nbsp;cosa un pochino pi\u00f9 complessa che non si riesce, specialmente in quel periodo, anche oggi c\u2019\u00e8 una&nbsp;confusione, penso che allora sarebbe stato ancora pi\u00f9 difficile seguire canoni precisi. Qui in effetti abbiamo&nbsp;ricordi del Brunetto Lombardi niente meno, perch\u00e9 sotto c\u2019era una zona che doveva essere teoricamente&nbsp;aperta che poi fu chiusa quasi subito praticamente, che doveva essere una specie di loggione\u2026 loggia&nbsp;coperta per mettere i cavalli, per fare il mercato e tutte queste cose e sopra un grande salone per le udienze&nbsp;praticamente per le assemblee popolari, questa sala chiamata sala dei quattrocento ancora perch\u00e9 oggi si \u00e8&nbsp;ripreso il nome di allora, appunto si riunivano i quattrocento rappresentanti della cittadinanza pensate che&nbsp;oggi il consiglio comunale ne ha trenta, e allora ce ne aveva quattrocento con lo stesso numero di abitanti;&nbsp;evidentemente c\u2019era una democrazia pi\u00f9 rappresentativa di oggi, poi sappiamo che i risultati non siano stati&nbsp;felicissimi, per\u00f2 in partenza perlomeno ci doveva essere questa intenzione. Invece quello che vediamo qui gi\u00e0&nbsp;in maniera esplicita che \u00e8 un\u2019architettura abbastanza tipica, specialmente nelle parti decorative come&nbsp;questi dadi, queste lavorazioni del tufo che vengono abbastanza bene, quindi studiate proprio per il materiale&nbsp;con cui qui era costruito tutto. D\u2019altronde i due materiali fondamentali con cui si costruisce nel medioevo&nbsp;sono: la pietra, questa grigia, generalmente posta alla base perch\u00e9 era anche serviva per un maggiore&nbsp;isolamento visto che le fondamenta di questi palazzi erano su tufo vergine quindi costruite in tufo, pensate&nbsp;che il tufo \u00e8 assorbe molto l\u2019umidit\u00e0, era stato un sistema di evaporazione dell\u2019acqua che veniva da sotto,&nbsp;spesso quindi chi se lo poteva permettere, faceva specialmente nei palazzi pubblici, sotto c\u2019era un basamento&nbsp;invece in pietra sempre locale, sempre una pietra vulcanica che si trova nei dintorni della citt\u00e0 mentre il tufo&nbsp;lo cavavano direttamente nella rupe, probabilmente, o sotto o anche certe opere pubbliche anche per&nbsp;esempio ecco sopra, dove potevano cavarlo; e non ci sono altri; i mattoni vengono usati soltanto per&nbsp;ammattonati; perch\u00e9 qui abbiamo una notizia del 1288 che parla di ammattonare la piazza del Popolo, per\u00f2&nbsp;perlomeno sono stati fatti abbastanza scavi, volenti o nolenti, nella piazza e non \u00e8 stato mai trovato fino a&nbsp;adesso un mattone che un mattone. Forse ammattonare significava pavimentare perch\u00e9 non abbiamo trovato&nbsp;riscontri di mattoni, di pavimentazioni a mattoni, mentre invece si trovano molte pavimentazioni in pietra. I&nbsp;mattoni qui verranno usati per l\u2019architettura, quindi non per le coperture ovviamente tegole che erano usate&nbsp;anche nel medioevo, ma per l\u2019architettura verranno usati soltanto dagli inizi del \u2018500 in avanti non prima.&nbsp;Avanti. Questa \u00e8 un\u2019altra visione del palazzo dal duomo, \u00e8 una foto scattata dal ponteggio del duomo e si ha&nbsp;quest\u2019altra visione. Qui ci sarebbe da dire come \u00e8 nato il palazzo, come \u00e8 stato modificato durante il periodo&nbsp;del progetto e durante la fase di esecuzione ma non abbiamo il tempo, perch\u00e9 ci sono state modifiche&nbsp;abbastanza notevoli ma anche urgenti, e anche fatte in un breve tempo perch\u00e9 fu finito in vent\u2019anni,&nbsp;venticinque diciamo. Avanti. Questa \u00e8 la torre del Moro sempre vista dal duomo come vedete quella campana&nbsp;che vedevamo prima, che potete anche se avete voglia andare a vedere da vicino. Avanti. Dal duomo&nbsp;vediamo poi il terzo polo che sarebbe la cattedrale, questa \u00e8 una strada abbastanza contorta vedete che non \u00e8&nbsp;rettilinea e va verso il duomo, vanti, e questa \u00e8 la visione dalla strada quando non ci sono le impalcature, che&nbsp;\u00e8 una visione tipica medievale. Per lo meno anche questo \u00e8 un luogo comune che le cattedrali devono essere&nbsp;viste di profilo\u2026 secondo una certa angolatura. Per\u00f2 qui \u00e8 smentita anche questa cosa perch\u00e9 in effetti oltre&nbsp;a questa strada c\u2019\u00e8 una strada progettata insieme al duomo. Avanti. Questa \u00e8 sempre fatta dalla facciata del&nbsp;duomo, che \u00e8 proprio perfettamente in asse con la facciata, con la porta, avanti, e che ci da una visione&nbsp;invece centrale, frontale diciamo, quindi c\u2019era gi\u00e0 questo aspetto che poi noi cominciamo a valutare come&nbsp;diciamo una delle cose rinascimentali, principalmente rinascimentali perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questa assialit\u00e0. Qui invece&nbsp;c\u2019era gi\u00e0 una visione assiale sia una visione prospettica diciamo cos\u00ec.&nbsp;Questa \u00e8 una veduta della citt\u00e0 che sta in un castello che sta qui vicino, fatta da Cesare Nebbia che \u00e8 un&nbsp;pittore orvietano abbastanza importante per la Roma sistina, nell\u2019epoca della Roma sistina, \u00e8 stato il direttore&nbsp;dei cantieri sistini per tutta Roma quindi: biblioteca Vaticana, non so tutta Santa Maria Maggiore ettari di&nbsp;pitture praticamente, con la Roma sistina sapete che non si andava per il sottile. Questa \u00e8 una visone in cui&nbsp;vedete il duomo mancava ancora dell\u2019ultima cuspide, mancavano le ultime rifiniture infatti questo \u00e8 un&nbsp;affresco del 1570-75 circa della famiglia del castello, era un castello della famiglia Moraldeschi, diventato&nbsp;palazzo nel \u2018500 con Peschiera e con una villa suburbana. Avanti. Questa \u00e8 la pianta della citt\u00e0 sempre&nbsp;dedicata ai Moraldeschi, questo qui \u00e8 lo stemma dei Moraldeschi, fatta da Ippolito Scalza che \u00e8 invece un&nbsp;architetto orvietano che ha lavorato negli ultimi anni della vita, nei primi e negli ultimi, moltissimo a Orvieto&nbsp;e che vi da l\u2019idea di questa citt\u00e0 come in parte era rimasta dopo le vicissitudini della peste nel 1350, 48&nbsp;quella famosa insomma, e una decadenza che era durata circa cento anni era rimasta abbastanza disabitata&nbsp;e quindi dalla seconda met\u00e0 del \u2018500 in avanti viene ricostruita piano piano a partire dalla Rocca. Avanti. Qui&nbsp;abbiamo una visione della citt\u00e0 sempre cinquecentesca di fine cinquecento, con l\u2019albero genealogico dei&nbsp;Moraldeschi che sono stati la famiglia pi\u00f9 importante nel medioevo e che ancora nel \u2018500 volevano mantenere&nbsp;questa loro priorit\u00e0 perlomeno apparente perch\u00e9 non era pi\u00f9 certamente come una volta. Ermanno&nbsp;Moraldeschi mise la signoria a Orvieto cio\u00e8 decret\u00f2 la fine del comune popolare e democratico; poi venne lo&nbsp;Stato Pontificio e a quel punto \u00e8 finito del tutto qualsiasi idea di democrazia. Avanti. Questa \u00e8 una stampa di&nbsp;un secolo successiva, l\u2019ho messa perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 realistica, e vedete che c\u2019\u00e8 sempre questo rapporto fra la&nbsp;citt\u00e0 costruita sopra e la rupe e io dico che per esempio su molti libri si trova scritto che il duomo \u00e8 un fuori&nbsp;scala, \u00e8 un fuori scala se si vede da dentro, ma se si pensa e si vede da fuori insieme alla rupe non \u00e8 fuori&nbsp;scala anzi \u00e8 perfettamente in scala. Quindi anche qui \u00e8 secondo come si guardano le cose. Avanti. E questa \u00e8&nbsp;la fortezza che sar\u00e0 la prima a essere rimessa apposto alla met\u00e0 dal \u2018400 dal Bernardo Rossellino che \u00e8 un&nbsp;architetto abbastanza importante, che rimise in sesto molte fortezze, tenendo conto che nel frattempo c\u2019era&nbsp;stata l\u2019invenzione della polvere da sparo e bisognava rifarle tutte secondo le nuove regole diciamo degli assalti&nbsp;e delle battaglie, cio\u00e8 con armi da fuoco in sostanza. Avanti. Questo \u00e8 il bastione che ha rifatto il Rivellino&nbsp;fatto da Rossellino, che \u00e8 la porta interna per entrare dentro la citt\u00e0 che era stata raddoppiata. Avanti.&nbsp;Questa da una stampa del \u2018600 sempre con tutti gli acquartieramenti dentro, adesso c\u2019\u00e8 un giardino qua&nbsp;dentro, c\u2019\u00e8 il giardino comunale ma in effetti \u00e8 stata una caserma piena di soldati, perlomeno dal \u2018400 fino&nbsp;alla fine del \u2018600. Avanti. Questa \u00e8 una mappa in cui vedete quali sono gli interventi della seconda met\u00e0 del&nbsp;\u2018500, della seconda met\u00e0 del \u2018400 e della seconda met\u00e0 del \u2018500, per dire che tutta la citt\u00e0 \u00e8 interessata da un&nbsp;rinnovamento notevole che potete verificare girando per le strade, cio\u00e8 c\u2019\u00e8 questa doppia faccia medievale e&nbsp;rinascimentale o addirittura manierista, perch\u00e9 poi forse l\u2019epoca pi\u00f9 florida qui \u00e8 stata quella del cosiddetto&nbsp;manierismo, seconda met\u00e0 del \u2018500. Avanti. Ecco velocemente fine \u2018400 un chiostro fatto alla fine del \u2018400&nbsp;con un pozzo centrale che fu disegnato dal Sangallo nel 1525. Avanti. Questo \u00e8 palazzo Petrucci, Michele&nbsp;Sammicheli \u00e8 stato ad Orvieto per molti anni, quasi venti ha fatto il direttore della fabbrica del duomo e ha&nbsp;qui progettato questo palazzo e poi la famosa tomba Petrucci che non avevo in diapositiva, e che \u00e8 uno dei&nbsp;suoi primi progetti importanti, poi si trasferir\u00e0 a Verona, con il sacco di Roma se ne scappano parecchi dallo&nbsp;Stato Pontificio, e lui fu uno di questi e poi diventer\u00e0 molto famoso a Verona e nel Veneto in genere,&nbsp;addirittura a Malta perch\u00e9 lui ha vissuto mi sembra pi\u00f9 di ottant\u2019anni e io a Malta e a Creta ho trovato delle&nbsp;opere di Sammicheli da vecchio, mandato dalla Repubblica Veneta insomma a fare le porte, in sostanza e&nbsp;alcune parti delle mura.&nbsp;I: Non era tutto militare?&nbsp;S:Infatti, qui non ha fatto cose militari perch\u00e9\u2026 dopo \u00e8 diventato s\u00ec un architetto militare.&nbsp;I: A Verona \u00e8 un architetto militare.&nbsp;S: S\u00ec. Qui ha fatto queste opere: alcuni conventi, addirittura ha fatto del duomo di Motefiascone ha fatto il&nbsp;tamburo, della cattedrale di Montefiascone\u2026&nbsp;I: Architettura sacra e \u2026.&nbsp;S: Architettura sacra e civile.&nbsp;I: Mi scusi se\u2026&nbsp;S: Per carit\u00e0, pensavo che fosse\u2026 questo \u00e8 il chiostro del convento di Sant\u2019Agostino fatto da Antonio da&nbsp;Sangallo il Giovane che \u00e8 stato un altro di quelli che hanno lavorato molto a Orvieto. Avanti. Una delle opere&nbsp;che non fu realizzata ma che era veramente importante era questo progetto, qui vedete uno schizzo ma ci&nbsp;sono almeno dieci disegni agli Uffizi di questo progetto del palazzo Pucci e che \u00e8 un po\u2019 il progetto che prelude&nbsp;a quello del Palazzo Farnese, cio\u00e8 ha delle soluzioni che poi verranno applicate al palazzo Farnese a Roma.&nbsp;Quello rosso invece era il vero palazzo che poi \u00e8 stato costruito pi\u00f9 tardi da Ippolito Scalza. Questo \u00e8 il&nbsp;palazzo diciamo marsciano inizialmente crisco sempre fatto da Antonio da Sangallo il giovane, questo \u00e8 di&nbsp;sana pianta, e questo \u00e8 il disegno lo schizzo l\u2019unico che c\u2019abbiamo di Antonio da Sangallo per il pozzo di San&nbsp;Patrizio, vedete che c\u2019\u00e8 questa doppia elica di cui segna il passo semplicemente che sapete che \u00e8 una doppia&nbsp;elica per cui uno scendendo risale senza incontrare chi scende, tutto qui era il giochetto, una specie di dna&nbsp;comunque orvietano Avanti.&nbsp;P: Lo vedremo.&nbsp;S: Ecco lo vedrete. Non vi annoio ulteriormente vi dico soltanto perch\u00e9 si chiamo di San Patrizio, perch\u00e9&nbsp;tante volte io non ci avevo mai pensato, come nessuno mai ci pensa, ma come mai si chiama il Pozzo di San&nbsp;Patrizio questo? In effetti questo \u00e8 stato costruito per la rocca, serviva alla rocca, era il pozzo della rocca, era&nbsp;dentro la rocca addirittura collegato direttamente per dare l\u2019acqua ai soldati che dovevano avercela di sicuro,&nbsp;perch\u00e9 si sa diciamo che le caserme sono la prima cosa che vanno alimentate nella mentalit\u00e0 di allora, ma&nbsp;forse anche di oggi e allora non c\u2019entrava niente questo nome, quando i soldati non ci sono stati pi\u00f9 questo&nbsp;pozzo \u00e8 rimasto abbandonato ed \u00e8 stato utilizzato dai frati che confinavano con quest\u2019area che erano quelli&nbsp;dei Servi, come diciamo purgatorio, di San Patrizio quindi perch\u00e9 sapete che il purgatorio \u00e8 un\u2019invenzione in&nbsp;fondo recente del 1100, prima non c\u2019era il purgatorio. Il purgatorio nasce nel momento in cui nasce lo Stato&nbsp;Pontificio ha bisogno di soldi per mandare avanti lo stato e doveva farseli prestare, quindi l\u2019usura non poteva&nbsp;pi\u00f9 essere un peccato mortale se no non trovava pi\u00f9 chi gli prestava i soldi e quindi viene inventato il&nbsp;purgatorio. Non \u00e8 uno scherzo questo, se volete vi do una grossa bibliografia, c\u2019\u00e8 un libro che si chiama \u201cla&nbsp;nascita del Purgatorio\u201d ve lo leggete.&nbsp;Da dove \u00e8 venuta l\u2019idea del Purgatorio non lo so, io dico solo che \u00e8 venuta per questi motivi che \u00e8 una cosa&nbsp;diversa. L\u2019idea del paradiso e dell\u2019inferno \u00e8 vecchia in tutto il mondo, ma il purgatorio qui aveva questa\u2026 e&nbsp;tant\u2019\u00e8 vero che, avanti, questo \u00e8 un affresco che sta a Todi, avanti, del purgatorio di San Patrizio, questo \u00e8&nbsp;San Patrizio che manda le anime dentro questo purgatorio, e vedete che la forma \u00e8 praticamente molto&nbsp;simile a quella della bocca del pozzo di San Patrizio, quindi i servi, questo sta nel convento dei Servi a Todi,&nbsp;conoscevano questa leggenda e la utilizzavano per poter far funzionare questo purgatorio che poi era una&nbsp;discesa e una fatica risalita, un\u2019espiazione in sostanza, poi si lasciava un obolo come ancora oggi c\u2019era&nbsp;l\u2019usanza di buttare la monetina, e si usciva mondati, purificati. Avanti. Questo qui \u00e8 il palazzo di Ippolito&nbsp;Scalza con delle finestre sparse in tutta Orvieto poi le vedrete. Avanti. Questo \u00e8 il progetto del campanile per&nbsp;il duomo, perch\u00e9 una volta finito il duomo finalmente si voleva fare di sana pianta, una cosa logica dopo&nbsp;trecento anni che bisognava per forza seguire il progetto, penso che ci sia stato una specie di rigetto. Quindi&nbsp;fu tentato un totale rifacimento del duomo anche esternamente, internamente ci riuscirono. Avanti. Ecco&nbsp;questo \u00e8 il duomo come si presentava nel 1500 rifatto totalmente e veramente con criteri notevoli, cos\u00ec di&nbsp;applicazione dei principi del concilio tridentino della controriforma, certo quindi era un nuovo modo di vedere&nbsp;l\u2019arte. Avanti. Ecco tutte le cappelle laterali e tutte le navate erano affrescate con dei grossi altari e grosse&nbsp;pale. La pala d\u2019altare \u00e8 un\u2019invenzione orvietana poi viene esportata dappertutto. Queste sono le prime pale&nbsp;d\u2019altare esistenti e sono una serie notevole perch\u00e9 erano dieci per parte. Avanti. Ecco una serie di cappelle.&nbsp;Avanti. Qui siamo gi\u00e0 nel \u2018700 velocemente, questa \u00e8 una cosa del Valadieu, questa stessa chiesetta che&nbsp;vedete qui accanto appena uscite adesso stanno facendo le impalcature per restaurarla anche questa \u00e8 dello&nbsp;studio del Valadieu. Avanti. E poi abbiamo il Vespignani un altro architetto abbastanza importante che ha&nbsp;operato negli ultimi trent\u2019anni anni dell\u2019800 ad Orvieto, questo \u00e8 l\u2019arco onorario fatto per Pio IX, lui era il&nbsp;fratello del vescovo di Orvieto tra parentesi, per\u00f2 rimane in auge anche dopo la caduta dello Stato Pontificio.&nbsp;Avanti. Qui fa la chiesa dei Servi. Avanti. Questo \u00e8 il teatro comunale che potrete forse anche vedere. Avanti.&nbsp;Eccolo, restaurato pochi anni fa, vale la pena specialmente nell\u2019interno. Avanti. Questo \u00e8 il palazzo dell\u2019Opera&nbsp;del Duomo che sta qui sulla piazza del Duomo. Avanti. Che sarebbe quello che vedete qua in fondo, ecco&nbsp;quell\u2019angolo l\u00e0, \u00e8 sempre del Vespignani completato poi successivamente nella loggetta dal Zampi, che \u00e8 un&nbsp;altro ingegnere successivo. Avanti. Eccola questa loggia \u00e8 frutto di un\u2019altra mano veramente. Avanti. E&nbsp;questo \u00e8 il palazzo Bracci davanti al palazzo del Popolo, Bracci era sindaco di Orvieto \u00e8 quello che poi ha&nbsp;fatto per primo la funicolare, ha finanziato la funicolare Bracci che \u00e8 la funicolare che vedete oggi, oggi \u00e8&nbsp;stata modificata \u00e8 stata elettrificata mentre invece era a acqua all\u2019epoca. Si risparmiava abbastanza bastava&nbsp;solo mettere tanta acqua quanto era il peso delle persone da tirar su, un sistema perfetto, ecologico. Avanti.&nbsp;Questo \u00e8 un palazzo che attualmente \u00e8 davanti al comune, \u00e8 di un allievo del Vespignani per dire che&nbsp;l\u2019influenza di questo architetto \u00e8 stata notevole neoclassico, e quindi il neoclassicismo \u00e8 penetrato e abbiamo&nbsp;molti esempi di architettura neoclassica. Avanti. Fino ad arrivare a questa che \u00e8 la chiesa di San Domenico&nbsp;che vi dicevo, che con il suo chiostro \u00e8 convento che \u00e8 stata demolita, avanti, tagliata la navata per costruire&nbsp;questo istituto di educazione fisica femminile, era della GIL all\u2019epoca: giovent\u00f9 italiana del littorio. Avanti.&nbsp;Ecco con il famoso forbice con questi tre archetti che si ritrovano in tutta l\u2019architettura dell\u2019epoca. Qualcuno&nbsp;non so se scherzando o dicendo sul serio dice che siano le emme di Mussolini. Avanti. E poi altra intrusione&nbsp;notevole \u00e8 la caserma per avieri costruita in continuit\u00e0 quasi con quella precedente con un altro convento&nbsp;trasformato in carcere e poi questa nuova caserma. Avanti. Eccola, vedete anche qui la emme \u00e8 diventata&nbsp;mmmh\u2026 Avanti. altro pezzo della caserma che poi \u00e8 l\u2019ultima cosa che vi faccio vedere perch\u00e9 poi credo che ci&nbsp;siano. Questa era la palazzina Comando con i giardinetti ecc. Avanti. E questa era invece un\u2019ala della&nbsp;caserma che attualmente sta vicino a un parcheggio. Credo che siano finite. Ecco qui vedete delle foto&nbsp;dall\u2019alto, ho messo queste foto dall\u2019altro perch\u00e9 tutta la zona che vedete laggi\u00f9 dove passa quel fiume adesso&nbsp;\u00e8 completamente differente diciamo che non passa va il fiume, c\u2019\u00e8 tutta l\u2019espansione urbana e quindi la valle&nbsp;\u00e8 cambiata notevolmente, la caserma \u00e8 rimasta invece com\u2019era.<\/p>\n<p>Luned\u00ec 28 aprile 2003&nbsp;Ore 9.00&nbsp;Udo Schmidt&nbsp;L\u2019insegnamento dell\u2019italiano nei licei bavaresi&nbsp;Permettete che ve lo spieghi, che vi spieghi anche prima di iniziare questo intervento che vi racconta un po\u2019 la&nbsp;sua storia, apro una parentesi, non aver paura, non sar\u00e0 una storia lunga, la storia [\u2026] la relazione sar\u00e0&nbsp;lunghissima, due pagine saranno, voi avrete due pagine dentro la storia di introduzione, va bene? Che ha&nbsp;detto lei? Ho detto caro collega, italiano? Un unico italiano [\u2026] che dobbiamo parlare in italiano, \u00e8 arrivato&nbsp;veramente uno che si interessa alla mia storia da relatore [\u2026]. Allora sar\u00e0 una storia breve, meno lunga della&nbsp;relazione che segue, vi ho messo due pagine come ho detto. Distinguer\u00f2 queste due pagine per permettere&nbsp;cos\u00ec a quelli che di voi non possono avere diritto a un pisolino, a un piccolo pisolino durante la relazione e vi&nbsp;risvegliate dopo la mia presentazione e mi dimostrate dell\u2019interesse risvegliato nella discussione che forse&nbsp;seguir\u00e0. Chiude la parentesi. Continua la storia che vi spiega meglio come sono nate queste due pagine.&nbsp;Sono nate da quattro chiacchiere che abbiamo fatto l\u2019anno scorso durante il nostro corso di aggiornamento a&nbsp;Bagnacavallo, chi c\u2019era\u2026 avrete il prodotto essenziale di quello che avevamo fatto con quelle quattro&nbsp;chiacchiere. Ma attualit\u00e0, \u00e8 in lingua italiana, perch\u00e9 le quattro chiacchiere le avevamo fatte in tedesco e&nbsp;perch\u00e9 in italiano; io rientrato appena a [\u2026] l\u2019anno scorso, [\u2026] centro dell\u2019attivit\u00e0 da [\u2026] con i coordinatori&nbsp;per l\u2019insegnamento della lingua italiana a livello dei licei bavaresi, ho ricevuto un e-mail da Massimo Maracci,&nbsp;ricordate Massimo? Che non c\u2019\u00e8 oggi perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la mia relazione e [\u2026] non c\u2019\u00e8 perch\u00e9, torner\u00e0 domani.&nbsp;Massimo Maracci di Bologna, Bologna centro dell\u2019attivit\u00e0 di vita, coordinatore della cultura italiana, lo sapete&nbsp;no, avete capito e in questo momento dunque anche di questa mia attivit\u00e0, perch\u00e9 richieder\u00e0 certamente di&nbsp;nuovo la relazione in italiano. E pubblicare questi atti e anche voi adesso sarete registrate durante la&nbsp;discussione di oggi. Vi ho fatto allora un riassunto di queste quattro chiacchiere in lingua tedesca, per lui in&nbsp;italiano dunque, gliele ho mandate per e-mail e sembrava contento. Qualche settimana fa un mio ex&nbsp;studente mi ha pregato, l\u2019e-mail \u00e8 cos\u00ec comoda, di mandare un\u2019e-mail alle undici di sera e poi io ho corretto&nbsp;subito anche prima della sua pubblicazione, un suo contributo [\u2026] indovinate tutto di questa pubblicazione,&nbsp;in poche parole l\u2019insegnamento del \u2026 a livello dei licei bavaresi, gliel\u2019ho fatto, gliel\u2019ho mandato, l\u2019ho [\u2026]&nbsp;anche, e anche lui sembrava contento. Allora io mi son detto, metto insieme due e-mail e presento questa&nbsp;sintesi a Orvieto e l\u2019ho fatto. Le ho messe insieme e sono nate cos\u00ec queste due pagine. Ultima parentesi della&nbsp;storia di introduzione: apro. Durante la mia lettura di queste due pagine, vi raccomando o un pisolino, come&nbsp;ho detto, per la mancanza di interesse o di sottolineare i punti di interesse forse anche, e parentesi fra&nbsp;parentesi, sar\u00e0 sorpresa anche per il fatto che ci sar\u00e0 un po\u2019 di terminologia di carattere amministrativo,&nbsp;culturale, scolastico, bavarese. Per questo sarebbe interessante anche per il dottor Piazza, per esempio che&nbsp;mi aveva chiesto di [\u2026] in cinque minuti il sistema scolastico della Baviera. Io ho detto che cinque minuti&nbsp;non bastano perch\u00e9 in questo momento non esiste [\u2026] perch\u00e9 aspettiamo tanto novit\u00e0, che per esempio [\u2026]&nbsp;non esister\u00e0 tra poco, lo sapete sar\u00e0 sostituito in [\u2026] [\u2026] per il collega italiano sarebbe un corso di [\u2026]&nbsp;significa alta prestazione e [\u2026] sar\u00e0 nominato prossimamente, lo sapete, [\u2026]. Vi saranno familiari questi&nbsp;termini tedeschi, bavaresi forse, ma meno interessanti forse i termini italiani, o non li sapete forse li&nbsp;imparerete adesso con me. Allora. Fate passare le due pagine, e leggete con me o no.&nbsp;\u00c8 un foglio, un solo foglio. Io sono una persona economica. Che la discussione di dopo la mia lettura, sar\u00e0 la&nbsp;vostra discussione io sar\u00f2 da moderatore soltanto, non da quello che sa tutto, perch\u00e9 fra di voi, per certi&nbsp;punti, ci sono delle persone di alta competenza proprio anche per questo io far\u00f2 soltanto da moderatore.&nbsp;Senn\u00f2 mandatemi un e-mail e io sigler\u00f2 tutto. Magari non mandate troppe e-mail. Il mio indirizzo c\u2019\u00e8 anche&nbsp;di e-mail.&nbsp;Posso iniziare i 4 punti aperti saranno essenzialmente, se la discussione non esplode, la situazione attuale&nbsp;dell\u2019insegnamento della lingua italiana nei licei della Baviera, i nuovi programmi, immaginate un punto che&nbsp;incontrerete per una pagina, io [\u2026] gi\u00e0 alta prestazione [\u2026] domande che, so che, che cos\u2019\u00e8 il proverbio&nbsp;tedesco, come dice: non buttarsi con [\u2026]. E io ho fatto veramente un brevissimo riassunto di questi punti;&nbsp;nuovi programmi scolastici in preparazione, di cui siete quasi familiari, ormai; si stanno preparante[\u2026] che vi&nbsp;spiegheranno meglio ancora questi nuovi programmi scolastici. Io ho fatto, la mia attivit\u00e0 al centro della&nbsp;commissione all\u2019USB. Poi la formazione degli insegnanti breve accenno, perch\u00e9 lo sapete meglio di me forse.&nbsp;Io appartengo a una generazione dove il seminario [\u2026] \u00e8 il seminario figuravano due persone [\u2026]. Quattro,&nbsp;accenno ai libri scolastici o materiale in uso. Dunque leggiamo insieme, prendete una matita.&nbsp;Numero dei licei con l\u2019italiano come terza lingua d\u2019obbligo \u00e8 cresciuto da 5 licei, alla fine degli anni ottanta a&nbsp;attualmente 23-24 licei bavaresi. Dico 24 o 23 perch\u00e9 non so esattamente la cifra in questo momento perch\u00e9&nbsp;[\u2026] dal ministero i risultati [\u2026] dell\u2019anno. Han previsto 24. Che dal nono al tredicesimo anno liceale, spiega&nbsp;agli italiani il sistema scolastico bavarese, capite? Quando io dico dalla scuola media al superiore. Ve lo&nbsp;raccomando veramente, se parlate del sistema tedesco, cio\u00e8 bavarese meglio, parlate di anni scolastici. E che&nbsp;poi due anni con per ora [\u2026] sapete tre ore settimanali un [\u2026], sapete forse meno, saranno forse ancora&nbsp;quattro prossimamente. Offrono la possibilit\u00e0 di arrivare all\u2019esame di maturit\u00e0 scritto su internet. Pi\u00f9 di&nbsp;venti altri licei, e sono pi\u00f9 adesso, offrono l\u2019italiano d\u2019obbligo come terza o quarta lingua a partire&nbsp;dall\u2019undicesimo anno liceale come [\u2026] vale a dire lingua straniera che ne sostituisce un\u2019altra gi\u00e0 studiata per&nbsp;un certo numero di anni e che [\u2026] con quattro ore settimanali continuate nel dodicesimo o tredicesimo anno&nbsp;corsi di tre ore settimanali, obbligatori lo sapete, offrendo la possibilit\u00e0 di dare l\u2019esame di maturit\u00e0 all\u2019orale.&nbsp;Questa recente offerta, che ha portato\u2026, cos\u00ec recente non \u00e8, [\u2026] lo sappiamo ma \u00e8 abbastanza recente alle&nbsp;cosiddette piccole lingue, in pratica lo spagnolo e l\u2019italiano, russo \u00e8 quasi fuori, un successo considerevole.&nbsp;D\u00e0 agli studenti delle prime e seconde lingue d\u2019obbligo studiarle generalmente dal quanto [\u2026] italiani che [\u2026]&nbsp;questo, al settimo anno soprattutto la lingua inglese e francese, latino. L\u2019occasione di sostituire queste con&nbsp;quelle. Il pi\u00f9 gran numero di studenti d\u2019italiano, intorno a 4000 e questa cifra varia a seconda delle&nbsp;indicazioni fatte da [\u2026] non lo spiego in italiano sar\u00e0 troppo complicato. Si trovano in corsi facoltativi con la&nbsp;media da 2 a 3 ore settimanali [\u2026] fa 3 ore settimanali nei corsi facoltativi. Sinceramente 3 ore. Normalmente&nbsp;si offrono 3 ore, vero? Lo sappiamo perch\u00e9 la [\u2026] offre la possibilit\u00e0 [\u2026] decisa, undicesima classe di 5 ore&nbsp;settimanali, lo sapete. Dunque. Questi corsi facoltativi offerti in tanti licei bavaresi, corsi che iniziano in&nbsp;genere al decimo anno, continuano magari lo sapete le difficolt\u00e0 che abbiamo, all\u2019undicesimo questo in&nbsp;compenso si chiama [\u2026] questi che poi passano [\u2026] a livello della [\u2026] anche, questo \u00e8 interessante, gli ultimi&nbsp;due anni di [\u2026] ,corsi di lingua d\u2019obbligo, dunque [\u2026] \u00e8, saranno pi\u00f9 o meno [\u2026] undicesimo anno [\u2026] corsi&nbsp;facoltativi [\u2026]. E anche [\u2026] il programma scolastico \u00e8 noto, \u00e8 quasi, ne parleremo dopo.&nbsp;Col [\u2026] che sta morendo, ve lo dico, purtroppo, devo dire, esiste una [\u2026]ve lo chiedo, nessuno vedete, [\u2026]&nbsp;una sola persona ancora [\u2026] qualcuno conosce? No. [\u2026] \u00e8 un\u2019offerta facoltativa a livello della [\u2026] che mette&nbsp;l\u2019accento sulle competenze passive con il [\u2026] e con questo [\u2026] esiste un\u2019altra possibilit\u00e0 di arrivare ad una&nbsp;conoscenza di una terza, quarta lingua straniera, raramente realizzate, in questo momento, per ragioni di&nbsp;tipo amministrative attuali, interne nei licei a cui con un [\u2026] lo sapete meglio di me, che riguarda per&nbsp;esempio la disposizione intorno al corpo insegnante del liceo. Si vuol dare pi\u00f9 autonomia nella formazione in&nbsp;classe dei [\u2026] che cerca il liceo individualmente. Esistono, ancora, gruppi liberi di conversazione italiana o&nbsp;anche i cosiddetti Pluskurse con temi specialmente scelti [\u2026] italiano, per esempio, , che devono ritrovare o&nbsp;difendere il loro posto tramite, cio\u00e8 all\u2019interno di questa nuova autonomia [\u2026]. Finito il punto primo, avete&nbsp;fatto degli appunti, speriamo e potete chiedere dopo. Due. \u00c8 in programmazione una nuova generazione di&nbsp;programmi scolastici. Cos\u00ec si chiamano in italiano [\u2026] che dall\u2019anno 2003 cio\u00e8 dal prossimo anno scolastico&nbsp;in poi sostituiranno quello degli anni novanta. Gli elementi nuovio per tutte le lingue straniere insegnate, a&nbsp;livello iniziale, sono essenzialmente i seguenti [\u2026] di una lingua che rappresentate qui, ne ho gi\u00e0 parlato s\u00ec o&nbsp;no, s\u00ec vuol dire silenzio, no vuol dire protesta\u2026 no, meglio. Io vi faccio un riassunto adesso di quello che sono&nbsp;le [\u2026] Orientamento a un Comune European [\u2026] friends e cio\u00e8 con i corrispondenti certificati di lingua.&nbsp;Questo sar\u00e0 un tema per [\u2026] prossimamenente ancora, certamente. E ci sono in preparazione anche i&nbsp;moltiplicatori per tutti i [\u2026] che spiegheranno ancora meglio prima dell\u2019introduzione [\u2026]. Due. I contenuti per&nbsp;la competenza. Cio\u00e8 questo quadro comune europeo e orientamento di riferimento non so, come si dice&nbsp;veramente in italiano, perch\u00e9 gli italiani usano anche l\u2019inglese. Se sar\u00e0 accettato veramente e conosciuto&nbsp;anche dall\u2019Europa, una discussione come quella ieri, [\u2026] significa accesso generale all\u2019universit\u00e0 statale, di&nbsp;questa lingua imparata a scuola. Non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario perch\u00e9 lui avr\u00e0 la competenza con il suo esame di&nbsp;maturit\u00e0, la competenza tale per arrivare a tale livello all\u2019interno dell\u2019universit\u00e0 [\u2026]. Questa \u00e8 un\u2019idea molto&nbsp;teorica. \u00c8 vero che \u00e8 entrata e in Inghilterra o in Italia le universit\u00e0 hanno autonomia [\u2026]. E pian piano si&nbsp;faranno queste cose all\u2019interno dell\u2019Europa. Con un portafoglio, avete sentito, si vuole dare anche una specie&nbsp;di documento per la carriera scolastica allo studente. E voi giovani sarete responsabili di questo portafoglio.&nbsp;Per lo studente dove sar\u00e0 annotato esattamente il suo livello linguistico. Due. I contenuti per la competenza&nbsp;del campo linguistico continueranno ad essere sulla base della finalit\u00e0 di [\u2026]. Torniamo alla pagina, di una&nbsp;competenza comunicativa, lo sviluppo delle quattro attivit\u00e0 convenzionali segnate [\u2026] scrivere, pi\u00f9 un\u2019abilit\u00e0&nbsp;di mediazione linguistica. Posso dire anche il termine tedesco, Sparachmittlung, cio\u00e8 cosa significa fare&nbsp;l\u2019interprete, adoperare tecniche di traduzione anche, verso la lingua straniera che possono adoperarsi in&nbsp;situazioni autentiche, non so, [\u2026] una lettera per il tuo [\u2026] senza partire dall\u2019agenzia turistica del tuo paese.&nbsp;Tre. Restano gli altri campi di apprendimento che conoscete [\u2026] questa sarebbe una bella traduzione [\u2026] e&nbsp;questo termine non \u00e8 ancora assicurato per [\u2026], l\u2019incontro con ed uso di testi autentici come [\u2026] anche&nbsp;letterari, ma questo gi\u00e0 lo conoscete [\u2026], sar\u00e0 introdotto l\u2019uso attivo dei mezzi di comunicazione. [\u2026] che \u00e8&nbsp;veramente un programma scolastico, un piano scolastico. I mezzi di comunicazione devono entrare&nbsp;nell\u2019insegnamento [\u2026]. L\u2019apprendimento interculturale accanto allo studio tradizionale della civilt\u00e0 dei paesi&nbsp;rappresentati [\u2026]. Quattro. Sar\u00e0 rafforzato lo sviluppo di una competenza metodologica degli insegnanti,&nbsp;questo si intende, formazione pi\u00f9 aggiornamento continuo, seminario, per esempio. Allora. Aggiornamento&nbsp;continuo, noi offriamo soprattutto [\u2026] e anche questi seminari, grazie all\u2019Istituto Italiano di Cultura, e gli&nbsp;studenti, gli apprendenti, [\u2026] nell\u2019ottica dell\u2019apprendente, cos\u2019\u00e8 importante anche l\u2019uso dei mezzi&nbsp;comunicativi, per esempio, anche la presentazione di qualcosa nella condizione, nel ruolo dell\u2019insegnante.&nbsp;Anche, non so, i lavori di gruppo, ecc.&nbsp;Sar\u00e0 rafforzato lo sviluppo di una competenza metodologica gli insegnanti, questo \u00e8 chiaro, e gli apprendenti,&nbsp;per fare approfittare allo studente di iniziare lo studio di una nuova lingua, dalle competenze gi\u00e0 esistenti,&nbsp;dallo studio di lingue precedenti. Si dice che i [\u2026] non pu\u00f2 pi\u00f9 essere una lingua [\u2026] capite, perch\u00e9 sempre&nbsp;uguale, terzo posto, quarto posto, dopo lo studio di certe lingue, \u00e8 la teoria secondo me, voi siete nella&nbsp;pratica, al fronte, e certamente avrete altre idee. Ma se veramente ha una competenza per spiegarsi in una&nbsp;lingua, trover\u00e0 la capacit\u00e0 di esprimersi, in non so , parafrasi, perifrasi, metafore anche in altre lingue.&nbsp;Conosce gi\u00e0 la tecnica, diciamo.&nbsp;Da questo collegamento di competenze laterali e parziali si vuole arrivare ad un progredire sintetizzante della&nbsp;competenza linguistica in genere. Ok?&nbsp;4\/5) Sar\u00e0 introdotto il termine conoscenze di base Grundwissen e questo sar\u00e0 aggiunto a ogni Lehrplan a&nbsp;ogni anno scolastico in un tabellone alla fine del Lehrplan grundwissen e corrisponde a quello che da questo&nbsp;[\u2026] rilevato alla fine del programma scolastico di ogni anno. Una specie di estratto del programma dunque,&nbsp;non esister\u00e0 per la collection, sar\u00e0 soltanto messo su nono, decimo, undicesimo anno. Tali conoscenze di&nbsp;base saranno ripetute esercitate e continuamente approfondite nel progredire degli anni. Questa \u00e8 stata una&nbsp;esigenza dalla parte [\u2026] nella traduzione che conoscete. E quello che facciamo all\u2019interno della scuola se&nbsp;abbiamo il tempo. Sapete no! Voi tutti lo fate: esercitate, ripetete ma dipende anche dall\u2019interesse degli&nbsp;studenti. Come andiamo avanti .&nbsp;6) Sar\u00e0 rafforzata l\u2019indicazione di contenuti e obbiettivi comuni tra le diverse materie e discipline durante gli&nbsp;anni scolastici. Cio\u00e8 arte, storia e lingua per esempio anche biologia, forse lingua, anche due lingue forse&nbsp;certamente questo lo facciamo sempre. Questo li abbiamo gi\u00e0 fatto [\u2026] e saranno promossi progetti comuni e&nbsp;realizzabili in certe materie e discipline, non soltanto a livello dell\u2019undicesima classe, questo lo sapete, project&nbsp;tag l\u2019abbiamo gi\u00e0 avuto e l\u00ec anche la lingua straniera hanno sempre avuto la loro parte ma soprattutto anche&nbsp;per le lingue straniere verranno anche indicati nei singoli programmi, obbiettivi comuni per una formazione&nbsp;di cultura generale. Queste sigle vi ricordate nel vecchio Lehrplan che stavano marginalmente, saranno forse&nbsp;questo non si sa ancora, per la forma. Potete anche vedere, vi ho indicato l\u2019indirizzo dove potete tirar fuori lo&nbsp;stato attuale del Lehrplan tale, sotto l\u2019indirizzo. Non si sa ancora se si inseriscono queste sigle o allora verso&nbsp;la lingua materna, verso la storia non so l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia una cosa cos\u00ec.&nbsp;7) Cultura generale e la povera traduzione per Algemeingesund&nbsp;7) Quanto all\u2019aspetto formale esteriore il nuovo Lehrplan, in questo vale l\u2019avrete certamente sentito da parte&nbsp;del vostro [\u2026] un complesso quadro sar\u00e0 ridotto di volume e comprender\u00e0 dopo i 4 livelli del quadro attuale&nbsp;solo i 3 livelli begunsplan cultura generale della pubblica istruzione bavarese. Fachprofile: brevissimi profili&nbsp;delle singole materie e con informazioni e riassunti per un pubblico anche non esperto, per i genitori per&nbsp;esempio. E poi i lehrpl\u00e4ne cio\u00e8 i fachlehrpl\u00e4ne i programmi scolastici formulati ad indirizzo dell\u2019insegnante e&nbsp;passiamo a 3 questo sar\u00e0 molto breve come vedete. Dopo la laurea, in genere in due materie, inizia (non dite&nbsp;l\u2019esame di stato o qualcosa cos\u00ec perch\u00e9 in Italia si comprende come esame di stato anche l\u2019esame di maturit\u00e0)&nbsp;l\u2019esame di stato, dite in Italia la laurea, mi raccomando. Dopo la laurea c\u2019\u00e8 il nostro esame di stato&nbsp;universitario, primo esame di stato universitario in genere in 2 materie, inizia la seconda fase della fase della&nbsp;formazione del futuro insegnante liceale che sta in [\u2026] agli italiani che non hanno un tirocinio. In Baviera&nbsp;esistono 4 seminari all\u2019interno di 4 licei che offrono in collaborazione con altri licei, una forma, i 4 seminari;&nbsp;sono 3 a Monaco, sapete 1 a Franconia a Bairoi. All\u2019interno di 4 licei dunque in collaborazione con altri licei&nbsp;sempre perch\u00e9 \u00e8 una formazione didattica, anche teorica ma prima di tutto pratica, finisce con un secondo&nbsp;esame statale non so una specie di licenza per l\u2019inserimento superiore dopo i 4. I libri scolastici offerti dalle&nbsp;case editrici in Germania si indirizzano in genere ai partecipanti di corsi serali o delle Volkschule. Io parlo di&nbsp;classi per lingua italiana. [\u2026] Vale a dire [\u2026] questi libri sono stati utilizzati per i corso per lunghi anni, per&nbsp;decenni nei licei. Con crescente interesse nelle scuole case editrici cominciano a interessarsi al mercato per&nbsp;le piccole lingue all\u2019interno dei diversi tipi di scuola. Concludenza: finora queste case editrici, e non le grandi&nbsp;case \u00e8 chiaro perch\u00e9 sono le piccole lingue messo tra virgolette piccole lingue perch\u00e9 non \u00e8 un\u2019importanza&nbsp;culturale della lingua \u00e8 soltanto il numero, significa piccola. Esiste un solo libro di indirizzo liceale che pu\u00f2&nbsp;essere offerto gratuitamente dalla scuola ai suoi studenti, questa \u00e8 una specialit\u00e0 che abbiamo noi in&nbsp;Germania, in genere secondo le direttive del Ministero della Pubblica Istruzione Bavarese, nel nostro caso. In&nbsp;uso nella maggioranza delle classi di italiano come terza lingua d\u2019obbligo anche in corsi facoltativi o in certe&nbsp;classi iniziando [\u2026] di italiano. Per gli ultimi, \u00e8 in preparazione un libro che dovr\u00e0 rispettare meglio l\u2019et\u00e0 e gli&nbsp;interessi degli studenti dell\u2019undicesimo anno scolastico e vi do il titolo ed \u00e8 \u201cIn Piazza\u201d&nbsp;\u2013 non \u00e8 ammesso&nbsp;\u2013 come?&nbsp;\u2013 non \u00e8 ammesso&nbsp;\u2013 non ancora ma [\u2026] per fortuna non faccio parte di nessun gruppo che crea in questo momento un libro&nbsp;scolastico, questo per me appartiene al passato. Allora siamo, anche i corsi facoltativi o incerti [\u2026] per gli&nbsp;ultimi \u00e8 in preparazione l\u2019ho gi\u00e0 detto \u00e8 sottoposto a questa [\u2026] Dovrebbe rispettarsi comunque l\u2019interesse&nbsp;degli studenti dell\u2019undicesima classe, circa 17 anni no, mancano gli anni veramente gli anni che si capisce&nbsp;meglio.&nbsp;Materiale per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano: \u00e8 stato anche creato all\u2019interno di un ISB istituzione fondata dal&nbsp;ministero dell\u2019elaborazione dei programmi scolastici e in seguito di materiale che aiuti l\u2019insegnante a&nbsp;realizzare questi, riguardo alla didattica. In commissioni composte da insegnanti come voi. Io non so chi fa&nbsp;parte anche tra di voi di una materia, di una commissione crea Handreichung cio\u00e8 per esempio materiale di&nbsp;sostegno, di aiuto per l\u2019insegnamento ,per esempio; di cui lascio l\u2019indirizzo elettronico, l\u00ec se non lo avete&nbsp;ancora. Per un Lehrplan per esempio [\u2026] e l\u2019attuale stato o informazioni quanto a Handreichungen come ho&nbsp;detto cio\u00e8 sostiene gli altri titoli, chi non lo sa ancora noi abbiamo tre Handreichungen in questo momento&nbsp;all\u2019ISB cio\u00e8 all\u2019ISB non pi\u00f9 ma danno l\u2019indirizzo esatto. Italia Germania, era la parte Landeschulich poi&nbsp;Literatur poi [\u2026]che si assesta [\u2026] in questo momento sar\u00e0 a forse a disposizione l\u2019anno prossimo. [\u2026] Vi&nbsp;servir\u00e0 certamente anche per tutti gli altri corsi o classi, sar\u00e0 una raccolta utile per l\u2019insegnamento&nbsp;dell\u2019italiano, non solo per il [\u2026]. Ho quasi finito Mancano, anche i compiti per l\u2019esame di maturit\u00e0, potete&nbsp;averli dall\u2019ISB questo lo sapete certamente. Due punti che non sono sulla pagina l\u00ec, una cosa che mi hanno&nbsp;pregato di comunicarvi adesso durante questo corso di aggiornamento. Scambio scolastico per noi licei&nbsp;bavaresi \u00e8 abbastanza facile, ogni tanto mi arriva una telefonata e io posso normalmente accontentare, dare&nbsp;gli indirizzi e anche perlomeno dare consigli. E poi possiamo grazie alla vostra attivit\u00e0 si fa bene. Ma c\u2019\u00e8 una&nbsp;domanda molto attuale dal Lazio [\u2026] l\u2019interesse di accontentare non so perch\u00e9, forse \u00e8 un personaggio&nbsp;importante anche se avete interesse notate il numero del di doctor\u2026 all\u2019interno del Ministero. In questo caso&nbsp;R. C. Monaco 08921862250, ripeto Monaco 08921862250 se vi interessa o un cambiamento di scambio o&nbsp;uno scambio uguale, sar\u00e0 dalla regione Lazio come ho gi\u00e0 detto. Seconda informazione: Dillingen che era&nbsp;previsto in autunno il nostro Fortbildunglehrgang il nostro corso di aggiornamento che normalmente si tiene&nbsp;sempre in un arco di un anno e mezzo non si terr\u00e0 non avr\u00e0 luogo in autunno, questo autunno come era&nbsp;previsto ma probabilmente lo dico cos\u00ec probabilmente fine gennaio inizio febbraio 2004. Nel 2004 avremo&nbsp;delle cose pratiche come sempre se paragonate ai programmi di questo seminario che ci d\u00e0 la bellissima&nbsp;possibilit\u00e0 di vivere un\u2019isola di felicit\u00e0 autentica, l\u00ec avrete tutte le discussioni e tutte le pratiche della vita&nbsp;quotidiano dell\u2019insegnante. Certi desideri urgenti potete dirmelo io sono coordinatore e animatore di questo&nbsp;programma. Grazie della vostra attenzione.&nbsp;Incontro con lo scrittore&nbsp;Paolo Nori, scrittore&nbsp;Bene, cari colleghi buongiorno, proseguiamo con il programma. Vi ho dato alcune comunicazioni di servizio e&nbsp;adesso presento l\u2019ospite di questo seminario. \u00c8 uno scrittore, \u00e8 un giovane scrittore che viene dalla regione&nbsp;che vi ha ospitato lo scorso anno, che ha ospitato il vostro seminario lo scorso anno. Esattamente da Parma,&nbsp;quindi citt\u00e0 letteraria per eccellenza basti pensare a Henry Stendhal e verr\u00e0 a leggere dalla sua opera. \u00c8 uno&nbsp;scrittore giovane e ha studiato slavistica quindi anche traduttore dal russo, ha tradotto vari racconti, opere&nbsp;dal russo in italiano ed \u00e8 uno scrittore prolifico; ben 7 romanzi in 3 anni. Ecco lui vi presenter\u00e0 direi una&nbsp;piccola presentazione della sua opera e poi inizier\u00e0 a leggere qualche racconto. Io proporrei anche una&nbsp;discussione al termine della lettura, in modo che ognuno di voi o quanti di voi lo ritengano necessario&nbsp;possano porre delle domande al signor Paolo Nori, d\u2019accordo.&nbsp;Grazie. Io leggo per 15 minuti circa e poi parliamo insieme insomma di come sono scritte queste cose di come&nbsp;si scrive in genere in Italia oggi, se riusciamo ad avvicinarci a questo. Allora io ho pubblicato 7 romanzi, il cui&nbsp;protagonista si chiama Learco Ferrari cosa un po\u2019 singolare che pur essendo un personaggio seriale cio\u00e8 che&nbsp;torna in vari libri non \u00e8 n\u00e9 un investigatore privato n\u00e9 un poliziotto. \u00c8 uno che scrive, \u00e8 uno che \u00e8 all\u2019inizio&nbsp;della del ciclo \u00e8 un aspirante scrittore, e all\u2019inizio di uno di questi romanzi che si intitola \u201cSpinoza\u201d. Lui&nbsp;racconta come ha cominciato a scrivere ed \u00e8 la pagina che vi leggo adesso.&nbsp;\u00abDa piccolo facevo il portiere. Giocavo nella squadra del quartiere dove abitavo, il quartiere Montebello.&nbsp;Portiere degli allievi della Montebello. Allora una volta, ero l\u00ec che dovevo rinviare coi piedi, mi sono chiesto&nbsp;improvvisamente Chi me lo fa fare, di rinviare la palla coi piedi?&nbsp;C\u2019erano i miei compagni, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. C\u2019erano&nbsp;gli avversari, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi.E io ero l\u00ec, la palla in&nbsp;mano, avevo appena fatto una parata, facile, colpo di testa senza forza, dritto tra le mie braccia, ero l\u00ec che&nbsp;cercavo di ricordarmi chi me lo faceva fare, a me, di rinviare la palla coi piedi.&nbsp;C\u2019erano i panchinari della mia squadra, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi&nbsp;piedi. C\u2019erano i panchinari della squadra avversaria, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi&nbsp;la palla coi piedi. C\u2019era l\u2019allenatore della squadra avversaria, tutto voltato verso di me, aspettava tutto che&nbsp;rinviassi la palla coi piedi. C\u2019era il mio allenatore, gridava Che cazzo fai? Muoviti! Io stavo l\u00ec, con il pallone in&nbsp;braccio, pensavo, pensavo.&nbsp;C\u2019erano i guardalinee, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. C\u2019era&nbsp;l\u2019arbitro, tutto voltato verso di me, aspettava tutto che rinviassi la palla coi piedi.&nbsp;Poi dopo ha fischiato.&nbsp;Punizione a due in area per la squadra avversaria.&nbsp;Battono, tirano, gol.&nbsp;Ho cominciato a scrivere\u00bb.&nbsp;Allora, Learco Ferrari all\u2019inizio \u00e8 un aspirante scrittore e dopo pubblica il primo libro, pubblica il secondo&nbsp;cominciano a invitarlo alle presentazioni, queste cose qui succedono a chi scrive. Una volta lo invitano a una&nbsp;trasmissione radiofonica che si tiene al mare ad Imperia, in un faro, e gli chiedono di scrivere un racconto&nbsp;che duri 3 minuti e che parli del mare, da dire per radio. E il racconto \u00e8 questo qua:&nbsp;\u00abDal momento che ho scritto dei libri ogni tanto mi chiedono di scrivere qualcosa su qualche argomento&nbsp;specifico, non so per esempio parlare per radio per tre minuti del tema: \u201cIl mare\u201d; come se io avessi qualcosa&nbsp;da dire del mare. Al mare io sono 20 anni che non ci vado, al mare. E pensarci da quando ho potuto decidere&nbsp;io, io ho sempre deciso di non andare, al mare. A dire il vero ci sono andato quattro anni fa, una settimana a&nbsp;Pescara, al mare. Ma l\u00ec non avevo deciso io, aveva deciso la mia morosa di allora, quello non vale. Non ero&nbsp;proprio a Pescara, se pu\u00f2 interessare era un paesino prima di arrivare a Pescara, quello dove facevano nel&nbsp;palazzotto il festival estivo di erotica, chiss\u00e0 se lo fanno ancora. E noi con la mia morosa ci passavamo&nbsp;davanti tutte le volte che tornavamo dal mare: stanchi, arrossati, arrabbiati. Dopo due mesi ci siamo lasciati,&nbsp;quello \u00e8 l\u2019ultimo ricordo che ho del mare. E a parte quello, del mare solo ricordi d\u2019infanzia, del mare. Solo i&nbsp;ricordi d\u2019infanzia io non li sopporto, i ricordi d\u2019infanzia. Io prima di leggere Proust i ricordi d\u2019infanzia gi\u00e0 mi&nbsp;piacevano poco, dopo poi ho letto Proust non ne parliamo e dopo Proust ho letto anche tutti gli altri scrittori&nbsp;con la proustite che adesso c\u2019\u00e8 pieno. Comunque una cosa la dico, dell\u2019infanzia se no veramente non ho&nbsp;niente da dire, del mare. Al mare, io quando da piccolo andavo al mare che mi costringevano, io pativo un&nbsp;caldo; io ero contento quando pioveva, al mare. Che tornavo dalle mie ferie al mare come \u00e8 andata mi&nbsp;chiedevano, bene gli dicevo \u00e8 piovuto tutto il tempo. Io proprio di mare se pu\u00f2 interessare io non so cosa dire,&nbsp;di mare. Io sono qui che la tiro alla lunga 3 minuti, devo tirare non son neanche 2 ah andiam bene, ah&nbsp;andiam proprio bene andiamo. Non so, proviamo Monte Rosso. Monte Rosso ci sono stato un anno, che ero&nbsp;gi\u00e0 adolescente, a trovare mio zio che lui l\u00e0 ha una casa. Le cinque terre. Le cinque terre si possono visitare&nbsp;anche in battello, c\u2019\u00e8 le invidiano tutti, ci andava anche il poeta anglosassone Byron a nuotare, m\u2019ha detto&nbsp;mio zio che fa il ferroviere. Monte Rosso se pu\u00f2 interessare, Monte Rosso c\u2019\u00e8 una bella stazione, sul primo&nbsp;binario i tavolini del bar; con mio zio andavamo delle volte in stazione a giocare a briscola coi suoi colleghi a&nbsp;parlare del ritardo dei treni, se pu\u00f2 interessare. Questo per quel che riguarda, il mare e delle volte vicino ci si&nbsp;trova anche la montagna, in quei casi nel lessico degli indigeni \u00e8 molto frequente la parola: strapiombo,&nbsp;parola che da noi viceversa in Emilia Romagna \u00e8 poco comune\u00bb. Ma per il protagonista Learco, la&nbsp;consapevolezza di essere uno scrittore arriva col romanzo successivo che si intitola si chiama Francesco.&nbsp;Questo romanzo, dove lui comincia a vivere di questo e diventa proprio il suo mestiere vero e proprio e come&nbsp;si trova in questa nuova situazione si desume da queste due pagine che vi leggo adesso.&nbsp;\u00abChe io non lo so bene se sono capace di scrivere i libri ho pensato l\u2019altro giorno sull\u2019autobus. Che quando&nbsp;tutti mi ignoravano, che le case editrici mi rifiutavano i miei romanzi, non ne volevano sapere io ero sicuro&nbsp;d\u2019esser capace di scrivere i libri. Adesso che pubblico mi invitano ai convegni, mi chiamano ai giornali per&nbsp;collaborare con loro, io l\u2019altro giorno per dire ho preso in mano il mio libro, il mio primo romanzo ho provato&nbsp;a rileggerlo, io a rileggere il mio primo romanzo, ci sono tanti di quei maroni sembra un bosco di castagne, ho&nbsp;pensato l\u2019altro giorno sull\u2019autobus. E se a forza di scrivere libri potrei forse anche essere capace, ho pensato&nbsp;io sono sicuro di non essere capace di far quelle cose che normalmente uno dopo che ha scritto un libro le fa&nbsp;naturalmente senza nessuna fatica, queste cose. Tipo le interviste e le presentazioni, io non lo so ho pensato&nbsp;a me mi sembra che uno che mi guardasse mentre faccio un\u2019intervista penserebbe: \u201c ma cosa lo intervistano&nbsp;a fare quel tipo l\u00ec\u201d! Poco tempo fa per esempio c\u2019era un fotografo che mi faceva delle fotografie nel centro di&nbsp;Parma, seduto al tavolino di un bar, che c\u2019era la gente che si fermava, mi guardava, pensava la gente: \u201cchiss\u00e0&nbsp;cosa lo fotografano a fare quel tipo l\u00ec, non sembra mica un tipo interessante da fotografare quel tipo l\u00ec\u201d&nbsp;pensava la gente, mi sembra che pensava cos\u00ec, purtroppo non li ho guardati bene bene da essere sicuro di&nbsp;cosa pensavano. Che il fotografo mi chiedeva continuamente di guardare in macchina, dopo quando&nbsp;guardavo in macchina mi diceva: \u201c mi parli di calcio\u201d, \u201cio di calcio non so cosa dire\u201d gli dicevo e lui intanto&nbsp;scattava. \u201cAllora mi parli di musica\u201d mi diceva \u201cdi musica cosa?\u201d gli dicevo e intanto lui scattava \u201cLe piace De&nbsp;Andr\u00e9?\u201d Mi chiedeva \u201ctenga alta la testa. \u201cS\u00ec \u201c gli dicevo \u201cmi piace\u201d \u201cmi parli di De Andr\u00e9\u201d mi diceva \u201ctenga&nbsp;alta la testa\u201d \u201ceh \u00e8 bravo\u201d gli dicevo \u201c e Orietta Berti le piace?\u201d mi diceva e intanto scherzava \u201cda piccolo\u201d gli&nbsp;dicevo \u201cmi piaceva anche fisicamente\u201d gli dicevo. Non sono mica capace io, queste cose, ho pensato l\u2019altro&nbsp;giorno sull\u2019autobus. Una volta ho fatto un\u2019intervista per un settimanale a un certo punto l\u2019intervistatrice ha&nbsp;fatto un bel respiro, dopo poi mi ha fatto una domanda che si sentiva da quel respiro che aveva fatto che&nbsp;quella era la domanda chiave di tutta l\u2019intervista. La domanda su cui si fondava tutta la nostra chiacchierata&nbsp;di un\u2019ora e mezza, la pietra angolare della nostra simpatica conversazione, che ha respirato la giornalista poi&nbsp;dopo mi ha chiesto: \u201cma lei, lei cosa sente quando scrive?\u201d \u201cla radio\u201d \u201cma no\u201d m\u2019ha detto lei \u201cdentro\u201d m\u2019ha&nbsp;detto. Ecco ho pensato, lo sapevo che non ero capace, cosa mi \u00e8 saltato in mente di mettermi a scrivere, ho&nbsp;pensato l\u2019altro giorno sull\u2019autobus\u00bb.&nbsp;E arriviamo agli Scacchi che \u00e8 il settimo di questi romanzi in cui ormai Learco Ferrari ha accettato questo&nbsp;ruolo di scrittore diciamo e comincia a scrivere un romanzo importante, un romanzo con un tono diverso&nbsp;rispetto agli altri, che lui definisce tra il buffo e il sentimentale e vago e spaesato ai limiti del remissivo che si&nbsp;intitola Renditi utile che \u00e8 un titolo che lui ha preso da perch\u00e9 c\u2019era la sua fidanzata gli dice sempre \u201crenditi&nbsp;utile visto che non sei dilettevole\u201d, che \u00e8 una frase di Natalia Ginzburg. Per\u00f2 e quindi c\u2019\u00e8 questo romanzo alto,&nbsp;nella tradizione diciamo anche romantico della letteratura italiana ma lui da un certo scrive 50 cartelle di&nbsp;questo nuovo romanzo e da un certo momento in poi gli succede una cosa che gli fa venire il nervoso e&nbsp;continua a scrivere ma si accorge che tutte le cose che scrive hanno un tono molto perentorio che non&nbsp;entrano nel tono invece un po\u2019 appunto sentimentale di \u201crenditi utile\u201d e allora al mattino rilegge e si accorge&nbsp;che non c\u2019\u00e8 niente da fare deve buttare via quello che ha scritto e provare a scrivere ancora qualcosa finch\u00e9&nbsp;un pomeriggio non sente, Learco Ferrari \u00e8 di Parma e vive a Bologna per\u00f2 e un pomeriggio sente che, per&nbsp;radio, che quella sera ci sono una decina di scrittori parmigiani che si trovano a Parma e leggono dei loro&nbsp;racconti perch\u00e9, in occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Giuseppe Verdi che \u00e8&nbsp;parmigiano anche lui, \u00e8 nato a Busseto in provincia di Parma. Allora lui dice beh io sono parmigiano anche&nbsp;io cosa faccio non la scrivo la mia celebrazione verdiana? E scrive anche lui un pezzo per celebrare il&nbsp;centenario della morte di Verdi. Il giorno dopo lo rilegge, anche quel pezzo l\u00ec non c\u2019entra niente con il tono del&nbsp;romanzo quello importante, per\u00f2 gli dispiace buttarlo via, allora decide di scrivere un nuovo romanzo che si&nbsp;chiama \u201cGli Scarti\u201d. Perch\u00e9 sono gli scarti del romanzo quello importante \u00e8 il pezzo che d\u00e0 un po\u2019 il via&nbsp;all\u2019anbaradan \u00e8 questo qua:&nbsp;\u00abGiuseppe Verdi, nella hall dell\u2019Hotel de Milan di Milano, seduto in poltrona fuma un sigaro e legge un&nbsp;giornale. Non succede mai niente in questo regno piccolo Viva Vitt\u00f2re Manuele Re d\u2019Italia. dice cos\u00ec ma in&nbsp;realt\u00e0 significa viva me. Ci vorrebbe un regno pi\u00f9 grande.&nbsp;Canterella Sembro un monarchico, sembro un monarchico. Ma non \u00e8 vero, ma non \u00e8 vero. Si toglie l\u2019orologio&nbsp;dal panciotto, lo guarda Quando arriva? Viva Vitt\u00f2re Manuele Re d\u2019Italia.&nbsp;Canterella Son egomaniaco, son egomaniaco. Tralalal\u00e0, tralalal\u00e0. Si alza in piedi, comincia a andare avanti e&nbsp;indietro per la hall dell\u2019hotel de Milan di Milano Viva Vitt\u00f2re Manuele Re d\u2019Italia.&nbsp;Io che so tutto che ho letto tutti i libri di mare di terra e di aria ho letto tutte le opere ho letto anche&nbsp;quell\u2019austriaco quel Frund l\u2019ho letto anche le cose che non ha mai scritto, io che so tutto guarda te. Io che&nbsp;conosco tutto tutte le musiche tutti i regni da qui all\u2019avvenire so tutto di tutto son scircondato da jente che&nbsp;non sanno gnente circondato, son.&nbsp;Io cogniosco tutte le mie malattie anche quelle che devono&nbsp;ancora inventare monoman\u00eca, egoman\u00eca, scizofren\u00eca,&nbsp;gnienteman\u00eca, tuttoman\u00eca, pocoman\u00eca, moltoman\u00eca, poliman\u00eca,&nbsp;destroman\u00eca, sinistroman\u00eca, vivavittoremanuelered\u2019Italioman\u00eca,&nbsp;tutte. Non solo quelle italiane anche le estere allman\u00eca,&nbsp;nothingman\u00eca, alotman\u00eca, afewman\u00eca, godsavevictormanuelkingofitalyman\u00eca, beaucoupman\u00eca, peuman\u00eca,&nbsp;droiteman\u00eca, gaucheman\u00eca,&nbsp;vivevictoiremanuelroid\u2019italieman\u00eca guarda che roba. Ci\u00f2 neanche&nbsp;uno spartito. Se no scrivevo due note e mi calmavo.&nbsp;Qui si fa l\u2019Italia, o si muore. Io so tutto so tutte le fresi storiche&nbsp;del futuro del passato io non lo so, come mai proprio a me tutte&nbsp;queste conoscense, non ho fatto aposta, io a forsa di scriver le&nbsp;musiche poi m\u2019\u00e8 successo ho imparato tutto tutto d\u2019un botto&nbsp;siamo in anticipo, cosa facciamo? Ripassiamo l\u2019alfabeto A, Bi,&nbsp;Ci, Di, E, Effe, Gi, Acca, I, Elle, Emme, Enne, O, Pi, Qu, Erre,&nbsp;Esse, Ti, U, Vi, Zeta. Ics, Doppio vu, Ipsilon. Doppio vu. Vi, Vu.&nbsp;Viva Vitt\u00f2re Manuele Re d\u2019Italia.&nbsp;Son qui aspetto Goito. Intanto so cosa fare. Quasi quasi&nbsp;torno in camera e scrivo l\u2019Aida. O la deve scriver Puccini, l\u2019Aida?&nbsp;Non mi ricordo. Cio una memoria, sono un po\u2019 disordinato, con&nbsp;la memoria. Che prendo tutto ma faccio fatica a mettere a fuoco&nbsp;siamo in anticipo, cosa facciamo? Non ci\u00f2 neanche uno spartito. Se&nbsp;avevo uno spartito, almeno. Uno spartitine, scrivevo l\u2019ouverture&nbsp;della Turandot, mi calmavo. Invece, sempre il cervello in&nbsp;movimento sempre P\u00e0 P\u00e0, papapap\u00e0 p\u00e0 p\u00e0, papapap\u00e0 pap\u00e0,&nbsp;papapapap\u00e0, papap\u00e0, papap\u00e0, papap\u00e0.&nbsp;Questo l\u2019 ho rubato al futuro, l\u2019ho sentito una volta allo stadio mi&nbsp;piaceva da matti gliel\u2019ho fregato l\u2019ho messo nel Falstaff. O era&nbsp;la Turandot? No, la Turandot la devo ancora scrivere.&nbsp;Non succede mai niente, questo regno piccolo, dovevano&nbsp;allearsi con i tedeschi, io gliel\u2019avevo detto Alleatevi con i&nbsp;tedeschi invece. Facciamo da soli facciamo da soli, dopo leggi i&nbsp;giornali non succede mai niente. Eeeeeh, io non lo so. Almeno&nbsp;se c\u2019era Goito ripassavamo insieme.&nbsp;Goito, gli dicevo, S\u00ec maestro. Quante opere scriviamo, Goito?&nbsp;Trentatr\u00e9, Maestro. Bravo Goito. Grazie Maestro. Goito? S\u00ec?&nbsp;Viva Vitt\u00f2re Manuele? Re d\u2019Italia. Bravo Goito.Grazie maestro.&nbsp;Goito? S\u00ec? P\u00e0 P\u00e0, papapap\u00e0 p\u00e0 p\u00e0, papapap\u00e0 pap\u00e0,&nbsp;papapapap\u00e0\u2026Papap\u00e0, papap\u00e0, papap\u00e0. Bravo Goito. Grazie&nbsp;Maestro. Goito? S\u00ec? Cosa scriviamo adesso, Madama? Madama&nbsp;Butterfly, Maestro.Bravo Goito. Grazie Maestro. Goito? Si?&nbsp;Cosa scriviamo dopo, La gazza? Che gazza, Maestro? La gazza&nbsp;Ladra, Goito. No, Maestro, quella la scrive Puccini. Aah, Puccini,&nbsp;aaah. Capito.&nbsp;Proprio una noia proprio una noia. Almeno avevo uno spartito la&nbsp;carta da musica . No no no no no ma io non ci sto qua. No no no&nbsp;no no io adesso ripasso una poesia poi vado via,&nbsp;impazientoman\u00eca. Una volta nella Parma c\u2019era un guardiacaccia,&nbsp;gli abbiamo infilato su per i buchi del naso due noci moscate.&nbsp;Eravam giovani. Dopo abbiam fatto la grigliata, \u00e8 venuta un po\u2019&nbsp;bruciata. Tralalal\u00e0, tralalal\u00e0, allora allora, ripassiamo la poesia.&nbsp;Gli uomini l\u2019arme i cavalieri io canto, no, \u00e8 troppo lunga. Facciam&nbsp;quell\u2019altra, Com\u00e8dia. Otto uomini seduti su una sedia, \u00e8 finita&nbsp;qui la mia com\u00e8dia, inchino.&nbsp;Leggo l\u2019ultima cosa sempre tratta da questo libro che alla fine \u00e8 una specie di saggio sull\u2019importanza della&nbsp;critica russa del 900. Learco Ferrari \u00e8 laureato in russo e questo che poi ha a che fare, del resto con la cosa&nbsp;di Verdi, per\u00f2 si pu\u00f2 leggere anche separatamente, appunto. Parla di un formalista russo che si chiama Boris&nbsp;Elckenbaum e che conoscete. Boris Elckenbaum era un formalista russo che negli anni 20 del 900 lui&nbsp;studiava moltissimo, gli piaceva da matti la letteratura. Lui Boris Elckenbaum negli anni 20 del 900 lui&nbsp;passava le sue giornate nelle biblioteche a leggere e a scrivere a elaborare teorie sulla letteratura, teorie mica&nbsp;stupide tra l\u2019altro, fatte bene, scritte bene che si capiscono era uno che sapeva il fatto suo Boris Elckenbaum&nbsp;solo aveva un difetto, aveva una malattia segreta Boris Elckenbaum talmente segreta che anche lui fino a un&nbsp;certo punto non lo sospettava neanche di esser malato. Se n\u2019\u00e8 accorto una sera del 26 che i suoi studi, la sua&nbsp;passione per la letteratura gli avevano fatto contrarre una malattia grave e pericolosa, il primo caso al&nbsp;mondo. Una sera di novembre del 26 Boris Elckenbaum \u00e8 tornato a casa dalla biblioteca. Come va? Gli ha&nbsp;chiesto sua moglie Tatiana, Cosa hai fatto oggi? Va, bene gli ha risposto Boris Elckenbaum oggi ho letto \u201cI&nbsp;Demoni\u201d di Dostoevskij. Ah! gli ha detto sua moglie Tatiana lo volevo leggere anche io, com\u2019\u00e8? Se seguiamo la&nbsp;nota classificazione di Otto Ludwig ha detto Elckenbaum \u201cI Demoni\u201d \u00e8 un tipico esempio di racconto scenico,&nbsp;se seguiamo la nota classificazione di Otto Ludwig. Cosa? gli ha chiesto a Elckenbaum sua moglie Tatiana. \u00c8&nbsp;un tipico esempio di romanzo dell\u2019800 le ha detto Elckenbaum a sua moglie Tatiana, sincrepito, in cui la&nbsp;narrazione si orienta verso la forma epistolare, ora verso la forma delle memorie, ora verso la forma del&nbsp;bozzetto descrittivo. Come? Gli ha chiesto la moglie Tatiana a Elckenbaum. \u00c8 un opera \u201cI Demoni\u201d di&nbsp;Dostoevskij in cui Dostoevskij usa la tecnica del rallentamento, del concatenamento e della saldatura di&nbsp;materiale eterogeneo. Sviluppa e collega gli episodi, crea nuclei diversi, porta avanti intrecci paralleli, ha&nbsp;detto Elckenbaum a sua moglie Tatiana. S\u00ec, ma gli ha detto a Elckenbaum sua moglie Tatiana com\u2019\u00e8 questo&nbsp;romanzo Bello? Brutto? Cosa! Gli ha chiesto Elckenbaum. E\u2019 bello o \u00e8 brutto \u201cI Demoni\u201d di Dostoevskij. Beh&nbsp;gli ha risposto Elckenbaum \u00e8 un tipico esempio di romanzo dell\u2019800 e per tanto diversamente dalla novella,&nbsp;che \u00e8 un problema di impostazione di un\u2019equazione a un\u2019incognita \u201cI Demoni\u201d \u00e8 un problema su regole&nbsp;diverse risolvibile con l\u2019aiuto di un intero sistema di equazioni a pi\u00f9 incognite gli ha detto Elckenbaum a sua&nbsp;moglie Tatiana. Ma la moglie Tatiana non era mica tanto contenta di questa risposta. Ma \u00e8 bello o \u00e8 brutto?&nbsp;Gli ha chiesto difatti a Elckenbaum sua moglie Tatiana. Ecco ha detto Elckenbaum \u00e8 un romanzo questo I&nbsp;Demoni di Dostoevskij, il cui momento culminante risiede tipicamente in un punto collocato ben prima della&nbsp;fine, diversamente dalla novella ha detto Elckenbaum, che per la sua stessa essenza accumula tutto il suo&nbsp;peso verso la fine, in cui la fine spinge per cos\u00ec dire tutto il resto. Boris, gli ha chiesto Tatiana a suo marito lo&nbsp;devo leggere questo romanzo di Dostoevskij oppure no! Mi consigli di leggerlo oppure no! Ecco, noi formalisti&nbsp;ha detto Elckenbaum a sua moglie Tatiana parliamo e possiamo parlare solamente di alcuni principi retorici&nbsp;che non ci sono stati suggeriti da questo o quel sistema metodologico, estetico bello e pronto ma dallo studio&nbsp;del materiale concreto nelle sue specifiche peculiarit\u00e0. Ecco ha detto Elckenbaum, un po\u2019 confondendosi, a&nbsp;sua moglie Tatiana; la quale moglie Tatiana ha scosso la testa: \u201c cosa studi tanto a fare \u201c ha detto delusa a&nbsp;suo marito, poi si \u00e8 voltata, si \u00e8 diretta in cucina \u201c\u00e8 pronto il Borsch\u201d gli ha detto \u201cvieni che si raffredda\u201d! NO,&nbsp;ma gli ha detto Elckenbaum seguendola in cucina, l\u2019elemento estetico \u00e8 uno degli approdi futuri del metodo&nbsp;formale. I nostri avversari e molti dei nostri seguaci non tengono conto di questo fatto, Tatiana! Tatiana dal&nbsp;canto suo ha scosso la testa, non gli ha neanche risposto. E\u2019 stato in quella fredda sera di novembre del 26&nbsp;che la sindrome di Elckenbaum ha fatto la sua prima vittima, il noto critico formalista Boris Elckenbaum che&nbsp;con tutta la sua notoriet\u00e0 e la sua scienza non era neanche capace di dire a sua moglie se il romanzo che&nbsp;aveva appena letto era bello o era brutto, e lui \u00e8 stato, Boris Elckenbaum, solo la prima di una lunga serie di&nbsp;vittime della sindrome che da lui prende il nome; tra le quali anche io, che per un certo periodo leggevo tutto&nbsp;quello che mi capitava sotto le mani stavo attento solo all\u2019intreccio, alla lingua, allo stile, alla forma, all\u2019unit\u00e0&nbsp;e alla compattezza, alla discontinuit\u00e0, alla disgregazione, era cos\u00ec interessante questo carosello di romanzi&nbsp;italiani contemporanei che uno dopo l\u2019altro mi capitavano sotto le mani che la questione se erano belli o se&nbsp;erano brutti i romanzi che leggevo non me la ponevo neanche, non ci badavo neanche, non lo sapevo&nbsp;neanche se erano belli o se erano brutti i romanzi che mi capitavano sotto le mani quando avevo appena&nbsp;cominciato a scrivere e avevo preso la sindrome di Elckenbaum. Era un po\u2019 una complicazione la sindrome di&nbsp;Elckenbaum perch\u00e9 anche le cose che scrivevo io, io stavo attento solo all\u2019intreccio, alla lingua, allo stile, alla&nbsp;forma, all\u2019unit\u00e0 e alla compattezza, alla discontinuit\u00e0 e alla disgregazione, se erano belli o se erano brutti era&nbsp;una cosa che non mi interessava. Dopo poi le ho rilette, non che mi sembrassero brutte, solo ogni volta che&nbsp;le rileggevo io no so come mai mi mettevano sempre di malumore le cose che avevo scritto io i primi tempi&nbsp;quando le rileggevo.&nbsp;Bene&nbsp;Ecco questo \u00e8 un esempio delle cose che scrivo Adesso per me \u00e8 abbastanza difficile parlare criticamente&nbsp;\u2013 Noi speravamo che ci regalasse \u2026&nbsp;\u2013 i pezzetti che ho letto prima sono da cose precedenti&nbsp;-Bassotuba non ce l\u2019hai?&nbsp;\u2013 Bassotuba non l\u2019ho preso&nbsp;\u2013 [\u2026] ho chiesto di poter leggere ancora qualche altro passo, guardavo i vostri volti, ho visto le vostre&nbsp;espressioni, tutti presi da queste letture. Quindi proporrei di continuare ancora con qualche.. e al termine&nbsp;potete anche rivolgere qualche domanda e auspico anche uno scambio.&nbsp;Allora. Poco tempo fa ho letto uno c\u2019\u00e8 un libro a cura di Enrico De Vivo che si chiama Racconti impensati di&nbsp;ragazzini e sono, Enrico De Vigo insegna alle scuole elementari credo, e ha fatto una scelta dei temi dei suoi&nbsp;allievi dove c\u2019\u00e8 un uso della lingua molto sorprendente che \u00e8 un po\u2019 simile alle cose che provo a fare io e che&nbsp;un certo numero di scrittori provano a fare, cio\u00e8 usare la lingua senza far intervenire il super io che ci hanno&nbsp;messo in testa quando abbiamo studiato a scuola, dove ci hanno insegnato una serie di regole per lo scrivere&nbsp;corretto. Per esempio il fatto che non si devono fare ripetizioni, che non so se anche in Germania&nbsp;S\u00ec&nbsp;Il fatto di non ripetere in prosa la stessa parola ma di cercare dei sinonimi \u00e8 una cosa che \u00e8 comprensibile in&nbsp;un contesto scolastico perch\u00e9 \u00e8 lo strumento attraverso il quale l\u2019insegnante si rende conto del bagaglio&nbsp;lessicale dell\u2019allievo. Per\u00f2 quando la scrittura passa da un contesto scolastico a un contesto narrativo io non&nbsp;capisco perch\u00e9 ci sia ci sono degli editor delle case editrici che sottolineano la ripetizione e chiedono di usare&nbsp;.. allora usando un sinonimo tu dici poi un\u2019altra cosa, va a finire che e rinunci a tutte le possibilit\u00e0 sonore&nbsp;che la ripetizione ha e che vengono accettate in italiano per la poesia; la rima \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una ripetizione,&nbsp;perch\u00e9 \u00e8 la stessa sillaba che si ripete alla fine del verso e per la prosa no. C\u2019\u00e8 uno scrittore che si chiama&nbsp;Buzzi, Aldo Buzzi che \u00e8 quasi omonimo di Aldo Busi ma \u00e8 un\u2019altra cosa, che in un suo libretto che si chiama&nbsp;La Lattuga di Boston. Lui dice che quando qualcuno dopo aver detto il BALLONE invece di dire il PALLONE&nbsp;dice la sfera di cuoio lui per quelli l\u00ec proporrebbe l\u2019ergastolo. Senza \u00e8 una cosa [\u2026] ed \u00e8 una cosa che se ci&nbsp;fate caso nei libri italiani di oggi \u00e8 molto diffusa soprattutto, ecco una spia \u00e8 il verbo DIRE, quando c\u2019\u00e8 un&nbsp;dialogo e poi c\u2019\u00e8 l\u2019intevento di un narratore che scrive DISSE quando poi ribatte non DISSE pi\u00f9 cio\u00e8 o&nbsp;RIBATTE\u2019, INTERVENNE insomma c\u2019\u00e8 tutta una serie di SOSTENNE, SI INTROMISE. Io sono, per esempio,&nbsp;io ho studiato russo e gli autori russi non hanno questa diffidenza nei confronti della ripetizione in prosa. C\u00e8&nbsp;un autore in particolare che si chiama Daniil Charms del quale mi piacerebbe leggervi qualche .. che forse&nbsp;voi conoscete perch\u00e9 Daniil Charms \u00e8 scritto come c\u2019erano delle caramelle che si chiamano Charms, in Italia&nbsp;non so, comunque Ci, Acca, A, Erre, Emme, Esse, che \u00e8 tradotto in tedesco gi\u00e0. La prima edizione delle opere&nbsp;di Charms \u00e8 stata fatta in Germania perch\u00e9 lui ha una vicenda molto particolare, nel senso che lui da piccolo&nbsp;(da piccolo che stupido) no; lui in vita non \u00e8 mai riuscito a pubblicare niente per adulti, lui era conosciuto&nbsp;come scrittore per l\u2019infanzia, scrittore per i bambini anche se i bambini non li sopportava. C\u2019\u00e8 una sua opera&nbsp;dove lui immagina la citt\u00e0 ideale e nella piazza principale lui dice che ci vorrebbe un buco dove dentro&nbsp;buttarci i bambini e i pastori tedeschi, anche. Non so perch\u00e9.&nbsp;\u2013 I pastori tedeschi\u2026&nbsp;\u2013 No, i cani, i cani&nbsp;\u2013 I cani, i cani, il cane pastore tedesco&nbsp;Per\u00f2 lui pubblicava solo, cio\u00e8 campava di questo, mentre le cose per adulti che scriveva, si era negli anni 30,&nbsp;gli hanno dato un mucchio di problemi. E\u2019 stato arrestato una prima volta, accusato di fare arte&nbsp;antisovietica. Lui \u00e8 un rappresentante dell\u2019ultima avanguardia quella post futurista. Il suo gruppo si&nbsp;chiamava i Cinari e lavoravano molto su queste, sull\u2019aspetto sia sonoro della parola che sulla ripetizione.&nbsp;Allora vi leggerei qualcuna delle sue cose che sono, da cui minimamente discendono anche le cose che scrivo&nbsp;io.&nbsp;\u00abAdesso racconto come sono nato, come sono cresciuto e come si sono manifestati in me i primi segni del&nbsp;genio. Io sono nato due volte, \u00e8 successo cos\u00ec. Mio babbo ha sposato mia mamma nel 1902 ma i miei genitori&nbsp;mi hanno messo al mondo solo alla fine del 1905 perch\u00e9 mio babbo voleva assolutamente che suo figlio&nbsp;nascesse il primo gennaio. Il babbo aveva calcolato che il concepimento dovesse aver luogo il primo d\u2019aprile e&nbsp;solo quel giorno si \u00e8 avvicinato alla mamma al fine di concepire un bambino. La prima volta il babbo s\u2019\u00e8&nbsp;avvicinato alla mamma il primo aprile 1903, la mamma aspettava da tempo questo momento e se ne \u00e8 molto&nbsp;rallegrata, ma il babbo si vede, era proprio in vena di scherzi e non si \u00e8 trattenuto e ha detto alla mamma&nbsp;Pesce d\u2019Aprile. La mamma si \u00e8 offesa moltissimo e per quel giorno non ha permesso al babbo di avvicinarsi, \u00e8&nbsp;toccato aspettare l\u2019anno successivo. Il primo Aprile 1904 il babbo ha ricominciato ad avvicinarsi alla mamma&nbsp;con lo stesso fine, ma la mamma ricordando il caso precedente ha detto che non voleva fare pi\u00f9 la figura&nbsp;della stupida e di nuovo non ha permesso al babbo di avvicinarsi, per quanto il babbo si agitasse non c\u2019\u00e8&nbsp;stato niente da fare. E\u2019 stato soltanto l\u2019anno dopo che mio babbo \u00e8 riuscito a vincere le resistenze di mia&nbsp;mamma e a concepirmi, cos\u00ec il mio concepimento ha avuto luogo il 1\u00b0 Aprile 1905. Tutti i conti del babbo&nbsp;per\u00f2 sono andati a farsi benedire perch\u00e9 io sono risultato prematuro e sono nato 4 mesi prima del previsto. Il&nbsp;babbo si \u00e8 infuriato talmente, che la levatrice che m\u2019aveva preso si \u00e8 spaventata e ha cominciato a rificcarmi&nbsp;nel posto da dove ero uscito.Uno studente dell\u2019accademia medico militare, che assisteva al parto, ha&nbsp;dichiarato che a rificcarmi dentro non ci sarebbero riusciti, tuttavia nonostante le parole dello studente a&nbsp;rificcarmi dentro ci sono riusciti ma per la fretta non nel posto giusto. A questo punto comincia una terribile&nbsp;baraonda. La puerpera grida: \u201cdatemi il mio bambino\u201d e le rispondono \u201cil suo bambino\u201d le dicono \u201csi trova&nbsp;dentro di lei\u201d. \u201cma come!\u201d grida la puerpera \u201ccome sarebbe dentro di me se lo ho appena partorito!\u201d \u201cE se si&nbsp;sbagliasse!\u201d Dicono alla puerpera. \u201cma come!\u201d grida la puerpera \u201ccome faccio a sbagliarmi, come se potessi&nbsp;sbagliarmi, ma se un attimo fa ho visto il bambino qui sul lenzuolo\u201d \u201c \u00e8 vero\u201d dicono alla puerpera, \u201cper\u00f2&nbsp;forse si \u00e8 infilato da qualche parte\u201d. In poche parole non sapevano neanche loro cosa dire alla puerpera e la&nbsp;puerpera strepita e chiede che le diano il suo bambino. E\u2019 toccato chiamare un medico esperto, un medico&nbsp;esperto ha visitato la puerpera e ha allargato le braccia, poi ha capito la situazione a ha dato alla puerpera&nbsp;una buona dose di sale inglese. Alla puerpera \u00e8 venuta la diarrea e in questo modo io sono venuto al mondo&nbsp;per la seconda volta. A questo punto il babbo ha ricominciato a dare in escandescenze, che secondo lui&nbsp;questo diceva non si poteva ancora chiamare una nascita, che questo diceva non era ancora un uomo ma&nbsp;piuttosto un mezzo embrione e che bisognava rificcarlo dentro, oppure metterlo nell\u2019incubatrice. Allora&nbsp;m\u2019hanno messo nell\u2019incubatrice\u00bb. E finisce qui.&nbsp;Questo \u00e8 anche un pezzo abbastanza lungo rispetto alla misura di Charms, che scrive di solito delle cose&nbsp;ancora pi\u00f9 brevi , come questa che si intitola Vecchie che si ribaltano.&nbsp;\u00abUna vecchia per la troppa curiosit\u00e0 si \u00e8 ribaltata dalla finestra, \u00e8 caduta e si \u00e8 sfracellata. Dalla finestra si \u00e8&nbsp;sporta un\u2019altra vecchia e ha cominciato a guardare in gi\u00f9 quella che si era sfracellata, ma per la troppa&nbsp;curiosit\u00e0 si \u00e8 ribaltata anche lei dalla finestra \u00e8 caduta e si \u00e8 sfracellata. Poi dalla finestra si \u00e8 ribaltata una&nbsp;terza vecchia poi una quarta poi una quinta, quando si \u00e8 ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di&nbsp;guardarle, sono andato al mercato Malzieschi, dove dicevano a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle&nbsp;fatto a mano\u00bb.&nbsp;Ha scritto anche, \u00e8 abbastanza varia come tipologia la produzione di Charms per adulti, per esempio c\u2019\u00e8&nbsp;un\u2019opera che si chiama Gli Spudorati e che \u00e8 questa qua:&nbsp;\u00abLa scena \u00e8 deserta, sul fondo sono dipinte delle montagne \u00e8 dipinto anche un uomo che scende dalle&nbsp;montagne con un samovar sottobraccio. Sulla scena ci sono due sedie, Bogolubo sta in piedi sulla scena e&nbsp;tiene in mano un bastone. Di fronte a Bogolubo c\u2019\u00e8 Parascon. Bogolubo canta \u201c ecco che adesso ti picchio\u201d&nbsp;Parascon canta \u201cno, tu non mi picchi\u201d Bogolubo \u201cno, ti picchio!\u201d Parascon \u201ce invece non mi picchi\u201d, Bogolubo&nbsp;\u201c ti picchio\u201d, Parascon \u201cnon mi picchi\u201d. Entrambi si siedono su una sedia. 1\u00b0 coro: \u201c lui lo picchia\u201d, 2\u00b0 coro:&nbsp;no, non lo picchia\u201d. Bogolubo alzandosi \u201cio adesso ti picchio\u201d colpisce Parascon col bastone ma Parascon&nbsp;scansa il colpo\u00bb. E finisce cos\u00ec. L\u2019ultima cosa di Charms che vorrei leggervi \u00e8 una lettera dove, che secondo&nbsp;me, e uno dei suoi pezzi che a me piace.&nbsp;\u00abCaro Mikanda Andreviic ho ricevuto la tua lettera e ho capito subito che era tua. All\u2019inizio avevo pensato che&nbsp;magari non fosse tua ma quando l\u2019ho aperta ho capito subito che era tua, mentre prima avevo pensato che&nbsp;magari non fosse tua. Sono contento che \u00e8 gi\u00e0 un poco che ti sei sposato, perch\u00e9 quando uno si sposa con&nbsp;quella con cui si voleva sposare vuol dire che ha ottenuto quello che voleva. Per questo sono molto contento&nbsp;che ti sei sposato, perch\u00e9 quando uno si sposa con quello che voleva vuol dire che ha ottenuto quello che&nbsp;voleva. Ieri ho ricevuto la tua lettera, ho pensato subito che era tua poi ho pensato che sembrava che non&nbsp;fosse tua. L\u2019ho aperta, ho guardato era proprio tua. Hai fatto proprio bene a scrivermi, prima non mi scrivevi&nbsp;poi tutto d\u2019un tratto mi hai scritto anche se anche prima, prima di non scrivermi per un po\u2019 tu m\u2019avevi&nbsp;scritto. Subito, appena ho ricevuto la tua lettera ho deciso subito che era tua e poi sono molto contento che&nbsp;ti sei gi\u00e0 sposato perch\u00e9 se uno ha voglia di sposarsi bisogna che si sposi senza [\u2026]; per questo sono molto&nbsp;contento che tu alla fine ti sei sposato proprio con quella con cui ti volevi sposare. Hai fatto proprio bene a&nbsp;scrivermi, sono stato molto contento quando ho visto la tua lettera e ho perfino ho perfino subito pensato che&nbsp;era tua. A dire la verit\u00e0 mentre la aprivo ho pensato che magari non fosse tua ma poi ho deciso che era tua&nbsp;in ogni caso. Te ne ringrazio molto e sono molto contento per te. Tu, forse non sai spiegarti perch\u00e9 sono cos\u00ec&nbsp;contento per te. Te lo dico subito, sono contento per te perch\u00e9 ti sei sposato e proprio con quella con cui ti&nbsp;volevi sposare. E\u2019 proprio bene sai, sposarsi proprio con quella con cui ci si vuole sposare perch\u00e9 cos\u00ec si&nbsp;ottiene quello che si vuole, ecco perch\u00e9 sono cos\u00ec contento per te. E sono contento anche che m\u2019hai scritto&nbsp;una lettera, fin da subito avevo deciso che la lettera doveva essere tua. L\u2019ho presa in mano e ho pensato \u201c e&nbsp;se per caso non \u00e8 tua?\u201d poi ho pensato: \u201c ma no certo che \u00e8 tua\u201d apro la lettera e intanto penso: \u201ce tua o non&nbsp;\u00e8 tua, \u00e8 tua o non \u00e8 tua\u201d beh come l\u2019ho aperta ho visto subito che era tua. Sono stato molto contento e ho&nbsp;deciso subito di scriverti una lettera. Ho molte cose da raccontarti ma non ho proprio tempo, quello che ho&nbsp;potuto te l\u2019ho scritto in questa lettera il resto te lo scriver\u00f2 un\u2019altra volta, adesso non ho pi\u00f9 tempo. Intanto \u00e8&nbsp;un bene che m\u2019hai scritto una lettera, adesso so che \u00e8 gi\u00e0 un po\u2019 che ti sei sposato, anche dalle lettere&nbsp;precedenti sapevo che ti eri sposato e adesso lo vedo ancora, \u00e8 proprio vero ti sei sposato! Sono molto&nbsp;contento che ti sei sposato e che m\u2019hai scritto una lettera. Subito, appena ho visto la tua lettera ho deciso&nbsp;che t\u2019eri sposato un\u2019altra volta, beh ho pensato \u00e8 un bene che ti sei sposato un\u2019altra volta e che me l\u2019hai&nbsp;scritto in una lettera. Scrivimi adesso come \u00e8 la tua nuova moglie e come sono andate le cose. Salutami la&nbsp;tua nuova moglie. Daniil Charms 25 settembre e Ottobre 1933\u00bb.&nbsp;Ecco qui l\u2019uso della ripetizione si giustifica da solo. Adesso io intanto ho pensato che non ho finito i due&nbsp;discorsi che avevo cominciato. Su Charms brevemente dicevo non \u00e8 mai stato pubblicato in vita, nel 1942 \u00e8&nbsp;scomparso e sembra che sia finito in un manicomio per\u00f2 per molto tempo non si sapeva proprio, c\u2019era in giro&nbsp;la voce che fosse uscito di casa dicendo:\u201d Vado a comprare le sigarette\u201d e che non fosse pi\u00f9 tornato. Tant\u2019\u00e8&nbsp;vero che negli anni 60 un cantautore Russo che si chiama Galic ha scritto una canzone che si chiama&nbsp;Canzone del tabacco dove si diceva che Charms per 20 anni aveva trovato tutte le tabaccherie chiuse e stava&nbsp;ancora girando per l\u2019Unione Sovietica a cercar da fumare. Difatti ogni tanto qualcuno lo avvistava nei vari&nbsp;abladivos piuttosto che gulag. Per\u00f2 sembra che sia morto proprio nel 42 e un suo, un filosofo Jakob Truskin&nbsp;quando ha salvato la valigia che conteneva tutti questi manoscritti inediti e l\u2019ha portata con s\u00e9 per 20 anni&nbsp;fino a quando nel 68 c\u2019\u00e8 stata la prima edizione delle sue opere credo a Francoforte ma non sono sicuro,&nbsp;comunque in Germania, credo in Russo. Da quel momento negli ultimi 15 anni Charms \u00e8 uno degli autori&nbsp;pi\u00f9 pubblicati e pi\u00f9 letti in Russia. L\u2019altro discorso che non avevo finito era quello su questo libro di bambini&nbsp;di De Vivo in cui c\u2019\u00e8 un\u2019introduzione di Gianni Celati che racconta che una volta lui \u00e8 andata in una scuola&nbsp;media a fare un incontro con la scolaresca e che l\u2019ha accolto il responsabile della biblioteca e l\u2019ha portato in&nbsp;biblioteca a fargli vedere la biblioteca in allestimento. Allora c\u2019erano delle pile di libri e il bibliotecario gli&nbsp;faceva vedere le novit\u00e0 della narrativa italiana contemporanea. Gli diceva\u201d ecco questo \u00e8 un romanzo sul&nbsp;problema del turismo sessuale, questo \u00e8 un romanzo sul problema della condizione della donna, questo \u00e8 un&nbsp;romanzo sul problema della tossicodipendenza\u201d e Celati gli ha chiesto \u201cma senza problemi non ne avete?\u201d&nbsp;Allora questo era per dire che queste cose, le cose che scrivo io sono proprio romanzi senza problemi, nel&nbsp;senso non \u00e8, non sono centrati, difatti una delle domande pi\u00f9 difficili che mi si pu\u00f2 rivolgere \u00e8 di che cosa&nbsp;parla il tuo romanzo quando esce. Perch\u00e9 non \u00e8 che parli di una cosa, cio\u00e8 si fa un po\u2019 prendere dalla lingua&nbsp;e poi ci sono naturalmente diversi temi. Per\u00f2 per esempio fare il riassunto di che ne so Del buon soldato&nbsp;Swain che per me \u00e8 uno dei capolavori del 900 di Eishek \u00e8 difficile da riassumere cio\u00e8 ci sono, c\u2019\u00e8 dentro un&nbsp;po\u2019 di tutto oppure di Mosca alla vodka di Erofeev, o della Banda dei sospiri di Celati. Cio\u00e8 sono romanzi che&nbsp;non sono sul problema dell\u2019uomo piuttosto che della donna, ma sul si, sono un po\u2019 portato dalla lingua e&nbsp;vanno dove devono andare. Cio\u00e8 molto spesso non vanno da nessuna parte per\u00f2 \u00e8 un bell\u2019andare, credo&nbsp;almeno per me. Se credete io leggo ancora qualcos\u2019altro se non avete una. Sempre su questo tema della&nbsp;ripetizione, diciamo c\u2019\u00e8 un racconto di Ermanno Cavazzoni in Vite Brevi di idioti che \u00e8 tradotto in tedesco&nbsp;credo da Wagenbach, che parla del poeta Dino Campana, voi conoscete.&nbsp;\u00abUn tale Melegari era nato a Marradi, paese di Dino Campana, il famoso poeta; questo tale Melegari&nbsp;frequentava l\u2019universit\u00e0 di Bologna negli anni tra il 1970 e il 1974. Negli esami riusciva sempre a nominare o&nbsp;a far cadere il discorso sopra Marradi, di modo che il professore alzava immediatamente le orecchie e diceva:&nbsp;\u201cMarrani, il paese di Dino Campana\u201d. Dopo di che il professore esponeva alcune notizie su Dino Campana; in&nbsp;genere citava la perdita del manoscritto dei Canti Orfici, oppure i suoi viaggi a piedi, o il fatto che a scuola&nbsp;Campana era ancora poco studiato. Se si trattava di una professoressa il discorso era sulla natura dei&nbsp;rapporti tra Campana e Sibilla Aleramo, la famosa poetessa. A questo punto Melegari, quando il professore o&nbsp;la professoressa si erano gi\u00e0 un po\u2019 sfogati, introduceva il fatto che essendo lui nato a Marrani, possedeva un&nbsp;prozio che aveva visto davvero Dino Campana, anzi lo vedeva ogni tanto per strada e sapeva dire in che via&nbsp;aveva abitato. A queste parole il professore (o la professoressa) si entusiasmava e diceva che Campana era un&nbsp;poeta misantropo molto difficile da avvicinare. In genere evitava la gente, diceva il professore (o la&nbsp;professoressa), e anche al caff\u00e8 delle Giubbe Rosse a Firenze, dove ci stavano sia i Futuristi che i poeti&nbsp;Vociani, lui stava invece in un angolo. Questo era un punto che piaceva moltissimo a tutti i professori&nbsp;indistintamente, che cio\u00e8 Campana se ne stesse in un angolo e qualche volta non si sedesse neppure. Alle&nbsp;professoresse piaceva dire che Campana sembrava in apparenza un barbone, e nonostante questo Sibilla&nbsp;Aleramo l\u2019aveva amato tempestosamente. Cos\u00ec gi\u00e0 a questo punto l\u2019esame era molto avanzato, era gi\u00e0 almeno&nbsp;a met\u00e0, e il professore o la professoressa erano pi\u00f9 che soddisfatti di s\u00e9 e di Melegari. Era la parola Marradi&nbsp;che esercitava un potere irresistibile sui professori, e non c\u2019\u00e8 mai stato nessuno che non abbia ceduto a tale&nbsp;attrazione; alla fine dopo averne parlato c\u2019era un\u2019aria di originalit\u00e0 su tutto l\u2019esame, tanto che il resto della&nbsp;materia non contava pi\u00f9 niente, ossia il resto diventava banale e accademico, cio\u00e8 da sorvolare, sia che si&nbsp;trattasse di letteratura o ad esempio di geografia. Una caratteristica delle professoresse, non di tutte, ma di&nbsp;quelle che non si eran sposate, era di dire che Sibilla Aleramo si chiamava in realt\u00e0 Rina Faccio. Con questo&nbsp;volevano dire probabilmente che come poetessa valeva un po\u2019 meno di quel che si pensa, e che nominandola&nbsp;eran loro a farle un piacere e non viceversa. Ugualmente era Dino Campana ad aver fatto un piacere a Sibilla&nbsp;Aleramo con la faccenda dei loro amori tempestosi. Dunque con queste professoresse bisognava dare poca&nbsp;importanza a Sibilla Aleramo e fare la faccia scettica di fronte sia al nome che al soprannome. Mentre ce&nbsp;n\u2019erano altre che di importanza gliene davan moltissima; bisognava quindi avere gli occhi vividi e interessati,&nbsp;perch\u00e9 quanto a parlare ci pensavano loro. Queste ultime professoresse anzi non aspettavano altro che il&nbsp;nome di Sibilla Aleramo per potere parlare, e Dino Campana era solo un preambolo, cos\u00ec come era un&nbsp;preambolo il paese di Marrani. Ma in un modo o nell\u2019altro Marradi faceva drizzare le orecchie a tutto il corpo&nbsp;insegnante. Questa era la verit\u00e0. E Melegari la sfruttava per la sua carriera scolastica, senza aver mai&nbsp;bisogno di leggere in prima persona le poesie del poeta Dino Campana. Mentre era ancora studente, Melegari&nbsp;veniva chiamato di tanto in tanto nelle scuole medie inferiori a fare delle supplenze. Queste supplenze&nbsp;duravano in genere una settimana, e poich\u00e9 c\u2019era sempre una poesia di Dino Campana nell\u2019antologia&nbsp;scolastica, lui faceva fare in classe il riassunto, poi diceva che suo zio era stato amico di Dino Campana, il&nbsp;quale per\u00f2 poi era morto; mentre suo zio era vivo ed era quindi un testimone vivente. E diceva che si vedeva&nbsp;fin da piccolo che Dino Campana era un poeta, fin dalle medie inferiori, quando lo prendevano tutti a&nbsp;sassate. Suo zio invece lo difendeva, perch\u00e9 era un grande poeta. E da adulto era molto barbuto, lo si&nbsp;riconosceva per questo, dalla barba; e anche dai capelli, come \u00e8 dimostrato in fotografia. Non tirava fuori&nbsp;Sibilla Aleramo perch\u00e9 a quell\u2019et\u00e0 i ragazzi non sono ancora maturi. Poi faceva leggere la vita di Dino&nbsp;Campana sull\u2019antologia; questo il secondo o il terzo giorno della supplenza. La vita in genere era di 10 righe;&nbsp;lui la integrava con qualche notizia appresa agli esami, ad esempio che gli avevano preso tutte le sue poesie:&nbsp;erano stati i futuristi, diceva alla classe. Lui le aveva per\u00f2 tutte riscritte, identiche. Poi all\u2019improvviso faceva&nbsp;chiudere i libri e chiedeva: \u201cDove \u00e8 nato Dino Campana?\u201d Dava otto a chi rispondeva. Chi rispondeva&nbsp;sbagliato doveva copiare a casa la vita e fare una ricerca di geografia su Marradi. I colleghi che lo&nbsp;incontravano nella sala insegnanti dicevano: \u201cBravo stai facendo Dino Campana\u201d Nessuno ne sapeva molto,&nbsp;ma sapevano che era nato a Marrani; anche i professori di matematica o di ginnastica, e il prete di religione.&nbsp;Era una nozione universale nell\u2019ambiente scolastico. Lui diceva a questo punto: \u201cAnch\u2019io sono di Marrani,\u201d e&nbsp;constatava che tutta la sala insegnanti drizzava le orecchie, e che le professoresse di lettere avevano gi\u00e0 sulla&nbsp;lingua il nome di Sibilla Aleramo, alcune per svelare che si chiamava in realt\u00e0 Rina Faccio, le altre per&nbsp;alludere agli amori tempestosi che intercorrevano tra la poetessa e il poeta. Questo Melegari si \u00e8 poi laureato&nbsp;nel 1974 su Dino Campana; ma aveva comprato la tesi gi\u00e0 fatta da uno studente che viveva facendo le tesi&nbsp;per gli altri. Questo altro studente si chiamava Pignedoli e non si era mai laureato perch\u00e9 ogni volta che&nbsp;faceva la propria tesi di laurea succedeva a un certo punto che la vendeva. O perch\u00e9 aveva bisogno di soldi; o&nbsp;perch\u00e9 cedeva alle richieste dei laureandi che sapendolo debole lo tormentavano finch\u00e9 lui non aveva&nbsp;venduto la tesi. Quando Melegari si present\u00f2 alla commissione di laurea, ci fu un professore che&nbsp;immediatamente parl\u00f2 del manoscritto perduto dei Canti Orfici e un altro aggiunse che i futuristi stavano&nbsp;sempre seduti al caff\u00e8 delle Giubbe Rosse e soprattutto ci stava Papini, il famoso critico, mentre Campana&nbsp;stava in disparte. Poi essendoci tra i presenti una professoressa, subito era saltata fuori Sibilla Aleramo; al&nbsp;che si \u00e8 sentita all\u2019estremit\u00e0 opposta della commissione una seconda professoressa che chiamava Sibilla&nbsp;Aleramo col vero nome di Rina Faccio; questa era una professoressa che non si era sposata, al contrario&nbsp;dall\u2019altra che infatti ricord\u00f2 gli amori tempestosi dei i due. Era venuto il momento di nominare Marrani;&nbsp;infatti Melegari lo nomin\u00f2 e, per la lunga esperienza che aveva, aggiunse di esserci nato. Questo fatto dispose&nbsp;favorevolmente la commissione, di modo che quando salt\u00f2 fuori lo zio come testimone oculare, la tesi fu&nbsp;molto lodata e il presidente disse che a suo giudizio poteva bastare. I professori e le professoresse si&nbsp;dichiararono tutti d\u2019accordo; quindi Melegari fu laureato. Questa tesi fu poi rivenduta da Melegari, e fu&nbsp;ridiscussa parecchie altre volte come tesi di laurea, anche in altre citt\u00e0, dove fioriva un mercato molto fitto di&nbsp;tesi di laurea. Anche se ormai pi\u00f9 nessuno sapeva che l\u2019aveva originariamente scritta Pignedoli, questa tesi&nbsp;su Dino Campana divenne assai rinomata tra i laureandi, perch\u00e9 suscitava l\u2019unanime approvazione dei&nbsp;professori e divideva in due partiti le professoresse, di modo che il candidato poteva non aprire quasi mai&nbsp;bocca e lasciare che a discutere fossero i membri della commissione; cosa che immancabilmente avveniva&nbsp;quando si nominava Sibilla Aleramo col vero nome di Rina Faccio. Ogni tanto si incontra in Italia qualcuno&nbsp;laureato su Dino Campana; il quale se stimolato, parla del caff\u00e8 delle Giubbe Rosse e del fatto che Campana&nbsp;era un poeta misantropo. Anche Melegari rientra in questa categoria di persone, con in pi\u00f9 il fatto di essere&nbsp;nato Marradi e di aver avuto lo zio testimone oculare. Queste due caratteristiche lo rendono un personaggio&nbsp;particolare, tra tutti i laureati su Dino Campana\u00bb.&nbsp;Ecco anche questo \u00e8 giocato completamente sulla ripetizione&nbsp;\u2013 Ermanno Cavazzoni&nbsp;\u2013 Questo qui Vite brevi di idioti \u00e8 il suo, il primo libro di Cavazzoni si chiama Il Problema dei Lunatici ed \u00e8 il&nbsp;libro da cui Fellini ha tratto \u201cLa Voce della Luna\u201d.&nbsp;\u2013 L\u2019ultimo film di Fellini \u00e8 stato tratto , \u00e8 molto interessante se vi capita [\u2026]&nbsp;\u2013 Questo qui Vite brevi di idioti&nbsp;\u2013 ancora prego&nbsp;\u2013 Il titolo \u00e8 Vite brevi di Idioti&nbsp;\u2013 [\u2026]posso leggere i titoli, cominciamo con la produzione di Paolo Nori. Sono gli ultimi quattro libri di Paolo&nbsp;Nori&nbsp;\u2013 Il primo libro come si chiama?&nbsp;\u2013 Il primo libro si chiama Grandi ustionati, ustionati significa bruciati e grandi ustionati \u00e8 un reparto&nbsp;ospedaliero dove ci sono quelli che si sono bruciati molto.[\u2026]&nbsp;\u2013 Perch\u00e9 non \u00e8 tanto importante?&nbsp;\u2013 io canto, c\u2019\u00e8 un gruppo musicale facciamo delle cose&nbsp;-[\u2026] Va bene. Il libro di Charms \u00e8 stato tradotto da Paolo Nori dal russo in italiano. Sarebbe utile&nbsp;confrontare, prendere, trovare il testo tradotto in tedesco, chi lo ha tradotto in tedesco, considerato che Paolo&nbsp;Nori ci dice che la prima edizione \u00e8 stata in Germania a Francoforte&nbsp;\u2013 Nel 68 in russo per\u00f2 poi ci sono state delle successive edizioni&nbsp;\u2013 quindi sarebbe interessante sapere chi ha tradotto in tedesco&nbsp;\u2013 e come&nbsp;e come, esattamente. Poter trovare il testo sicuramente si pu\u00f2, a Francoforte c\u2019\u00e8 la [\u2026] e poi abbiamo&nbsp;Ermanno Cavazioni, il primo libro di Ermanno Cavazioni \u00e8 Il poema dei lunatici al quale Federico Fellini si \u00e8&nbsp;ispirato per l\u2019ultimo film della sua carriera, La voce della Luna nel 1990. Il prossimo anno far\u00f2 senz\u2019altro&nbsp;anche una retrospettiva in istituto su Federico Fellini, quindi eventualmente,[\u2026] certamente questo film&nbsp;anche perch\u00e9 \u00e8 iniziata ed \u00e8 finita perch\u00e9 Fellini \u00e8 morto due anni dopo. L\u2019ultimo suo film dove ha scoperto&nbsp;due attori che sicuramente andavano bene per lui e che avrebbe sicuramente&nbsp;E\u2019 chiaro, va bene, riuscite a trascrivere?&nbsp;Prego&nbsp;\u2013 Permette una domanda?&nbsp;\u2013 Certo&nbsp;-Domanda: Perch\u00e9 adesso a lei mi sembra un po\u2019un piccolo ribelle uno che da anni adempie alle regole,&nbsp;giusto?, non soltanto stilistiche. Adesso quello che ci ha presentato con tutte le ripetizioni, ma anche&nbsp;secondo me ha letto quel brano su Verdi, detronizza anche le cose care alla nazione, fatto o conseguenza da&nbsp;riflusso subito, studiato [Slavistico, russo] Secondo me anche un po\u2019 anglosassone o \u00e8 cos\u00ec uno stile che \u00e8&nbsp;nato cos\u00ec senza, improvvisamente non so come ci \u00e8 arrivato?&nbsp;Risposta: Dunque per la questione di infrangere le regole letterarie di stilistica, direi che mi piace molto e&nbsp;credo che sia uno dei mezzi o il mezzo che ho presente come possibilit\u00e0 di andare avanti, c\u2019\u00e8 un lavoro di&nbsp;Tignano sull\u2019evoluzione letteraria, che dice proprio questo, che all\u2019interno cio\u00e8 i romanzi le opere che&nbsp;all\u2019interno di un genere segnano un passo avanti sono quelle che infrangono le regole precedenti. E questo&nbsp;comporta delle conseguenze, per esempio il fatto che alcuni mi dicono che i miei romanzi non sono romanzi e&nbsp;insomma cose che non si capiscono bene, non si capisce bene cos\u2019\u00e8 e di cosa si tratti, per\u00f2 io credo che noi&nbsp;quando ragioniamo sul concetto romanzo, oggi abbiamo ancora un\u2019idea ottocentesca. L\u2019archetipo del&nbsp;romanzo per noi \u00e8 ancora \u201cGuerra e Pace\u201d; narrazione ed \u00e8 per me molto interessante il fatto che quando usc\u00ec&nbsp;\u201cGuerra e Pace\u201d la principale critica era che non era un romanzo, perch\u00e9 mischiava insieme le teorie e quindi&nbsp;di distruggere delle icone. A me Giuseppe Verdi tra l\u2019altro come viene fuori dagli scatti a me \u00e8 molto&nbsp;simpatico, mi fa, per\u00f2, viene naturale perch\u00e9 io sono nato a Parma e ho vissuto a Parma per circa 30 anni. E&nbsp;Parma poi \u00e8 una citt\u00e0 che cura molto i propri, le proprie eredit\u00e0 va molto fiera della propria eredit\u00e0 culturale&nbsp;diciamo, quindi anche se Verdi in vita aveva con Parma e con Maria Luisa dei rapporti, diciamo adesso cio\u00e8&nbsp;io per 30 anni ho sentito parlare di Giuseppe Verdi, ho visto le sue immagini e quindi poi in quel periodo in&nbsp;cui c\u2019era il centenario ancora di pi\u00f9 ma continuamente insomma noi come si diceva prima. Per noi, Stendal&nbsp;che ha scritto \u201cLa Certosa di Parma\u201d \u00e8 praticamente un autore parmigiano a Parma, addirittura \u00e8 quasi&nbsp;parmigiano Proust perch\u00e9 una volta ha scritto che lui non \u00e8 mai stato a Parma per\u00f2 ha scritto che questo&nbsp;nome, Parma, gli d\u00e0 l\u2019idea del coloro malva. Dalla sonorit\u00e0 del nome lui ricavava un\u2019idea della citt\u00e0 di color&nbsp;malva e diceva : \u201cmi piacerebbe andare\u201d e poi non \u00e8 mai andato, per\u00f2 viene, questa cosa viene sempre citata.&nbsp;A Parma c\u2019\u00e8 una rivista letteraria che si chiama \u201cColor Malva\u201d o c\u2019era. Quindi in un ambiente ecco provinciale&nbsp;in fondo come la citt\u00e0 di Parma questo continua, questo continuo battere su delle presunte superiorit\u00e0 di&nbsp;Parma, Parma vien da dire una cosa. Io tempo fa sono andato a un convegno era, che si chiamava \u201cUnder 40&nbsp;di fronte al 2000\u201d ed era nel 1999 proprio alla fine dell\u2019anno e c\u2019erano 40 autori, scrittori, piuttosto che pittori&nbsp;che venivano chiamati a parlare del nuovo millennio. In ordine alfabetico salivano sul palco. Il primo era un&nbsp;autore parmigiano, si chiama Barilli, che aveva una che \u00e8 il discendente di un\u2019antica dinastia di artisti: c\u2019\u00e8&nbsp;un pittore molto famoso, c\u2019\u00e8 uno scrittore che paese del melodramma di Barilli e lui ha detto che pi\u00f9 che al&nbsp;futuro era interessato al passato perch\u00e9 lui viveva in questa grande casa sul torrente. Un torrente che divide&nbsp;in due la citt\u00e0 come la Senna a Parigi. Questa idea che il torrente Parma, che \u00e8 secco quasi tutto l\u2019anno, sia&nbsp;come la Senna a Parigi a Parma \u00e8 molto diffusa. Per\u00f2 Parma \u00e8 molto fiera del fatto anche che \u00e8 stata capitale&nbsp;e quindi \u00e8 una reazione abbastanza naturale mi sembra. Almeno io la vivo in questo senso. C\u2019era anche un&nbsp;pezzetto che magari perch\u00e9 a un certo punto del ciclo di Learco, Learco si trasferisce appunto da Parma a&nbsp;Bologna e scrive una cosa piccola che \u00e8 il capitolo 29 questo \u00e8 l\u2019unico romanzo che io ho scritto che \u00e8 diviso&nbsp;in capitoli, sono 33 capitoli preceduti da un breve prologo che \u00e8 il capitolo zero e seguiti da un breve epilogo&nbsp;che \u00e8 il capitolo radice quadrata di meno due. Il capitolo 29 si intitola \u201cIl Futurismo a Parma\u201d.&nbsp;\u00abIo, a me, non mi sembra vero ho pensato io l\u2019altro giorno che tra una settimana vado a Bologna che non sto&nbsp;pi\u00f9 a Parma io \u00e8 da quando sono nato che se non ero all\u2019estero ero a Parma. A Parma o in provincia di&nbsp;Parma. Io \u00e8 una vita che fin da piccolo in casa al mattino si trova la \u201cGazzetta di Parma\u201d, che si legge la&nbsp;cronaca della citt\u00e0, la citt\u00e0 di Parma, si sa tutto quello che \u00e8 successo in citt\u00e0; a Parma. Io non lo so come&nbsp;far\u00f2 che sono abituato a vedermi intorno tutte queste cose di Parma: al mattino per dire di solito io faccio&nbsp;colazione con il prosciutto di Parma, secondo me mi mancheranno queste cose di Parma. Il prosciutto di&nbsp;Parma, il formaggio di Parma: il parmigiano, tutta la stampa di Parma: la Gazzetta di Parma, il Giornale di&nbsp;Parma, il Corriere di Parma, la Tribuna di Parma, la Tribuna non l\u2019ho mai letta, non ha fatto in tempo a&nbsp;aprire \u00e8 fallita subito, immediatamente. E Tv Parma si vedr\u00e0 a Bologna? E Radio Parma ci arriva col&nbsp;ripetitore? Radio Parma mi mancher\u00e0. Radio Parma, una volta su Radio Parma ho sentito un servizio&nbsp;bellissimo, dicevano che avevano scoperto dei documenti antichissimi che dimostravano che l\u2019universit\u00e0 pi\u00f9&nbsp;antica del mondo non era, come si credeva erroneamente fino ad allora Bologna o Parigi, No era Parma&nbsp;l\u2019universit\u00e0 pi\u00f9 antica del mondo. Mi mancher\u00e0 questa citt\u00e0. Magari ogni tanto ci torno, magari vengo a&nbsp;vedere una mostra che qui a Parma fan sempre delle mostre bellissime: \u201cParma e il neoclassicismo\u201d; \u201cParma&nbsp;e la rivoluzione francese\u201d; \u201cParma \u00e8 il Liberty\u201d; \u201cIl Futurismo a Parma\u201d\u00bb.&nbsp;Intervento: Il parmigiano per\u00f2 non ce l\u2019ha messo?&nbsp;Risposta: S\u00ec, s\u00ec, il formaggio di Parma no ma ce ne sono tanti, c\u2019\u00e8 il parmigianino di cui c\u2019\u00e8 una mostra&nbsp;adesso, per esempio. Per\u00f2 Parma per me \u00e8 una citt\u00e0 molto bella \u00e8 molto \u00e8 un posto bellissimo e poi la lingua&nbsp;che uso io \u00e8 proprio la lingua di quei posti l\u00ec. Per\u00f2 si sfiora il ridicolo in questo e allora mi diverto.&nbsp;Intervento: grazie&nbsp;Prego&nbsp;Qualche altra domanda?&nbsp;Prego&nbsp;Domanda: Traducendo dal russo come fa, perch\u00e9 il russo \u00e8 una lingua cos\u00ec diversa dall\u2019italiano.&nbsp;Risposta: Nei testi di Carbs c\u2019\u00e8 questo aspetto musicale che \u00e8 molto importante, come \u00e8 evidente c\u2019\u00e8 questa&nbsp;ripetizione e quindi io cerco la il criterio che uso e di attenermi cio\u00e8 di provocare nel lettore italiano gli stessi&nbsp;effetti che suppongo il testo abbia sul lettore russo, questa \u00e8 la via maestra diciamo poi le cose un po\u2019 si&nbsp;aggiustano cos\u00ec, e cerco di essere il pi\u00f9 aderente possibile per\u00f2 non un aderenza ecco diciamo formale ma&nbsp;proprio di effetto e Carbs io lo conosco da un po\u2019 di tempo. E\u2019 tanto tempo che traduco, che lo traduco, dura&nbsp;da qualche anno. Fra l\u2019altro io suono anche in un gruppo musicale dove per\u00f2 \u00e8 un finto gruppo musicale,&nbsp;perch\u00e9 non siamo capaci di suonare e facciamo dei concerti che non sono dei veri concerti e andiamo e&nbsp;leggiamo delle cose e uno degli autori che leggiamo pi\u00f9 spesso \u00e8 Carbs. Quindi questi testi hanno avuto&nbsp;anche una prova. Sono stati letti diverse volte di fronte a un pubblico e quindi ho verificato, insomma le cose&nbsp;sono state un po\u2019 limate.&nbsp;Intervento :fingendo di suonare?&nbsp;Si noi in realt\u00e0 suoniamo, non siamo capaci&nbsp;Per\u00f2 fingete&nbsp;Risposta: No, suoniamo davvero per\u00f2 suoniamo&nbsp;Senza emettere suoni&nbsp;No, no emettiamo dei suoni per\u00f2 facciamo magari due pezzi e poi diventa evidente che non siamo capaci,&nbsp;allora c\u2019\u00e8 uno di noi&nbsp;Come \u00e8 evidente?&nbsp;Eh non sappiamo suonare&nbsp;Comunque c\u2019\u00e8 una tribuna, c\u2019\u00e8 un pubblico, c\u2019\u00e8 un teatro, c\u2019\u00e8 un palco&nbsp;noi giochiamo sul fatto che la gente si aspetta un concerto e che arriva l\u00ec e si accorge che non sappiamo&nbsp;suonare&nbsp;Domanda: poi come finisce&nbsp;Risposta: no, finisce bene perch\u00e9 all\u2019inizio uno pensa, mah guarda questi cretini qua dopo per\u00f2 in realt\u00e0 non&nbsp;\u00e8 un concerto \u00e8 una serie di letture con una storia anche interna e quindi \u00e8 una specie di rappresentazione&nbsp;teatrale e quindi di solito finisce bene.&nbsp;Intervento: quali sono gli strumenti sono?&nbsp;R: abbiamo degli strumenti: tromba, fisarmonica, piano.&nbsp;Intervento: Invece di emettere delle armonie emettete delle cacofonie, non so come dire, qualcosa di simile.&nbsp;Pensavo che vi limitaste a fingere di suonare.&nbsp;R: No, no\u2026 stavo facendo un collegamento con Antonioni, con Michelangelo Antonioni, dove i giocatori di&nbsp;tennis fingono di giocare senza avere niente in mano&nbsp;Intervento:Ho visto qualcosa gi\u00f9 in fondo&nbsp;Domanda: nessuna domanda, se ho capito bene all\u2019inizio lei accennava al fatto di discutere [\u2026] sul come \u00e8 e&nbsp;cosa significa scrivere in Italia&nbsp;Giusto, S\u00ec, s\u00ec&nbsp;\u2013 scusi scrivere o pubblicare&nbsp;D: Quello che avevo inteso era scrivere in Italia come \u00e8, cosa significa scrivere qui in Italia&nbsp;R: Questo nasce da un mio fraintendimento, perch\u00e9 io credevo di dover tenere una specie di lezione, allora mi&nbsp;ero preparato, avevo studiato, avevo preso un libro sull\u2019italiano, l\u2019italiano contemporaneo che \u00e8 stato anche&nbsp;molto interessante. Poi ieri Maracci mi ha detto che invece era un\u2019altra cosa, per\u00f2 questo lavoro \u00e8 stato molto&nbsp;interessante. Per me, io ho trovato in questo libro di Luca Lorenzetti che si chiama \u201cL\u2019italiano&nbsp;contemporaneo\u201d c\u2019\u00e8 una mappa dell\u2019italiano parlato, non dell\u2019italiano parlato ma dell\u2019italiano proprio e a&nbsp;secondo del grado di formalit\u00e0 e della vicinanza o della distanza dal dialetto vengono collocati su un piano&nbsp;ecco le varie modalit\u00e0 dell\u2019italiano e in alto qui a destra c\u2019\u00e8 l\u2019italiano massimamente formalizzato e in basso&nbsp;quello pi\u00f9 vicino al dialetto. Insomma quello sgrammaticato e con una connotazione pi\u00f9 regionale possibile&nbsp;indipendentemente poi dalla regione. Ecco l\u2019italiano letterario viene collocato pi\u00f9 o meno a, non a met\u00e0 ma&nbsp;pi\u00f9 e questo poi mi ha fatto pensare al fatto che effettivamente c\u2019\u00e8 una cio\u00e8 \u00e8 chiaro che Lorenzetti non dice&nbsp;che l\u2019italiano dei libri \u00e8 quello l\u00ec perch\u00e9 poi nei libri ci va dentro ci sono dei personaggi che parlano, entrano&nbsp;le lingue dei personaggi, dipende c\u2019\u00e8 la polivocit\u00e0 di cui parlava Bachtin no! E quindi uno che scrive deve&nbsp;essere padrone un po\u2019 di tutto lo spettro. Un lettore quando comincia a leggere un romanzo \u00e8 preparato a&nbsp;leggere una cosa scritta come si scrive per esempio il fatto di cui parlavamo prima che quando si trova&nbsp;\u201cDisse\u201d poi c\u2019\u00e8 \u201cribatt\u00e9\u201d poi quella l\u00ec \u00e8 una convenzione e quindi c\u2019\u00e8 questa convenzione diciamo dell\u2019italiano&nbsp;letterario. Ci sono dei grandi modelli come \u201c I promessi sposi\u201d oppure nel novecento la lezione di Calvino. Poi&nbsp;c\u2019\u00e8 tutto un altro modo invece di scrivere, per esempio ci sono dei libri scritti come si parla e sono un po\u2019&nbsp;questi libri che non hanno una tradizione, anche perch\u00e9 l\u2019italiano parlato \u00e8 una lingua recentissima cio\u00e8 non&nbsp;l\u2019italiano parlato vero e proprio leggevo appunto, nel Lorenzetti, \u00e8 una lingua che non esiste, perch\u00e9 l\u2019italiano&nbsp;essendo parlato da poco tempo come lingua nazionale, neanche un secolo e mezzo. Per esempio, allora il&nbsp;modello \u00e8 quello dell\u2019italiano fiorentino, per\u00f2 i fiorentini pronunciano in un modo che \u00e8 sbagliato e che per&nbsp;esempio la \u201cgorgia\u201d toscana la C quindi di persone che parlano l\u2019italiano sono quelle che hanno studiato&nbsp;dizione. E\u2019 vero sono pochissimi, e l\u2019italiano parlato \u00e8 per forza di cose un italiano regionale e infatti tutti&nbsp;quelli che scrivono romanzi e racconti con una forte vocazione orale hanno per forza di cose una ricaduta&nbsp;regionale. Come mi viene in mente Gadda \u201cQuel pasticciaccio..\u201d che \u00e8 fortemente connotato in modo&nbsp;romanesco anche se un romanesco finto e inventato e ricostruito. Ma anche in area veneta c\u2019\u00e8 per esempio&nbsp;Meneghello.&nbsp;Intervento: Perch\u00e9 Gadda non era romano era milanese&nbsp;R: S\u00ec, si certo inventato, perch\u00e9 lui non era romano. Per\u00f2 ha dovuto fare questo. Quando io ho cominciato a&nbsp;scrivere io puntavo proprio a questa cosa che non esiste, a un italiano standard, mi sono accorto dopo un po\u2019&nbsp;di tempo che una delle mie preoccupazioni nelle cose che scrivevo i primi tempi era che si vedesse che io&nbsp;avevo studiato, e quindi c\u2019erano delle parole anche desuete e dopo mi sono accorto che era una cosa che&nbsp;anzich\u00e9 aggiungere qualcosa al testo lo impoveriva, che era un\u2019aspirazione che nuoceva a quello che scrivevo,&nbsp;allora avevo preparato un po\u2019, una serie di queste scritture un po\u2019 marginali perch\u00e9 il 90% dei libri credo&nbsp;grossomodo sono scritti proprio cos\u00ec come si scrive. Dalla nostre parti, si dice \u201dparla come un libro stampato\u201d&nbsp;ecco generalmente lo si dice di una cosa che non si \u00e8 capita, per dire. Io francamente ci sono molti autori&nbsp;italiani contemporanei che devo leggere col dizionario perch\u00e9 usano dei termini che faccio molta fatica a&nbsp;capire, mentre invece ecco la tradizione adesso, mi viene in mente. Siccome non c\u2019\u00e8 una storia lunga io avevo&nbsp;portato una cosa di Puskin che forse eccola qua , che agli inizi dell\u2019800 scrive: \u201cma che cosa dire dei nostri&nbsp;scrittori che ritenendo cosa meschina lo spiegare con semplicit\u00e0 le cose pi\u00f9 normali pensano di ravvivare una&nbsp;prosa infantile con aggiunte e logore metafore, costoro non diranno mai AMICIZIA senza aggiungere codesto&nbsp;sentimento sacro la cui nobile fiamma ecc. bisogna dire LA MATTINA PRESTO e loro scrivono non appena i&nbsp;primi raggi del sole che sorgeva rischiaravano le contrade orientali dell\u2019azzurro cielo. Leggo la recensione di un&nbsp;amatore del teatro: questa giovane allieva di Talia e Melpomene generosamente notata da Apollo, ma scrivi&nbsp;questo brava giovane attrice, questo era un po\u2019 nella, nella .., e Puskin ha poi tirato fuori \u201cL\u2019Evgenij Onegin\u201d&nbsp;che \u00e8 un romanzo in versi che sconvolge tutti i canoni precedenti e dal quale nasce poi in effetti la letteratura&nbsp;russa moderna. Ecco io credo che oggi in Italia, non so come sia la situazione in Germania ma penso che sia&nbsp;un po\u2019 migliore presumo ma in Italia c\u2019\u00e8 ancora questa tendenza a scrivere: \u201cquesta giovane allieva..\u201d ho&nbsp;questa impressione e che di fronte e quindi dei testi come questi come i miei o come quelli di Ugo Cornio o&nbsp;come quelli di Ermanno Cavazzoni provocano nei lettori di solito un certo, cio\u00e8 subito non capiscono perch\u00e9&nbsp;si aspettano una cosa scritta come si scrive e si trovano invece di fronte a delle cose scritte come si parla; e&nbsp;non sembra neanche un libro, fra l\u2019altro. Le tradizioni a cui si collegano \u00e8 la tradizione dei semicolti, cio\u00e8 di&nbsp;quelli che parlavano come lingua madre il dialetto e che sono stati poi per qualche ragione portati a&nbsp;esprimersi in italiano, o con la scuola\u2026Allora c\u2019\u00e8 un bellissimo libro a cura di Montalti che si intitola&nbsp;\u201cAutobiografia della leggera\u201d ed \u00e8 un libro in cui alcuni malviventi , ma la leggera era la erano i diciamo i&nbsp;malfattori, le bande organizzate ma che non usavano le pistole. Leggere perch\u00e9 erano ladri ma un po\u2019 da poco&nbsp;che usavano la destrezza e Montalti ha raccolto queste autobiografie, che sono scritte in una lingua&nbsp;assolutamente non scolastica. Dove ci sono delle pagine intere senza una virgola. Quando trovi un punto \u00e8&nbsp;un caso rarissimo, ma sono molto belle, c\u2019\u00e8 una lingua quasi epica. Recentemente \u00e8 uscito un altro libro a&nbsp;cura di Alfredo Zanoglio che si chiama \u201cVite sbobinate\u201d in cui sono raccolte le autobiografie di alcuni pittori&nbsp;naif della zona di Luzzara, che era la zona dove viveva Zavattini che aveva fondato l\u00ec un premio.&nbsp;Intervento: i poveri sono tutti matti&nbsp;Risposta: i poveri sono matti oppure io sono il diavolo che era tra l\u2019altro l\u2019autore di insieme a De Sica di&nbsp;\u201cMiracolo a Milano\u201d.&nbsp;Intervento: e di tutti i film di Vittorio De Sica, fino alla morte di De Sica perch\u00e9 Zavattini \u00e8 morto molto dopo,&nbsp;\u00e8 morto 15 anni fa.&nbsp;Ecco in questo libro Zanoglio raccoglie una serie di ricordi dei pittori Naif di quella zona, dove, secondo me,&nbsp;c\u2019\u00e8 una felicit\u00e0 linguistica notevole e questi sono un\u2019altra delle fonti a cui uno pu\u00f2 riferirsi se vuole provare a&nbsp;scrivere in questo modo qua, mi vien da dire. Se non avete altre domande, magari mi piacerebbe chiudere&nbsp;proprio con una lettura da \u201cVite sbobinate\u201d.&nbsp;Int: sentiamo qualche domanda eventualmente qualcuno vuole saperne di pi\u00f9 su Learco Ferrari, su questo&nbsp;personaggio da cui abbiamo preso parecchie cose. Ha un passato da sportivo, portiere, tutti lo guardano ma&nbsp;lui non si decide a rinviare questo pallone, questa sfera di cuoio, non so come chiamarla. Come la chiamiamo&nbsp;Sfera di cuoio&nbsp;e lui non si decide a rinviarlo, tutti lo guardano e poi questa ambizione di diventare scrittore e poi questo&nbsp;trasferimento da Parma a Bologna. Poi lo studio del Russo quindi anche lui slavista chiss\u00e0 cosa ricorda&nbsp;questo personaggio Learco Ferrari. Qualcuno vuol saperne di pi\u00f9?&nbsp;Domanda: Forse, mi interessa ancora qualcosa non sul personaggio ma pi\u00f9 sui romanzi, cio\u00e8 \u00e8 vero che per&nbsp;lei e pi\u00f9 importante cio\u00e8 i pensieri dei personaggi e poi c\u2019\u00e8 anche la coscienza, la loro psicoanalisi, forse in&nbsp;qualche modo forse anche in una direzione di non so, romanzo di coscienza, come la letteratura inglese,&nbsp;Joyce ecc..&nbsp;R: No, io non direi Joyce. No a me in realt\u00e0 quello che mi interessa \u00e8 la lingua, le parole e dopo viene il resto.&nbsp;Se dovessi indicare un modello per\u00f2 modello, cio\u00e8 inarrivabile poi \u00e8 anche inimitabile. Ce ne sono diversi, ma&nbsp;quello che mi viene in mente \u00e8 Thomas Bernard con per esempio \u201cAntichi maestri\u201d, \u201cA colpi d\u2019ascia\u201d dove c\u2019\u00e8 ,&nbsp;a me sembrano dei concetti, concetti di una testa che fa girare continuamente dei pensieri. Pi\u00f9 che Joyce,&nbsp;che io trovo troppo difficile per me, perlomeno adesso, magari tra qualche anno. Ma l\u2019Ulisse per me \u00e8&nbsp;estremamente complicato, faccio molta fatica, anche perch\u00e9 non conosco bene l\u2019Irlanda. Ma in Russia \u00e8&nbsp;probabilmente il libro pi\u00f9 importante degli ultimi 50 anni del secolo scorso, e si intitola \u201cMoskva Petu\u0161ki\u201d,&nbsp;l\u2019ha scritto un autore che si chiama Venedikt Erofeev e in italiano \u00e8 stato tradotto come \u201cMosca sulla vodka\u201d&nbsp;e l\u00ec il personaggio si chiama Edichka, e quello \u00e8 anche un altro esempio. Devo dirle che io non ho un progetto&nbsp;e non l\u2019avevo quando ho cominciato a scrivere, io provo a andar dietro alle cose, dopo anche queste parentele&nbsp;delle quali cos\u00ec confusamente ho provato a parlare, sono cose delle quali io mi sono accorto a posteriori. Per&nbsp;esempio, non quando ho cominciato a scrivere non avevo mai letto Cavazzoni o Celati e dopo oppure Luigi&nbsp;Malerba che \u00e8 un altro autore del quale si parlava anche ieri sera i cui primi romanzi sono proprio in questa&nbsp;direzione. \u201cSalto mortale\u201d \u201cIl serpente\u201d sono, c\u2019\u00e8 un protagonista come dire strampalato che \u00e8 e chi legge va&nbsp;dietro i pensieri, le avventure un po\u2019 surreali di questo protagonista, ma tutto si risolve nella lingua, non c\u2019\u00e8&nbsp;infatti per quello la domanda di che cosa parla ? \u00e8 una domanda difficile, anche il serpente di Malerba di che&nbsp;cosa parla? E chi lo sa! \u00c8 difficile da dire, perch\u00e9 ogni riga \u00e8, ha una propria giustificazione che salta fuori&nbsp;nel momento in cui legge ad alta voce queste cose.&nbsp;Pubblico: A voce alta questo \u00e8 importante&nbsp;R: s\u00ec \u00e8 importante&nbsp;Pubblico: Ho sentito veramente come un ritmo anche questo tremare che deve esser proprio letto a voce alta.&nbsp;R: si, si quello poi nasce come lettura alla radio e&nbsp;Pubblico: si ho pensato&nbsp;R: Io tutte le volte che cambio editore mi chiedono, mah facciamo un Cd e io gli dico s\u00ec e poi non sento pi\u00f9&nbsp;niente. Allora ho pensato che il prossimo che me lo chiede gli dico no! Cos\u00ec lo facciamo, per\u00f2 voi abitate tutti&nbsp;in Germania suppongo. Io sono stato in Germania un paio di anni fa e ho visto che i Cd in Germania si&nbsp;vendono, si ascoltano, in Italia purtroppo qualcuno ci ha provato ma per il momento \u00e8 ancora molto difficile.&nbsp;Intervento: Per ora se mi ricordo bene De Crescenzo ha fatto cassette, audio cassette&nbsp;Risposta: Ci sono alcuni, anche dell\u2019ultimo libro di Susanna Tamaro \u00e8 stata fatta una versione su Cd oppure&nbsp;di De Carlo. Ma sono soltanto autori che hanno una vasta popolarit\u00e0, e quindi si prova anche questa cosa.&nbsp;Per\u00f2&nbsp;Int: Ma lei avr\u00e0 la vasta popolarit\u00e0&nbsp;R: No, ma per\u00f2 questo, la ringrazio dell\u2019augurio. Ma questo per\u00f2 comunque anche con questi autori di grande&nbsp;nome diciamo sono esperimenti che falliscono, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 l\u2019abitudine all\u2019uso del Cd come strumento&nbsp;letterario, oppure della cassetta.&nbsp;Int: Purtroppo la lingua poi costituisce una barriera, per cui anche all\u2019estero non riescono ad essere diciamo&nbsp;cos\u00ec promosse, divulgate.&nbsp;R: Ma io credo, per il mercato italiano diceva?&nbsp;Int: S\u00ec per il mercato italiano perch\u00e9 all\u2019estero c\u2019\u00e8, in Germania\u2026&nbsp;R: Ma noi adesso forse lo proveremo&nbsp;Int: Poi secondo me anche[\u2026]&nbsp;R: ma anche per chi sta in casa a me piace moltissimo&nbsp;Int: bene vogliamo non so qualche altra domanda, abbiamo ancora un po\u2019 di tempo, dopo siete liberi, magari&nbsp;possiamo vederci poco dopo l\u2019una, le 13.00 per andare al ristorante alle 13 e un quarto possiamo partire da&nbsp;qui oppure dall\u2019albergo, come ritenete pi\u00f9 opportuno, ecco. Lei viene a pranzo con noi vero?&nbsp;S\u00ec,si&nbsp;Lui viene con noi a pranzo quindi potete continuare anche a scambiare qualche parola, magari qualche&nbsp;domanda che si ritiene opportuno non rivolgere cos\u00ec in pubblico. Allora potete aprire un dialogo con Paolo&nbsp;Nori che non \u00e8 escluso che venga di nuovo in Germania. Questo ve lo dico&nbsp;Nori: S\u00ec per\u00f2 il romanzo per Wagenbach che nella versione tedesca credo che si chiami \u201cWeg is Sie\u201d \u201cLei \u00e8&nbsp;andata via\u201d Weg is sie, il titolo italiano \u00e8 \u201cBassotuba non c\u2019\u00e8\u201d, il titolo tedesco \u00e8 Weg is sie.&nbsp;D: mi scusi una domanda&nbsp;Nori: prego&nbsp;D: \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 autobiografico lei che ha cominciato come calciatore, portiere\u2026&nbsp;Nori: No, io non giocavo in porta, dunque le cose che succedono a Learco pi\u00f9 o meno sono quelle che&nbsp;succedono a me. Per\u00f2 \u00e8 tutto trasposto su un piano, cio\u00e8 lui ha anche proprio un\u2019altra voce, un altro modo di&nbsp;parlare e utilizza, magari c\u2019\u00e8 qualche personaggio che prende lo spunto dai miei conoscenti ma poi continua&nbsp;sulla pagina si deforma e assume delle caratteristiche che nella realt\u00e0 non, quindi non \u00e8 assolutamente dal&nbsp;mio punto di vista prosa autobiografica.&nbsp;Int: Queste continue ripetizioni al mare al mare, verbi che sono cos\u00ec sono dettate da sono caratterizzanti per&nbsp;il personaggio oppure \u00e8 una cosa stilistica.&nbsp;Nori: a me piace proprio l\u2019aspetto sonoro, allora posso leggere quell\u2019ultima cosa, facciamo quest\u2019ultima lettura&nbsp;da \u201cVite sbobinate\u201d. E\u2019 la vita di Achille Incerti, il pezzo si intitola: \u201cEro su un sanatorio\u201d.&nbsp;\u00abNon sono stato solo in sanatorio a Garbagnate ma anche due volte in montagna, dove mi piaceva andare&nbsp;perch\u00e9 era un sanatorio col parlatorio. C\u2019erano anche ricoverate delle donne e c\u2019era affiatamento. La donna&nbsp;era per me qualcosa di utile perch\u00e9 se c\u2019era la donna mi facevo la barba e mi mettevo la cravatta. L\u00e0 in&nbsp;montagna eravamo vestiti da esterni, mentre a Garbagnate indossavamo la divisa. A Garbagnate c\u2019era&nbsp;l\u2019ossessione di mangiare alle 6.00, di giocare alle carte, di andare a letto alle 8.00. Io non ero un giocatore di&nbsp;carte preferivo andare a dipingere al gabinetto, perch\u00e9 in camerata non potevo. C\u2019era anche molta ignoranza,&nbsp;tanti non sapevano n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere. Alla domenica prendevano di quelle sbornie, tra di essi c\u2019era anche&nbsp;un facchino, un giovane che aveva fatto la guerra; robustissimo, un po\u2019 miope, innamorato della moglie. Lei&nbsp;gli portava le torte e gli diceva in milanese \u201cTe, te sei mia gunde scrive pensar che sul ballatoio, tutte le mie&nbsp;amiche mi leggono le lettere dei loro mariti che sono all\u2019ospedale a mi anca nessun che mi scrive anca mi \u00e8&nbsp;un tuo amico che scrive par tie e die che me la macno e cos\u2019 posso dire anca mi guarda cosa me mandato mi&nbsp;mari\u201d. Quel facchino, un giorno viene da me e mi dice: \u201cvuoi un pacchetto di sigarette? Grazie ma un&nbsp;pacchetto intero \u00e8 troppo! Prendi! Prendi! Achille sei un amico \u00e8 uno di quei pacchetti che mi ha portato mia&nbsp;moglie e te lo regalo. Pian piano mi \u00e8 venuto sotto e poi mi ha detto: \u201c so che sei un intellettuale\u201d no, non&nbsp;sono un intellettuale, leggo molti giornali e libri, ma con questo non voglio dire di essere un intellettuale. \u201cIo&nbsp;sono un analfabeta, non sono capace n\u00e9 di leggere n\u00e9 di scrivere e allora m\u2019ha raccontato la storia della&nbsp;moglie che aveva grande desiderio di ricevere lettere da suo marito, cos\u00ec lei le faceva leggere alle sue amiche&nbsp;sul ballatoio di casa. Io m\u2019ero immedesimato nella parte e scrivevo lettere come se scrivessi da innamorato a&nbsp;una mia ragazza. Avevo prima chiesto al marito che mi fornisse gli elementi del carattere e dei sentimenti e i&nbsp;requisiti speciali di sua moglie e poi mi misi a scrivere. Alla domenica \u00e8 venuta questa donna con una gran&nbsp;torta: \u201c tol tuo to co a mis mi ha scritto proprio bene l\u2019\u00e8 bravo\u201d, l\u2019ho fatta vedere a tante mie amiche e&nbsp;m\u2019hanno detto che la lettera \u00e8 veramente ben scritta, diceva tutta contenta. Poi lui mi chiese di scriverne due&nbsp;la settimana, va bene ne scriver\u00f2 due la settimana: il luned\u00ec e il gioved\u00ec. Alla domenica quella donna torn\u00f2&nbsp;tutta vestita di nuovo, si vede che andava a far dei servizi e guadagnava, aveva un\u2019altra torta \u201cquesta qui te la&nbsp;dai al tuo amis\u201d disse. Andai avanti sei mesi a scrivere le lettere finch\u00e9 un bel giorno ho avuto il&nbsp;trasferimento. Quel mio amico era disperato, allora ho pensato di scrivergliene una ventina, tutte in una&nbsp;volta invece di dargliene due alla settimana perch\u00e9 avesse una scorta di lettere da spedire quando credeva.&nbsp;Le lettere le scrivevo pensando ad altre mie donne, ma poi dopo un anno lui \u00e8 stato dimesso dal sanatorio. Mi&nbsp;avevano messo in un reparto di ammalati di una certa et\u00e0 e ogni tanto ne moriva uno. Finalmente sono&nbsp;andato in una camerata dove erano tutti giovani. Era un altro mondo perch\u00e9 di sera tenevano accesa la luce&nbsp;e si poteva leggere e scrivere. Dall\u2019altra parte c\u2019erano le donne e noi aperta la finestra le chiamavamo.&nbsp;Eravamo in cinque tra i quali un marinaio che era stato nell\u2019acqua del mare per due giorni. Poi c\u2019era uno che&nbsp;durante la guerra era scappato in Svizzera, e uno che era claudicante molto ammalato che poi \u00e8 morto. Al&nbsp;suo posto era subentrato un vecchio che fumava la pipa e l\u2019ispettore, un uomo molto arcigno gliela portava&nbsp;via, mentre la suora si era dimostrata molto umana: \u201cDeve morire poveretto dateci la sua pipa, che fumi quel&nbsp;che vuole\u201d diceva. Verso sera, era d\u2019estate quando erano le otto le suore andavano in chiesa a pregare e&nbsp;allora noi con un chiavistello aprivamo una finestra tutta smerigliata e chiamavamo le donne. \u201cDonne siamo&nbsp;qui\u201d, finch\u00e9 una sera abbiamo visto tre ragazze bellissime e abbiamo chiesto \u201cTirate su la sottana\u201d. \u201cFino a&nbsp;qui\u201d? \u201cNo, pi\u00f9 in alto, ancora pi\u00f9 in alto\u201d. Noi eravamo pieni di ansia e di desiderio vedendo quelle ragazze col&nbsp;desabille che usava allora in rosa. Erano rosa loro o pi\u00f9 rosa sotto, boh! morale a un certo punto loro ci&nbsp;dissero di far vedere qualche cosa anche noi. Ma noi che cosa potevamo far vedere? Eh, eh, solo quella roba&nbsp;che avevamo all\u2019interno dei pantaloni, ma non potevamo arrivare a tanto. Allora ideammo una cosa molto&nbsp;simpatica, naturalmente l\u2019ideatore ero io. Avevamo fatto un pene di carta, un pene lungo almeno 30&nbsp;centimetri. Avevo indossato un palt\u00f2 che tenevo nell\u2019armadietto, il mio amico ha gridato \u201ctirate su le sottane,&nbsp;tirate su\u201d e loro le hanno tirate su. Ma poi loro hanno detto: \u201canche voi fateci vedere qualcosa\u201d. Io come uomo&nbsp;dovevo fare bella figura, ero montato su una seggiola per far pi\u00f9 teatro e un mio amico sotto mi slacci\u00f2 il&nbsp;palt\u00f2 mentre un altro mi estrasse quell\u2019affare di cartone e un altro ancora con una cordicella che and\u00f2 dietro&nbsp;pian piano lo alzava. Quelle donne facevano dei versi di desiderio: Uh, uh uh, allora io lo rimisi dentro i&nbsp;pantaloni e chiedevo che alzassero ancora le sottane e loro le tiravano ancora pi\u00f9 su e io risalivo sulla&nbsp;seggiola e ripetevo la scena, tiravo fuori quell\u2019affare e glielo facevo vedere un\u2019altra volta e cos\u00ec per diverse sere&nbsp;di seguito. Fatto sta che la prima sera erano in 3 poi in 12 e dopo dieci sere le abbiamo contate erano 72.&nbsp;Quel vecchio che era stato dato per spacciato disse: \u201cio sono arrivato a 72 anni ma non ho mai visto una&nbsp;cosa cos\u00ec bella. Posso morire tranquillo perch\u00e9 mi avete fatto veramente ridere.\u201d\u00bb&nbsp;Pubblico: risate, applausi&nbsp;Bene ringraziamo Paolo Nori per l\u2019interessante lettura cos\u00ec piacevole. Volevo ricordarvi l\u2019appuntamento alle&nbsp;13.00 \/13.15 direi nella hall della casa della Mercede e andremo in questo ristorante per il pranzo.<\/p>\n<p>Conferenza-Visita: Il tempio del Belvedere e la necropoli etrusca di \u201cCrocifisso del Tufo\u201d&nbsp;Claudio Bizzarri, Archeologo&nbsp;Visita guidata al Pozzo di San Patrizio ed alla Rocca dell\u2019Albornoz&nbsp;C\u2019\u00e8 un po\u2019 di vento, cercher\u00f2 di alzare la voce in maniera tale che anche chi \u00e8 nelle retrovie sia in grado di&nbsp;sentirmi. Buongiorno, innanzitutto allora siamo finalmente alla necropoli di Crocifisso nel tufo, cos\u00ec chiamato&nbsp;perch\u00e9 solo in alto nella rupe c\u2019\u00e8 una piccola cappella nella quale \u00e8 intagliato un crocefisso. Per cui l\u2019area&nbsp;nella quale ci troviamo prende questo nome dalla cappella. La cosa interessante \u00e8 che siamo per\u00f2 di fronte a&nbsp;strutture di ben altra cronologia, di ben altro periodo. Prima di scendere e di vederli un pochino da vicino&nbsp;questi monumenti funerari, siamo appunto in una necropoli, direi che \u00e8 estremamente interessante riuscire&nbsp;a capire quali sono le informazioni che riusciamo a estrapolare solo guardando. Dimenticando che sono&nbsp;etrusche, dimenticando appunto la cronologia, dimenticando qualsiasi altra cosa. Siamo di fronte a una&nbsp;struttura, a un complesso nel quale sono disposti dei monumenti che come vedete chiaramente sono tutti&nbsp;uguali, cio\u00e8 non c\u2019\u00e8 una differenziazione nelle strutture. Il massimo che viene concesso \u00e8 qualche diversit\u00e0&nbsp;nelle cornici della modanatura, ma per il resto pi\u00f9 o meno sono tutte lo stesso, tutte con le stesse&nbsp;caratteristiche architettoniche. Sono disposte su vie che si intersecano ad angoli retti, quindi un sistema&nbsp;ortogonale preciso, urbanistico in quel senso, e che se torniamo a porre questi monumenti nel loro corretto&nbsp;momento storico, sono di una incredibile attualit\u00e0. Siamo di fronte a una necropoli che va datata nella 2\u00b0&nbsp;met\u00e0 del VI secolo Avanti Cristo, pertinente chiaramente alla citt\u00e0 che stava sopra: cio\u00e8 la necropoli fuori,&nbsp;Orvieto dei vivi sopra e costruita secondo una organizzazione che ci da netta la percezione di quale era lo&nbsp;schema sociale dei vivi. Cio\u00e8 praticamente sopra la societ\u00e0 era composta da uguali, non c\u2019erano quelle grosse&nbsp;differenze che magari vediamo nelle necropoli di Cerveteri, dove abbiamo dei tunghi principeschi di&nbsp;straordinaria dimensione attorno ai quali sorgono quasi a macchia d\u2019olio pi\u00f9 piccole strutture tombali, pi\u00f9&nbsp;vicine ai tumuli pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 importanti erano anche i proprietari delle stesse tombe. Qui c\u2019\u00e8 un&nbsp;piano che, e siamo ripeto nel VI secolo A. C., \u00e8 dettato da qualcuno che deteneva il potere nella citt\u00e0, che&nbsp;poteva sedere attorno a un tavolino e decidere su una planimetria le vie, le differenti famiglie di appartenenza&nbsp;dei lotti. Perch\u00e9 qui tutto era diviso in maniera esattamente identica. Alla famiglia veniva dato un&nbsp;appezzamento di terra, su quell\u2019appezzamento di terra e non oltre poteva costruire il proprio edificio&nbsp;funerario. Spostando tutto questo nel VI secolo AC gi\u00e0 intanto l\u2019organizzazione ipodamea, come si dice&nbsp;appunto l\u2019organizzazione urbanistica che avviene in Grecia o nelle colonie Magno Greche del sud Italia del&nbsp;400 circa AC e qui ce lo abbiamo gi\u00e0 presente nel 600 non solo \u00e8 assai probabile che la necropoli assomigli&nbsp;alla citt\u00e0 dei vivi. Quindi come \u00e8 organizzata la parte bassa probabilmente, altrettanto bene, era organizzata&nbsp;la parte alta. Terzo stadio: erano, altrettanto, bene organizzate le campagne. Uno dei nomi che la citt\u00e0 di&nbsp;Orvieto ci hanno tramandato nella letteratura antica \u00e8 Oinarea, \u201cdove il vino scorre\u201d. Se una citt\u00e0 merita un&nbsp;nome del genere vuol dire che la produzione \u00e8 buona, la qualit\u00e0 \u00e8 buona e l\u2019organizzazione \u00e8 altrettanto&nbsp;buona. E l\u2019organizzazione si ha se gli appezzamenti sono giustamente divisi e sfruttati in maniera organica.&nbsp;Scenderei sotto passando da quella parte alla mia sinistra, cos\u00ec vediamo un po\u2019 come sono fatte e quali sono&nbsp;le caratteristiche di queste tombe. Questa necropoli fra l\u2019altro sembra quasi un gioco di parole per\u00f2 \u00e8 la pi\u00f9&nbsp;loquace di Etruria cio\u00e8 quella che ha concesso la possibilit\u00e0 di analizzare il maggior numero di iscrizioni di&nbsp;ogni altra necropoli etrusca. Quindi gli orvietani di Orvieto dell\u2019epoca, gli Etruschi di Orvieto sapevano bene&nbsp;come utilizzare questo grande supporto che appunto in questo caso \u00e8 la pietra ma soprattutto quella grande&nbsp;chiave che \u00e8 la scrittura. Poi vedremo che cosa significa, sotto. Qua date un\u2019occhiata a quella struttura&nbsp;verticale che \u00e8 la classica cosiddetta falsa volta, l\u2019arco non era conosciuto ma si utilizzavano strutture come&nbsp;quelle nelle quali era il peso della terra che riusciva a tenere in posizione le grandi pietre della copertura.&nbsp;Praticamente su questa struttura non abbiamo la chiave di volta, non esiste. Se nell\u2019arco togliamo la parte&nbsp;centrale, l\u2019arco con l\u2019assa qui, se togliessimo la parte sopra ora collasserebbe, ma se la tomba fosse come era,&nbsp;come queste, coperta, la struttura rimarrebbe in posto. E questa \u00e8 detta struttura a falsa volta e&nbsp;chiaramente \u00e8 un precursore dell\u2019arco.&nbsp;Int: L\u2019arco non \u00e8 stato imitato o almeno gli Etruschi lo avevano a Roma la Cloaca Massima.&nbsp;Uno dei primi per\u00f2. La Cloaca Massima per\u00f2 come la vediamo oggi \u00e8 un rifacimento molto pi\u00f9 tardo.&nbsp;Int: cio\u00e8\u2026&nbsp;D: L\u00ec siamo come la vediamo da fuori e quello \u00e8 Augusteo forse come arco come impostazione della Cloaca&nbsp;Massima siamo nel VI secolo.&nbsp;R: S\u00ec&nbsp;D: perch\u00e9 sono i Tarquini praticamente&nbsp;R: infatti che erano etruschi&nbsp;Esatto. Sicuramente. Oh qui vediamo come erano chiuse le nostre tombe che seguivano un sistema&nbsp;abbastanza complicato, non c\u2019era solo un lastrone, c\u2019erano una serie di apprestamenti funzionali al riutilizzo&nbsp;se vogliamo cos\u00ec dire. Chiaramente sono tombe per il nucleo familiare. Cio\u00e8 qui abbiamo due banchine&nbsp;all\u2019interno e normalmente era una deposizione di inumati cio\u00e8 non incinerati anche se il rito qui a Orvieto era&nbsp;doppio. Cio\u00e8 inumazione e incinerazione nel tempo stesso. Le banchine sono chiaramente per la coppia&nbsp;maritale, il pater familias e la mater familias che vanno inseriti nella speranza loro chiaramente in momenti&nbsp;diversi. Cio\u00e8 se la tomba fosse stata utilizzata nello stesso momento erano veramente sfortunati, perch\u00e9 vuol&nbsp;dire che erano morti tutti e due esattamente nello stesso momento. Per cui bisognava ideare un sistema di&nbsp;riapertura. Questo lastrone che vedete cos\u00ec spostato \u00e8 probabilmente come veniva riutilizzato, cio\u00e8 in origine&nbsp;questa era immaginato verticale appoggiato a quel primo architrave, poi c\u2019era un\u2019intercapedine di terra e&nbsp;all\u2019esterno un piccolo muro a blocchetti, come questi, che dava pi\u00f9 o meno l\u2019idea della struttura generale&nbsp;della tomba stessa. Il dato archeologico estremamente importante qual \u00e8? Che n\u00e9 la terra che stava fra le due&nbsp;strutture, gli archeologi, questa \u00e8 stata scavata in massima parte attorno agli anni 60, 1960 quindi&nbsp;abbastanza recentemente. In questa intercapedine sono stati recuperati moltissimi frammenti ceramici di&nbsp;epoca villanoviana. Quindi precedente agli Etruschi, che significa? Significa che o venivano da sopra questi&nbsp;frammenti, quindi l\u2019insediamento villanoviano stava sopra e man mano sono caduti dei pezzi o e la cosa assai&nbsp;pi\u00f9 probabile che qui fosse la necropoli precedente a questa e il terrazzamento, la struttura a terrazze&nbsp;artificiale cos\u00ec ha distrutto in parte la necropoli precedente. Fino ad un certo punto perch\u00e9 l\u00ec vedete che gi\u00e0&nbsp;compare la roccia naturale cio\u00e8 quell\u2019enorme gradone \u00e8 del tutto naturale. O meglio \u00e8 naturale fino ad un&nbsp;certo punto. Perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 assai probabile che proprio quella zona l\u00ec sia la zona della cava cio\u00e8&nbsp;prendevano il tufo dalla rupe e costruivano qui. Probabilmente loro hanno fatto poi questo enorme gradone&nbsp;in maniera tale che ci fosse sempre e comunque una difficile accessibilit\u00e0 alla citt\u00e0 stessa. Perch\u00e9 qual era, e&nbsp;le fonti stesse ci danno Orvieto come utilizzo il greco avere una via esodos cio\u00e8 un\u2019unica via d\u2019accesso. Porto&nbsp;maggiore, via della cava che sta in quella direzione, tutto il resto era diciamo cos\u00ec, naturalmente fortificato. E&nbsp;questa era una delle poche caratteristiche che pone Orvieto un po\u2019 come una mosca bianca all\u2019interno&nbsp;dell\u2019Etruria meridionale, del paesaggio del tufo tutte le altre citt\u00e0 che sono sul tufo hanno comunque un&nbsp;collegamento, una sella che le collega al sistema collinare circostante. Per Orvieto questo manca e&nbsp;chiaramente ne faceva ancora pi\u00f9 appetibile la parte alta del resto in effetti. Se possiamo andare avanti in&nbsp;tanto magari che camminiamo vedete questo sistema ortogonale a cui facevo riferimento prima. E\u2019 perfetto \u00e8&nbsp;preciso. Gli Etruschi hanno mutuato molto delle loro conoscenze nel dividere gli spazi dalla disciplina&nbsp;religiosa, in pratica era assai importante suddividere il cielo in settori attraverso i quali l\u2019esame degli eventi&nbsp;che avvenivano in quei settori davano indicazioni per non predirre il futuro ma per vedere se alcune delle loro&nbsp;domande fossero o meno accettate positivamente agli dei. Cio\u00e8 io debbo andare a fondare la citt\u00e0 di Chiusi,&nbsp;prendo un auspicio e infatti e questo che avviene; guardo il volo degli uccelli, per\u00f2 per sapere questi uccelli&nbsp;da dove vengono devo essere in grado di avere gi\u00e0 suddiviso la parte alta. Se ho suddiviso bene il cielo&nbsp;chiaramente posso altrettanto bene suddividere la terra. E qui ne abbiamo uno dei pochi chiari chiarissimi&nbsp;esempi, che \u00e8 per quanto riguarda l\u2019Etruria forse \u00e8 veramente una delle organizzazioni pi\u00f9 chiare. Da dove&nbsp;viene il tipo di tomba? Da Cerveteri., alla fine appunto del VI cambia il suo sistema anche per problemi di&nbsp;spazio e pone delle strutture come queste, quindi a schiera, sulle vie sepolcrali. Chi va oggi a Cerveteri vedr\u00e0&nbsp;che esistono entrambe le situazioni, il grande tumulo ma anche la disposizione cos\u00ec estremamente&nbsp;organizzata e corretta. Mentre camminiamo controllate sempre questa unica variante che sta per esempio,&nbsp;qui abbiamo una sorta di listello l\u00ec c\u2019\u00e8 un becco di civetta c\u2019\u00e8 un toro questo \u00e8 il massimo che veniva&nbsp;concesso. Perch\u00e9 vedete che in effetti altrimenti le tombe sono veramente pi\u00f9 o meno tutte uguali senza&nbsp;grosse diversificazioni e ogni architrave, qui ci fermeremo poi magari scendendo su una pi\u00f9 chiara come&nbsp;vedete su quasi ogni architrave l\u00ec \u00e8 di restauro c\u2019\u00e8 l\u2019iscrizione. Un\u2019iscrizione che ci riporta al proprietario,&nbsp;normalmente e di norma \u00e8 un padronimico cio\u00e8 \u00e8 il maschio che lascia la tomba come firma sulla tomba&nbsp;diciamo talora \u00e8 un matronimico e questo ci da anche l\u2019idea dell\u2019importanza che gi\u00e0 il ruolo della donna nella&nbsp;societ\u00e0 Etrusca era notevole. E che era visto dai greci in maniera estremamente negativa. Greci e Latini&nbsp;dicono che gli Etruschi, la donna Etrusca era forte nel bere, facile di costumi, una visione estremamente&nbsp;negativa della donna Etrusca.&nbsp;\u2013 per invidia&nbsp;-Probabilmente s\u00ec&nbsp;\u2013 Ma mi dica la pietra tombale \u00e8 un po\u2019 come quella di Crespo, NO? Che usava allora anche magari pericoli&nbsp;gi\u00e0 nella tomba&nbsp;-spesso e volentieri&nbsp;Una delle caratteristiche delle nostre iscrizioni, perlomeno quel crocefisso nel tufo \u00e8 la presenza delle prime&nbsp;due lettere che di norma sono sempre uguali. Qui ce n\u2019\u00e8 abbiamo una appunto, silistroza e inizia con una M&nbsp;ed una I perch\u00e9 \u00e8 il monumento che parla, cio\u00e8 \u00e8 la tomba che dice io sono la tomba di e poi segue la parte in&nbsp;genitivo. Facciamo il giro di l\u00e0.&nbsp;Qui abbiamo una delle poche tombe come dire diversa rispetto alla norma perch\u00e9 a doppia camera, quindi di&nbsp;un elemento probabilmente della societ\u00e0 piuttosto rilevante. Il restauro come vedete \u00e8 da alcuni punti di vista&nbsp;discutibile per\u00f2 da altri devo dire che staccando nettamente fra 30 anni non avremo grossi problemi a&nbsp;riconoscere quale \u00e8 la pietra vecchia e quella nuova, per cui io utilizzerei anche il mio punto di vista:&nbsp;cemento, brutalizzando. Spesso e volentieri fare le cose troppo simili all\u2019antico fra breve con i licheni i muschi&nbsp;perdiamo completamente quella che \u00e8 la cognizione di ci\u00f2 che era vecchio e di ci\u00f2 che \u00e8 nuovo.&nbsp;E l\u00ec vedrete alcuni degli elementi che vengono dai corredi di queste tombe. In massima parte fra l\u2019altro&nbsp;ceramica Attica cio\u00e8 di importazione direttamente da Atene in Etruria tanto che nell\u2019etruscologia del passato&nbsp;c\u2019era stato un grosso dibattito riguardo al fatto che alcuni dei vasi di provenienza ateniese erano stati&nbsp;identificati come vasi etruschi. Proprio perch\u00e9 c\u2019abbiamo in Etruria il maggior numero assoluto di&nbsp;produzione, di rinvenimento. Perch\u00e9, perch\u00e9 erano beni suntuari estremamente ricercati che venivano poi&nbsp;tesaurizzati nelle tombe. E\u2019 chiaro che una struttura come questa protegge, se il pezzo invece utilizzato in&nbsp;ambito urbano cittadino normalmente viene spezzato e viene perso perlomeno frammentato. Le tombe da&nbsp;questo punto di vista sono estremamente come dire protettrici ed \u00e8 anche questo uno dei motivi per i quali&nbsp;fino all\u2019800 ma direi fino alla met\u00e0 del \u2018900 anche dal punto di vista degli archeologi professionisti si \u00e8&nbsp;sempre preferito scavare tombe piuttosto che abitati. Perch\u00e9? Perch\u00e9 davano dei vasi belli ecco. Dal punto di&nbsp;vista del bello, dal punto di vista invece storico chiaramente scavato un settore della necropoli pi\u00f9 o meno&nbsp;l\u2019informazione che ne dovevamo prendere si conoscono. Da questa, da questa situazione possiamo trarre altri&nbsp;elementi piuttosto interessanti se guardiamo questa iscrizione per esempio che possiamo leggere&nbsp;tranquillamente, dice AISIAS vediamo che c\u2019ha delle caratteristiche diverse rispetto a quelle che vediamo per&nbsp;esempio in quella di fronte per quanto \u00e8 frammentaria, l\u00ec manca il MI, su quella porzione no che c\u2019abbiamo e&nbsp;poi AVELES FLUSENAS. \u201cIo sono la tomba di Aulo Flusenas\u201d. Qui il MI non c\u2019\u00e8, qui la pietra \u00e8 integra il MI \u00e8&nbsp;sparito. L\u2019iscrizione \u00e8 estremamente pi\u00f9 corta, non \u00e8 bimembre come quella, cio\u00e8 non c\u2019ha il gentilizio e il&nbsp;prae nomen ma non solo le lettere sono pi\u00f9 alte rispetto a quelle, sono leggermente pi\u00f9 incavate. Da un&nbsp;punto di vista archeologico per\u00f2 c\u2019\u00e8 un altro elemento che potremo raggiungere. Io quasi, quasi vi farei&nbsp;lavorare anche a voi e vi chiederei quale \u00e8 l\u2019elemento che a noi ci pu\u00f2 far pensare che qualcosa sia accaduta?&nbsp;C\u2019\u00e8 si vede, \u00e8 netto. Uno dice grazie tu lo sai. No, AI \u00e8 sempre sinistrosa quindi va bene, come va bene&nbsp;quella. C\u2019\u00e8 un elemento fisico \u00e8 al limite dell\u2019architrave, non al centro per\u00f2 anche quello \u00e8 abbastanza alto&nbsp;per\u00f2 li dipendeva dal tipo di modulo che utilizzavano, nel momento stesso in cui andavano a erigere il&nbsp;monumento.&nbsp;Se confrontiamo questo spazio da qui fino a laggi\u00f9 ecco che pi\u00f9 o meno c\u2019abbiamo la formula bimembre.&nbsp;Quindi qui che cosa \u00e8 accaduto assai probabilmente, che il proprietario di questa tomba, questa \u00e8 una delle&nbsp;ipotesi, \u00e8 caduto in disgrazia rispetto alla comunit\u00e0 per cui \u00e8 in corso in quella che noi chiamiamo una&nbsp;damnazio memorie, praticamente ci\u00f2 che ricordava lui, addirittura il nome che lo riguarda va cancellato e va&nbsp;cancellato e sostituito, come in questo caso, con una formula nella&nbsp;quale troviamo Ais Dio la divinit\u00e0 in genere..&nbsp;[\u2026] prima della cottura quindi un foro volontariamente portato su un vaso, ora l\u2019unico momento in cui noi&nbsp;vogliamo un vaso con un foro sul fondo \u00e8 un tipo di vaso che utilizziamo per le libagioni alle divinit\u00e0 infere,&nbsp;quindi probabilmente chi stava sepolto qui dentro, o almeno uno dei proprietari era in qualche maniera&nbsp;correlato al mondo della religione, quindi forse un prete, traducendo e brutalizzando, o sicuramente un&nbsp;sacerdote, che forse proprio per le sue caratteristiche sar\u00e0 andato in contrasto con quelli che erano i dettami&nbsp;della citt\u00e0 e per questo cancellato. Qui accanto per\u00f2 c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa estremamente interessante; \u00e8 questa&nbsp;piccola tomba a pozzetto, cio\u00e8 qui sotto c\u2019era la deposizione del cinerato, coperta con un semplicissimo&nbsp;grosso blocco in nenfro, che \u00e8 questo, che \u00e8 da datare a qualche decennio prima del monumento che sta l\u00ec,&nbsp;all\u2019interno. Che cosa \u00e8 accaduto possiamo anche ricostruito abbastanza facilmente;:la famiglia alla quale&nbsp;premuore una donna, forse la nonna se \u00e8 giusto il discorso del decennio, ha gi\u00e0 lo spazio destinato per la sua&nbsp;tomba, chiaramente la nonna, muore prima la nonna\u2026 l\u2019ava, del momento in cui sono in grado di costruire&nbsp;la tomba, e la deposizione in questa tomba a pozzetto, chiaramente facendo questo sfruttano una parte dello&nbsp;spazio a loro disposizione, non hanno potuto mutare il progetto perch\u00e9 ogni lotto \u00e8 dato in maniera&nbsp;estremamente precisa. Allora che hanno fatto, di l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 l\u2019accesso della tomba \u00e8 regolare da questa parte&nbsp;ne manca una fetta perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 stato utilizzato lo spazio, questo da anche l\u2019idea di come fossero&nbsp;estremamente precisi, talora. Adesso non lo vediamo perch\u00e9 credo siamo in una delle vie sbagliate, ci sono&nbsp;dei piccoli blocchetti in tufo in basso,probabilmente erano quelli su qui venivano piazzati i marcapiani e le&nbsp;praline che davano poi la regolarizzazione all\u2019impianto che rimangono ancora ben visibili. Questo ci da&nbsp;appunto un\u2019 idea di estrema precisione che \u00e8 stata adottata nello stendere i monumenti funerari, nel&nbsp;permettere determinanti varianti, e quindi nell\u2019organizzazione sociale che troviamo sopra. I cippi che vedete,&nbsp;eccoli l\u00e0 per esempio, sopra gli architravi e sopra le tombe, e che spesso e volentieri trovate in basso sono&nbsp;correttamente posti se li guardate sopra, se li trovate in basso chiaramente sono crollati abbasso e&nbsp;all\u2019interno. Passando vedremo il settore di necropoli che \u00e8 stato lasciato visibile degli scavi dell\u2019800, e l\u00ec&nbsp;vedete che c\u2019\u00e8 un diversit\u00e0 netta, qui le tombe come ben vedete sono ben coperte in piano, le tombe dell\u2019800&nbsp;hanno il tumulo, perch\u00e9 nell\u2019800 non poteva esistere secondo l\u2019erudizione dell\u2019epoca tomba etrusca che non&nbsp;avesse un tumulo, quindi anche se in realt\u00e0 non c\u2019era ce l\u2019hanno costruito, quindi a questo punto diventa un&nbsp;elemento che va protetto anche quello perch\u00e9 si \u00e8 storicizzato nel tempo chiaramente, per cui questa zona di&nbsp;necropoli rester\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8 mentre queste sono state filologicamente e correttamente ricostruite a tetto&nbsp;piano, perch\u00e9? Perch\u00e9 forse la parte alta poteva servire anche per una serie di cerimonie da destinare al&nbsp;defunto che avvenivano a scadenze ben precise. Forse ci conviene ripassare di l\u00e0.&nbsp;Pubblico: Io ho una domanda. Se una persona era tanto invisa, a quanto pare questa qui, perch\u00e9 non la si&nbsp;portava fuori, giacch\u00e9 scarseggiava lo spazio e non sapevano dove mettere\u2026&nbsp;Bizzarri: Questa \u00e8 una buona domanda, sarebbe stato bello esserci nel VI\u00b0 a.C. Forse era una questione di&nbsp;propriet\u00e0 privata, cio\u00e8 la tomba era comunque propriet\u00e0 sua, potrebbe anche essere accaduto, questo non&nbsp;l\u2019ho detto, che la tomba fosse stata riempita da un tumulo, in quel caso andiamo di fronte ad un altro tipo di&nbsp;rituale che \u00e8 quello del fulgor conditum, che \u00e8 il seppellimento rituale del fulmine, che di norma avviene se&nbsp;una statua \u00e8 stata colpita, va sepolta la statua, in questo caso la tomba dovrebbe essere stata colpita e, in&nbsp;qualche modo, ne va bloccato l\u2019uscio. Chiaramente siamo sempre e comunque sull\u2019ipotesi.&nbsp;Da quella parte era l\u2019unico acceso monumentale alla citt\u00e0, quindi si scendeva da l\u00e0 e si percorrevano le balze&nbsp;di tufo, forse proprio anche sopra quel grosso dente e poi si scendeva alla necropoli stessa che come dicevo&nbsp;prima esiste anche sotto i nostri piedi, non sappiamo esattamente quanto si sviluppi verso valle, sappiamo&nbsp;sicuramente che sono stati trovati altri tre lotti tutto attorno alla rupe, sia a sud sia in altre aree pi\u00f9 limitate.&nbsp;Quindi ci d\u00e0 anche l\u2019indicazione che per quanto riguarda questo gi\u00e0 siamo intorno al centinaio di gentilizi.&nbsp;Quindi un centinaio nella zona, non solo quella visibile ma anche quella che \u00e8 stata scavata nel 800 e poi&nbsp;ricoperta, quindi un centinaio di famiglie, se il dato lo aumentiamo per quella che \u00e8 la reale estensione della&nbsp;metropoli arriviamo a qualche migliaio probabilmente. Diamo un\u2019occhiata a questa famosa necropoli&nbsp;dell\u2019800, poi ci dirigiamo di nuovo verso l\u2019autobus, se no ci lasciano a piedi.&nbsp;P. : Per tutto il tempo etrusco \u00e8 stata utilizzata questa necropoli?&nbsp;B.: S\u00ec, diciamo fino al 264 a.C.&nbsp;P. : E gi\u00e0 dall\u2019inizio?&nbsp;B. : Sicuramente c\u2019\u00e8 gi\u00e0 nell\u2019epoca villanoviana, e la reale consistenza purtroppo, della necropoli villanoviana&nbsp;non l\u2019abbiamo perch\u00e9 in parte \u00e8 stata distrutta da questo terrazzamento.&nbsp;P. :Venivano sepolti tutti gli etruschi o dipendeva anche dal ceto?&nbsp;B.: Esclusivamente dal ceto, noi qui abbiamo solo una fascia: la pi\u00f9 alta.&nbsp;P.: E il ceto minore, diciamo?&nbsp;B.: Di quello abbiamo pochissima visibilit\u00e0, c\u2019\u00e8 in qualche caso\u2026&nbsp;I.: C\u2019era un serpente.&nbsp;C\u2019\u00e8 una bellissima tomba che \u00e8 conservata al Museo Archeologico Nazionale del IV\u00b0 secolo, quindi duecento&nbsp;anni dopo questa necropoli, del territorio una tomba dipinta nella quale c\u2019\u00e8 tutta la serie di schiavi che&nbsp;stanno lavorando per la preparazione di un banchetto ed ogni figura di questi\u2026 lavoranti ha accanto&nbsp;un\u2019iscrizione con il nome e questo ci da anche il livello di familiarit\u00e0 che c\u2019era con le classi subalterne&nbsp;all\u2019epoca e questo \u00e8 un grosso problema per Orvieto, cio\u00e8 Roma interviene nel 264 a.C. chiamata dalla classe&nbsp;aristocratica orsiniese perch\u00e9 secondo la loro ottica i servi, o meglio i keta utilizzano il termine greco, si&nbsp;stavano organizzando per prendere il potere, avevano gi\u00e0 ottenuto una serie di vantaggi, che era la possibilit\u00e0&nbsp;di matrimoni misti per esempio, e arrivavano a raggiungere cariche sociali che mettevano in pericolo quello&nbsp;che era l\u2019ordine stesso. Per quanto riguarda la classe aristocratica che in quel caso era filoromana gi\u00e0, quindi&nbsp;nel 264 a.C. arrivano i Romani stringono d\u2019assedio la citt\u00e0, due anni \u00e8 durato l\u2019assedio, possiamo ben&nbsp;immaginare che cosa abbiano fatto i romani durante questi due anni. Beh, innanzi tutto depredare le tombe&nbsp;che erano visibili, alla base, quindi \u00e8 assai probabile che molto dei corredi sia gi\u00e0 sparito in antico, anche&nbsp;perch\u00e9 di norma abbiamo purtroppo questa scala: prima spariscono i metalli, che sono la cosa pi\u00f9&nbsp;importante; poi le ceramiche di importazione, quindi ceramiche attiche, corinzie ecc. ecc. ; e a noi un po\u2019&nbsp;rimane lo scarto, brutalizzando, o le tombe cosiddette vergini, nel senso che non sono state visitate n\u00e9 in&nbsp;antico, e n\u00e9 dai tombaroli, i nostri clandestini che purtroppo avevano scoperto molto presto, che queste&nbsp;tombe fatte cos\u00ec a schiera sono facilissime da depredare perch\u00e9 basta fare un pozzo verticale in&nbsp;corrispondenza di una di queste tombe, scendere nella camera e poi bucare le pareti, che sono sempre in&nbsp;tufo e si smontano addirittura, proprio ed \u00e8 possibile passare dalla camera iniziale a tutte le altre in fila&nbsp;riutilizzando un unico accesso verticale. Questo che cosa comporta, dal punto di vista archeologico \u00e8 un&nbsp;incubo perch\u00e9 si spostano materiali dalle camere, man mano e quindi si mischiano i corredi, c\u2019\u00e8 una vera&nbsp;baraonda. Dal punto di vista archeologico \u00e8 proprio ripeto, un incubo. Spesso \u00e8 volentieri magari lasciando o&nbsp;spezzando alcune delle parti del corredo perch\u00e9 magari non passano per il condotto verticale. Pi\u00f9 volte si&nbsp;sono trovate all\u2019interno di una camera delle vere montagne di cocci portati appunto dalle altre camere, e&nbsp;questo l\u2019hanno capito benissimo i tombaroli. Ma lo stesso metodo purtroppo \u00e8 stato utilizzato dagli&nbsp;\u201carcheologi\u201d della fine dell\u2019800, stesso identico metodo perch\u00e9 costava poco e soprattutto perch\u00e9 era volto&nbsp;all\u2019acquisizione di materiali da vendere, e cos\u00ec che moltissime delle collezioni all\u2019estero sono state&nbsp;regolarmente acquistate, cio\u00e8 lo stato dava il permesso di esplorare per vendere, quindi questa era una&nbsp;pratica non clandestina ma regolare, il problema ripeto era che avveniva in una maniera del tutto caotica,&nbsp;spesso e volentieri se abbiamo tombe magari come quella che vedete l\u00ec che ha sembra una posizione&nbsp;ribassata rispetto alle altre \u00e8 accaduto qualche volta che il tunnel di collegamento sia passato sopra la tomba&nbsp;e non abbia intercettato la camera o che la camera avesse gi\u00e0 la volta crollata, chiaramente quel crollo se era&nbsp;avvenuto in antico aveva protetto tutto ci\u00f2 che era all\u2019interno e in quel caso con lo scavo moderno \u00e8 stato&nbsp;possibile recuperare una gran massa di informazioni soprattutto perch\u00e9 ci da un idea di una societ\u00e0. Tutti&nbsp;avevano lo stesso tipo di corredo, pi\u00f9 o meno, le armi erano quasi tutte relative all\u2019organizzazione politica,&nbsp;non era pi\u00f9 l\u2019idea del guerriero omerico che andava in battaglia e combatteva contro il suo pari magari&nbsp;arrivava con il suo carro scendeva faceva il duello e poi se ne tornava via, ma era la schiera politica, la&nbsp;schiera di cittadini della citt\u00e0 cha avanzava scudo sulla sinistra e lancia sulla destra. Chiaramente se io ho lo&nbsp;scudo a sinistra e la lancia sulla destra ho il mio fianco destro che \u00e8 aperto e scoperto ma c\u2019era il mio collega&nbsp;accanto che con il suo scudo copriva anche la parte mia e questa organizzazione profondamente politica, da&nbsp;quel punto di vista, che \u00e8 possibile riscontrare all\u2019interno di questi sepolcri, la cosa interessante \u00e8 che c\u2019\u00e8&nbsp;anche tutto un armamentario per la cottura delle carni, dalle gratelle agli spiedi, alle molle per muovere i&nbsp;tizzoni ardenti che normalmente \u00e8 stato sempre interpretato come un elemento pertinente al mondo&nbsp;femminile, invece \u00e8 assolutamente il contrario era proprio pertinente al mondo maschile, cio\u00e8 era l\u2019uomo che&nbsp;faceva ritualmente la ridistribuzione della dieta carnea, quindi estremamente importante, in quel momento,&nbsp;che fosse il pater familias questo tipo di azione come il discorso della grattugia, sono presenti delle grattugie&nbsp;in bronzo che finch\u00e9 si erano trovate si \u00e8 sempre detto: grattugia, tomba femminile; contrario, grattugia&nbsp;tomba maschile. Perch\u00e9 la preparazione del vino, cosa che presumo nessuno di noi vorrebbe provare oggi,&nbsp;era di un complesso eccezionale. Omero stesso ci riporta per esempio che per Macaone si prepara un vino, il&nbsp;vino di Bramnos, estremamente ricercato mischiando il vino stesso, farina di miglio e formaggio di capra che&nbsp;veniva appunto grattato all\u2019interno del vino stesso, per cui la funzione anche di colini che troviamo in tanti&nbsp;corredi d\u00e0 bene l\u2019idea. Questo era un vino estremamente pesante, vischioso che andava necessariamente&nbsp;colato perch\u00e9 era semiliquido e anche estremamente potente; la miscelazione nei grossi crateri avveniva&nbsp;sempre con vino ed acqua, vino puro assoluto non veniva mai bevuto.&nbsp;I.: Mi scusi farina di cosa?&nbsp;B.: Di miglio, \u00e8 una pianta. Immagino che bont\u00e0 che fosse.&nbsp;Allora abbiamo visto l\u2019esterno della citt\u00e0, con la necropoli siamo rientrati dentro ma non siamo entrati nella&nbsp;citt\u00e0 ancora perch\u00e9 il santuario del Belvedere, questo tempio, assai probabilmente \u00e8 da collocare ai margini&nbsp;esterni della citt\u00e0 stessa, cio\u00e8 non siamo dentro l\u2019abitato, questa \u00e8 una cosa che va ricordata, la struttura che&nbsp;vedete qui scavata tra l\u2019altro di nuovo attorno agli inizi, a pi\u00f9 riprese, dell\u2019800 primi inizi dell\u2019900 riporta un&nbsp;tipo di struttura templare che \u00e8 quella canonica vitruviana. Vitruvio scrive nel I\u00b0 secolo a.C. ci dice come&nbsp;doveva essere fatto un tempio etrusco e qui troviamo esattamente tutti i suoi canoni, devo dire che forse li&nbsp;troviamo anche troppo esatti, cio\u00e8 c\u2019\u00e8 forte sospetto che chi ha curato il restauro delle struttura rinvenute,&nbsp;abbia un po\u2019 mosso a seconda di quello che necessitava. Se guardate la planimetria che avete nella fotocopia&nbsp;e orientandola l\u2019abbiamo il gorgoneio, la grossa faccia della Gorgone, verso il tempio, vedete che in realt\u00e0&nbsp;alcune delle strutture che sono i dati di scavo, sono ben diverse da quelle che abbiamo qui davanti ai nostri&nbsp;occhi. \u00c8 comunque un tempio di tipo etrusco italico, cio\u00e8 rispetto alle strutture templari greche questo si&nbsp;pone con una frontalit\u00e0 incredibile, cio\u00e8 qui l\u2019accesso, che tra l\u2019altro non era consentito ai fedeli ma&nbsp;solamente alla classe sacerdotale, avveniva da qui, da questa scalinata. \u00c8 difficile leggerlo sulla planimetria&nbsp;e lo vedremo magari poi sulle rovine stesse, le colonne solo davanti, nel tempio greco, la peristasi corre tutta&nbsp;intorno, qui abbiamo colonne sulla fronte, scalata d\u2019accesso sulla fronte, celle per le divinit\u00e0 sul retro e sul&nbsp;retro si trova anche un muro che chiudeva, faceva da sfondo, quindi non c\u2019era quella assolutamente quella&nbsp;idea di perforazione degli spazi che invece abbiamo con una bella selva di colonne alla greca, colonne che qui&nbsp;probabilmente erano in legno come in quasi tutti i templi etrusco italici rivestiti di stucco estremamente&nbsp;colorato, questo \u00e8 immaginato come un tempio molto, molto colorato. Gli etruschi utilizzavano la terra cotta&nbsp;in maniera incredibile e ne avete qui due esemplari e erano arrivati ad un livello che non ha nulla da&nbsp;invidiare alla realizzazione in marmo.&nbsp;I.: Che colori usavano?&nbsp;B.:Che tipo di colori?&nbsp;I.:Naturali\u2026&nbsp;B.: Son tutti naturali, meno uno che \u00e8 l\u2019azzurro.&nbsp;I.: Lapislazzulo.&nbsp;B.:E\u2019 detto lapislazzulo in realt\u00e0 \u00e8 una fritta egiziana, praticamente \u00e8 il risultato di una semicottura del&nbsp;cobalto che poi vira sull\u2019azzurro. Si era pensato al lapislazulo, magari sarebbe stato un dispendio incredibile&nbsp;costosissimo, in realt\u00e0 \u00e8 la cosiddetta fritta egiziana che \u00e8 la stessa pi\u00f9 o meno che serve per fare la faillance,&nbsp;come tipo di materiale. Il gorgoneion che avete qui in lato nella fotocopia dovete immaginare disposto alla&nbsp;parte pi\u00f9 alta della travatura del tetto cio\u00e8 dove le due falde si congiungevano, il tempio etrusco italico ha la&nbsp;massima parte della struttura in legno e quindi ha bisogno assoluto di copertura, di protezione. La terra&nbsp;cotta \u00e8 perfetta, perch\u00e9 intanto uno la fa e la plasma a dimensione a poi con dei semplici chiodi la fissa al&nbsp;legno che sta dietro, quindi avevamo tutta una serie di decorazioni e che quindi vedremo dopo una serie di&nbsp;questi esemplari, se andrete tra l\u2019altro alla fondazione lo vedrete dal vivo. Ma quello che mi premeva&nbsp;sottolineare \u00e8 che questo gorgoneoin, cio\u00e8 questo viso di Medusa\u2026&nbsp;I.: E\u2019 quello che si trova presso la\u2026 fondazione?&nbsp;B.: Esattamente, esattamente per\u00f2 bisogna vedere se la fondazione ha quello di Coenicella.&nbsp;B.: Vale la pena da quel punto di vista perch\u00e9\u2026&nbsp;I::Possiamo ritornare perch\u00e9 \u00e8 molto bello e perch\u00e9 gli etruschi, non so chi di voi \u00e8 stato a Villa Giulia, a&nbsp;Roma, ecco c\u2019\u00e8 tutta una bacheca, anzi una stanza molto grande che \u00e8 dedicata alla ritrattistica.&nbsp;B.: Basta pensare al Bruto Capitolino, quella testa in bronzo che \u00e8 stata attribuita a Bruto uno dei fondatori&nbsp;della repubblica romana, che assai probabilmente in realt\u00e0 \u00e8 un\u2019opera etrusca e ha dei caratteri ricollegabili&nbsp;a quello che \u00e8 l\u2019assetto fisiognomico proprio del personaggio.&nbsp;Per quanto riguarda la testa di Medusa invece, dobbiamo andare a pescare il prototipo in un ambiente&nbsp;estremamente elitario, qui siamo assai probabilmente in una temperie di produzione attica, cio\u00e8 pensate&nbsp;addirittura a Fibia per quanto riguarda il gorgoneion che sta sullo scudo o sull\u2019egida di Atena Partenos,&nbsp;quindi siamo alla fine del V\u00b0 secolo grosso modo e difatti la massima parte della regolazione di questo tempio&nbsp;proprio a quel momento va riferita. Se guardate, tra l\u2019altro credetemi sulla parola, questo \u00e8 un tipo di&nbsp;gorgoneion cos\u00ec definito bello, per quanto capisco che possa sembrare strano, gorgoneion \u00e8 praticamente la&nbsp;faccia della Gorgone, di Medusa, che sta, immaginate la punta, nella parte pi\u00f9 alta del tempio con questo&nbsp;grosso valore apotropaico. Qual \u00e8 la caratteristica della Gorgone, \u00e8 quella di tramutare in pietra chiunque&nbsp;avesse avuto la sventura di guardarla dritta negli occhi, quindi quale migliore protezione contro la sfortuna o&nbsp;contro qualsiasi tipo di influsso malefico a chi si avvicinava ala tempio. Ce l\u2019avevano l\u00ec, come dicevo prima,&nbsp;estremamente colorata, per esempio se guardate le zanne gi\u00e0 si capisce che c\u2019hanno una colorazione diversa&nbsp;anche se qui chiaramente \u00e8 in bianco e nero, le zanne e i denti sono bianchi candidi, la lingua e le labbra&nbsp;sono rosso fuoco, c\u2019\u00e8 proprio questo stacco cromatico notevole. Ci rimangono purtroppo pochi dei serpenti&nbsp;che aveva attorno alla testa, ma quello che \u00e8 interessante \u00e8 che \u00e8 opera che si ispira alla Grecia, ma l\u2019artista&nbsp;estrusco qui qualcosa di suo ce l\u2019ha messo. Se guardate il modellato della carne vedete che \u00e8 abbastanza&nbsp;gonfio, con dei piani che sono cos\u00ec smussati, gentili passano in maniera quasi impercettibile dall\u2019uno&nbsp;all\u2019altro, sulla fronte c\u2019\u00e8 un colpo di stecca che non dico rovina il tutto ma che sicuramente da una cifra&nbsp;negativa a questa impostazione, questo \u00e8 il colpo di stecca di cui chiaramente dopo aver utilizzato il pezzo&nbsp;come i greci lo avevano pensato, d\u00e0 una sorta di firma etrusca, questo colpo di stecca da ancora di pi\u00f9, se&nbsp;vogliamo, d\u00e0 questo aspetto infero alla stessa gorgone. La testa di vecchio che vedete pi\u00f9 in basso, ritengo&nbsp;uno dei pezzi pi\u00f9 belli che sono stati trovati qui ad Orvieto, molto\u2026 tra l\u2019altro credo al Museo Archeologico&nbsp;Nazionale non alla collezione Faina, sono conservate le terracotte di via San Leonardo.&nbsp;P.: Accanto al Duomo.&nbsp;B.: Accanto\u2026 guardando il Duomo a destra, c\u2019\u00e8 una testa di Zeus Tinia, se vogliamo utilizzare il nome&nbsp;etrusco, che \u00e8 veramente fibica, bellissima, un pezzo estremamente elevato. Qui per\u00f2, per quanto quella di&nbsp;Zeus da San Leonardo sia impassibile, qui abbiamo esattamente il contrario, faceva parte della decorazione&nbsp;del frontone, quindi probabilmente di una scena figurata che faceva riferimento al mito greco, quale mito&nbsp;purtroppo non lo sappiamo, perch\u00e9 purtroppo, ripeto, i pezzi sono stati trovati in maniera confusa, non ce li&nbsp;abbiamo tutti, ma solo dall\u2019esame di questo pezzo \u00e8 evidente che il pezzo sia estremamente elevato, guardate&nbsp;le dita che arricciolano la barba, o anche la stressa idea delle labbra appena socchiuse che lasciano&nbsp;intravedere i due incisivi spaziati addirittura, e gli occhi sono leggermente strabici se li guardate a distanza, e&nbsp;il fatto che sia appunto una persona anziana \u00e8 dato dalla calvizie, dalle rughe che sono molto attentamente&nbsp;riportate \u00e8 un pezzo estremamente elevato e probabilmente se vi immaginate in questo contesto abbiamo&nbsp;quindi un mito greco in un tempio che si pone nelle immediate vicinanze della rupe, visibile probabilmente&nbsp;anche da sotto, questo chiaramente \u00e8 tutto moderno purtroppo, e tutto il grande ammasso di terreno che si&nbsp;\u00e8 venuto a depositare nei secoli, e che con la sua decorazione estremamente variopinta era facilmente visibile&nbsp;a distanza, era quasi un invito, l\u2019orientamento \u00e8 quello canonico, giusto, ed \u00e8 contraddistinto, come dicevamo&nbsp;prima, da questa grossa rampa che dovrebbe essere tra l\u2019altro in gradini dispari perch\u00e9 anche qui l\u2019etrusca&nbsp;disciplina dava una serie di indicazioni molto attente, il tempio va affrontato nella maniera giusta, cio\u00e8 chi&nbsp;sale parte con il destro e deve finire con il sinistro sulla piattaforma stessa del podio. Qui il podio si legge&nbsp;male, purtroppo perch\u00e9 \u00e8 molto restaurata per\u00f2 il podio stesso divide chiaramente gli spazi, cio\u00e8 c\u2019\u00e8 lo spazio&nbsp;pubblico, quello in cui ci troviamo noi e dove si trovavano di norma i fedeli, e lo spazio sacro che \u00e8 quello&nbsp;all\u2019interno di quella struttura, cio\u00e8 proprio il fatto che il podio sia cos\u00ec verticale non permetta l\u2019accesso altro&nbsp;che per la scalinata, divide in maniera netta ci\u00f2 che \u00e8 pubblico da ci\u00f2 che \u00e8 sacro, e ci\u00f2 che \u00e8 sacro sta l\u00ec&nbsp;all\u2019interno e tra l\u2019altro si legge male. Ma sono tre le celle che abbiamo nella parte finale del tempio, tre celle&nbsp;che tra l\u2019altro hanno quella centrale di maggiori dimensioni, secondo quello che appunto era il canone&nbsp;vitruviano, sono i rapporti di 3-4-3 come moduli utilizzati, cio\u00e8 tre misurava la cella di sinistra, quattro&nbsp;quella centrale e tre di nuovo quella laterale, il tutto finiva con questo muro dietro di sbarramento visivo in&nbsp;pratica. A chi era destinato questo tempio, un po\u2019 difficile dirlo purtroppo come dato perch\u00e9 non abbiamo&nbsp;proprio le statue, immaginiamo che all\u2019interno delle singole celle fossero disposte delle statue di culto.&nbsp;Abbiamo per\u00f2 qui all\u2019esterno qualche elemento perch\u00e9 \u00e8 stato recuperato per esempio delle ciotole con&nbsp;un\u2019indicazione a Tinia, o Zeus etrusco di cui abbiamo parlato prima: il Tinia, un po\u2019 speciale perch\u00e9 \u00e8 un&nbsp;Tinia Colusna, cio\u00e8 un Tinia degli inferi che \u00e8 quasi Plutone per tradurla alla romana, praticamente \u00e8 un&nbsp;Dioniso del sotterraneo che qui ha avuto molta fortuna ad Orvieto, un po\u2019 per la conformazione stessa e un&nbsp;po\u2019 perch\u00e9 Orvieto si \u00e8 sempre, come dicevamo prima, contraddistinta per la sua produzione agricola, \u00e8&nbsp;chiaro che a chi fa riferimento l\u2019agricoltore, alle divinit\u00e0 del sottosuolo perch\u00e9 sono quelle le divinit\u00e0 che&nbsp;generano poi. E quindi oltre ad essere oinarea era una grossa regione che produceva frumento se guardate&nbsp;poi dopo da sotto vedrete queste enormi pianure con molta argilla e tutta la zona verso Bolzena con molto&nbsp;detrito vulcanico che \u00e8 altrettanto fertile. Sappiamo che nel V\u00b0 secolo a.C. Roma riceve grano durante una&nbsp;carestia lungo il Tevere. Il Tevere scorre un chilometro e mezzo in quella direzione, riceve grano via fiume e le&nbsp;fonti sono precise, dicono triticum cio\u00e8 un grano di elevata qualit\u00e0. Due erano le citt\u00e0 che nel V\u00b0 secolo&nbsp;potevano fornire cereali a Roma via fiume: Orvieto e Chiusi. Chiusi nel V\u00b0 secolo a.C. \u00e8 famosa per il farro,&nbsp;quindi loro s\u00ec producevano un cereale ma di qualit\u00e0 inferiore, quindi \u00e8 assai probabile che ci dobbiamo rifare&nbsp;a tutta questa zona con quello che nel V\u00b0 a.C. ha dato frumentazione a Roma e ahim\u00e8 nel 264 viene&nbsp;distrutta dai romani, quindi c\u2019\u00e8 questa sorta di incongruenza che va spaziata nel tempo, quindi siamo&nbsp;comunque a distanza. Tutta l\u2019area \u00e8 sicuramente interessata da strutture sacre. Quando hanno fatto&nbsp;l\u2019impianto fognario sulla strada che corre l\u00ec alle nostre spalle, alla stessa altezza delle fondamenta del tempio&nbsp;si ha una serie di strade, pozzi e altre strutture murarie mentre quel muro che vedete e che scorre e che poi&nbsp;torna in parte qui e il muro di Tenelos cio\u00e8 quello che circondava l\u2019area sacra per i fedeli, quindi era&nbsp;estremamente complessa la zona, da qui in quella direzione c\u2019era la citt\u00e0, circa un due \u2013 trecento metri in&nbsp;quella direzione c\u2019era la cinta muraria interna di Orvieto, mentre quella esterna ovviamente era parecchio pi\u00f9&nbsp;in l\u00e0. Poi dopo so che andrete al pozzo di San Patrizio, che sta esattamente qui sotto, va detto che come&nbsp;monumento \u00e8 estremamente interessante, sia per quello che riguarda l\u2019architettura, non so se lo conoscete o&nbsp;meno, con questa doppia elica\u2026&nbsp;P.: Ieri ci hanno fatto vedere\u2026&nbsp;B.: Alberto Satolli, quindi saprete tutto de pozzo di San Patrizio, saprete anche che non \u00e8 in collegamento&nbsp;con San Patrizio, questo ve l\u2019avr\u00e0 spiegato. La cosa interessante per gli archeologi classici \u00e8 che nel 1537&nbsp;quando scavano il pozzo, a sessanta piedi di profondit\u00e0, gli scavatori toccarono una cavit\u00e0 preesistente&nbsp;evidentemente nel quale recuperarono o vaga cum ossa quindi una deposizione, c\u2019erano ossa umane e quello&nbsp;che loro chiamarono parva navicula ramis, cio\u00e8 una piccola navicella di bronzo, ora questa parva navicula&nbsp;ramis se noi la guardiamo come \u00e8 una piccola navicella di bronzo per l\u2019appunto, ma se noi la giriamo come&nbsp;probabilmente andava utilizzata, non \u00e8 altro che una grossa fibula sanguisuga dell\u2019epoca villanoviana, quindi&nbsp;\u00e8 assai probabile che loro abbiano beccato una delle poche tombe pre periodo arcaico , che stava proprio in&nbsp;corrispondenza della parete verticale. Quindi da questo punto di vista c\u2019\u00e8 questo ulteriore elemento. Tutto ci\u00f2&nbsp;che abbiamo visto sia qua: sia la necropoli, sia il tempio del Belvedere sar\u00e0 tra breve, speriamo, organizzato&nbsp;in quello che \u00e8 il Parco archeologico dell\u2019orvietano che dovrebbe prendere tutta le emergenze archeologiche&nbsp;del territorio e metterle a rete e permettere magari quello che abbiamo fatto oggi, di andare in giro assieme e&nbsp;visitare alcuni di questi posti. Domande?&nbsp;P.: La gente comune non poteva assistere ai culti se ho capito bene\u2026&nbsp;B.: Pi\u00f9 che assistere, avere accesso al tempio stesso.&nbsp;P.: E allora le divinit\u00e0 non erano invisibili, s\u00ec o no\u2026&nbsp;B.: Questa\u2026 dato che c\u2019\u00e8 l\u2019assialit\u00e0 totale tra l\u2019intercolumnia e la cella principale e assai probabile che la&nbsp;statua principale fosse visibile, anche dall\u2019esterno, se immaginiamo che siamo in asse \u00e8 assai probabile, se&nbsp;ci spostiamo sulle zone laterali probabilmente abbiamo lo stesso effetto \u00e8 possibile vedere non \u00e8 possibile&nbsp;arrivare, che \u00e8 diverso, questo per esempio nel tempio etrusco italico che \u00e8 poi sar\u00e0 quello utilizzato anche&nbsp;dai romani perch\u00e9 \u00e8 esattamente la stessa identica struttura nella fase arcaica.&nbsp;P.: Ci sono forse processioni nelle quali venivano portati in giro\u2026&nbsp;B.:Che venissero spostati i simulacri \u00e8 anche probabile, che vi fossero processioni sicuramente s\u00ec, quello&nbsp;abbiamo i calendari, per esempio, di Roma arcaica che ci danno un\u2019informazione molto articolata al riguardo&nbsp;di questo. Diciamo che la religione come la intendiamo noi oggi \u00e8 cosa molto differente da come era in&nbsp;antico, in antico permeava tutto l\u2019arco della giornata era quella che scandiva, il calendario nasce non tanto&nbsp;per organizzare il tempo ma per poter, in qualche maniera, organizzare le cerimonie e quindi tra l\u2019altro uno&nbsp;dei pochi libri che noi abbiamo etruschi \u00e8 un libro in lino, il liber virteus, che \u00e8 arrivato a noi in maniera&nbsp;piuttosto rocambolesca. Perch\u00e9 appunto probabilmente portato in Egitto attorno al II\u00b0 secolo a.C. gli egiziani&nbsp;ben pensarono, visto che era lino, di farne delle bende per una mummia; viene poi acquistato dal museo di&nbsp;Zagabria che nel momento in cui inizi\u00f2 a srotolare si rese conto che c\u2019erano questi strani caratteri, che non&nbsp;erano esattamente\u2026 ed uno dei calendari per le operazioni religiose. E cos\u00ec le tavole di Gubbio, che \u00e8 un altro&nbsp;documento importantissimo, sono sempre calendari per operazione religiosa, quindi immaginate, qualsiasi&nbsp;momento del giorno aveva il suo referente religioso, quindi sappiamo perfettamente come loro riuscissero ad&nbsp;organizzare la loro giornata attorno a questi che erano Dei pubblici e Dei privati, pensiamo ai Lari e ai Penati&nbsp;della repubblica arcaica, quindi sicuramente una organizzazione religiosa estremamente attenta. Gli etruschi&nbsp;erano detti dagli antichi il popolo pi\u00f9 religioso di tutti in assoluto proprio perch\u00e9 si erano organizzati in&nbsp;maniera tale da riuscire ad avere sempre sotto controllo, lo speravano quando avveniva, erano addirittura&nbsp;arrivati secondo la loro etrusca disciplina a stabilire che la durata del ciclo del popolo etrusco sarebbe stata&nbsp;di otto secoli, come lo intendevano loro, e pi\u00f9 o meno non sono andati troppo lontano dal vero, perch\u00e9 se&nbsp;possiamo dire attorno al II\u00b0-I\u00b0 secolo a.C. l\u2019etnos etrusco \u00e8 assorbito completamente da quello romano.&nbsp;P.: Questa \u00e8 una domanda ipotetica, praticamente non si sapr\u00e0 niente se il potere civile e religioso era diviso&nbsp;nettamente o c\u2019era\u2026&nbsp;B.: Sicuramente no.&nbsp;P.: Nelle mani del sacerdote era anche il potere civile.&nbsp;B.: Soprattutto se noi mettiamo in rapporto quanto conosciamo per Roma, la monarchia \u00e8 chiaramente il&nbsp;momento stesso in cui anche nelle fasi finali \u00e8 vissuta a Roma \u00e8 vissuta come una carica completa, e guarda&nbsp;caso quello che accade nella repubblica \u00e8 che la reggia quindi la casa del re, diventa solo ed esclusivamente&nbsp;l\u2019abitazione del regulus o rex sacrorum quindi cio\u00e8 solo della parte religiosa, l\u00ec c\u2019\u00e8 la scissione siamo quindi&nbsp;alla fine del secolo, siamo nel 509 a.C.&nbsp;P.: Questo qui sar\u00e0 caduto in disgrazia verso i suoi colleghi.&nbsp;B.: Contro i suoi colleghi, che praticamente non faceva grossa differenza tra colleghi e stessi sacerdoti. Se&nbsp;vogliamo, se pure lo fate nel momento in cui passate la rocca da sopra si ha una bella visione delle strutture&nbsp;pi\u00f9 che andarci di sopra da qui \u00e8 molto meglio vederlo lateralmente uno si rende conto, vi ripeto purtroppo&nbsp;quanto si vede ora in massima parte \u00e8 in restauro, d\u00e0 l\u2019idea anche di come sia stata individuato \u00e8 chiaro che&nbsp;la strada statale, la Cassia, la taglia nell\u2019angolo ovest perch\u00e9 facendo proprio l\u2019arteria stradale trovano parte&nbsp;delle terrecotte e parte delle strutture e da l\u00ec si \u00e8 allargato un po\u2019 il materiale.&nbsp;Arriviamo sotto al pozzo.&nbsp;Marted\u00ec 29 aprile 2003&nbsp;Conferenza: \u201cLa trasformazione della Citt\u00e0 dall\u2019 Ottocento ai giorni nostri\u201d&nbsp;Ferruccio Della Fina, Architetto&nbsp;Io sono di Orvieto \u00e8 ho il compito di raccontavi le vicende urbane degli ultimi due secoli, dell\u2019800 e del \u2018900.&nbsp;Chiaramente quando ci si riferisce a centri storici come Orvieto, come Assisi, come Spoleto, come Siena,&nbsp;come Firenze l\u2019immagine che comunemente si ha \u00e8 quella della citt\u00e0 medievale, oppure nel caso di Roma: le&nbsp;grandi rovine romane, per\u00f2 trovo interessante parlare anche di questi ultimi due secoli, vale a dire l\u2019800 e il&nbsp;900, perch\u00e9 citt\u00e0 come Orvieto, e come Orvieto molti centri storici ad esempio dell\u2019Italia centrale, hanno&nbsp;subito notevoli trasformazioni. Vi dir\u00f2 una cosa che per il turista pu\u00f2 essere pericolosa, gran parte dei&nbsp;monumenti che vediamo percorrendo le strade, le piazze dei centri storici della Toscana e dell\u2019Umbria in&nbsp;realt\u00e0 hanno poco pi\u00f9 di cento anni. Cio\u00e8 l\u2019aspetto degli edifici, seppure ha questo alone medievale: merli,&nbsp;bifore e trifore; in realt\u00e0 molte di queste configurazioni derivano da degli interventi degli ultimi decenni&nbsp;dell\u2019800 i primi del 900, vuol dire tutta la stagione dei restauri interpretativi. Con questo non voglio dire che&nbsp;tutto in Italia sia falso, non \u00e8 questo il motivo, per\u00f2 ecco soltanto un occhio esperto e attento a volte pu\u00f2&nbsp;riconoscere, discernere ci\u00f2 che \u00e8 antico e quello che \u00e8 stato\u2026 Con questo non si vuole dare un giudizio&nbsp;negativo su quella stagione dei restauri che ha trasformato in modo cos\u00ec significativo l\u2019aspetto di molte citt\u00e0,&nbsp;penso anche alla Piazza di Volterra o quant\u2019altro, per\u00f2 bisogna sapere che \u00e8 un momento della storia del&nbsp;restauro che ha operato nella citt\u00e0 in un certo modo. Quindi si pu\u00f2 dire che mentre nell\u2019800, ora torniamo al&nbsp;caso di Orvieto, il tema che ha percorso tutto il secolo era quello di dare una nuova rappresentativit\u00e0 alla&nbsp;citt\u00e0, attingendo ideologicamente al grande passato medievale, al gotico, al Duomo, all\u2019et\u00e0 in cui&nbsp;politicamente l\u2019Italia centrale era organizzata in piccoli centri, in piccoli comuni autonomi. Quindi l\u2019800 una&nbsp;riscoperta di questi valori medievali che erano stati la grandezza di queste citt\u00e0, invece il \u2018900 forse come filo&nbsp;conduttore ha il tema della possibile trasformazione di una citt\u00e0 antica e questo tema \u00e8 stato sviluppato con&nbsp;vicende a volte molto contrastanti, a volte non condivisibili, comunque \u00e8 stato il tema della salvaguardia del&nbsp;patrimonio storico e architettonico e negli ultimi decenni dell\u2019aspetto naturalistico, paesaggistico di questi&nbsp;centri. Ma torniamo ai primi anni dell\u2019800, dopo l\u2019espansione edilizia, edificatoria del pianoro tufaceo. Questa&nbsp;espressione forse avete iniziato ad averla sentita, vale a dire il terreno che c\u2019\u00e8 al di sopra della rupe, cio\u00e8 al di&nbsp;sopra di questa collina dove ci troviamo, questo grosso basamento di tufo al di sopra il terreno \u00e8 abbastanza&nbsp;pianeggiante tranne nel quartiere della Cava, e nel medioevo la citt\u00e0 di Orvieto si \u00e8 ricostruita in questa&nbsp;situazione. Allora all\u2019inizio del secolo due terzi del pianoro tufaceo, diciamo di questa collina di questo piccolo&nbsp;altipiano dove ci troviamo, era occupato da abitazioni, quindi un terzo della collina era ancora ad attivit\u00e0&nbsp;agricola, ad orti, dei grandi orti che fornivano le derrate alimentari per l\u2019intera popolazione; chiaramente&nbsp;parliamo di ortaggi, frutta, quello che poteva servire; dei due terzi che diciamo cos\u00ec, erano la citt\u00e0, Anche&nbsp;questo la met\u00e0 presentava un tessuto edilizio molto diradato vale a dire esisteva il percorso, la strada&nbsp;maggiore, esisteva il fronte degli edifici sulle strade, ma alle spalle di nuovo erano orti; quindi ci troviamo con&nbsp;una densit\u00e0 abitativa estremamente bassa al di sopra della collina che corrispondeva in qualche modo alla&nbsp;citt\u00e0 del \u2018300, non solo ma mentre nel 1300 i residenti superavano i 20.000 all\u2019inizio dell\u2019800 si hanno&nbsp;soltanto 5.000 abitanti al di sopra della rupe, quindi con un decremento notevolissimo, dato comune per&nbsp;altro a molti altri centri. Se pensate a Firenze, alla grande cerchia muraria del 1300 di Arnolfo di Cambio tra&nbsp;l\u2019edificato: Piazza della Signoria e quant\u2019altro e il borgo, il limite di queste mura, c\u2019era anche l\u00ec orti fino agli&nbsp;ultimi decenni del 1800, cio\u00e8 lo spazio \u00e8 stato saturato soltanto dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia in poi o anche&nbsp;successivamente. Quindi per molti secoli l\u2019aspetto di Orvieto, ma come di Firenze, era ancora caratterizzato&nbsp;da un limite esterno, che per Orvieto era la rupe e per Firenze erano le mura, dico Firenze ma potrei dire&nbsp;Siena o un\u2019altra di queste citt\u00e0, dietro le mura c\u2019erano ancora orti, c\u2019era ancora campagna e poi si arrivava al&nbsp;centro cittadino, perch\u00e9 appunto l\u2019incremento demografico che si era avuto nei secoli fino al 1300, 1400, ma&nbsp;gi\u00e0 l\u2019espansione edilizia nel 1400 ha grosse limitazioni e poi non ne ha pi\u00f9, quindi il \u2018600, il \u2018700 hanno&nbsp;lasciato la citt\u00e0 cos\u00ec come era salvo alcuni edifici che sono stati trasformati. Non c\u2019era stata appunto una&nbsp;diffusione dell\u2019edificato fino, diciamo cos\u00ec orientativamente, alle vicende legate alla nascita dello stato&nbsp;unitario, quindi un grosso incremento nell\u2019attivit\u00e0 edilizia e via dicendo. Ad Orvieto figurano 5.000 abitanti&nbsp;soltanto 200 proprietari di abitazioni, e un terzo della propriet\u00e0 edilizia era controllato dal potere&nbsp;ecclesiastico. Orvieto, il territorio, \u00e8 sempre appartenuta alla sfera di influenza di Roma, in particolare del&nbsp;papato, quindi anche questo giustifica la grande quantit\u00e0 di conventi, o comunque di propriet\u00e0, che facevano&nbsp;riferimento in qualche modo al mondo ecclesiastico che poi siano il clero pi\u00f9 direttamente controllato dal&nbsp;vescovo e dal papa, oppure siano degli ordini mendicanti: francescani e domenicani e via dicendo, questa poi&nbsp;\u00e8 una suddivisione ulteriore, ma possiamo dire appunto che un terzo del patrimonio edilizio era controllato&nbsp;dal potere ecclesiastico. Dopo due secoli, il \u2018600 e il \u2018700, di notevole stasi dal punto di vista politico, dal&nbsp;punto di vista economico, degli elementi di innovazione avvengono ad Orvieto con i primi decenni del 1800,&nbsp;nel 1831 Orvieto diventa sede di delegazione apostolica e in effetti in questi primi anni vediamo che si inizia a&nbsp;trasformare il volto della citt\u00e0. Una prima cosa che viene fatta \u00e8 la costruzione di due nuovi accessi, due&nbsp;nuove porte della citt\u00e0. \u00c8 del \u201922 Porta Romana, una porta ancora esistente \u00e8 quella che conduce al centro&nbsp;abitato dal versante di mezzogiorno dove c\u2019\u00e8 Viterbo, dove c\u2019\u00e8 la strada per Roma. Possiamo dire che la citt\u00e0&nbsp;di Orvieto aveva due volti vista dall\u2019esterno: una faccia bella, la faccia importante che era quella che&nbsp;guardava a mezzogiorno ed \u00e8 il panorama che avete visto raffigurato nelle cartoline o nei poster, quello che si&nbsp;vede scendendo da questa strada che si chiama: Buon Viaggio, al pomeriggio il sole che batte contro i&nbsp;bastioni di tufo, illumina la facciata della rupe. Quello era storicamente il volto della citt\u00e0 perch\u00e9 quello \u00e8&nbsp;anche il percorso principale quello che collega Orvieto a Roma e a Viterbo, poi il retro \u00e8 occupato anche l\u00ec da&nbsp;Orti, cio\u00e8 era il fronte a nord, fronte a nord a orti, vi era qualche convento che appunto si era insediato in&nbsp;periferia e vi era la fortezza, il potere militare con accanto il pozzo della fortezza, vale a dire il ben noto Pozzo&nbsp;di San Patrizio. Non a caso in prossimit\u00e0 della fortezza perch\u00e9 controllare il pozzo voleva dire controllare la&nbsp;vita della citt\u00e0, la fortezza dell\u2019Albanos. Una parola anche sulla posizione delle fortezza, quando le fortezze,&nbsp;penso ad esempio a Firenze, si trovano su una collina al di sopra della citt\u00e0 verosimilmente erano state&nbsp;costruite per difendere la citt\u00e0 stessa perch\u00e9 il nemico, ma stiamo parlando del 1300-1400, quando ancora si&nbsp;andava a fare la guerra a piedi o con il cavallo, il nemico conquistando quella sommit\u00e0 avrebbe potuto&nbsp;dominare, magari bombardare, la citt\u00e0 stessa, quindi conquistare quella collina voleva dire avere il dominio&nbsp;sulla citt\u00e0. A Firenze c\u2019\u00e8 la fortezza su a San Miniato, per\u00f2 a Firenze c\u2019\u00e8 un\u2019altra fortezza, e stiamo al 1500, la&nbsp;Fortezza da Basso quindi in pianura, accanto al centro storico. C\u2019era stato un cambiamento politico era la&nbsp;fortezza legata a una signoria, in qualche modo, ad un potere dispotico sulla citt\u00e0 che doveva tenere i soldati&nbsp;vicino al centro cittadino proprio per controllarlo. Quindi le fortezze hanno questo duplice valore: da un lato&nbsp;difendono verso i possibili invasori, dall\u2019altro servono come controllo di un potere politico gi\u00e0 esistente&nbsp;rispetto ai possibili sconvolgimenti. E questa \u00e8 stata anche un po\u2019 la fisionomia della fortezza Albanos, non&nbsp;so se l\u2019 avete veduta. Inizio del secolo, 1822-1833, i due nuovi accessi alla citt\u00e0, la porta Romana diciamo a&nbsp;sud, e la porta Cassia, che adesso \u00e8 stata distrutta, a nord; un altro intervento la distruzione degli edifici&nbsp;all\u2019interno della fortezza, appunto non servivano pi\u00f9 come presidi militari e quindi le case, le costruzioni che&nbsp;stavano all\u2019interno vengono demolite e inizia un riuso cittadino di questo spazio pubblico, anche attualmente&nbsp;sono i giardini comunali, nell\u2019800 viene realizzato dove c\u2019erano, invece non so, le munizioni, gli edifici dove&nbsp;dormivano i soldati, viene realizzato un piccolo anfiteatro dove si svolgevano delle corse di cavalli cose di&nbsp;questo genere, quindi la fortezza \u00e8 dismessa come struttura militare e diventa qualcosa al servizio della citt\u00e0.&nbsp;Nei decenni a cavallo della met\u00e0 dell\u2019800 si costruisce anche il nuovo teatro. Esisteva gi\u00e0 un teatro dell\u2019600&nbsp;all\u2019interno del Palazzo del Popolo al primo piano, nel salone, quello grande del \u2018400, esisteva gi\u00e0 un teatro in&nbsp;legno con dei palchetti addossati lungo le pareti, per\u00f2 non era pi\u00f9 affidabile. Allora si costituisce un&nbsp;consorzio di cittadini per costruire un vero e proprio teatro all\u2019italiana, un teatro ottocentesco. I lavori&nbsp;iniziano nel 1841, viene chiamato l\u2019architetto Santini di Perugia e i lavori proseguono fino al \u201946 poi hanno&nbsp;dieci anni di interruzione e riprendono per poi completarsi dal \u201956 al \u201963, su un progetto diverso,&nbsp;dell\u2019architetto Vespignani invece orvietano e si costruisce il teatro attualmente utilizzato dalla citt\u00e0. Nella&nbsp;seconda parte della mattinata so che \u00e8 previsto un giro vediamo se possiamo entrare. All\u2019interno ci sono&nbsp;molte decorazioni, un apparato decorativo ottocentesco per\u00f2 molto colorito, molto ricco, direi un fronte&nbsp;scenico\u2026 questa opera di decorazione viene fatta da due pittori: Cesare Fracassini e Pietro Agelini. Questo&nbsp;Pietro Angelici all\u2019epoca era abbastanza famoso, lavora anche a Perugia, anche a Roma ad esempio affresca&nbsp;qua in Piazza del Duomo, la pareti i soffitti del palazzo Faina che attualmente \u00e8 la sede del Museo&nbsp;Archeologico Faina. Questa famiglia Faina di Perugia con grandi propriet\u00e0 nella zona dell\u2019orvietano, ad un&nbsp;certo punto dona il proprio palazzo sulla piazza del duomo, compresa la collezione archeologica, alla citt\u00e0 ed&nbsp;\u00e8 il museo che possiamo vedere. Volevo dire che il palazzo \u00e8 affrescato da questo stesso Angelini autore delle&nbsp;decorazioni del teatro. Sempre negli anni a cavallo della met\u00e0 del secolo 1857, in occasione della visita del&nbsp;papa Pio IX, viene realizzato un arco sul fronte sud del palazzo comunale. Il palazzo comunale ha una fronte&nbsp;verso la Piazza della Repubblica, comunemente chiamata Piazza di Sant\u2019Andrea per la presenza della chiesa&nbsp;di Sant\u2019Andrea, l\u2019aspetto attuale del fronte della facciata \u00e8 dovuto a Ippolito Scalza del \u2018500, sempre&nbsp;l\u2019architetto Vespignani realizza questa sorta di piccolo arco trionfale d\u2019ingresso, per ricordare l\u2019arrivo ad&nbsp;Orvieto di questo papa: Pio IX. Poi dopo vediamo anche l\u2019immagine. Questo stesso architetto, Vespignani,&nbsp;lascia un\u2019altra opera forse una di quelle meglio riuscite di questo architetto in Piazza del Popolo proprio di&nbsp;fronte al palazzo del Capitano del Popolo, quindi interviene in punti strategici della citt\u00e0 con un palazzo di&nbsp;grandi dimensioni che si chiama Bracci-Testasecca che poi forse visiteremo. Questo \u00e8 un episodio di una&nbsp;progettazione un po\u2019 eclettica, ottocentesca comunque complessivamente riuscita considerando anche la&nbsp;delicatezza del luogo dove andava ad essere realizzato. Ancora viene trasformata una delle chiese degli ordini&nbsp;mendicanti, la chiesa de \u201cI Servi di Maria\u201d, appunto nella zona degli orti, nella zona della fortezza, una chiesa&nbsp;trecentesca viene trasformata sia all\u2019interno che nella facciata, verso la fortezza mentre i fronti laterali&nbsp;conservano l\u2019aspetto medievale. Ancora si fanno studi per rettificare il Corso, la strada principale di Orvieto.&nbsp;Avete visto Orvieto \u00e8 una sorta di ellisse e al centro \u00e8 tagliata da un percorso, questo percorso era chiamato&nbsp;la Strada Maggiore, quella delle Mercanzie, quella pi\u00f9 importante; attualmente dopo l\u2019unificazione sono stati&nbsp;cambiati i nomi delle strade, delle piazze \u00e8 diventata Corso Cavour. Ma in quell\u2019epoca, nell\u2019800, si pensa di&nbsp;dare un aspetto pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 rappresentativo perch\u00e9 questa strada come avete visto \u00e8 tutte curve, non&nbsp;c\u2019\u00e8 nessun motivo di fare tutte curve per congiungere due punti, ma questa \u00e8 l\u2019urbanistica medievale che non&nbsp;congiungeva due punti con una linea retta ma, si dice anche per motivi difensivi, venivano create comunque&nbsp;delle curve, dico motivi difensivi perch\u00e9 ogni tratto poteva essere eventualmente sbarrato o chiuso o via&nbsp;dicendo. Ecco ad un certo punto invece si pensa di rettificarlo, quindi di fare delle demolizioni di fronti degli&nbsp;edifici per un aspetto scenograficamente pi\u00f9 convincente, per\u00f2 per fortuna non se ne fa nulla. Cos\u00ec come si fa&nbsp;un\u2019altra operazione che \u00e8 quella della privatizzazione degli orti che stanno sul margine della rupe. La&nbsp;possibilit\u00e0 di controllare il margine della rupe dal punto di vista difensivo, per tutto il medioevo, era stato un&nbsp;elemento estremamente importante perch\u00e9 le famose truppe difensive potevano correre da un capo all\u2019altro&nbsp;della rupe e andare l\u00e0 dove c\u2019era bisogno. Siamo nell\u2019800 non ci sarebbe stato pi\u00f9 nessuno che voleva&nbsp;assaltare Orvieto salendo sulla rupe, per cui si pu\u00f2 tranquillamente privatizzare tutta queste porzioni di orti&nbsp;che hanno l\u2019affaccio direttamente sulla rupe. Questo per\u00f2 impedisce la creazione, e sono state fatte poi delle&nbsp;ipotesi successive, di un percorso anulare che avrebbe effettivamente togliere del traffico veicolare all\u2019interno&nbsp;del centro antico. Poi avviene un fatto invece importante nel 1875: passa la ferrovia. Orvieto aveva&nbsp;rappresentato un territorio storicamente povero, uno dei territori pi\u00f9 poveri dello Stato Pontificio, e che gi\u00e0&nbsp;non era dire un gran che di ricchezza questa povert\u00e0 era dovuta anche a una sorta di isolamento. Il&nbsp;passaggio della ferrovia, prima c\u2019era gi\u00e0 stato un tratto di ferrovia nell\u2019area toscana che avvivava fino a Chiusi&nbsp;\u2013 Empoli \u2013 Chiusi, per\u00f2 passa la nuova linea ferroviaria quella che collega Roma a Firenze, un asse&nbsp;ferroviario di straordinaria importanza che \u00e8 attualmente quello che utilizziamo e questo cambia molto per&nbsp;questo piccolo centro arroccato su una rupe che per andarlo a cercare bisognava proprio mettersi di buona&nbsp;intenzione. 1875 quindi, stazione della ferrovia a valle, anche l\u00ec vengono fatte pi\u00f9 proposte, una prima&nbsp;proposta era di far passare la ferrovia, e quindi gli edifici della stazione, sul fronte sud quello che se vogliamo&nbsp;vedete se vi affacciate da questa parte, quello \u00e8 un ambito dal punto di vista paesaggistico estremamente&nbsp;delicato.Poi \u00e8 la zona degli insediamenti monastici del medioevo, \u00e8 una zona di conventi, ce n\u2019erano molti,&nbsp;alcuni erano anche di eremiti donne e eremiti, \u00e8 una zona che ha una sua sacralit\u00e0 se cos\u00ec possiamo dire.&nbsp;Fortunatamente la linea ferroviaria non viene fatta passare sul fronte sud, che avrebbe rovinato per sempre&nbsp;quell\u2019ambiente, ma invece si sceglie il fronte nord quindi con un asse che \u00e8 pi\u00f9 o meno parallelo al corso del&nbsp;fiume Paglia. Questa decisione fortunatamente \u00e8 stata poi riconfermata sia dall\u2019autostrada, naturalmente&nbsp;molto pi\u00f9 recente, oppure della seconda linea ferroviaria: la Direttissima quella che adesso si percorre&nbsp;quando si vuole andare da Roma a Firenze in modo pi\u00f9 veloce. Perch\u00e9 un fatto importante \u00e8 questo della&nbsp;presenza della ferrovia? Innanzitutto perch\u00e9 si viene a creare un primo nucleo di abitazioni a valle, fino a&nbsp;quel momento non c\u2019era stato nessun bisogno di spostare delle abitazioni al di sotto della rupe, invece nasce&nbsp;allora la stazione ferroviaria e nel 1888 viene collegata la stazione ferroviaria con la collina attraverso una&nbsp;funicolare, si buca, si fa un tunnel sotto la rocca, si fa un tunnel all\u2019interno del masso tufaceo e si collega&nbsp;con una funicolare ad acqua la parte a valle con la parte a monte. Il sistema di trazione della funicolare \u00e8 ad&nbsp;acqua, vale a dire la vettura che sta in alto viene riempita d\u2019acqua, c\u2019\u00e8 un cassone, quindi naturalmente&nbsp;tende a scivolare a valle e dato che \u00e8 collegata con una fune trascina in alto quella che \u00e8 libera dal peso;&nbsp;questo sistema semplice ha funzionato molti decenni senza dare nessun problema fini agli anni 1950-60&nbsp;quando poi sembrava che non fosse pi\u00f9 moderna si inizi\u00f2 ad andare con il pullman normale, per\u00f2 adesso \u00e8&nbsp;stata da alcuni decenni, sin dagli anni \u201970, ripristinata come percorso.&nbsp;Allora Orvieto si trova, come tempi di percorrenza, ad essere poco pi\u00f9 di due ore, anche con il vecchio treno,&nbsp;quello che doveva essere del 1800 primi del \u2018900 a poco pi\u00f9 di due ore di viaggio da Roma; questo vuol dire&nbsp;che la crescita demografica, di importanza della capitale ha assorbito moltissime delle energie lavorative, cio\u00e8&nbsp;ha dato anche un\u2019opportunit\u00e0 di lavoro a gran parte delle persone, degli abitanti del territorio orvietano. Il&nbsp;progressivo spopolamento di persone che magari lavoravano nelle campagne, oppure non lavoravano nelle&nbsp;campagne di Orvieto, verso la citt\u00e0 di Roma, cos\u00ec come anche si \u00e8 iniziato a sviluppare la potenzialit\u00e0&nbsp;turistica. Non \u00e8 che Orvieto fosse sconosciuta ai viaggiatori dell\u2019800 che venivano in Italia a vedere le bellezze&nbsp;artistiche, per\u00f2 si trattava chiaramente di un turismo d\u2019\u00e8lite, dai pellegrinaggi poi, chiaramente, Orvieto&nbsp;veniva toccata come sede di un viaggio colto, ma il turismo di massa non poteva arrivare; con l\u2019apertura della&nbsp;ferrovia, con la presenza di una stazione ferroviaria anche Orvieto pu\u00f2 diventare oggetto di una vacanza&nbsp;anche giornaliera, di uno o due giorni perch\u00e9 il treno porta esattamente qua sotto. Che cosa facevano gli&nbsp;orvietani o gli abitanti del territorio? Anche i residenti della citt\u00e0 erano molto legati all\u2019attivit\u00e0 agricola, vale a&nbsp;dire, quotidianamente si recavano a valle, nella pianura, a lavorare nei campi o negli orti e poi la sera&nbsp;tornavano in citt\u00e0, era un\u2019agricoltura poco evoluta o per nulla evoluta. In questo il territorio del Lazio, del&nbsp;patrimonio di San Pietro, era diverso rispetto alla vicina Toscana dove al contrario vi erano state delle riforme&nbsp;e quindi l\u2019attivit\u00e0 agricola era stata al passo con i tempi, con le scoperte tecnologiche e via dicendo. Appunto&nbsp;nell\u2019agricoltura del territorio orvietano questi fenomeni non si erano verificati. Un altro problema che si&nbsp;originato nell\u2019800 e che in un certo senso ancora persiste: \u00e8 quello dell\u2019integrazione amministrativa. Orvieto \u00e8&nbsp;presentata negli stemmi del turismo come Umbria, come cuore verde d\u2019Italia, in realt\u00e0 Orvieto non \u00e8 Umbria&nbsp;\u00e8 alto Lazio, dal punto di vista del linguaggio, del dialetto, delle tradizioni etniche culturali e via dicendo&nbsp;appartiene a questo lembo del Lazio sicuramente vicino alla Toscana forse pi\u00f9 che all\u2019Umbria. Orvieto \u00e8&nbsp;diventata Umbria nelle vicende concitate dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, adesso lo possiamo anche dire, c\u2019erano degli&nbsp;accordi tra Napoleone III e Cavour che volevano dire che il territorio del patrimonio di San Pietro, grosso&nbsp;modo diciamo il Lazio, non poteva essere occupato, non poteva essere liberato, invece delle formazioni di&nbsp;volontari insorgono e scacciano le truppe papali da Orvieto, da Viterbo, da Montefiascone. Quindi diciamo&nbsp;che c\u2019\u00e8 una specie di incidente diplomatico, ma Filippo Antonio Gualterio, che era una personalit\u00e0&nbsp;diplomatica legata a Cavour e che poi diventer\u00e0 anche ministro dell\u2019interno della nazione, dice che Orvieto&nbsp;non era territorio del patrimonio di San Pietro nei documenti di archivio, non so se veri o falsi. Il Papa era&nbsp;stato chiamato in citt\u00e0 per pacificare gli animi ma il territorio non apparteneva allo stato di San Pietro. Cos\u00ec&nbsp;Orvieto viene restituita allo stato italiano ed annessa alla regione dell\u2019Umbria, quindi diciamo Orvieto \u00e8 in&nbsp;Umbria da poco pi\u00f9 di cento anni. Poi anche come modo di parlare, come dialetto, \u00e8 molto pi\u00f9 vicino il&nbsp;dialetto orvietano a quello che potete trovare sulla costa del Lazio, cio\u00e8 lungo il mare se andate a Capalbio,&nbsp;che \u00e8 anche Toscana, oppure a Tarquinia o a Montaldo di Castro piuttosto che a Chiusi che sono pochi&nbsp;chilometri ma gi\u00e0 si parla toscano, perch\u00e9 questo era un territorio di confine con, se vogliamo, i pregi e difetti&nbsp;di una zona di confine. Il difetto di essere periferia per tutti, per\u00f2 forse anche avendo la capacit\u00e0 di recepire&nbsp;caratteri diversi, cio\u00e8 una cultura contaminata da diverse aree. L\u2019esempio pi\u00f9 classico se vogliamo \u00e8 il&nbsp;duomo, il duomo \u00e8 un esempio di contaminazione in stile spaventoso: lo scatolone, il volume, quello bianco e&nbsp;nero \u00e8 romanico; romanico per\u00f2 gi\u00e0 le forme romaniche ma con una spazialit\u00e0 gotica, gotica \u2013 italiana, mi&nbsp;riferisco alla dimensione, alla luminosit\u00e0 non gotica chiaramente d\u2019oltralpe, al quale \u00e8 stata appiccicata una&nbsp;facciata che ha invece elementi pi\u00f9 chiaramente gotici, gotici in senso formale non dal punto di vista&nbsp;strutturale costruttivo. Autore \u00e8 un senese, e quindi area culturale toscana, anche quindi se vogliamo nel&nbsp;duomo abbiamo presenti le due configurazioni: quella del Lazio, perch\u00e9 l\u2019impianto basilicale tipico ad&nbsp;esempio di Tuscanica, quindi di tutta una zone dell\u2019alto Lazio; pi\u00f9 una facciata che invece dallo stile senese.&nbsp;Quindi forse questo pu\u00f2 anche essere un carattere di questi territori di confine che riescono in qualche modo&nbsp;ad attingere, sbagliando o non sbagliando, ad identit\u00e0 culturali diverse.&nbsp;Bene arriviamo agli ultimi decenni del secolo e i decenni a cavallo tra i due secoli, inizia questa grande&nbsp;stagione di restauri, quello che vi dicevo all\u2019inizio. Possiamo dire che quasi tutti gli edifici medievali che&nbsp;vedete a Orvieto derivano il loro aspetto attuale da questi interventi che hanno trasformato in modo&nbsp;significativo il loro aspetto; si tratta dei restauri interpretativi, vale a dire: si trovavano questi edifici in una&nbsp;condizione che forse ci pu\u00f2 lasciare un po\u2019 perplessi, vale a dire nel corso degli anni erano stati notevolmente&nbsp;trasformati, erano state fatte delle aggiunte, chiuse delle finestre, tolti i merli, oppure delle scalinate erano&nbsp;state coperte, indubbiamente si pu\u00f2 dire che erano stati deturpati nel loro aspetto originario. Allora i restauri&nbsp;interpretativi avendo una visione positivista dicono: portiamo l\u2019edificio al primitivo splendore, riportiamolo&nbsp;all\u2019aspetto che doveva avere nel momento in cui \u00e8 nato, togliamo tutte le perpetrazioni che appartengono a&nbsp;epoche diverse. C\u2019\u00e8 da dire anche che, in alcuni casi, queste perpetrazioni erano a loro volta opere d\u2019arte,&nbsp;testimonianza di periodi successivi, magari quello barocco; in altri casi erano semplicemente delle&nbsp;trasformazioni nate per motivi utilitaristici senza nessun valore estetico. Allora il giudizio su questi restauri&nbsp;attualmente nel campo dell\u2019architettura e del restauro \u00e8 negativo perch\u00e9 al contrario si dice che ogni epoca&nbsp;lascia una sua traccia. Nello stesso tempo va anche riconosciuto che anche questa non pu\u00f2 essere messa&nbsp;come una norma unica, sta al progettista, al restauratore di volta in volta capire quanto l\u2019edificio nella sua&nbsp;trasformazione storica ha assorbito in senso positivo o meno alcuni cambiamenti. Comunque nel caso di&nbsp;Orvieto, poi vedremo qualche immagine, questi interventi sono stati considerevoli e in alcuni casi, come i&nbsp;restauri all\u2019interno del duomo, in quel caso possiamo rimanere molto perplessi. L\u2019interno del duomo, che&nbsp;adesso vediamo in stile medievale, era completamente diverso, esistono ancora delle foto di inizio secolo, vale&nbsp;a dire le absidine che si vedono adesso cos\u00ec spoglie con la monofora sul fondo, invece erano tutti altari con&nbsp;stucchi, marmi a via dicendo; davanti a ciascun pilastro della navata erano presenti delle grandi statue degli&nbsp;apostoli; e la cosa un pochino pi\u00f9 grave \u00e8 che sul presbiterio era presente un\u2019annunciazione in due pezzi, da&nbsp;una parte l\u2019angelo e da una parte la Vergine, che \u00e8 presentata come uno dei capolavori del barocco italiano,&nbsp;quindi togliere tutto perch\u00e9 non era originario del periodo a volte \u00e8 una grandissima fesseria, perch\u00e9 si&nbsp;distruggono testimonianze anche di un alto o altissimo valore artistico. Ecco questi interventi hanno&nbsp;riguardato quasi tutti gli edifici della citt\u00e0, gli edifici antichi, non solo ma si sono confrontati questi interventi&nbsp;edilizi con le nuove esigenze che la citt\u00e0 moderna cominciava ad avere, si parlaun discorso di uso della citt\u00e0&nbsp;antica in rapporto ai tempi moderni. Questo \u00e8 un tema che ha interessato gli storici dell\u2019urbanistica e che in&nbsp;un certo senso ancora ci interessa. Nell\u2019800 non esisteva il centro storico, il centro storico \u00e8 un\u2019altra&nbsp;invenzione moderna; in che senso? L\u2019idea che una parte della citt\u00e0 possa essere definita in modo distinto da&nbsp;altre parti, cio\u00e8 la parte antica, quella costruita nel medioevo \u00e8 un qualcosa di concettualmente diverso,&nbsp;all\u2019interno della quale dobbiamo intervenire con strumenti operativi diversi rispetto ad altre parti della citt\u00e0,&nbsp;anche questa \u00e8 un\u2019invenzione contemporanea, moderna. La citt\u00e0 del medioevo ancora era la citt\u00e0 e basta,&nbsp;cio\u00e8 luogo di residenza, luogo rappresentativo, luogo del centro amministrativo \u2013 politico, luogo di&nbsp;produzione, luogo di trasformazione. Potevano esistere s\u00ec alcune strade dove si concentravano magari gli&nbsp;artigiani del legno, oppure quelli che conciavano le pelli; sempre a Firenze questa lavorazione delle pelli&nbsp;portava puzze notevolissime, allora c\u2019era il problema di mettere sempre questi edifici magari controvento in&nbsp;modo che non dessero fastidi alla popolazione, ma la citt\u00e0 era unica: attivit\u00e0 di residenza, attivit\u00e0 di&nbsp;rappresentazione della propria grandezza, centro religioso, centro di trasformazione e commercio. Soltanto&nbsp;con una visione parziale della totalit\u00e0 dello spazio urbano, vale a dire quando si \u00e8 iniziato a dire: le industri&nbsp;devono andare nella zona A, la residenza deve andare nella zona B, il centro storico \u00e8 un problema a parte.&nbsp;Ancora nell\u2019800 le manifatture venivano ospitate dentro la citt\u00e0, noi ci troviamo in un luogo che fino a&nbsp;qualche hanno fa \u00e8 stato l\u2019ospedale, non a caso vicino al duomo. L\u2019ospedale \u00e8 una\u2026 normalmente adesso&nbsp;significa soltanto il ricovero di chi sta male, del malato, nel medioevo \u201cospedale\u201d era legato con l\u2019ospitalit\u00e0\u2026&nbsp;alla capacit\u00e0 di ospitare i pellegrini; quindi di solito gli ospedali erano legati non alla malattia, anche, ma&nbsp;soprattutto all\u2019accoglienza dei pellegrini, pellegrini che a volte erano anche mal messi visto che poi facevano&nbsp;la strada a piedi e d\u2019estate non era confortevole. In molti casi vicino agli edifici religiosi, come poteva essere il&nbsp;duomo, ma anche a Siena l\u2019ospedale proprio di fronte al duomo \u00e8 testimonianza di questo, nascevano&nbsp;soprattutto come ospitalit\u00e0 dei pellegrini. Allora l\u2019ospedale \u00e8 stato qui il luogo della malattia, il luogo della&nbsp;guarigione nel migliore dei casi, era dentro il centro storico, era a due passi dal duomo, a quattro passi dal&nbsp;palazzo comunale, \u00e8 l\u2019urbanistica novecentesca che ha pensato di allontanare l\u2019edificio dell\u2019ospedale dal&nbsp;centro, infatti anche adesso Orvieto ha un Ospedale Nuovo gi\u00f9 a valle, situazione comune a tutti i centri&nbsp;storici. Certamente questa zonizzazione ha avuto come motivazione principale quella dello sviluppo della&nbsp;grande industria, e la grande industria non \u00e8 compatibile con gli spazi angusti dei centri storici. Allora&nbsp;l\u2019intervento che viene svolto nell\u2019800 sulla citt\u00e0 ha molteplici significati, uno quello di trasformare il volto&nbsp;della citt\u00e0, di dare alla citt\u00e0 una nuova rappresentativit\u00e0, di metterla in bello, di togliere quanto secoli di&nbsp;abbandono, di ignoranza hanno aggiunto deturpando l\u2019aspetto, la faccia di questi grandi edifici; l\u2019altro senso&nbsp;di questi interventi \u00e8 quello di rendere la citt\u00e0 abituata a alle trasformazioni, appunto l\u2019arrivo dell\u2019energia&nbsp;elettrica e quant\u2019altro. Cio\u00e8 si ritiene che il centro storico, la citt\u00e0 pu\u00f2 ancora ospitare tutte le funzioni che la&nbsp;societ\u00e0 moderna impone.&nbsp;Adesso possiamo vedere qualche immagine e poi passiamo al \u2018900.&nbsp;Ecco questo \u00e8 l\u2019aspetto della citt\u00e0 come poteva essere percepito dai viaggiatori dell\u2019800, questa peraltro \u00e8&nbsp;un\u2019immagine recente. Si vedono in taglio, qua nella collina, questa linea qua, ed \u00e8 la Porta Urbana, quello&nbsp;che si diceva prima, questi nuovi accessi alla citt\u00e0, chiaramente le carrozze non potevano entrare in citt\u00e0,&nbsp;salire in modo troppo ripido su del selciato sconnesso, allora vengono realizzati questi viali che consentono&nbsp;un accesso pi\u00f9 comodo, pi\u00f9 rappresentativo alla citt\u00e0 stessa.&nbsp;Andiamo avanti. Mentre la prima era un\u2019immagine da sud, il volto bello, questa \u00e8 l\u2019immagine da nord.&nbsp;Comunque questa \u00e8 l\u2019immagine che dovevano avere grosso modo i primi turisti di primo \u2018800 scendendo dal&nbsp;treno. Questa \u00e8 la fotografia presa da quella parte, si vede ancora il verde della collina, il tufo, il masso&nbsp;tufaceo e questi sono i bastioni della fortezza, appunto era il lato posteriore della citt\u00e0.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questo \u00e8 invece l\u2019asse principale, quello che diciamo la Strada Maggiore, il Corso&nbsp;Cavour, questa \u00e8 la parta che guarda verso sud, sud \u2013 ovest, quello \u00e8 il centro civile \u2013 politico della citt\u00e0.&nbsp;Forse vi hanno parlato dell\u2019urbanistica medievale, non so se l\u2019architetto Satolli ve ne ha parlato,ma di tre poli&nbsp;che caratterizzano la citt\u00e0 di Orvieto, tre poli stabiliti nei decenni tra il 1200 \u2013 1300, la citt\u00e0 di Orvieto come&nbsp;molti centri dell\u2019Italia centrale, sono stati determinati dalle scelte urbanistiche fatte in quel periodo, quella&nbsp;era la piazza\u2026 per molto tempo \u00e8 stata la piazza principale di Orvieto, prima che nascesse la Piazza del&nbsp;Capitano del Popolo, del palazzo del Capitano de Popolo, oppure l\u2019altro polo che \u00e8 quello chiamiamolo&nbsp;religioso, che \u00e8 quello del duomo della Piazza del Duomo, infatti qui si ha la chiesa di Sant\u2019Andrea che per&nbsp;molto tempo \u00e8 stata la chiesa pi\u00f9 rappresentativa, e soprattutto il palazzo comunale che nel medioevo non&nbsp;aveva questo aspetto che \u00e8 quello cinquecentesco, questa facciata di Ippolito Scalza per\u00f2 era ugualmente l\u00ec,&nbsp;questo connubio se volete tra potere religioso e potere politico \u00e8 simboleggiato dalla presenza della torre&nbsp;campanaria che \u00e8 proprio una cerniera tra questi due palazzi, tutti e due possono avere una via d\u2019accesso&nbsp;alla stessa. Ecco questo \u00e8 guardando verso sud ed \u00e8 il percorso termina poi in questo punto, si dirama, qua&nbsp;c\u2019\u00e8 il quartiere pi\u00f9 antico, il quartiere della Cava.&nbsp;Andiamo avanti. Questo \u00e8 invece guardando dalla parte opposta quindi guardando verso nord, nord \u2013 est&nbsp;come vedete \u00e8 comunque curvilineo. Ecco nella zona, questa superiore, potete immaginare che fino alla fine&nbsp;dell\u2019800 erano ancora tutti arti, c\u2019erano soltanto delle strade lungo tutto il percorso e poi alle spalle orti.&nbsp;Questo \u00e8 il volume del teatro Mancinelli. Si vedono le torri, ve ne hanno parlato forse delle torri medievali,&nbsp;tutte le citt\u00e0 medievali di Orvieto vi era una grande abbondanza di torri. Ci sono tante citt\u00e0 tutte dicono:&nbsp;tante torri c\u2019erano a San Gimignano non ce n\u2019erano da nessuna parte. Comunque indubbiamente nelle citt\u00e0&nbsp;medievali uno degli aspetti caratteristici era la presenza di queste torri che rappresentava il potere della&nbsp;famiglia, era il forziere della famiglia perch\u00e9 le derrate alimentari, grano e quant\u2019altro veniva messo all\u2019interno&nbsp;delle torri, avevano anche una funzione difensiva, perch\u00e9 noi consideriamo la citt\u00e0 in un modo molto&nbsp;democratico, naturalmente per il nostro trascorsi; cio\u00e8 pensiamo che la citt\u00e0 sia di tutti. La citt\u00e0 fin dal 1100&nbsp;e anche oltre non \u00e8 che tutte le strade fossero pubbliche, neanche per idea, la citt\u00e0 era divisa in clan, in&nbsp;famiglie che si consorziavano tra di loro, che avevano il controllo di una parte della citt\u00e0 e le torri servivano&nbsp;proprio a definire lo spazio urbano controllato da queste famiglie consorziate, amiche. Perci\u00f2 era una citt\u00e0&nbsp;molto battagliera all\u2019interno, tanto battagliera che, come vedete, quasi tutte le torri poi sono state abbattute,&nbsp;perch\u00e9 anche ad Orvieto le lotte intestine, quelle se volete anche ricordate da Dante, guelfi e ghibellini, erano&nbsp;lotte interne estremamente cruenti che portavano quindi alla distruzione della famiglia avversaria e il&nbsp;simbolo dell\u2019avvenuta conquista dello spazio avverso era la distruzione della torre, cos\u00ec di volta in volta si&nbsp;sono distrutte tutte le torri\u2026 ma poi anche qualche terremoto ha aggiunto.&nbsp;Andiamo avanti.&nbsp;Pubblico: E a San Gimignano regnava la pace?&nbsp;Della Fina: Quello \u00e8 un caso, infatti \u00e8 vero \u00e8 stata la loro fortuna anche turistica ed economica. Bisogna&nbsp;sempre fare la pace!&nbsp;Ecco questo invece \u00e8 il fronte verso sud. Ecco vedete lo stretto rapporto con il verde, con la collina, centri&nbsp;come Orvieto ma, se volete andate a Spoleto avete la facciata del duomo e dietro la collina, andate a Pienza ci&nbsp;sono questi scorci verso la natura, era un rapporto inscindibile fra ambiente costruito e ambiente naturale&nbsp;sembra che l\u2019uno faccia da sfondo all\u2019altro. Questa \u00e8 la chiesa di San Procopio molto recente. Ecco questa \u00e8&nbsp;la collina dei conventi, non a caso c\u2019erano qui quello dei cappuccini, poi ce n\u2019erano altri, c\u2019\u00e8 tutto un fronte di&nbsp;questa collina disseminato di conventi, non solo conventi recenti, come potevano essere quelli del 1200 \u2013&nbsp;1300, ma anche precedenti. Qui guarda caso stanno cercando il centro religioso etrusco qua sotto, un&nbsp;pochino pi\u00f9 in qua. Anche qua c\u2019\u00e8 un altro principio che \u00e8 un po\u2019 quello della persistenza storica di alcuni&nbsp;significati, all\u2019interno dei centri urbani parliamo di legge della persistenza dei tracciati, vale a dire\u2026 torno a&nbsp;Firenze e faccio un esempio, la zona di Santa Croce, c\u2019\u00e8 la piazza, poi c\u2019\u00e8 una famosa gelateria che vi&nbsp;consiglio di frequentare per raggiungere questa gelateria la strada fa uno strano giro, cio\u00e8 Firenze di&nbsp;impostazione romana, quindi il centro a maglie quadrate, la centuriazione, il castrum, il cardo e decumano;&nbsp;un ordinamento urbano molto preciso a maglie quadrate e rettangolari, invece l\u00ec la strada fa uno strano giro,&nbsp;quello strano giro cos\u2019era, era ancora il segno dell\u2019anfiteatro romano, allora le case si sono costruite, forse&nbsp;anche in modo utilitaristico, utilizzando le fondazioni dell\u2019anfiteatro, e la strada fa esattamente questa&nbsp;semiellisse perch\u00e9 di sotto c\u2019\u00e8 il teatro romano, ci sono i resti del teatro romano, sicuramente trasformato,&nbsp;mille altri esempi potrebbero farsi. All\u2019interno dei tessuti urbani, quando si vedono delle situazioni un&nbsp;pochino curiose, derivano da un assetto precedente che poi, magari, in epoca medievale si \u00e8 tranquillamente&nbsp;posto l\u00ec, non \u00e8 che si sia fatto lo scavo archeologico per trovare il capitello romano, ma si utilizzano quelle&nbsp;fondazioni poderose per costruirsi la propria casa, anzi probabilmente utilizzando il materiale per realizzare&nbsp;le pareti. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 anche una persistenza simbolica a mio avviso, di certi luoghi, non a caso stanno cercando&nbsp;adesso il Fanum in quell\u2019area dove per secoli erano presenti insediamenti comunque legati alla sfera del&nbsp;sacro. Io in modo molto utilitaristico, ritengo anche che le pietre di questi conventi, di questi monasteri&nbsp;utilizzino, se ancora ce n\u2019era la disponibilit\u00e0, le pietre dei precedenti templi gi\u00e0 sono dei conci tagliati,&nbsp;preparati, predisposti, non c\u2019era motivo di andare a cavare da un\u2019altra parte, e questo \u00e8 un atteggiamento&nbsp;comune. Se vedete anche Roma, quanti edifici romani sono stati trasformati e sono diventati residenza; una&nbsp;cosa che a noi ci sembra una bestialit\u00e0, ma in epoche in cui le disponibilit\u00e0 economiche erano relative,&nbsp;trovare dei materiali edilizi gi\u00e0 pronti era una forma di riuso.&nbsp;Andiamo avanti. Sempre l\u2019altro fronte verso sud, questa \u00e8 la chiesa di San Francesco. Diciamo prima come&nbsp;noi sentiamo la citt\u00e0, mi riferisco a quello che pu\u00f2 essere l\u2019esperienza italiana, al massimo noi concepiamo la&nbsp;citt\u00e0 come divisa in quartieri, in zone, per\u00f2 il quartiere \u00e8 ugualmente un\u2019entit\u00e0 che va al di sopra del potere di&nbsp;una singola famiglia o di un insieme di famiglie, questo cambiamento culturale \u00e8 avvenuto proprio nel \u2018200 e&nbsp;in parte si deve anche all\u2019intervento degli ordini mendicanti nei centri urbani. Se andiamo negli ultimi&nbsp;decenni del \u2018200 inizi del \u2018300 va di gran moda San Francesco, San Domenico e via dicendo, risulta una&nbsp;presenza estremamente vitale all\u2019interno della citt\u00e0, si costruiscono degli edifici che fino ad allora la citt\u00e0 non&nbsp;se li era mai sognati come dimensioni. Una chiesa medievale poteva avere queste dimensioni grosso modo, si&nbsp;passa a questo cambiamento di scala, davanti a questo grande fienile, che era l\u2019edificio, la chiesa; la chiesa \u00e8&nbsp;sala, la chiesa degli ordini mendicanti c\u2019era la piazza perch\u00e9 questi ordini mendicanti: domenicani e&nbsp;francescani in particolare, soprattutto dedicati alla predicazione, allora nella piazza del mercato loro&nbsp;facevano, svolgevano anche la predicazione. Non solo, questi ordini finiscono per acquisire attraverso&nbsp;donazioni, dei terreni intorno alla chiesa, terreni che erano in periferia, ma erano in periferia rispetto al&nbsp;centro medievale antico. Allora questi ordini iniziano un\u2019attivit\u00e0, come dire, di pianificazione urbanistica, vale&nbsp;a dire tracciano una strada, si offre la possibilit\u00e0 di costruire una strada a chi lo volesse fare, danno un lotto&nbsp;a condizione che costruisca la casa, entro un certo numero di anni; non \u00e8 che io ti do la terra e poi tu la&nbsp;speculi e fai la speculazione edilizia, se entro poniamo dieci anni, riesci a costruire la casa ti do questo lotto,&nbsp;e cos\u00ec si sono sviluppati molti quartieri. Penso sempre a Firenze, alla zona intorno a Santa Maria Novella, la&nbsp;zona della stazione, e come dire il riferimento per tutto un ambito urbano \u00e8 diventato il quartiere di Santa&nbsp;Maria Novella non pi\u00f9 il quartiere dei Macci, il quartiere dei Peruzzi mentre altre strade a Firenze ancora&nbsp;portano: via dei Macci, Via dei Peruzzi e via dicendo. Quindi il tema dello spazio aperto, della piazza collegata&nbsp;in qualche modo a un edificio super partes. Questi edifici non erano costruiti dalla chiesa, dagli ordini&nbsp;mendicanti, erano costruiti dal comune, dalla cittadinanza, quindi c\u2019era la compresenza di interessi in&nbsp;quanto gli edifici stessi rappresentavano anche la grandezza della citt\u00e0, come anche il duomo, l\u2019Opere del&nbsp;duomo che \u00e8 quella che sovrintende prima alla costruzione e poi alla manutenzione dell\u2019opera non \u00e8 un ente&nbsp;religioso \u00e8 un ente che dipende dal comune, \u00e8 un ente civile. Quindi l\u2019idea di quartiere come si ha nelle citt\u00e0&nbsp;italiane, qui siamo a Roma, il quartiere di San Lorenzo si \u00e8 formato esattamente in questa trasformazione&nbsp;dalla citt\u00e0 altomedievale alla citt\u00e0 del \u2018300 \u2013 \u2018400, negli anni in cui le periferie, quelle che erano periferie&nbsp;urbane venivano interessate dalla costruzione di grandi edifici religiosi che intorno a s\u00e9 costruivano lo spazio&nbsp;di una piazza ed a volte intieri quartieri.&nbsp;Andiamo avanti. Questo \u00e8 invece guardando verso nord, \u00e8 la valle in cui poi passa l\u2019autostrada, la ferrovia.&nbsp;Questa \u00e8 la piazza del Capitano del Popolo, la piazza del mercato, una piazza centralissima ma vedete come&nbsp;anche seppure con una prospettiva fotografica cos\u00ec, il verde sia immediatamente dietro, cio\u00e8 c\u2019\u00e8 il dislivello&nbsp;della rupe, ma questo rapporto tra costruito e natura \u00e8 veramente inscindibile in questi centri storici minori&nbsp;quanto meno dell\u2019Italia centrale.&nbsp;Qua davanti c\u2019\u00e8 il Palazzo del Capitano del Popolo: palazzo medievale. Facendo il restauro di questi edifici, in&nbsp;particolare della piazza, sono emerse le tracce di questa finestre bifore, che prima non si vedevano, erano&nbsp;completamente sotto l\u2019intonaco, che riprendono il tema delle bifore presenti nel Palazzo del Capitano del&nbsp;Popolo, non solo ma questo disegno a scacchi estremamente delicato, estremamente interessante, non solo&nbsp;ma al di sopra delle colonnine in questo punto, vi sono delle tracce di intonaco colorato, vale a dire&nbsp;originariamente non era lasciato il tufo cos\u00ec ma venivano affrescati, cio\u00e8 dobbiamo immaginare questa citt\u00e0&nbsp;medievale con questa finestre e poi al di sopra, all\u2019interno tra l\u2019arco e le due colonnine, gli archetti che&nbsp;stanno sotto dei motivi, delle decorazioni colorate. Quindi una citt\u00e0 medievale molto pi\u00f9 a colori di quanto&nbsp;noi immaginiamo. Se vogliamo da questa facciata si pu\u00f2 fare un discorso sulla trasformazione della citt\u00e0.&nbsp;L\u2019aspetto medievale era quello di una citt\u00e0 in tufo con cortina e tutto, il tufo \u00e8 quello che proviene dal&nbsp;basamento, tutta la citt\u00e0 di Orvieto nasce su questo basamento di tufo, il tufo viene tagliato e usato per&nbsp;costruire la citt\u00e0, c\u2019\u00e8 un\u2019uniformit\u00e0 di materiali considerevole.&nbsp;Quasi unicamente tufo, tufo poi laterizi per i tetti e legno, e solo con questi tre materiali hanno costruito per&nbsp;millecinquecento anni. Questa \u00e8 una facciata cinquecentesca, poco prima gi\u00e0 alla fine del \u2018400 c\u2019\u00e8 un&nbsp;cambiamento di gusto, se vogliamo Brunelleschi, Alberti , addirittura Michelangelo trasformano&nbsp;completamente il gusto architettonico, cosa fanno le famiglie bene che nel frattempo sono diventate&nbsp;proprietarie di non solo una casetta con una torre, perch\u00e9 questa \u00e8 una torre, anche qui davanti ci sar\u00e0 stata&nbsp;una torre, qua erano due torri; le famiglie avevano oramai acquisito la propriet\u00e0 di pi\u00f9 unit\u00e0 edilizie, ma ogni&nbsp;propriet\u00e0 edilizia ex medievale conservava un proprio aspetto, questo aspetto della citt\u00e0 era estremamente&nbsp;fuori moda, uso questo termine in un modo un pochino scherzoso nella nuova cultura cinquecentesca&nbsp;pensate appunto a Michelangelo, a San Pietro a quello che volete voi. Allora rifanno i palazzi, in particolare&nbsp;rifanno le facciate della citt\u00e0, allora coprono la cortina muraria in tufo, uniformano l\u2019altezza delle finestre, nei&nbsp;fianchi uno qui, uno qui, uniformano la forma delle finestre, queste sono delle cornici marcapiano e danno&nbsp;un aspetto, trasformano in modo e secondo forme cinquecentesche l\u2019aspetto della citt\u00e0 medievale. Questo&nbsp;non \u00e8 un esempio di quelli pi\u00f9 tipici, ma eventualmente camminando per Orvieto lo vedremo. Dove vedete un&nbsp;bel palazzo cinquecentesco sicuramente non \u00e8 stato costruito cos\u00ec come noi lo vediamo, nasce dalla&nbsp;trasformazione di pi\u00f9 unit\u00e0 edilizie di epoca medievale e anche in questo Ippolito Scalza, questo architetto&nbsp;del \u2018500 che ha fatto la facciata del Palazzo Comunale, ha un ruolo predominante, \u00e8 stata una figura ma che&nbsp;in un certo modo ha trasformato la figura della citt\u00e0.&nbsp;Andiamo avanti. Questo \u00e8 invece l\u2019altro asse, chiamiamolo il polo religioso, eco il duomo, noi ci troviamo qua&nbsp;sotto, questa si chiama Chiesa di San Giacomo, San Giacomo \u00e8 un santo legato al pellegrinaggio anzi \u00e8 il&nbsp;santo del pellegrinaggio insieme a San Rocco per antonomasia anche nell\u2019immagine, nell\u2019iconografia ha la&nbsp;conchiglia di San Giacomo di Compostela, qua il pellegrinaggio a Compostela ha come simbolo la conchiglia&nbsp;quindi sicuramente doveva esistere prima della trasformazione trecentesca che noi vediamo, una struttura&nbsp;legata all\u2019accoglienza dei pellegrini. Prima di questa doppiezza, questa contaminazione di stili, qua ce n\u2019\u00e8&nbsp;almeno tre, comunque diciamo due perch\u00e9 questo qui rappresenta una sensibilit\u00e0 plastica romanica, da&nbsp;Roma fino a poi tutta la zona dell\u2019alto Lazio. Questa facciata che \u00e8 stata appiccicata prende elementi gotici,&nbsp;ad esempio la famosa guglia, ma la guglia, come sapete meglio di noi, ha una funzione statica ben precisa, la&nbsp;guglia \u00e8 un peso, \u00e8 una zavorra, che viene messa in un punto particolare per fare s\u00ec che le spinte provenienti&nbsp;dagli archi rampanti vengano trasformate in una componente orizzontale, quindi non far aprire il tetto. Per&nbsp;dire se questo \u00e8 uno schema gotico allora cosa fanno, qua c\u2019\u00e8 la copertura, il peso della copertura del tetto&nbsp;tende chiaramente ad andare in questa direzione e quindi il pilastro tenderebbe a spostarsi in questa&nbsp;direzione. Allora ecco qua si fa un arco rampante e sopra una, ma se l\u2019arco rampante non \u00e8 sufficiente per&nbsp;impedire, per puntellare, per impedire la rotazione di questo muro ci si fa sopra una bella guglia,&nbsp;interessante dal punto di vista architettonico, plastico, figurativo, ma in realt\u00e0 \u00e8 una vera e propria zavorra,&nbsp;sono chili, tonnellate che si mettono in questo punto per far s\u00ec che la risultante cada all\u2019interno della base.&nbsp;C\u2019\u00e8 una sapienza costruttiva, statica nel gotico che \u00e8 straordinaria.&nbsp;In questo caso s\u00ec c\u2019\u00e8 la compresenza di una motivazione statica e poi un esito formale straordinario perch\u00e9 la&nbsp;guglia viene scolpita, e qua ci si mettono tutti gli animali, le sculture a quello che si vuole. Il gotico arriva in&nbsp;Italia in un modo molto annacquato, o meglio ci si innamora delle forme, di questo\u2026 linearismo, di questo&nbsp;verticalismo, della luce ma non si capisce la realt\u00e0 statica di questi elementi, per qui queste guglie qua non&nbsp;reggono assolutamente niente, reggono soltanto se stesse, sono dei missili che vengono messi a decorazione&nbsp;della facciata, che ci va benissimo, il risultato \u00e8 apprezzabile, sono molti secoli che le persone vengono ad&nbsp;Orvieto per vedere la facciata e siamo ben contenti di questo. Anche ad Assisi nella chiesa di Santa Chiara ci&nbsp;sono presenti degli archi rampanti messi in modo del tutto improprio. Degli archi rampanti messi in modo&nbsp;del tutto improprio.&nbsp;La visita. Questa sera \u00e8 alla cappella del Signorelli. Allora diciamo che la cappella del Signorelli pu\u00f2 essere&nbsp;ammirata grazie ad un meraviglioso sbaglio, meraviglioso sbaglio di Lorenzo Mantaini, vale a dire l\u2019architetto&nbsp;che ha progettato la facciata, oggettivamente un pezzo straordinario. Si pu\u00f2 dire allora non \u00e8 architettura e&nbsp;scultura, va bene, diciamo che \u00e8 scultura, per\u00f2 \u00e8 bella scultura. Appunto questo architetto straordinario&nbsp;voleva inserire questi elementi del nuovo gusto gotico, l\u2019inizio del Duomo \u00e8 del 1290, quindi praticamente era&nbsp;di qualche anno prima l\u2019impostazione generale della pianta che era quella basilicale normale. Il duomo&nbsp;doveva essere una grande abside per tutta la serie di cappelline.&nbsp;Oggi ci sarebbe dovuta essere la visita guidata. Mah, come i tempi qua sono un po\u2019 come in Messico, sono un&nbsp;pochino orientativi. Allora, magari se cercheremo di chiudere rapidamente le vicende relative al 1900,&nbsp;all\u2019ultimo secolo, e poi faremo, questa gita per Orvieto, anche perch\u00e9, appunto, ho chiesto e forse non avete&nbsp;avuto tempo di girare per la citt\u00e0 e quindi la cosa migliore poi \u00e8 camminare e rendersi conto delle cose come&nbsp;sono, degli spazi come sono, delle architetture come sono.&nbsp;Allora per quanto riguarda il \u2018900 vado proprio di corsa cerco di chiudere il prima possibile.&nbsp;Allora situazione sociale del primo \u2018900: il 50% della popolazione era analfabeta; pi\u00f9 del 50% della&nbsp;campagna, dell\u2019attivit\u00e0 agricola, era relativa a pascoli e boschi; quindi attivit\u00e0 industriali praticamente nulle,&nbsp;poco artigianato, poco turismo. Come si diceva anche prima vi erano non pi\u00f9 di dieci esercizi tra ristoranti e&nbsp;alberghi.&nbsp;Un\u2019altra figura tipica era quella dell\u2019artigiano povero, quella, se conoscete la favola di Pinocchio, Geppetto.&nbsp;Ecco, diciamo le strade intorno al duomo, anche la via del Duomo, era piena di artigiani tipo Geppetto,&nbsp;quindi o che facevano il calzolaio o il falegname. Appunto l\u2019artigiano povero perch\u00e9 non aveva maestranze con&nbsp;s\u00e9, magari abitava nel piano superiore dell\u2019edificio e al piano terra c\u2019era il piccolo laboratorio artigiano dove si&nbsp;assestavano: sedie, tavoli scarpe e quello che capitava.&nbsp;Anche la condizione della donna, era, non aveva diritti politici e veniva retribuita, come paga, giornaliera&nbsp;comunque di meno rispetto all\u2019uomo; questo non solo nelle attivit\u00e0 legate all\u2019agricoltura, ma anche, ad&nbsp;esempio un maestro percepiva una paga di 2 euro e 50, una paga giornaliera di 2 euro e 50, mentre invece,&nbsp;una maestra percepiva 1 euro e 80, 1 euro\u2026 una lira e 80, ormai abbiamo fatto la conversione!&nbsp;Un altro elemento importante \u00e8 quello dell\u2019emigrazione, nel 1911 figurano emigrate circa 2000 persone,&nbsp;1900 e di queste il 40% all\u2019estero, l\u2019altro 60% era un\u2019emigrazione temporanea per andare a lavorare in&nbsp;Maremma. La Maremma \u00e8 questa zona pianeggiante con un\u2019agricoltura molto fiorente. Allora durante l\u2019estate&nbsp;buona parte della popolazione si trasferiva in Maremma per la raccolta del grano. Maremma dove esisteva&nbsp;ancora la malaria, la malaria che per altro era anche pi\u00f9 vicina, qua nella zona di Chiusi, zona di acquitrini.&nbsp;Quindi zanzare portatrici di malaria che, all\u2019inizio del secolo, anche da queste parti si moriva facilmente di&nbsp;malaria, tranquillamente!&nbsp;Dicevamo, ecco il 40%\u2026 il 50% della popolazione era analfabeta, nonostante che ci fossero nel territorio&nbsp;quattordici scuole primarie, diciamo le scuole elementari, e qui nel centro cittadino esisteva gi\u00e0 il Liceo\u2026 il&nbsp;Ginnasio quindi per gli studi classici, e invece un istituto tecnico per la parte scientifico-tecnica.&nbsp;Un altro ruolo importante per l\u2019educazione della giovent\u00f9 era anche svolto dal seminario vescovile, quindi gli&nbsp;strati meno abbienti della popolazione potevano studiare all\u2019interno di questo istituto ecclesiastico, poi&nbsp;arrivati alla scelta se diventare preti o meno, lasciavano il seminario per\u00f2, comunque avevano fatto tutto il&nbsp;precorso scolastico. Poteva essere dalla scuola elementare fino al liceo.&nbsp;Dal punto di vista della citt\u00e0 allora fino al 1800, abbiamo visto che la citt\u00e0 mantiene in qualche modo il suo&nbsp;aspetto medievale caratterizzato da un continuum di edifici. Avete visto questi percorsi cos\u00ec ricurvi, cos\u00ec&nbsp;compatti, i fronti edilizi sono uno accanto all\u2019altro, le strade, le stradine sono\u2026 quasi faticano a farsi strada&nbsp;in mezzo a tutto quel tessuto edilizio estremamente compatto.&nbsp;Con il 1931 il nuovo regolamento edilizio ad Orvieto compare il tipo, la tipologia della casa isolata, la&nbsp;palazzina, la casetta con intorno il giardino. Sono le nuove idee dell\u2019architettura che privilegiano il rapporto&nbsp;con il verde, quindi l\u2019abitazione deve avere intorno del verde. Ecco, quindi, in questo momento insomma, nei&nbsp;primi decenni del 1900 che c\u2019\u00e8 un cambiamento, una trasformazione del modo di costruire la citt\u00e0. Quindi&nbsp;non si prosegue pi\u00f9 organizzando le strade, aggiungendo una casetta attaccata all\u2019altra, ma si definiscono&nbsp;dei lotti, dei piccoli giardini all\u2019interno di questo lotto figura l\u2019edificio singolo. Nascono le prime villette nella&nbsp;zona che in precedenza era occupata dagli orti, diciamo quella verso nord, ed anche le prime, gli istituti&nbsp;scolastici, un primo asilo: il Regina Margherita in nome della regina d\u2019Italia, per i bambini ovviamente pi\u00f9&nbsp;piccoli e poi anche l\u2019edificio delle scuole elementari.&nbsp;La scuola elementare diventa obbligatoria, quindi l\u2019edificio delle scuole elementari \u00e8 pi\u00f9 grande rispetto a&nbsp;quello dell\u2019asilo e la realizzazione di questi edifici scolastici realizzano l\u2019ultima piazza, che si pu\u00f2 chiamare&nbsp;con questo termine, della citt\u00e0 che \u00e8 quella, forse ci siete passati, cinquanta metri qua dietro il Duomo, da un&nbsp;lato c\u2019\u00e8 il palazzo di Daniolo Crispo, un palazzo del \u2018500 del Sangallo, e poi davanti questa piazza e dalla&nbsp;parte opposta della piazza c\u2019\u00e8 l\u2019edificio delle scuole elementari, alle spalle c\u2019\u00e8 l\u2019asilo Regina Margherita, di&nbsp;fianco poi sono stati costruiti le scuole medie, quindi \u00e8 diventano il polo scolastico di Orvieto. Questo \u00e8&nbsp;particolarmente importante nel momento in cui, chiaramente, lo stato italiano doveva, innanzitutto insegnare&nbsp;l\u2019italiano agli italiani. Perch\u00e9 l\u2019ultima cosa che si poteva immaginare in Italia era di insegnare italiano e delle&nbsp;popolazioni che avevano ognuno un proprio dialetto. Nel giro di trenta, quaranta chilometri vi erano lingue&nbsp;notevolmente diverse l\u2019una dall\u2019altra. Uno dei primi compiti che si \u00e8 dato lo stato italiano \u00e8 quello di&nbsp;insegnare questa lingua, che era quella dei toscani, era quella di Dante, ma che non era cos\u00ec diffusa nella&nbsp;popolazione, soprattutto negli strati pi\u00f9 comuni della popolazione. Certamente le elite gi\u00e0 conoscevano il&nbsp;latino, conoscevano Dante e tutto quanto, ma la popolazione normale si relazionava con il proprio prossimo&nbsp;nel dialetto locale.&nbsp;Ecco, come arriviamo al ventennio fascista. Il ventennio fascista ha lasciato un impronta estremamente&nbsp;pesante sulla citt\u00e0. Allora, abbiamo sempre detto di questo terzo della\u2026 della collina lasciato ad orti, dopo il&nbsp;fascismo questo non esiste pi\u00f9. Allora c\u2019\u00e8 una lettura della storia della citt\u00e0 che fa il fascismo, di fronte ad&nbsp;Orvieto, citt\u00e0 d\u2019arte, citt\u00e0 del Duomo, degli affreschi del Signorelli e via dicendo quale interpretazione, quale&nbsp;ruolo dare a questa citt\u00e0 per il secolo nascente? Siamo nei primi decenni del \u2019900 e il fasciamo dice, quello di&nbsp;citt\u00e0 fortezza. E\u2019 vero anche che storicamente Orvieto per come \u00e8 collocata, per la rupe, era stata una citt\u00e0&nbsp;dove il Papa si era rifugiato in periodi di particolari problemi politici; scappava da Roma e si rifugiava qui ad&nbsp;Orvieto. E\u2019 vero che c\u2019era stata questa funzione di citt\u00e0 fortezza, per\u00f2 questa, la militarizzazione di Orvieto&nbsp;diventa la carta che il fascismo gioca per dare un futuro alla citt\u00e0. Allora si costruisce nell\u2019altipiano qua&nbsp;vicino, nell\u2019altopiano della Alpina, un aeroporto e all\u2019interno di Orvieto una grande, una grande caserma che&nbsp;poteva ospitare 5.000-8.000 persone, quindi con un rapporto tra cittadini residenti e militari, quasi di uno a&nbsp;uno, o poco pi\u00f9. Quindi vengono distrutti questi orti, questi giardini preesistenti. Viene realizzata nel \u201931,&nbsp;l\u2019architetto \u00e8 il Marino, una grande caserma e quindi viene occupata l\u2019ultima parte, gli ultimi spazi verdi&nbsp;presenti al di sopra della collina. Oltre a questo c\u2019\u00e8 anche, come dire, una militarizzazione della citt\u00e0, viene&nbsp;costruito un nuovo carcere all\u2019interno di un ex convento, la caserma dei carabinieri. Viene requisita la&nbsp;chiesa\u2026 il convento adiacente alla chiesa di San Domenico, viene trasformato in Casa del Fascio e&nbsp;successivamente viene ad insediarsi qui ad Orvieto l\u2019Accademia Femminile Fascista di Educazione Fisica,&nbsp;vale a dire la scuola dove le ragazze studiavano per diventare insegnati di educazione fisica. Scuola che nel&nbsp;suo genere era anche all\u2019avanguardia, piena di tutte le attrezzature, piscine, palestre e cose del genere. Per\u00f2&nbsp;per realizzare questa nuova struttura, altra idea geniale, viene demolita una parte della chiesa di San&nbsp;Domenico, una delle pi\u00f9 importanti della citt\u00e0. Tutta la navata viene demolita perch\u00e9 al posto dello spazio&nbsp;occupato in precedenza dalla navata della chiesa ci deve essere la facciata di questa nuova scuola, Scuola&nbsp;Accademia Femminile Fascista di Educazione Fisica. Poi dopo vedremo qualcosa. Bene, poi nel periodo della&nbsp;guerra. Corro cos\u00ec dopo andiamo in giro visto anche che c\u2019\u00e8 un bel sole e siamo in tanti.&nbsp;La ricostruzione. Fortunatamente non ci sono bombardamenti ad Orvieto, tranne una sola bomba che cade&nbsp;probabilmente per errore. Invece i bombardamenti sono stati lungo la ferrovia perch\u00e9 si trattava di&nbsp;interrompere il collegamento tra Nord e Sud, tra Roma e Firenze, per\u00f2 ugualmente si inizi\u00f2 a costruire. \u00c8 il&nbsp;periodo della ricostruzione, tutti ricostruiscono, a Roma ricostruiscono a Napoli ricostruiscono, e anche ad&nbsp;Orvieto vogliono ricostruire anche se non c\u2019era niente da ricostruire perch\u00e9 niente era stato distrutto. Per\u00f2 il&nbsp;problema quale \u00e8\u2026 \u00e8 che c\u2019\u00e8 una nuova richiesta di abitazioni, di vani, perch\u00e9 le famiglie iniziano per il&nbsp;processo di scissione dei nuclei familiari, quindi anzich\u00e9 la famiglia di otto, dieci persone ce ne sono tre, tre&nbsp;famiglie di tre persone e quindi c\u2019\u00e8 non un incremento della popolazione ma un aumento delle richieste di&nbsp;abitazioni e di vani. Quindi c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di costruire, si inizia a costruire al di sopra della rupe in tutti&nbsp;quegli spazi dove era possibile, vale a dire all\u2019interno degli orti dove c\u2019era una distanza dai confinanti possibili&nbsp;e si iniziava a costruire e quindi inizia la vicenda dei piani regolatori che iniziano con una figura di alto livello&nbsp;che \u00e8 il professor Monelli, tra l\u2019altro orvietano, adesso \u00e8 in pensione, ultranovantenne \u00e8 tornato qua. \u00c8 stato&nbsp;uno dei padri della teoria del restauro in Italia, quindi \u00e8 uno storico dell\u2019architettura di grandissimo valore e&nbsp;fa il primo piano regolatore di Orvieto gi\u00e0 vengono identificati i problemi che si sono trascinati per molti&nbsp;decenni. Vale a dire: primo, non tutte le nuove costruzioni possono essere realizzate al disopra della rupe,&nbsp;questo non \u00e8 possibile, quindi vanno identificati a valle delle zone, dei quartieri, quelle che sia per la nuova&nbsp;edificazione. Il secondo punto \u00e8 quello della salvaguardia paesaggistica di Orvieto, perch\u00e9 non si pu\u00f2&nbsp;nemmeno costruire lungo le pendici di quella collina che abbiamo visto ancora, grazie a Dio, ancora&nbsp;salvaguardata.&nbsp;Il valore delle aree \u00e8 proporzionale alla vicinanza dal centro, pi\u00f9 ci si avvicina al centro e pi\u00f9 il terreno, l\u2019area&nbsp;\u00e8 di valore. Allora se non si pu\u00f2 costruire al di sopra della rupe, le aree immediatamente appetibili sono&nbsp;quelle subito dopo, ma questo voleva dire distruggere completamente l\u2019ambiente, il paesaggio di Orvieto,&nbsp;allora correttamente Bonelli dice no, non si pu\u00f2 costruire, o perlomeno si pu\u00f2 costruire con grosse&nbsp;limitazioni al di sopra della rupe, non si pu\u00f2 costruire lungo le pendici perch\u00e9 bisogna salvaguardare&nbsp;l\u2019ambiente.&nbsp;Questo anche nei piani successivi, quello di Piccinato, un altro grande urbanista italiano, hanno proseguito,&nbsp;su questa linea, la stessa cosa perch\u00e9 Piccinato ha fatto il piano regolatore di Orvieto, il secondo, ma anche&nbsp;quello di Siena. Anche l\u00ec si \u00e8 deciso: i nuovi quartieri devono essere realizzati, in qualche modo separati o&nbsp;non in continuit\u00e0 con il centro antico. Quindi il tema ricorrente per tutta l\u2019attivit\u00e0 urbanistica del \u2018900 \u00e8 stato&nbsp;quello della ricerca di un equilibrio tra l\u2019ambiente costruito, cio\u00e8 la citt\u00e0 storica, e la nuova edificazione, i&nbsp;nuovi quartieri e l\u2019ambiente naturale.&nbsp;Nel corso del \u2018900 ci sono altri elementi importanti, il passaggio dell\u2019autostrada che ugualmente \u00e8 accanto&nbsp;alla ferrovia, quindi questa vocazione turistica di Orvieto anche di un turismo rapido, giornaliero che era&nbsp;iniziata nel secolo precedente con il passaggio della grande ferrovia Roma\u2013Firenze che in pratica \u00e8 l\u2019asse&nbsp;principale tra il sud Italia e il nord Italia, che hanno ulteriormente confermato con il casello dell\u2019autostrada e&nbsp;successivamente ancora con la direttissima, la seconda linea ferroviaria, quella pi\u00f9 rapida.&nbsp;Arriviamo poi negli anni 60-70 si parla di restauro a questo punto di un restauro integrale. Un riferimento,&nbsp;Bologna, alcune zone della citt\u00e0, i quartieri pi\u00f9 poveri erano i quartieri pi\u00f9 degradati; ad Orvieto il quartiere&nbsp;pi\u00f9 antico, pi\u00f9 povero, pi\u00f9 degradato \u00e8 il quartiere della Cava, anche il quartiere storico quello dove sono&nbsp;state trovate delle tracce delle mura della citt\u00e0 etrusca, per\u00f2 ecco nel corso dei secoli indubbiamente&nbsp;presentavano anche zone di disagio sociale, allora si parlava in quegli anni di restauro integrale, che voleva&nbsp;dire restaurare non soltanto l\u2019edificio, l\u2019abitazione, la residenza ma fare un\u2019operazione che avesse dei risvolti&nbsp;anche nel sociale. Quello che stava accadendo pi\u00f9 in generale all\u2019interno dei centri storici, e questo avviene a&nbsp;Firenze, a Roma e via dicendo, che avveniva una trasformazione dell\u2019utilizzo degli immobili, vale a dire i piani&nbsp;terra si trasformavano in negozi, quindi diciamo l\u2019aspetto commerciale prendeva il posto di quella che era&nbsp;un\u2019attivit\u00e0 legata all\u2019artigianato. Le nuove coppie si insediarono nei quartieri di periferia, nei quartieri in&nbsp;questo caso a valle ma comunque lontani dal centro perch\u00e9 i costi degli appartamenti erano inferiori, i costi&nbsp;degli affitti erano inferiori. Il centro antico, le abitazioni antiche quindi andavano degradandosi perch\u00e9 il&nbsp;costo delle restaurazioni, dei restauri era notevole, non era alla portata delle giovani coppie. Restavano ad&nbsp;abitare nei centri antichi soltanto le persone anziane che quindi non restauravano le proprie abitazioni,&nbsp;oppure semmai venivano acquistate da persone che gi\u00e0 capivano il valore dell\u2019abitazione all\u2019interno del centro&nbsp;antico. Allora magari la persona di Milano, oppure l\u2019inglese che voleva esattamente venire in Italia ed andare&nbsp;ad abitare all\u2019interno del centro antico. Per\u00f2 tutti i centri storici rischiano di non avere la possibilit\u00e0 di uno&nbsp;sviluppo positivo come, se vogliamo, anche certe zone all\u2019interno delle stazioni ferroviarie, pensiamo a Roma,&nbsp;pensiamo anche a Torino, l\u2019invecchiamento della popolazione, il degrado edilizio, il degrado urbanistico e&nbsp;quindi un\u2019esistenza anche di classi sociali con maggiori problemi, la delinquenza o quant\u2019altro. Invece il&nbsp;restauro integrale voleva dire, interveniamo su queste parti di citt\u00e0 dando, non so, un volto nuovo agli edifici&nbsp;ma anche interveniamo sul sociale, per cui venne fatto un piano particolareggiato per il quartiere della Cava&nbsp;che, in qualche modo, si pu\u00f2 dire che \u00e8 stato poi realizzato anche se molto pi\u00f9 con l\u2019intervento del privato e&nbsp;meno con l\u2019intervento pubblico. Siamo nel momento dell\u2019ideologia marxista che imperversa nella cultura&nbsp;urbanistica, quindi si pensava tranquillamente: possiamo espropriare queste parti di citt\u00e0, restauriamo e poi&nbsp;vi rimettiamo la piccola attivit\u00e0 artigiana e via dicendo. In realt\u00e0 \u00e8 stata una storia un pochino pi\u00f9&nbsp;complessa. Nascono comunque questi quartieri a valle, nel caso di Orvieto, si chiama Ciconia. Il piano&nbsp;regolatore di Piccinato identifica una zona oltre la ferrovia, oltre il fiume Paglia, che fa nascere questo&nbsp;quartiere, nell\u2019idea dell\u2019urbanista, del piano regolatore che questo doveva essere un nuovo settore urbano,&nbsp;una nuova citt\u00e0, quindi anche avere delle qualit\u00e0 urbane, la possibilit\u00e0 di attraversare il quartiere senza&nbsp;prendere la macchina, un rapporto tra costruito e verde, poi con la presenza di servizi. Non sempre questo \u00e8&nbsp;avvenuto, non solo ad Orvieto, in generale in Italia, a volte.. anzi di frequente, si \u00e8 vista la nascita di questi&nbsp;quartieri di periferia, sono quartieri dormitorio, monofunzionali, cio\u00e8 solo, soltanto residenza, c\u2019\u00e8 poco&nbsp;commercio, non ci sono, ovviamente, attivit\u00e0 industriali e quella che sembrava un\u2019idea vincente, cio\u00e8:&nbsp;separiamo le varie funzioni all\u2019interno del territorio, si va a dormire, a risiedere in una zona e si va a lavorare&nbsp;dalla parte opposta; poi finisce che la vitalit\u00e0 interna a questi agglomerati non \u00e8 confrontabile con quella del&nbsp;centro antico.&nbsp;La citt\u00e0 antica invece vive di una compresenza di funzioni: quella rappresentativa, quella residenziale e&nbsp;quant\u2019altro; anzi il centro antico acquista valore tanto pi\u00f9 acquista funzioni, per cui l\u2019edificio dove ci troviamo&nbsp;era ospedale adesso diventa sede di corsi universitari. Il centro antico acquista valore proprio per questa&nbsp;maggiore variet\u00e0 di funzioni. Al contrario i quartieri nuovi demandano sempre ad altre zone il&nbsp;soddisfacimento di alcuni bisogni. Per cui s\u00ec stai in un quartiere nuovo, ma se devi fare sport devi andare&nbsp;nel quartiere sportivo; ma se devi andare a fare shopping devi andare nel centro storico perch\u00e9 nel centro&nbsp;storico trovi il negozio di Armani. Invece non solamente il centro antico \u00e8 uno stimolo alla socialit\u00e0 in quanto&nbsp;\u00e8 nato, nel corso\u2026 la progettazione si \u00e8 sviluppata nel corso dei secoli, una progettazione mai arbitraria cio\u00e8&nbsp;con una creativit\u00e0 sempre attenta alle caratteristiche del luogo, a come gira il sole, all\u2019orientamento,&nbsp;all\u2019ombra come si muove all\u2019interno di un isolato, \u00e8 quindi in grado di offrire un\u2019accoglienza altamente&nbsp;qualificata ed anche egualitaria. Non a caso nelle citt\u00e0 italiane c\u2019\u00e8 sempre una zona, un corso, una piazza&nbsp;dove le persone si ritrovano semplicemente a passeggiare, un po\u2019 un\u2019attivit\u00e0 peripatetica di ellenica memoria,&nbsp;e il centro antico riesce a fare questo, cosa che non riesce nei centri di nuova edificazione. Inoltre il centro&nbsp;antico riesce ad avere delle connotazioni originali, parliamo di Piazza del Campo a Siena, abbiamo&nbsp;un\u2019immagine ber definita; parliamo di Gubbio, la piazza con il Palazzo Comunale \u00e8 un\u2019immagine ben definita,&nbsp;parliamo di Roma Piazza del Popolo o\u2026 quello che volete, quindi sono centri che riescono a connotarsi e gli&nbsp;interventi edilizi, i monumenti, quello che sia, riescono a aggiungersi in questo fenomeno di identificazione&nbsp;di connotazione del centro. Al contrario i nuovi quartieri, le nuove periferie, risultano indifferenti al luogo, la&nbsp;stessa periferia, pu\u00f2 essere collocata nel nord Italia o nel centro Italia, probabilmente anche nella periferia di&nbsp;una citt\u00e0 tedesca vi sono degli elementi simili a quello che possiamo trovare a Milano.&nbsp;Un altro tema che nel frattempo viene in luce \u00e8 quello dell\u2019agriturismo. Allora intorno ad Orvieto, nella&nbsp;campagna toscana, nella campagna umbra esistono tantissime frazioni, tanti casolari proprio perch\u00e9 il 70%&nbsp;della popolazione era legata all\u2019attivit\u00e0 collegata all\u2019agricoltura. Ora con il passaggio dell\u2019Italia ad essere non&nbsp;una nazione caratterizzata dalla produzione agricola ma dalla trasformazione e dalla produzione industriale,&nbsp;c\u2019\u00e8 stato uno spopolamento pressoch\u00e9 totale delle campagne per andare ad abitare all\u2019interno delle grandi&nbsp;citt\u00e0. Allora che cosa fare dei tanti casolari rimasti disabitati o delle piccole frazioni rimaste disabitate? E&nbsp;questo gi\u00e0 il piano regolatore di Piccinato identificavano appunto questa possibilit\u00e0 di turismo, di&nbsp;agriturismo. Allora non si parlava di agriturismo comunque l\u2019intuizione era questa, cio\u00e8 di poter recuperare&nbsp;questo notevole patrimonio in questa forma, cosa che sta avvenendo in questi ultimi anni.&nbsp;Veniamo agli ultimissimi decenni, gli anni 80, allora l\u2019ultimo piano regolatore, l\u2019ultima variante, la penultima,&nbsp;perch\u00e9 ce ne sar\u00e0 un\u2019altra, sar\u00e0 quella di Satorni, che avete costruito, e ha individuato come tema centrale&nbsp;quello della riqualificazione del centro storico con un atteggiamento se vogliamo simile a quello che c\u2019era&nbsp;stato nel 1800; vale a dire \u00e8 il centro storico che deve dare le risposte, se perdiamo il centro storico, come&nbsp;vitalit\u00e0, come capacit\u00e0 di riutilizzo, di riuso di determinati contenitori storici, per Orvieto non ci potr\u00e0 essere&nbsp;un futuro. Qua \u00e8 venuto fuori il tema del riuso del contenitore storico, da un lato quello di una indagine sulla&nbsp;mobilit\u00e0 alternativa, vale a dire la possibilit\u00e0 di togliere il traffico automobilistico all\u2019interno di Orvieto; l\u2019altro&nbsp;tema era quello della passeggiata archeologica e quindi i temi collegati alle pendici della rupe e al paesaggio.&nbsp;Gli ultimissimi anni, devo dire, sono stati abbastanza felici in questo senso per Orvieto, in quanto da una&nbsp;sciagura \u00e8 nata un\u2019opportunit\u00e0 positiva. La sciagura era quella della frana, del colle di Orvieto. Frane ce&nbsp;n\u2019erano sempre state anche nei secoli precedenti, ma anche in questi ultimi decenni la rupe cominciava a&nbsp;dare dei segni di cedimento, delle frane che arrivavano anche a ridosso degli edifici. Allora il Parlamento&nbsp;italiano fa una legge, e su questa legge speciale per Orvieto c\u2019\u00e8 il concorso di tutte le forze politiche, questo&nbsp;sia a livello locale che a livello nazionale. Perci\u00f2 si dice che Orvieto \u00e8 un patrimonio della nazione bisogna&nbsp;investire per impedire che questa citt\u00e0 muoia, perch\u00e9 proprio le frane distruggono la sua esistenza materiale.&nbsp;E quindi \u00e8 stata fatta una legge, poi finanziata successivamente, che ha restaurato l\u2019intera collina. In che&nbsp;modo, quale era il problema che si verificava? Il problema era quello delle infiltrazioni d\u2019acqua, che, arrivando&nbsp;sui bordi del masso tufaceo, come il gelo nei periodi invernali, spaccava il tufo e quindi creava le condizioni&nbsp;per queste progressive frane. Ora sono stati fatti due lavori notevolmente significativi sono alcuni decenni&nbsp;che vanno avanti, ancora non sono completamente completati ma gi\u00e0 sono a un buon livello.&nbsp;Sono state fatte tutte le pavimentazioni della citt\u00e0 che ancora stavamo, probabilmente, con le fogne medievali&nbsp;o gi\u00f9 di l\u00ec, per cui era un colabrodo, tutta l\u2019acqua piovana e non solo, finiva nel sottosuolo. Quindi sono state&nbsp;fatte tutte le pavimentazioni, risistemata tutta la rete idrica o fognaria, quindi per prevenire a monte il&nbsp;problema di questo eccesso di acqua che filtrava nel terreno e poi nei punti pi\u00f9 critici, intorno alla rupe, delle&nbsp;profondissime iniezioni di cemento, una sorta di chiodatura, con questi chiodi lunghi, uso questa&nbsp;espressione mia, di una decina di metri che hanno veramente inchiodato tutto intorno il masso tufaceo. \u00c8&nbsp;stato un lavoro ciclopico, vi erano anche molte perplessit\u00e0 perch\u00e9 quando l\u2019uomo, in qualche modo, vuole&nbsp;contrastare una forza della natura, un elemento naturale come \u00e8 lo smottamento di un\u2019intera collina,vi erano&nbsp;anche molte perplessit\u00e0 che, per quanto ci si sforzasse, si potesse arrivare ad un risultato positivo. Per\u00f2&nbsp;sembrerebbe adesso invece che tutte le frane non ci siano pi\u00f9. In effetti questa azione combinata tra risolvere&nbsp;il problema a monte, cio\u00e8 quello dell\u2019eccesso di acqua che filtrava nel terreno, e poi andare a fissare, diciamo,&nbsp;tutte le zone pi\u00f9 a rischio della Rupe sembra che abbia dato un buon esito.&nbsp;Poi c\u2019\u00e8 stato un secondo passo ugualmente importante cio\u00e8, abbiamo salvato la collina ma \u00e8 inutile se sopra i&nbsp;monumenti degradano, non hanno restauro, allora un successivo finanziamento ha portato al restauro di&nbsp;molti degli edifici di Orvieto, quelli che potrete osservare, da La Cappella del Signorelli, agli affreschi della&nbsp;Tribuna a molti altri edifici, voi, potrete ammirarli in un perfetto stato di conservazione perch\u00e9 quasi tutti gli&nbsp;edifici hanno avuto un intervento di restauro architettonico proprio grazie a questa legge speciale per&nbsp;Orvieto.&nbsp;L\u2019ultima parola sul tema della mobilit\u00e0 alternativa. Capite che questi percorsi orvietani nati per passare a&nbsp;piedi o al massimo a cavallo, al massimo con un carrettino, poco si adattano alla viabilit\u00e0 attuale su gomma,&nbsp;macchine o addirittura camion. \u00c8 stato fatto un progetto che si chiama mobilit\u00e0 alternativa che prevede due&nbsp;scambiatori di traffico, uno a nord e uno a sud, per poter consentire ai turisti che rappresentano,&nbsp;rappresentavano il grosso del traffico per Orvieto, di lasciare la macchina al di fuori della rupe e arrivare al&nbsp;centro storico attraverso appunto dei mezzi diversi. All\u2019ultimo momento \u00e8 stato realizzato un grande&nbsp;parcheggio accanto alla stazione ferroviaria, \u00e8 stata ripristinata la funicolare. Qui i bus turistici si fermano&nbsp;gi\u00f9 a valle, i turisti prendono la funicolare e poi sbucano accanto al Portico di San Patrizio e poi a piedi o con&nbsp;il pulmino raggiungono Orvieto, quindi si evita di far salire queste decine e centinaia di pullman all\u2019interno&nbsp;del centro antico.&nbsp;La seconda fase, invece questa di pi\u00f9 recente realizzazione invece \u00e8 stata quella del parcheggio coperto al&nbsp;Foro Boario e quindi, diciamo a Porta Almana sul lato Sud. Un parcheggio coperto di due piani, e l\u00ec&nbsp;attraverso un sistema di scale mobili, che riutilizzano delle cavit\u00e0 presenti nel masso tufaceo, oppure&nbsp;attraverso un ascensore si sbuca a due passi dal Palazzo del Comune. Questo tema delle scale mobili \u00e8 stato&nbsp;utilizzato anche a Perugia, non so se ci siate andati, e funziona molto bene. Quindi c\u2019\u00e8 un centro storico, un&nbsp;centro medievale che non poteva sostenere l\u2019aggressione del traffico veicolare quindi sono stati fatti una serie&nbsp;di parcheggi tutti intorno che poi con delle scale mobili, in pochi minuti, si arriva in Piazza dei Priori, a Corso&nbsp;Venezia e via dicendo. Dopo, eventualmente, vediamo qualcosa.&nbsp;Allora scorriamo proprio di corsa di corsa le immagini e poi ce ne andiamo.&nbsp;Ecco, si diceva il tessuto medievale compatto, questo \u00e8 il percorso principale dove attraversa il quartiere&nbsp;antico, il quartiere della Cava, ecco vedete questi fronti continui, l\u2019abitazione addossata l\u2019una all\u2019altra. Ecco&nbsp;andiamo avanti e magari dopo ci passiamo e a piedi vi rendete conto.&nbsp;Ecco vedete di nuovo la sede stradale estremamente ridotta, ulteriormente ridotta dalla presenza dei veicoli.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco un altro percorso\u2026 ecco questa \u00e8 la Chiesa di San Giovenale, chiesa del 1000, del&nbsp;1000 e passa, il prossimo anno compie mille anni.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco di nuovo il quartiere medievale, come vedete un\u2019uniformit\u00e0 straordinaria dal punto di&nbsp;vista del materiale, soltanto tufo e laterizi.&nbsp;Andiamo avanti. Questa \u00e8 la Chiesa di San Giovanni, una chiesa a pianta centrale.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questo \u00e8 l\u2019altro materiale, il bianco e il nero, basalto e travertino usato negli edifici pi\u00f9&nbsp;importanti, come ovviamente \u00e8 il Duomo, oppure in particolari dettagli della costruzione, come il portale&nbsp;oppure degli elementi significativi.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco, qua abbiamo tre materiali, il bianco e il nero, travertino e basalto, il tufo e poi la&nbsp;facciata di marmo, marmo con mosaici, con tessere di mosaico dorate inserite insieme al tufo.&nbsp;Andiamo avanti, anzi possiamo tornare un attimo indietro, ecco vedete il rapporto, queste sono le case dei&nbsp;canonici del \u2018200-\u2018300 quindi per dire lo stacco dimensionale tra l\u2019edificio che doveva rappresentare la&nbsp;magnificenza della citt\u00e0 e quello che era, come dire, un edificio normale di abitazione.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco di nuovo questi materiali, la sensibilit\u00e0 plastica di questi torrioncini che decorano&nbsp;l\u2019esterno delle absidine.&nbsp;Andiamo avanti, ecco di nuovo questo tema, ecco dico che a me piace molto di pi\u00f9 i fianchi del duomo che la&nbsp;facciata, c\u2019\u00e8 una capacit\u00e0 di plasmare la materia e di giocare su elementi sottili, come pu\u00f2 essere l\u2019ombra e&nbsp;trasferisce su una superficie rettilinea o curva, infatti non sappiamo il nome dell\u2019architetto del Duomo per\u00f2&nbsp;era sicuramente un grande e per altri motivi, per\u00f2 adesso non \u00e8 il caso di dilungarmi ulteriormente. In&nbsp;questo caso compare il marmo perch\u00e9 siamo sulla facciata quindi termina la partitura bianca e nera che&nbsp;trovate a Pisa e trovate dall\u2019altra parte del mare, in Sardegna, trovate in Liguria e forse addirittura bisogna&nbsp;andare nell\u2019Islam.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco queste invece sono, vedete le differenze, le nuove palazzine, siamo nel \u2018900, intonaco, il&nbsp;giardinetto intorno.&nbsp;Andiamo avanti. Questo \u00e8 l\u2019asilo \u00e8 stata definita come una Villa Urbana, perch\u00e9 in effetti villa voleva dire&nbsp;qualcosa che sta in citt\u00e0, allora per portarla all\u2019interno della campagna, allora si chiama villa urbana quasi\u2026&nbsp;adesso ci sembra normale ma all\u2019inizio doveva sembrare una cosa strana, perch\u00e9 qualcosa che sta in&nbsp;campagna \u00e8 una villa, se sta in citt\u00e0 \u00e8 un palazzo. Invece questa era la Villa Urbana.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco di nuovo l\u2019asilo.&nbsp;Andiamo avanti. Questa invece \u00e8 la scuola elementare, con questa scalinata, c\u2019\u00e8 un senso dello stato&nbsp;ottocentesco molto forte. Anche io sono andato a scuola l\u00ec, arrivavo sempre all\u2019ultimo momento quando il&nbsp;portone stava per chiudere, per\u00f2 in effetti incuteva un po\u2019 di paura perch\u00e9 uno esce dagli spazi di casa e deve&nbsp;entrare l\u00ec \u00e8 lo stato con la esse maiuscola.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questa \u00e8 l\u2019ultima piazza nata immediatamente a ridosso del Duomo, il polo scolastico&nbsp;chiamiamolo.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questa \u00e8 la zona verso le caserme, ecco vedete, tutto questo \u00e8 la caserma, questa \u00e8 la&nbsp;caserma, qua invece c\u2019\u00e8 l\u2019Accademia Fascista Femminile, qua c\u2019\u00e8 il carcere in questa zona qua, per cui tutta&nbsp;quella zona, quel quartiere che era ad orti viene occupato da strutture militari.&nbsp;Andiamo avanti. Eccolo qua, se vogliamo nelle forme c\u2019\u00e8 un qualcosa di De Chirico queste alte arcate.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco vedete come questa non si pu\u00f2 chiamare piazza, cio\u00e8 \u00e8 un vuoto urbano, uno spazio&nbsp;alterato, non ha la vitalit\u00e0 della piazza. La piazza, almeno nell\u2019accezione italiana, \u00e8 un luogo d\u2019incontro, un&nbsp;luogo dove c\u2019\u00e8 il caff\u00e8, dove i vecchietti si mettono seduti a parlare, dove i ragazzini arrivano con le biciclette e&nbsp;comunicano, si mettono in relazione tra di loro. Questo \u00e8 praticamente uno spazio vuoto, nato solamente&nbsp;perch\u00e9 qui ci doveva essere il fronte dell\u2019ingresso per la caserma; ma \u00e8 risultato sempre estraneo alla citt\u00e0, \u00e8&nbsp;uno spazio inerte che non vibra all\u2019unisono con il corpo sociale della citt\u00e0.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questo \u00e8 quello che vedevamo. Allora questo volume qua \u00e8 la facciata dell\u2019 Accademia&nbsp;Femminile Fascista, questo invece sarebbe il transetto della Chiesa di San Domenico, ecco qua vedete,&nbsp;questa \u00e8 una chiesa a croce latina, ecco questo \u00e8 il transetto. Allora per altro era una chiesa che sul finire del&nbsp;\u2018200 era notevolmente estesa e occupava gran parte della piazza, poi gi\u00e0 nel 1680 a causa di terremoti e&nbsp;quant\u2019altro venne demolita una parte qui e questo fronte e questa che era la facciata, il prospetto interno&nbsp;della chiesa era diventato invece il prospetto esterno del convento. Con il fascismo si demolisce anche queste&nbsp;ultime tre navate, cos\u00ec, una cosa fatta per bene, e si costruisce qua la nuova facciata.&nbsp;Andiamo avanti. Per altro quella era la sede, dato che era il convento dei domenicani, era sede&nbsp;dell\u2019Inquisizione, quindi forse, non so, un po\u2019 di sfortuna gliel\u2019abbiano portata. Quindi questa che diventa la&nbsp;facciata della chiesa in realt\u00e0 \u00e8 semplicemente il fronte laterale del transetto, anche questo portale stava in&nbsp;un\u2019altra chiesa fuori Orvieto viene appiccicato qui. Chiaramente lo Zampi, quello dei restauri ottocenteschi,&nbsp;e tutte le persone di cultura di Orvieto si oppongono alla costruzione della caserma a e anche qua alla&nbsp;distruzione della chiesa, per\u00f2 le scelte erano queste.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco qui di nuovo si vede quella situazione, allora, qui iniziava la navata che\u2026 si estendeva&nbsp;da questa parte questa era la navata laterale molto stretta, infatti era una tipologia estremamente&nbsp;particolare, perch\u00e9 questa navata era di poco pi\u00f9 di due metri, in qualche modo era una chiesa sala,&nbsp;un\u2019unica sala, semplicemente che i pilastri erano staccati di un paio di metri dalle pareti laterali, questa \u00e8&nbsp;come se fosse una sezione architettonica. Quando gli architetti disegnano fanno le sezioni per far vedere&nbsp;come stanno i vari ambienti tra di loro, qui loro ci hanno dato la possibilit\u00e0 di vedere in scala 1 a 1 una&nbsp;sezione architettonica. Vedete questo vedete \u00e8 il muro tagliato, questo era il fronte della chiesa che&nbsp;proseguiva, questo era il pilastro, ovviamente libero, si poteva camminare.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questo \u00e8 l\u2019ambiente, come fortunatamente ci \u00e8 conservato, sul fronte sud, quella&nbsp;collina che dicevamo, quella collina dei conventi.&nbsp;Andiamo avanti. Ecco questo \u00e8 l\u2019acquedotto medievale, forse ve ne hanno parlato, che attraversa qua a poi&nbsp;risale verso Orvieto.&nbsp;Andiamo avanti. Qui c\u2019\u00e8 un\u2019altra quindi il tema fondamentale per le trasformazioni della citt\u00e0 nel \u2018900 \u00e8&nbsp;quello che anche si presenta a chi, in qualche modo, dovr\u00e0 gestire l\u2019urbanistica della citt\u00e0, \u00e8 proprio quella&nbsp;del rapporto: tra ambiente naturale, ambiente costruito. La citt\u00e0 deve avere un suo grado di trasformabilit\u00e0,&nbsp;un regime vincolistico assoluta porta al degrado della citt\u00e0 stessa. Nello stesso tempo queste trasformazioni&nbsp;devono essere compatibili con la storia e con l\u2019ambiente. Questa \u00e8 la badia che c\u2019\u00e8 qua sotto, tra l\u2019altro questo&nbsp;\u00e8 un punto particolare perch\u00e9, ho parlato di Santiago di Compostella, la viabilit\u00e0 medievale del&nbsp;pellegrinaggio, sapete che c\u2019era l\u2019asse principale, l\u2019autostrada del medioevo era la via Francigena o Romea, a&nbsp;seconda del verso di percorrenza, che per\u00f2 non passava per Orvieto, passava vicino, passava a Bolsena. Ad&nbsp;Orvieto passava un altro percorso che andava verso Chiusi, verso Arezzo, che a volte era utilizzata come&nbsp;percorso alternativo, magari andavano a Roma attraverso la Romea e poi risalivano verso nord facendo&nbsp;quest\u2019altro percorso che passava per Orvieto. E questo \u00e8 il punto in cui questo tracciato risaliva la collina,&nbsp;qui inizia l\u2019altipiano della Alpina, andavano verso Viterbo e si congiungeva con la Romea a Monte Fiascone e&nbsp;da l\u00ec si incominciava e c\u2019era l\u2019ultimo tratto che arrivava. Appunto alla congiunzione con questo grande&nbsp;percorso che da Roma arrivava appunto in Spagna.&nbsp;Va bene direi, visto che siamo in Italia, di andare al sole.&nbsp;Visita guidata al Duomo di Orvieto&nbsp;Conferenza-Visita: \u201cLa Cappella Nova e gli affreschi del Signorelli\u201d&nbsp;Raffaele Davanzo, Soprintendenza per i Beni Culturali dell\u2019Umbria&nbsp;[\u2026].&nbsp;Vi ho portato qui sul\u2026 per vedere il fianco del Duomo, in realt\u00e0 quello che tutti conoscete, perch\u00e9 comunque&nbsp;bene o male, su i libri di storia dell\u2019arte italiana ricopre sempre un posto importante, \u00e8 la cappella del&nbsp;Duomo.&nbsp;In realt\u00e0 \u00e8 proprio dall\u2019analisi dei\u2026 della struttura dei fianchi cio\u00e8 delle navate, delle tre navate che&nbsp;dobbiamo partire sia dal punto di vista storico che dal punto di vista prettamente [\u2026]. Perch\u00e9 questo, adesso&nbsp;vi dico come, \u00e8 l\u2019idea\u2026 la prima idea del Duomo che parte nel 1290. Ora voi dovete togliere idealmente da&nbsp;quello che vedete, la\u2026 questa parte che sporge, che poi \u00e8 la cappella di servizio che dopo vedremo,&nbsp;immaginarvi un\u2019altra di queste cappelle circolari immediatamente dopo, no, e quindi vedete il transetto che&nbsp;arriva fino a terra e la facciata e\u2026 diciamo, toglierla. Quindi che cosa abbiamo. Abbiamo una\u2026 una struttura&nbsp;molto serrata, no, dal punto di vista proprio anche planimetrico perch\u00e9 il transetto esce innalzato no, in\u2026&nbsp;spazialmente, ma non sul fianco non planimetricamente no, dal filo delle navate, e guardate come funziona&nbsp;no, cosa [\u2026]anche il discorso proprio dal punto di vista proprio dei volumi. Abbiamo una partitura dei fianchi&nbsp;con queste cappelle circolari, che sono dei veri e propri, diciamo, la reinterpretazione diciamo, delle colonne&nbsp;di un tempio greco cio\u00e8 sono volumi puri sotto la luce. E guardate in fondo come terminava, perch\u00e9 se noi&nbsp;eliminiamo idealmente lo spazio, la struttura della cappella di servizio, vediamo che come finisce il transetto&nbsp;dalla parte dell\u2019abside finisce con questo [resello] circolare. Come vedete c\u2019\u00e8 tutta questa serie di elementi&nbsp;curvi che poi richiudono, con l\u2019elemento curvo proprio alla fine del transetto. Ora l\u2019abside attuale del Duomo&nbsp;\u00e8 un\u2019abside quadrata, poi vi spiego perch\u00e9.&nbsp;Originariamente nel primo progetto che fu portato avanti per tutte le navate fino ad una certa altezza,era&nbsp;prevista e fu costruita un\u2019abside circolare, capito? Quindi c\u2019era tutta questa serie di volumi cilindrici che poi&nbsp;si concludevano col volume cilindrico dell\u2019abside che era simile a questa con, diciamo, segnata da piccole&nbsp;colonne tra l\u2019altro senza neanche delle grosse finestre [\u2026], oggi invece in opera c\u2019\u00e8 un discorso&nbsp;completamente diverso, perch\u00e9 questo discorso \u00e8, diciamo, fa parte della reinterpretazione del Duomo nel&nbsp;senso[\u2026]. Infatti se voi vedete, io facevo il paragone col tempio greco, per\u00f2 a questo punto con l\u2019architettura&nbsp;classica, in realt\u00e0 lo \u00e8 proprio perch\u00e9 i volumi sono talmente equilibrati tra di loro, da pensare ad una&nbsp;rivisitazione. Chiaramente la rivisitazione era quella delle architetture diciamo tardo antiche, le prime&nbsp;architetture cristiane insomma, chiaramente. Infatti non a caso in uno degli archi appunto di prima [\u2026] e&nbsp;l\u2019anno della messa in opera della prima pietra. C\u2019\u00e8 un lungo dibattito nel quale, al di l\u00e0 di discorsi di&nbsp;recuperare aree del vescovo, dei canonici ecc. ecc. Perch\u00e9 prima vi erano due chiese: una, la Chiesa di San&nbsp;Costanzo che corrispondeva all\u2019interno del Duomo attuale; e un\u2019altra probabilmente su questo lato, parallela&nbsp;che \u00e8 la Santa Maria d\u2019Episcopio, cio\u00e8 Santa Maria del Vescovo; una \u00e8 la chiesa dei canonici e l\u2019altra \u00e8 la vera&nbsp;e propria cattedrale.&nbsp;Al di l\u00e0 di tutti questi ragionamenti di[\u2026] nuova chiesa si parla di come doveva essere, quale riferimento [\u2026],&nbsp;praticamente il riferimento a una chiesa romana che \u00e8 chiaramente una chiesa dell\u2019arte romana,&nbsp;dell\u2019architettura romana, perch\u00e9 la prima dell\u2019arte cristiana per\u00f2 siamo ancora in un discorso di architettura&nbsp;romana. Anche se in realt\u00e0 non c\u2019entra niente questo paragone perch\u00e9, immagino lo sappiate, Santa Maria&nbsp;Maggiore a Roma ha le colonne architravate invece questa chiaramente ha le colonne [\u2026].&nbsp;Perch\u00e9 fu scelto questo paragone ben preciso e ben riferito ad un periodo particolare anche della storia della&nbsp;chiesa e quindi dell\u2019architettura dell\u2019arte che \u00e8 [\u2026] quel periodo dell\u2019inizio dei primi secoli della chiesa?&nbsp;Proprio perch\u00e9 doveva fare un riferimento a Roma e alla valenza forte [\u2026] e quindi diciamo anche agli occhi&nbsp;della gente, e questo viene fuori dei dibattiti di [\u2026].&nbsp;Questa chiesa che a noi ci sembra anticipare di centocinquanta anni perlomeno, certe scelte che poi saranno&nbsp;del rinascimanto[\u2026]al di l\u00e0 delle misure, delle dimensioni che \u00e8 un altro discorso ma, per esempio questa&nbsp;soluzione di absidi sull\u2019esterno delle navate laterali la ritroviamo nel Santo Spirito del Brunelleschi e aveva a&nbsp;sua volta un riferimento medievale, nel Palazzo, in un pezzo del Palazzo Lateranense che adesso non esiste&nbsp;pi\u00f9. Quindi era vista, questa\u2026 questa acquisizione, come un riferimento a proprio, a un pensiero quasi&nbsp;conservatore del papato e questo viene portato avanti, questo progetto per alcuni anni, fino al 13[\u2026] non di&nbsp;molte persone come\u2026 tra qui Arnolfo di Cambio,e come [\u2026] progettista delle navate del Duomo.&nbsp;In realt\u00e0 non si ha documento che\u2026 che diciamo ci dia la garanzia sul nome dell\u2019architetto. E sicuramente \u00e8&nbsp;un grosso architetto [\u2026] quando voi vedete scritto sui [\u2026] architettura romanica perch\u00e9 in realt\u00e0&nbsp;l\u2019architettura romanica in Italia va dal 1230 diciamo, che sono quegli anni in cui si cominciano le prime&nbsp;costruzioni gotiche in Italia; che sarebbe poi la chiesa pi\u00f9 vicina che sar\u00e0 di San Francesco ad Assisi. In&nbsp;realt\u00e0 \u00e8 un\u2019architettura che diciamo va avanti,anche per\u2026 va avanti, diciamo anche nel tempo, perch\u00e9 va&nbsp;verso riferimenti direttamente legati\u2026 per\u00f2, ripeto, era vista\u2026 era il simbolo proprio di un forte&nbsp;conservatorismo legato alla [\u2026] del papato.&nbsp;Nel 1306-1305 accade il [\u2026] c\u2019era questa crisi viene messo in crisi questo impianto planimetrico e&nbsp;fondamentalmente [\u2026]. Mettetevi anche nei panni di chi gestiva insieme, perch\u00e9 la costruzione del Duomo,&nbsp;come in tutte le citt\u00e0, era un impresa no, fatta tra il vescovo ma anche lo stesso [pretore] [\u2026] quindi questo&nbsp;riferimento forte al Papa era la cosa che non, diciamo, non aveva quella forza che poteva avere nei confronti&nbsp;del vescovo o dei sacerdoti. Quindi viene messo in crisi questo impianto, quindi 12-13 anni dopo l\u2019inizio della&nbsp;costruzione. Viene messo in crisi intanto dal punto di vista strettamente spaziale, cio\u00e8 la pulizia che noi ci&nbsp;siamo immaginati prima, viene, diciamo, rotta dall\u2019inserimento di quello che noi vediamo. Immaginiamoci&nbsp;solamente quegli archi rampanti, no che\u2026 quegli speroni che vanno contro no, il transetto e la parte in&nbsp;basso a destra che sarebbe il contrafforte che [\u2026] doveva raccogliere le forze delle volte del transetto. Per\u00f2&nbsp;ecco, perch\u00e9 si imputava a\u2026 cio\u00e8 si pensava che un giorno quelle volte avrebbero allargato le strutture&nbsp;verticali e quindi sarebbe stato necessario, diciamo, fermarle con delle strutture. Tenete conto che dopo si&nbsp;sfruttarono proprio queste strutture di contenimento per fare le cappelle, questa cappella corporale e&nbsp;l\u2019abside nuova, [\u2026] quadrata sempre sfruttando queste strutture messe a sostenere il\u2026 le spinte orizzontali&nbsp;del [\u2026].&nbsp;Per\u00f2 vi rendete conto che intanto per fare quello fu distrutta l\u2019ultima cappella circolare, e poi era\u2026 era&nbsp;completamente diciamo rotto questo equilibrio perfetto fra spazi [\u2026] e questa fu una prima cosa in senso\u2026&nbsp;diciamo statico. In realt\u00e0 molto probabilmente fu un tentativo di arrivare comunque ad una planimetria a&nbsp;croce, vedete a croce cio\u00e8 con un finto transetto sporgente, perch\u00e9 quello in questo momento per chi voleva la&nbsp;curiosit\u00e0 cio\u00e8: il gotico, era questo il disegno cio\u00e8 proprio [\u2026]. In questo modo che cosa succede, l\u2019abside&nbsp;diventa da circolare con poche finestre, probabilmente diventa quadrata, come adesso vedremo dentro, con&nbsp;un enorme finestrone gotico. Quindi se prima anche dentro tutta una serie di spazi erano comunemente&nbsp;racchiusi dentro tutta una serie di involucri no, perfettamente plastici e modellati, adesso c\u2019\u00e8 uno scatto&nbsp;gotico di questo finestrone no, che si alza [\u2026], e poi fondamentalmente la facciata.&nbsp;Mi dispiace che siamo capitati in un periodo\u2026 tanto sono io il direttore dei lavori, io sono del ministero dei&nbsp;Beni Culturali.&nbsp;[\u2026] Stiamo scendendo perch\u00e9 siamo partiti dalla cornice che \u00e8 in basso, adesso se volete ci possiamo&nbsp;mettere di nuovo di fronte [\u2026] la facciata.&nbsp;Scusate io sto parlando molto piano, sto scandendo bene le parole, lo so che voi sapete l\u2019italiano benissimo\u2026&nbsp;Intervento: [\u2026]&nbsp;D: [\u2026] pi\u00f9 di cos\u00ec non\u2026 gi\u00e0 mi raspa la gola.&nbsp;Una cosa fondamentale c\u2019\u00e8 da dire su questa cosa; che esistono due progetti databili a quel periodo che vi&nbsp;dicevo prima, cio\u00e8 primissimi anni del \u2018300, nelle quali ci sono due soluzioni per una facciata, chiaramente&nbsp;per questa facciata, e di questi due il secondo progetto fu portato avanti praticamente con le stesse&nbsp;proporzioni e stessi eh\u2026 fino alla conclusione della facciata, perch\u00e9 la facciata appunto fu cominciata nel&nbsp;\u2018307-310 ma fu conclusa con quella guglia di sinistra nel\u2026 praticamente nel 1600, quindi praticamente&nbsp;dopo trecento anni ma sempre seguendo lo stesso disegno,salvo, salvo una cosa che sarebbe l\u2019inserimento di&nbsp;quella galleria di nicchie che sono i dodici apostoli, che sta immediatamente alla base della cuspide centrale,&nbsp;ora questo lo vedete anche dall\u2019architettura di quella galleria di nicchie, che \u00e8 un\u2019architettura rinascimentale,&nbsp;con\u2026 l\u00e0 vedete paraste con il capitello, la nicchia con il catino della nicchia fatto a conchiglia, che \u00e8&nbsp;tipicamente rinascimentale. \u00c8 certo perch\u00e9 questi progetti, e questo progetto, \u00e8 ben chiaro come la cuspide&nbsp;triangolare centrale gravasse direttamente sulla zona del rosone, vedete c\u2019\u00e8 il rosone circolare con intorno&nbsp;tutta una serie di piccole teste che sono cinquantadue. Quindi praticamente si \u00e8 seguito questo\u2026 questo&nbsp;progetto salvo questo inserimento di questa griglia fino al completamento della facciata.&nbsp;Ora tenete conto [\u2026]. Orvieto, come moltissime citt\u00e0 italiane, nel 1348 viene colpita dalla peste nera e in una&nbsp;citt\u00e0 dove,c\u2019\u00e8 un grosso\u2026 al di l\u00e0 delle lotte intestine politiche, che qua non erano solo politiche erano anche&nbsp;proprio di confine tra le varie fazioni interne, comunque non era mai mancato: n\u00e9 le risorse proprio di&nbsp;denaro, n\u00e9 chiaramente la volont\u00e0 cittadina di portare avanti\u2026 a portare avanti la [\u2026] anche perch\u00e9, come in&nbsp;tutti i comuni italiani, la vita stessa era organizzata e anche l\u2019amministrazione della citt\u00e0, era organizzata da&nbsp;parte delle arti, le arti erano le congregazioni dei vari mestieri. L\u2019arte dei muratori era una delle pi\u00f9&nbsp;importanti [\u2026].&nbsp;Ora tenete conto che la peste praticamente in questo periodo uccide la met\u00e0 della popolazione, non sapremo&nbsp;mai quanto effettivamente, colpisce per\u00f2 la ripresa praticamente di questa, di altre citt\u00e0, dura circa un&nbsp;settanta ottanta se non cento anni, cio\u00e8 praticamente dalla fine\u2026 dalla met\u00e0 del \u2018300 fino al \u2018420-\u2018430. C\u2019\u00e8&nbsp;anche dal punto di vista economico, c\u2019\u00e8 una fase che [si ferma] solo negli anni 20-30 del \u2018400 e lo stesso&nbsp;succede qui, praticamente si interrompe di colpo la costruzione della facciata. Successivamente continua nel&nbsp;1450 quando si decide l\u2019inserimento [\u2026] ma con molta lentezza viene conclusa il triangolo centrale nel 1515&nbsp;e le guglie piano piano, una dopo l\u2019altra, le ultime quelle esterne, le ultime quelle due esterne che vedete,&nbsp;anche l\u00ec c\u2019\u00e8 un inserimento di un tema nuovo malgrado la struttura gotica. Vedete che c\u2019\u00e8 l\u2019inserimento al&nbsp;centro di un timpano semmai barocco, vedete che c\u2019ha anche le paraste rotate a quarantacinque gradi che&nbsp;c\u2019ha un certo diciamo\u2026 un valore di architettura molto molto di iterazione [\u2026]. Per\u00f2 come tutte queste cose&nbsp;che funzionano bene [\u2026]adesso malgrado ci sia poco tempo vi farei capire perch\u00e9 funzionava bene questo\u2026&nbsp;questa sezione, questo prospetto. Anche questi elementi entrano nella composizione generale come se fosse&nbsp;una grande macchina, che poi nel tutto, anche ogni elemento, anche se stilisticamente discordante riesce&nbsp;comunque ad avere [\u2026]. Ora vedete, la loggetta che vedete al centro praticamente prosegue da una parte&nbsp;all\u2019altra fa una prima grossa divisione e nell\u2019altro senso abbiamo le divisioni date dai quattro pilastri, che&nbsp;vedete dall\u2019alto vengono in basso dove si allargano in questi quattro grossi episodi scultorei, questi&nbsp;bassorilievi. Quindi praticamente \u00e8 come se ci fosse una griglia, se pensate la stessa operazione accade ad&nbsp;Assisi.&nbsp;Lungo tutte le pareti di San Francesco d\u2019Assisi c\u2019\u00e8 tutta una serie di partiture, nelle quali poi i vari pittori&nbsp;inseriscono la loro opera, per\u00f2 \u00e8 come se fosse gi\u00e0 una griglia bene precisa dove c\u2019\u00e8 il giusto posto, nel giusto&nbsp;equilibrio: per la scultura, per il mosaico, per diciamo l\u2019architettura risorta, sia come mosaico che come&nbsp;inserti di marmo, e specialmente dalla parte centrale, che adesso non la vediamo, ma \u00e8 veramente il&nbsp;baricentro di tutta la composizione.&nbsp;Per esempio i rapporti con la cattedrale di Siena, li conoscete la cattedrale di Siena con la facciata [\u2026] prima&nbsp;si pensava che la cronologia fosse questa, che ci fosse una parte bassa dei portali della cattedrale di Siena&nbsp;alla quale poi seguiva questa cattedrale. Tra l\u2019altro il\u2026 sicuramente chi ha portato avanti questo progetto,&nbsp;non solo per la facciata ma anche questa goticizzazione, come vi dicevo, di questo Duomo diciamo&nbsp;neoclassico tra virgolette, cio\u00e8 romanico diciamo, che non \u00e8 [\u2026] senese e dopo la realizzazione di questa&nbsp;facciata veniva poi continuata la parte superiore del duomo di Siena in analogia con questo, analogia che in&nbsp;realt\u00e0 l\u00ec funziona molto male come corrispondenze di linee verticali perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un allargamento degli assi, c\u2019\u00e8&nbsp;una specie di sovrapposizione della parte superiore rispetto alla parte di sotto che \u00e8 diversa. In realt\u00e0 poi si&nbsp;sta scoprendo ultimamente che i due edifici come facciata vanno praticamente dal livello sopra i portali,&nbsp;vanno avanti di pari passo, infatti fino a quella data fatidica che vi dicevo e che \u00e8 il 1348 [\u2026].&nbsp;[\u2026].&nbsp;Dunque il lavoro, come ogni lavoro di restauro consta di [\u2026]la pulitura, il completamento [\u2026] vuol dire anche&nbsp;sia protezione che riequilibrare alcune zone\u2026&nbsp;Intervento: Pietra e mosaico.&nbsp;D\u2019Avanzo: Pietra e mosaico, e anche cio\u00e8 pietra nel senso di pietra come\u2026 ci sono anche inserti di pietra.&nbsp;Adesso ci sono vedete tutti i pezzi che sono [\u2026].&nbsp;I: [\u2026].&nbsp;D:[\u2026] che vanno avanti, anche se l\u2019organizzazione funziona a livello di volteggio, chiaramente per diversi[\u2026]&nbsp;anche cominciando dall\u2019alto si va avanti per fasi e quindi per voltate, cio\u00e8 per livelli del volteggio.&nbsp;I: [\u2026] da Orvieto?&nbsp;D: No \u00e8 una ditta di restauratori che viene da Roma, anzi sono due ditte collegate.&nbsp;Allora vedete quello che vi dicevo prima, cio\u00e8 voi dovete immaginarvi l\u2019interno del Duomo nella sua idea,&nbsp;diciamo idea originale in una chiusura circolare al posto di quella invece che \u00e8 stata realizzata, come vedete,&nbsp;sul finestrone gotico. Ecco lo scatto, il verticalismo, guardate anche come viene risolto in quella loggetta&nbsp;[\u2026]in realt\u00e0 dovrebbe essere idealmente la prosecuzione di questo [\u2026], in realt\u00e0 \u00e8 un elemento molto&nbsp;importante, molto ben definito come [\u2026].&nbsp;Come dicevo prima, intanto c\u2019\u00e8 un tentativo di allargare il pi\u00f9 possibile a sinistra la navata centrale, le&nbsp;navate laterali.&nbsp;[\u2026].&nbsp;[\u2026] non fu realizzato completamente [\u2026] chiaramente come moltissime [\u2026] italiane ma non solo italiane nel&nbsp;\u2018500 pens\u00f2 una modernizzazione dello stile e dell\u2019architettura di allora. Adesso questo non lo vediamo pi\u00f9 ma&nbsp;ha portato, ve lo posso descrivere, ve lo potete immaginare, non fu realizzato completamente ma fu realizzato&nbsp;solamente sulle pareti esterne delle navate laterali, ognuna di queste cappelle trasformato in un grosso altare&nbsp;dove praticamente vi era tutta una decorazione a stucchi che [quadrava] delle cappelle con affreschi ecc. e&nbsp;che invece alla fine dell\u2019800, questo ve lo sto dicendo proprio per mettere in evidenza come il restauro ha&nbsp;avuto dei periodi nei quali ci si \u00e8 comportati secondo dei criteri che dopo non si sono pi\u00f9 usati e anzi sono&nbsp;stati considerati delle vere e proprie\u2026 dei propri sbagli.&nbsp;Tutta questa decorazione della fine del \u2018500 fu poi tolta, grattata via, per riportarlo a quello che doveva essere&nbsp;il suo iniziale aspetto, ma in realt\u00e0 poi non si trov\u00f2 niente sul muro, e infatti vediamo che queste non sono&nbsp;pietre ma sono semplicemente dipinte, cio\u00e8 non sono filari di pietre come all\u2019esterno bianche e nere ma sono&nbsp;semplicemente [ritorti] bianchi e neri dipinti sul muro.&nbsp;Questo per dire che comunque tutte queste operazioni di rimodernarizzazione di questa chiesa ha&nbsp;comunque portato ad una perdita di grossi[\u2026], che poi fondamentalmente era una realizzazione unitaria che&nbsp;comunque poi non toccava l\u2019intera chiesa perch\u00e9 era solamente [\u2026] tra due pareti, pi\u00f9 la presenza di\u2026 della&nbsp;grossa statua [\u2026]\u00e8 stata riaperta, alzata di cinque metri che [\u2026]rappresentava l\u2019apostolo e che quindi davano&nbsp;anche quel senso di scala, cio\u00e8 di rapporto tra architettura e un certo tipo di scultura, quindi molto grande, e&nbsp;che oggi certo non avremmo fatta questa [\u2026].&nbsp;Che altro vi devo dire in generale, grosse opere d\u2019arte all\u2019interno, salvo la cappella del Signorelli per\u00f2 credo&nbsp;che dovreste andare a prendere il biglietto [\u2026].&nbsp;Ci sono il ciclo della [\u2026] nella tribuna, storia della Vergine, la vetrata istoriata di Giovanni [\u2026], siamo sempre&nbsp;negli anni del \u2018300, e la cappella del [Corpolare] che sarebbe quella cappella a sinistra, all\u2019esterno del&nbsp;transetto [\u2026]sfruttando quei partiture di contrafforti [\u2026]. E poi qui c\u2019\u00e8, di fronte qui c\u2019\u00e8, un interessante&nbsp;affresco di Gentile da Fabriano che\u2026 vediamo di girarci l\u00ec, prima di andare in fondo.&nbsp;Tutta la cattedrale \u00e8 dedicata alla Madonna, e la Madonna compare in moltissimi [\u2026] anche nelle storie&nbsp;della\u2026 che citavo prima, della tribuna, lo stesso compare anche nelle storie della vetrata.&nbsp;Questa \u00e8 una delle poche cose che si sono salvate, questo \u00e8 del 1435, questo affresco, perch\u00e9 nel \u2018600 fu poi&nbsp;riinglobato nella decorazione delle navate, cos\u00ec come ve le ho descritte prima, perch\u00e9 era stata trasformata in&nbsp;un altro [edificio]. In realt\u00e0 non era pi\u00f9 una Madonna in Trono, ma era una un supplizio mistico di Santa&nbsp;Caterina in quanto sull\u2019asse destro era stata spostato l\u2019asse come vedete perch\u00e9 cos\u00ec come \u00e8 stata&nbsp;ripresentata adesso da l\u2019idea di come, di che spazio ingombrava originariamente.&nbsp;Dicevo nella zona a destra della Madonna era stata inserita a tempera non ad affresco [\u2026] una Santa&nbsp;Caterina ed era cambiato diciamo [\u2026]. Chiaramente visto che questa era[\u2026] l\u2019unica opera ad affresco di&nbsp;Gentile da Fabriano, pittore italiano del periodo di [\u2026]gotico internazionale in Italia ha pochissimo peso,&nbsp;contrariamente alla Francia alla Germania e invece questo \u00e8 un, non so se si pu\u00f2 dire, veramente&nbsp;internazionale come [pittore]. Con il recupero di questo affresco c\u2019\u00e8 stato [\u2026], ma anche come [\u2026] \u00e8 stato&nbsp;terminato da pochi anni[\u2026] si \u00e8 potuta ritrovare tutta quanta anche la composizione.&nbsp;[\u2026] ci sono delle cose di grande raffinatezza alla destra del trono, alla destra del manto della Vergine, in&nbsp;trasparenza rispetto alle arcate color giallo del fondo [\u2026] vedete che c\u2019\u00e8 una [\u2026] con una tecnica incredibile&nbsp;perch\u00e9 \u00e8 come se fosse una\u2026 una spiritualit\u00e0 insomma una valenza [\u2026] queste cose che prima non si&nbsp;vedevano. Chiaramente si \u00e8 perso molto non so, del manto del bambino, molte cose delle mani, per\u00f2&nbsp;insomma \u00e8 [\u2026] l\u2019unico affresco di Gentile da Fabriano [\u2026] rinascimento prima dei grandi tipo Masaccio; \u00e8 un&nbsp;personaggio diciamo di spicco del panorama pittorico italiano. Io direi adesso andiamo verso il fondo e&nbsp;vediamo velocemente la cappella corporale e la tribuna, dopo usciamo fuori e prendiamo i biglietti per la&nbsp;cappella di servizio.&nbsp;I.[\u2026].&nbsp;D.[\u2026] quelle vetrate di lato sono tutte vetrate di rifacimento di dopo questo lavoro di restauro [\u2026]. Si \u00e8 fatta&nbsp;questa scelta , non so per quale ragione, le vetrate originali, vetrate sono in realt\u00e0 alla base con dei travertini&nbsp;[conciati oniciati] nel senso[\u2026] una \u00e8 una cosa di restauro.&nbsp;I:[\u2026] una scelta un po\u2019 strana.&nbsp;D:[\u2026] c\u2019\u00e8 un ibrido, \u00e8 un ibrido [\u2026] vetraio ha sbagliato, il mastro vetraio che alla fine dell\u2019800 inizi del \u2018900&nbsp;fece il restauro della vetrata di Guarino che \u00e8 invece del 1330.&nbsp;I:[\u2026].&nbsp;D: Ma no perch\u00e9 erano state qui davanti su tutto questo fronte, era stata inserita una partitura a stucco e a&nbsp;decorazione [\u2026] che rendeva tutta questa [\u2026] tonde non c\u2019erano pi\u00f9, c\u2019era un altare e una grossa pala [\u2026] era&nbsp;una nuova\u2026 un nuovo prospetto totalmente nuovo per degli interni.&nbsp;I: [\u2026].&nbsp;D: S\u00ec nelle cappelle, [\u2026]no queste vetrate c\u2019erano ancora per\u00f2 erano tutte ridisegnate e c\u2019erano solamente,&nbsp;credo, all\u2019interno ed era solamente il pezzo quadrato ci sono ancora delle foto[\u2026] \u00e8 stato distrutto nel 1893-&nbsp;94.&nbsp;Io volevo parlare un momento di questo, di questa statua che \u00e8 una statua che in realt\u00e0 fa parte del [\u2026].&nbsp;I. [\u2026] alabastro.&nbsp;D. No in alabastro ne vediamo uno, alabastro quello di Volterra che \u00e8 molto pi\u00f9 grigio. [\u2026] dava questo&nbsp;effetto, il [\u2026] travertino, che \u00e8 una pietra, oniciato perch\u00e9 assomiglia all\u2019onice. L\u2019alabastro \u00e8 quello di&nbsp;Volterra, l\u2019alabastro che poi in realt\u00e0 \u00e8 un [\u2026]. Quello che fu messo nell\u2019800 nel rosone del transetto di l\u00e0.&nbsp;Allora io volevo parlarvi di questo\u2026 questa opera che fa parte della facciata, adesso vediamo quel pannello,&nbsp;che fa parte di un gruppo di marmo e di [\u2026]. Infatti questa statua, la troverete no, \u00e8 stata messa all\u2019interno&nbsp;di un baldacchino in bronzo [\u2026] il Signorelli due gruppi di tre angeli ciascuno e il posizionamento \u00e8 sulla&nbsp;facciata dietro [\u2026] sopra il portale principale esattamente dietro la finestra con gli archi intrecciati,&nbsp;esattamente l\u00ec. Che \u00e8 stata restaurata \u00e8 stata\u2026 e adesso c\u2019\u00e8 un dibattito forte se rimettere l\u2019originale oppure&nbsp;metterci la copia e [museizzare] l\u2019originale. Io [\u2026] sei o sette anni fa ero d\u2019accordo a fare una cosa del secondo&nbsp;tipo cio\u00e8 musealizzare, adesso invece, anche di fronte anche ad altri tipi di [\u2026] l\u2019originale al posto suo.&nbsp;Chiaramente nel museo la visione \u00e8 diversa, da vicino per\u00f2 [\u2026] non sarebbe mai come lo stiamo vedendo&nbsp;adesso [\u2026].&nbsp;Questo \u00e8 di Andrea Pisano e siamo nel periodo in cui il Montagni, che era il capomastro, [\u2026] e muore \u201930 [\u2026]&nbsp;in questi momenti, la facciata, la tribuna, ma non le pitture che sono successive, ma la vetrata, ecco fanno&nbsp;parte diciamo, anche se non sappiamo direttamente se le ha fatte lui, fanno parte di questo momento&nbsp;culturale.&nbsp;[\u2026]&nbsp;Intanto una cosa, questo serve anche a capire come la scultura come ce la immaginiamo noi \u00e8 un\u2019immagine&nbsp;completamente sbagliata, ed \u00e8 un\u2019immagine mette in realt\u00e0 dell\u2019edonismo neoclassico del [Winkelman] del&nbsp;[\u2026] che conoscendo per la prima volta la scultura greca e vedendo pensavano che la perfezione fosse nella&nbsp;purezza plastica del marmo quando invece in realt\u00e0 le sculture veramente di pietra ce n\u2019\u00e8 stata molto poca.&nbsp;Anche nella scultura greca \u00e8 sempre rigorosamente policromata, e anche questo, adesso noi ce ne&nbsp;accorgiamo questo qui per\u00f2 basta, basta vedere, perch\u00e9 qua, tenete conto che lei stava l\u00e0 sopra al di fuori e&nbsp;quindi le parti pi\u00f9 dietro erano coperte, vedete che tutto il mantello, su tutto il mantello c\u2019\u00e8 quel disegno fatto&nbsp;a cerchi e quello non \u00e8 altro che la preparazione della doratura; per cui tutto quello che voi vedete bianco&nbsp;adesso in realt\u00e0 era quello che era dorato e quindi ridiscendeva tutto e dovunque e che si ricollegava poi con&nbsp;quello che vedete che \u00e8 la frangia alla base della [\u2026]. Quindi tutte queste statue erano tutte completamente&nbsp;policrome; non solo la statua, ma vedete anche la\u2026 vedete il trono, vedete che l\u00ec ci sono disegnate due&nbsp;finestrine coniche [\u2026] con tutto un decalcato e poi c\u2019era la presenza di questi inserti, adesso che si sono&nbsp;liberati vediamo anche come si pone in tutto il gruppo l\u2019idea della brillantezza [\u2026] tutto attorno che quindi&nbsp;che facevano del mantello. Ma ecco ripeto tutto quanto aveva una grossa valenza cromatica. [\u2026].&nbsp;I: Scusi allora, ma allora vuol dire che era tutto dorato o anche bianco?&nbsp;D:[\u2026]che ci fossero altri colori non ci sono [\u2026] chiaramente tenete conto poi di una cosa, tutte le statue erano&nbsp;trattate [\u2026] se non altro con delle lucidature che erano a base di calcio e di grassi animali, che potevano&nbsp;essere, dati proprio con panni, con panni, entravano anche nella struttura del marmo, si vede, se ne ha la&nbsp;prova [\u2026] perch\u00e9 ci sono alcuni piccoli strati che, in cui i grassi si sono trasformati in [\u2026] sono dei sali,&nbsp;dell\u2019acido salico [\u2026] perch\u00e9 comunque era dato ripetutamente, e questo serviva intanto a dare una&nbsp;presentazione estetica [\u2026] togliere quel [\u2026] dal marmo che poi invece la [\u2026] dei primi del \u2018700 ci ha abituato,&nbsp;del marmo. [\u2026] che poi aveva una funzione fondamentale che era quello di proteggere il materiale originale&nbsp;da intemperie ecc. ecc. no, e infatti tutti [\u2026]hanno perfettamente conservato anche la superficie originale si&nbsp;vede perfettamente dove [\u2026] hanno perfettamente conservato anche la superficie del marmo e si vede la&nbsp;lavorazione della pietra la lavorazione della pietra, cio\u00e8 si vedono i segni no la [\u2026].&nbsp;Non hai detto una cosa importante: la prima realizzazione rinascimentale nel quale veramente si cerca di fare&nbsp;della prospettiva, dei disegni, della presenza dell\u2019uomo, cio\u00e8 dell\u2019uomo come colui che sta al centro del mondo&nbsp;il tema dell\u2019organizzazione di tutta la scelta iconografica. Cio\u00e8 voglio dire se voi pubblico come prima vista, la&nbsp;prima sensazione che avete \u00e8 sicuramente che vi trovate dentro una grande architettura dipinta; che vedete&nbsp;poi come funziona (mettiamoci qui) vedete come funziona, \u00e8 tutta una grande struttura che sfrutta no! gli&nbsp;archi della cappella per far si che ci sia un piano in cui si svolgono le scene successive e che sta tutto intorno&nbsp;e che sta sopra quella cornice no! Vedete, infatti, che le ombre di tutti i personaggi che stanno qui sopra c\u2019\u00e8&nbsp;un alone che vengono da quel soggetto di luce di quel dipinto, e poi vedete che effettivamente il personaggio&nbsp;sono sopra questa cornice. Vedete che c\u2019\u00e8 qualche piccolo particolare tipo il dito di quel personaggio, no!&nbsp;Ecco \u00e8 una grande architettura dipinta perch\u00e9 d\u00e0 l\u2019idea di uno spazio illusorio che si svolge al di l\u00e0 (no!) delle&nbsp;pareti della cappella, e questo \u00e8 una delle grandi ricchezze del rinascimento cio\u00e8 la prospettiva. [\u2026] Quindi&nbsp;diciamo il modo, il modo, il mistero quasi, no! come governare lo spazio cio\u00e8 come rappresentare lo spazio e&nbsp;quindi governarlo come.. in questo modo per una [\u2026] non solo anche la parte di sotto vedete \u00e8 una finta&nbsp;architettura. Vedete che ognuna di quelle parati che con le loro basi, vedete che le basi sono messe in&nbsp;prospettiva che vengono tutte per cos\u00ec, praticamente \u00e8 come se su questo vano centrale ci fosse il punto di&nbsp;vista di tutto. No! Notare pi\u00f9 o meno dove stiamo noi, in questo punto qui si nota veramente l\u2019uomo che vede&nbsp;e che quindi \u00e8 lui il riferimento di tutto quanto [\u2026.] Ma una cosa di pi\u00f9, perch\u00e9 qui si vede male perch\u00e9 c\u2019\u00e8&nbsp;questa, vedete come funzionava no per terra la parte pi\u00f9 in basso, no! vedete che era rossa, che \u00e8 molto&nbsp;rovinata per\u00f2, cio\u00e8 il confine tra la base di questa struttura architettonica e il pavimento \u00e8 tale che sembra&nbsp;che il pavimento rosso, che il pavimento rosso fin dall\u2019inizio, continui, che quindi sia un tutto uno. Ma per&nbsp;qui c\u2019\u00e8 veramente c\u2019\u00e8 questo grosso [\u2026] come questo, vedete che ognuno di questi [\u2026] che appeso tra le&nbsp;parate e la cornice, dal quale \u00e8 ritagliata questa finestra nella quale si sporgono i vari personaggi, questi vari&nbsp;letterati col libro [\u2026] Sul davanzale quindi con una profondit\u00e0 vedete che per rendere ancora pi\u00f9 forte questo&nbsp;effetto, vedete che c\u2019\u00e8 il sottolineato, no! il cerchio come se fosse dei lacunari delle rosette sotto quell\u2019arco.&nbsp;Come se fosse un arco visto in prospettiva che quindi l\u2019idea di questa cosa che va oltre. Questo allora per\u00f2&nbsp;questo \u00e8 il risultato finale e [\u2026.] viene dato da Luca Signorelli che comincia a lavorare nel 1499 e comincia&nbsp;nel 1503 e quindi adesso sono 500 anni precisi che la [\u2026] che era iniziata nel 1447 con tutt\u2019altro&nbsp;programma, con tutt\u2019altro pittore e anche tutt\u2019altra impostazione, diciamo sicuramente spirituale,&nbsp;iconografica. Allora, il lavoro comincia nel 1447 quindi siamo, cio\u00e8 quello che vi ho raccontato della fine [\u2026]&nbsp;esattamente 50 anni dopo e comincia con Beato Angelico che, al quale viene chiesto, lui che era un&nbsp;domenicano che fra l\u2019altro stava non so se lo avete visto il convento di S. Marco, lui l\u2019ha dipinto. Si chiamava&nbsp;Giovanni [\u2026] e lui era anche considerato lui era anche il priore di San Marco lui era considerato un teologo&nbsp;diciamo di zona Borrelli oltre che buon cultore, e fu lui, e questo dai documenti si percepisce, fu lui diciamo&nbsp;a consigliare [\u2026] il raggiungimento del tema \u201cGiudizio Universale\u201d. Ora su come su come alla met\u00e0 del 400&nbsp;questo tema del giudizio universale sia molto forte insomma, per\u00f2, ecco come in diverse epoche no! ritorna&nbsp;questa cosa del rinnovamento no! Della fine che \u00e8 anche l\u2019inizio di questa purificazione \u00e8 [\u2026] si riconnette poi&nbsp;con questo [\u2026] Allora viene accettato questo tema questo del Giudizio Universale e lui che cosa fa? D\u00e0 un&nbsp;proprio disegno, perch\u00e9 lo sappiamo perch\u00e9 dopo il Signorelli verr\u00e0 obbligato a seguire questi disegni per&nbsp;lunga parte e sicuramente della volta e sicuramente lui l\u2019idea sua era la volta e la parete in fondo. Ora la&nbsp;volta, lui della sua diciamo progettazione esegue solamente queste due volte[\u2026] ora queste due volte sono del&nbsp;Beato Angelico 1447\/49 tutto il resto, come adesso vediamo, \u00e8 di Luca Signorelli 50 anni dopo.OK? Allora il&nbsp;concetto del Giudizio Universale quindi alla base di tutto il Cristo [\u2026] perch\u00e9 \u00e8 lui che [\u2026] vedete sta, c\u2019ha in&nbsp;mano il mondo, perch\u00e9 il mondo era considerato [..] dalla maggior parte del mondo [\u2026] e attraverso il suo&nbsp;gesto cio\u00e8 avviene tutto. Ora vedete c\u2019\u00e8 tutta una serie di Angeli, guardate quegli ultimi due in basso, vedete&nbsp;sono Angeli con la tromba. Ora quindi questo dovrebbe dare l\u2019idea che tutto quello che poi il Signorelli ha&nbsp;realizzato in tutta la cappella, il Beato Angelico l\u2019aveva pensato di fare sulla parete di fondo, nella quale&nbsp;sicuramente non c\u2019erano due finestre basse che fece aprire il Signorelli, apposta. Quindi molto probabilmente&nbsp;la presenza di quei due angeli con la tromba qui [..] e li ritroviamo vedete sulla luce di questi altri due, vedete&nbsp;che ci sono altri che li realizza il Signorelli, ma sui disegni del Beato Angelico come li aveva ordinati il [\u2026]&nbsp;quindi probabilmente nell\u2019idea dell\u2019Angelico c\u2019era al di l\u00e0 dei corpi celesti, cio\u00e8 della [\u2026] attraverso il [\u2026] . Qui&nbsp;tutto quello che si sviluppa sul resto della cappella era immaginato qui. Nel senso che ci doveva essere la&nbsp;resurrezione dei morti, come (che ne so) succede sui bassorilievi, come i sepolcri che si aprono e sicuramente&nbsp;a destra c\u2019erano gli eletti e a sinistra a sinistra del Cristo i dannati e sulla destra del Cristo gli eletti. Come ci&nbsp;sono c\u2019\u00e8 anche una tavola a Berlino proprio del Beato Angelico; che \u00e8 una, una del Giudizio Universale. C\u2019\u00e8&nbsp;questo prato, no prato c\u2019\u00e8 questo viale con queste tombe [\u2026] che si scoperchiano c\u2019\u00e8 questa visione dalla&nbsp;parte [..] quindi questo doveva essere concluso, concluso. La parte importante \u00e8 nelle volte perch\u00e9 \u00e8 tutto un&nbsp;discorso molto molto teologico sulla figura di Cristo, che lui ha la sua testa sugli [\u2026] perch\u00e9 lui \u00e8 stato&nbsp;giudicato no! lui \u00e8 stato giudicato e quindi ha questo [\u2026] di fronte a lui, infatti vedete che ci sono i simboli&nbsp;della passione, c\u2019\u00e8 la colonna e sona tutti i simboli della passione la croce ecc. no! I simboli della passione&nbsp;che sono quindi la prova che lui \u00e8 stato giudicato e a destra cio\u00e8 questi a destra collegati sono i testimoni.&nbsp;No! I testimoni sono i profeti, che lo furono prima perch\u00e9 sono quelli che preannunciarono, e gli apostoli che&nbsp;lo sono nello stesso momento, per tempori no! E quindi insomma da l\u00ec c\u2019\u00e8 tutta una discussione. Ci sono i&nbsp;ponteggi dei lavori, [\u2026] qui c\u2019\u00e8 un cortiletto c\u2019\u00e8 un cambiamento [\u2026] inserito dopo, si perch\u00e9 [\u2026] non sarebbe&nbsp;mai comparso. Allora quello \u00e8 il pezzo diciamo messo sopra completa una giornata, perch\u00e9 un affresco si fa a&nbsp;giornata, cio\u00e8 la quantit\u00e0 di intonaco che viene steso e che \u00e8 uguale alla quantit\u00e0 che tu quel giorno pensi di&nbsp;dipingere, perch\u00e9 i pigmenti, i colori, no! devono essere messi sull\u2019intonaco fresco da qui affresco, in modo&nbsp;tale che [\u2026] cio\u00e8 reagendo alla calce [..] che diventando duro, diciamo facendo presa il colore venga inglobato&nbsp;nel [\u2026] questo \u00e8 il concetto di affresco anche come etimologia no! di parola e anche come importanza tra le&nbsp;arti, perch\u00e9 forse \u00e8 quello che dura di pi\u00f9 no!. E quindi, allora continuando vedete ci sono le vergini e i&nbsp;martire che come Cristo rinunciarono a qualcosa della loro vita, alla vita o al loro piacere e anche qui ci sono&nbsp;altri testimoni questi sono i patriarchi e i [\u2026] Quindi il Signorelli la prima cosa che fa dopo che si erano&nbsp;interrotti i lavoro del Beato Angelico nel 1449, nel 1450 c\u2019\u00e8 il Giubileo e Niccol\u00f2 V Parentucelli lo chiama a&nbsp;Roma a finire la cappella e lui sta un po\u2019 qua e un po\u2019 l\u00e0, \u00e8 vicino per\u00f2 lascia molti della bottega, molti allievi&nbsp;a lavorare per cui c\u2019\u00e8 [\u2026] e nel 1450 muore e l\u00ec probabilmente si blocca il cantiere. Nel.. dopo aver cercato&nbsp;diversi pittori anche importanti [\u2026] nel 1499 fa il contratto con Luca Signorelli da Cortona che stava in quel&nbsp;momento lavorando nel monastero di San Benedetto che anche l\u00ec che avevano [\u2026] lo stesso anno in cui&nbsp;cominci\u00f2 qui il Signorelli, Michelangelo \u00e8 ancora molto giovane perch\u00e9 sta facendo la Piet\u00e0 , la Piet\u00e0 del&nbsp;Vaticano nel1499 quindi \u00e8 perfettamente lo stesso anno di che cominci\u00f2 qui Luca Signorelli. E allora Luca&nbsp;Signorelli ho detto finisce il primo contratto solamente con quello che aveva previsto il Beato Angelico, quindi&nbsp;si era lasciati i disegni e l\u2019organizzazione \u00e8 quella del Beato Angelico. Per\u00f2, da questa distanza noi possiamo&nbsp;dedurlo, la pittura dell\u2019uno e dell\u2019altro era diametralmente opposta. Il Beato Angelico [\u2026] quando durante&nbsp;l\u2019ultima fase dei lavori lavorava come se stesse facendo una tavola cio\u00e8 una cosa che si potesse vedere da&nbsp;distanza ravvicinata, quindi disegna veramente ogni singolo particolare, specialmente il volto del Cristo \u00e8 di&nbsp;una ricercatezza incredibile. I peli della barba sono segnati uno per uno. Specialmente nei gruppetti vedete&nbsp;c\u2019\u00e8 il tipo proprio \u00e8 un ritratto ognuno \u00e8 un ritratto proprio cio\u00e8 non \u00e8 che c\u2019\u00e8 un\u2019iconografia generale che tu&nbsp;riconosci subito che questo con la barba che ne so \u00e8 San Pietro, no! quelle sono proprio c\u2019\u00e8 una ricerca dalla&nbsp;raffigurazione volto per volto con il massimo del particolarismo e il Beato Angelico ancora lavora in una&nbsp;concezione pienamente medioevale della perfezione che \u00e8 fine a s\u00e9 stessa, anche se da qui, da 15 metri di&nbsp;distanza nessun umano riesce a distinguere, ma lo fa perch\u00e9 \u00e8 una perfezione che deve essere per Dio e non&nbsp;per l\u2019uomo. Luca Signorelli invece, sono passati solamente 50 anni, \u00e8 esattamente il contrario, lui dipinge per&nbsp;larghe pennellate, cio\u00e8 \u00e8 pi\u00f9 una cosa che si compone da lontano come sicuramente funzionava la pittura&nbsp;che una cosa, pi\u00f9 una cosa sintetica no! c\u2019\u00e8 la sintesi del tutto piuttosto che un\u2019analisi del singolo particolare&nbsp;e questo viene a far parte del discorso che facevo prima. Come \u00e8 profondo l\u2019uomo e quindi la prospettiva che&nbsp;\u00e8 l\u2019uomo comune che aveva un certo punto di vista che sta al centro di tutta la diciamo di questo microcosmo&nbsp;e che poi \u00e8 profondamente del rinascimento. E\u2019 un uomo che a un certo punto anche nella sintesi visiva&nbsp;riesce ad organizzarsi la visione. Quindi, ecco anche un discorso perch\u00e9 lui \u00e8 velocissimo, perch\u00e9 in 2 anni e&nbsp;mezzo lui ha praticamente gi\u00e0 finito, perch\u00e9 l\u2019ultimo anno e mezzo sono praticamente solo pagamenti, per la&nbsp;decorazione della fascia bassa, delle bordature. Insomma in 2 anni e mezzo lui fa tutta la parte laterale.&nbsp;L\u2019unica cosa che c\u2019era era una cappellina finita per questa [\u2026] il muro di fondo che vedete \u00e8 un piccolo&nbsp;muro, tramezzo cio\u00e8 nel [\u2026] che al di l\u00e0 di questo c\u2019era pi\u00f9 o meno una stessa scena che adesso \u00e8 staccata \u00e8&nbsp;stata staccata [\u2026] che lui non distrusse ma copr\u00ec con questo muro e introdusse lo praticamente la stessa&nbsp;storia e che sono i due martiri di Orvieto che sono: San Faustino e San [..]; il primo avvocato con la macina&nbsp;al collo e il secondo invece ucciso in una rivolta popolare, vedete c\u2019\u00e8 un piccone, un martello nella testa.&nbsp;Quello che vedete \u00e8 un simulacro, quella cosa verde della cassa non esiste, cio\u00e8 \u00e8 una cosa messa l\u00ec proprio&nbsp;per dare l\u2019idea, era stata fatto per l\u2019inaugurazione, per\u00f2 piacque talmente tanto che poi nessuno l\u2019ha mai&nbsp;tolta. Quando \u00e8 stato inaugurato il restauro, per dare un senso a queste mensole quello \u00e8 , se vedete da&nbsp;vicino \u00e8 solamente un pannellino cos\u00ec dipinto non \u00e8 laccato, fu fatto per l\u2019inaugurazione del restauro quando&nbsp;venne il ministro[\u2026], poi \u00e8 piaciuto tanto che l\u2019abbiamo lasciato l\u00ec. Ecco, c\u2019era solamente quello che lui&nbsp;appunto copr\u00ec ed era cos\u00ec [\u2026] Quella \u00e8 la cappella della Maddalena, qui dietro c\u2019\u00e8 qualche cosa che lui ha&nbsp;dipinto e che poi invece fu ricoperto perch\u00e9 non avendo [\u2026.] Dal lato di quell\u2019angolo si vede che ci sono delle&nbsp;cose dipinte che sono sicuramente [\u2026] e poi l\u00ec dietro c\u2019\u00e8 una cosa che \u00e8 stata importantissima da riscoprire,&nbsp;perch\u00e9 questo \u00e8 un altare fatto nel 1717 che copre un pezzo suo e che poi era il pezzo di Luca Signorelli che&nbsp;poi era il pezzo centrale di tutta la composizione e che fino a poco tempo fa c\u2019erano, ci sono due telecamere&nbsp;dentro e c\u2019erano due monitor che permettevano di vedere cosa c\u2019era dentro, che poi era un po\u2019 il nucleo di&nbsp;tutta la composizione e secondo [\u2026] il mio e dei miei colleghi abbiamo poi studiato e scoperto che questa&nbsp;cosa dava anche un senso a tutto [\u2026]. Ritorniamo al momento in cui Luca Signorelli decide di come trattare&nbsp;le pareti, allora le volte le aveva finite secondo il disegno del Beato Angelico, allora molto semplicemente, il&nbsp;discorso, lui segue le campate delle volte no! E vedete sfrutta il capitello ancora gotico per portarlo gi\u00f9 con&nbsp;una fetta [\u2026] per dare questa decorazione[\u2026]. Comunque in, dal punto di vista iconografico dei temi della&nbsp;raffigurazione si comincia da qui a leggere , pi\u00f9 o meno nel senso di [\u2026] i segni premonitori cio\u00e8 l\u2019avvenuta&nbsp;dell\u2019Anticristo e c\u2019erano questi segni cha tra [\u2026]veniva segnato come il segno della fine del mondo, poi ne&nbsp;parliamo dopo. Poi c\u2019\u00e8 la fine del mondo vera e propria, il sole e la luna che si oscurano, maremoti, terremoti,&nbsp;tutto crolla[\u2026] poi c\u2019\u00e8 la resurrezione della carne, anche qui ci sono delle cose perfette, perch\u00e9 \u201cnon mi&nbsp;ricordo chi\u201d credo Sant\u2019Agostino diceva che la resurrezione e poi i corpi cio\u00e8 le anime riprendono il loro corpo&nbsp;per\u00f2 nella loro figura migliore, cio\u00e8 verso i 35 anni. Ogni cosa \u00e8 perfettamente calibrata dal punto di vista&nbsp;anche teologico e poi il giudizio vero e proprio, cio\u00e8 Cristo [\u2026]. La discesa all\u2019inferno e l\u2019inferno e la salita al&nbsp;paradiso e poi il paradiso. Poi sotto c\u2019\u00e8 tutta questa parte che forse \u00e8 la pi\u00f9 famosa, interessante dal punto di&nbsp;vista diciamo cos\u00ec letterario ecc. Perch\u00e9 sono raffigurazioni di opere, di autori che hanno riferimento anche&nbsp;con le cose che succedono sopra e fra di loro diciamo in maniera incrociata. Anche perch\u00e9 questo \u00e8&nbsp;sicuramente Dante quello non \u00e8 Virgilio, anche se tutti [\u2026] (poi ve ne parlo per bene dopo) per\u00f2 intorno a lui&nbsp;gli ultimi tre sono i primi 11 canti del purgatorio, perch\u00e9 il purgatorio non \u00e8 che esisteva il purgatorio, se non&nbsp;nella cosa di Dante, che logicamente il purgatorio viene fuori dopo con il Concilio di Trento 1531.&nbsp;No il purgatorio \u00e8 una cosa [\u2026] Vi faccio vedere solo una cosa, questa \u00e8 una cosa piena di di [\u2026] Allora&nbsp;l\u2019Anticristo in realt\u00e0 \u00e8 raffigurato con un Cristo dal viso per\u00f2 diabolico, le cui parole vengono suggerite da&nbsp;all\u2019orecchio [\u2026] in realt\u00e0 \u00e8 appunto[\u2026] un mistificatore nel senso che \u00e8 uno che dice \u201cti porto\u201d e anche dopo&nbsp;di fronte a lui ci sono tutta una serie di dame, insomma eh intorno a lui si formano queste schiere che&nbsp;discutono di lui, della sua vita. Poi individuiamo alcune cose che sono [\u2026] di storia che ricorre, ci sono tanti&nbsp;personaggi che probabilmente sono individuabili e poi compare altre tre volte l\u2019Anticristo. Compare al centro&nbsp;del cerchio in quella scena nella quale risuscita,[\u2026] vedete quello semi inginocchiato, vedete c\u2019ha sempre il&nbsp;vestito viola, c\u2019ha sempre il vestito viola. Vedete vi avverto che mette [\u2026.] Di qua lui invece fa decapitare degli&nbsp;eremiti, anche questa \u00e8 la ripresa della [\u2026] e poi alla fine viene crocificcato e lui viene crocifficato con la testa&nbsp;in gi\u00f9 e i suoi adepti [\u2026] Allora il discorso \u00e8 questo perch\u00e9 intorno a questo all\u2019Anticristo, scusate dietro c\u2019\u00e8&nbsp;quella schiera di Santi, frati vedete che ci sono [\u2026] probabilmente quello pi\u00f9 appariscente che ha quel libro&nbsp;grosso in mano che lo sfoglia \u00e8 Santo Ferrer, uno che proprio scrisse dell\u2019Anticristo [..] e che scrisse&nbsp;sull\u2019Anticristo negli anni\u201970 nel 400. Come vi dicevo prima questa cosa della fine del mondo no! della fine era&nbsp;anche l\u2019attesa di qualcosa di nuovo era fortissima. Pensate solo al Savonarola. Molti hanno interpretato in&nbsp;questo Anticristo il Savonarola che \u00e8 questo frate fiorentino che diciamo decide di dare una scossa politica al&nbsp;papato. Il papa allora era lo spagnolo Alessandro VI Borgia a fine 400 inizio 500 (498) un anno prima pi\u00f9 o&nbsp;meno venne bruciato nel 1494. [\u2026] Comunque i due corpi a destra e a sinistra nella realt\u00e0 \u00e8 come se&nbsp;rappresentassero in un certo senso vari personaggi storici.. Vedete che ci sono personaggi vestiti da antichi,&nbsp;ci sono personaggi contemporanei, c\u2019\u00e8 sicuramente Dante Alighieri, l\u00ec in mezzo. Vedete \u00e8 dalla parte opposta,&nbsp;vedete pi\u00f9 o meno vestiti uguali, vestiti pi\u00f9 o meno come l\u00e0 senza la corona di allora, quel simbolo [\u2026]&nbsp;Sicuramente c\u2019\u00e8 l\u00ec in mezzo Cristoforo Colombo, quel personaggio vestito di giallo con [..] ora la scoperta&nbsp;dell\u2019America era vista in quegli anni e direttamente dopo, come un segno della fine del mondo. Perch\u00e9 il [\u2026]&nbsp;sarebbe stata la riscoperta della 13\u00b0 trib\u00f9 ebraica perduta. Quindi la scoperta di questo [\u2026] era stata vista.&nbsp;Questo per dirvi che clima c\u2019era in quegli anni di fine secolo, anche perch\u00e9 ci fu nel 1500 zero zero c\u2019era un&nbsp;qualche cosa che poi stavano succedendo diverse cose in Italia e non solo, a livello proprio a livello politico.&nbsp;In Italia c\u2019\u00e8 stato un grosso equilibrio finch\u00e9 era vissuto Lorenzo dei Medici. Dunque l\u2019anno prima per&nbsp;prendere possesso del reame di Napoli viene Carlo VIII in Italia che porta grosso scompiglio, per\u00f2 d\u2019altra&nbsp;parte [\u2026] e quell\u2019anno stesso ci fu una grossa avanzata e questa forse \u00e8 anche una cosa delle cose che viene&nbsp;vista in Italia come fine del mondo, come fine del mondo cristiano. Perch\u00e9, comunque la fine del mondo&nbsp;anche [\u2026] c\u2019era questa grossa avanzata dei turchi nei Balcani. Ci fu la battaglia quella del 400insomma&nbsp;praticamente insomma in quegli anni l\u00ece la conquista navale dei veneziani sempre dalla parte l\u00ec di Patrasso&nbsp;negli ultimi anni 97\/98. Nel 98 il papa Borgia cerca con una Bolla di ampliare la [\u2026] cristiana perch\u00e9 in&nbsp;realt\u00e0 anche tutte le feste italiane dei Beati vengono continuamente soppresse. Insomma, comunque era un&nbsp;momento difficilissimo, e se fosse stata conquistata Roma sarebbe stata la fine del mondo. No! Giusto, cio\u00e8&nbsp;non nel senso metaforico ma nel senso reale. La fine del mondo cristiano \u00e8 allora guardate qui [\u2026] vedete c\u2019\u00e8&nbsp;quel tempio e sicuramente [\u2026] come \u00e8 stato disegnato [\u2026.] vedete che \u00e8 occupato da una serie di milizie che&nbsp;trasportano [\u2026]. Da vicino si vede molto bene, da lontano sembrano cos\u00ec delle figurazioni sono chiaramente&nbsp;vestiti da insomma da [\u2026] quindi sarebbe l\u2019occupazione fisica l\u2019occupazione militare fisica del tempio cio\u00e8 di&nbsp;San Pietro, del tempio intero come [\u2026] e anche perch\u00e9 diciamo qui un discorso dell\u2019unit\u00e0 che adesso vediamo&nbsp;anche a livello europeo, ci ritorno dopo, peccato che non vediamo quello l\u00ec di mezzo, ritorna nel discorso&nbsp;generale di una delle tante chiavi di lettura della, della, di questa cappella. Una cosa che volevo farvi notare&nbsp;[\u2026] era una famiglia che si era divisa in due rami, [\u2026] che avevano fatto avevano continuato le lotte fra guelfi&nbsp;e ghibellini fino a oltre la met\u00e0 del 400 e dopo alla fine si erano ricomposte con un matrimonio e da allora&nbsp;praticamente [\u2026] ricominciano questa attivit\u00e0. Perch\u00e9 prima lo avevano bloccato da questo diciamo lotta&nbsp;intestina. Il, i due che sono (ma non mi ricordo come si chiamano) diedero poi una consistente somma per la&nbsp;riscossione di questi diritti. [\u2026] che ricorre in questa cappella e quindi anche questo \u00e8 il segno di una&nbsp;rappacificazione. [\u2026] Vi faccio notare solo una cosa, vedete che l\u00ec c\u2019\u00e8 un segno, \u00e8 l\u2019unico segno di perdita di&nbsp;colore di tutto l\u2019affresco. Vedete c\u2019\u00e8, \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 un cerchio lo vedete? E\u2019 un cerchio [\u2026] quella \u00e8 la&nbsp;finestra e noi vediamo anche benissimo da fuori. [\u2026] Questa \u00e8 la lunghezza della costruzione, il fatto che la&nbsp;profondit\u00e0 di questi muri sono 3 metri e vi ho spiegato da fuori perch\u00e9. E questo lo vedete questo \u00e8&nbsp;quell\u2019arco perch\u00e9 [\u2026] ripreso poi continua su. Rimase molta acqua dentro la muratura, mano a mano che&nbsp;costruirono e quindi ha continuato a uscire a uscire sempre e quindi in quella zona dove c\u2019erano quelle tutte&nbsp;le pietre messe esattamente perfettamente [\u2026] ha buttato da questa parte diciamo riducendo di molto&nbsp;diciamo cio\u00e8 la [\u2026] quindi questo \u00e8 l\u2019unica perdita veramente che c\u2019\u00e8. Salvo quella [\u2026] e quella l\u00ec in realt\u00e0&nbsp;quella zona l\u00ec,vedete che \u00e8 tutta ripresa, li ci fu costruito un sepolcro a piramide nel 600 che poi fu eliminato&nbsp;nell\u2019800 per\u00f2 vedete \u00e8 stato ridipinto. Queste sono le uniche che si sono [\u2026] molto interessante \u00e8 come lui&nbsp;riesce a organizzare questa scena. Quando prima dicevo che lui \u00e8 uno che sa molto [\u2026] vedere come&nbsp;organizzare le grandi scene di spazi. Perch\u00e9 un tema come questo \u00e8 complicatissimo, perch\u00e9 \u00e8 un tema, tutta&nbsp;questa carne tutta assieme eppure noi vediamo che c\u2019ha una struttura cio\u00e8 le dispone come struttura di&nbsp;varie questo uno perch\u00e9 usa i colori per i diavoli che sono tutti verdi viola blu, c\u2019\u00e8 anche uno che&nbsp;probabilmente \u00e8 il suo autoritratto, scusate non vi ho detto che l\u00ec c\u2019\u00e8 un suo autoritratto, e poi perch\u00e9 vedete&nbsp;c\u2019\u00e8 una composizione di linee perfette. Vedete che c\u2019\u00e8 praticamente sono delle [\u2026] sono dei triangoli che sono&nbsp;tutti sistemati per cos\u00ec, uno parallelo all\u2019altro in un senso e nell\u2019altro. Per cui ogni piede e ogni gamba, poi&nbsp;c\u2019ha una proseguo prosecuzione con un altro corpo secondo la linea [\u2026] Vedete quello che dal centro diciamo&nbsp;da quel piede prosegue con il piede di quello con quell\u2019altro che ha la mano cos\u00ec quell\u2019altro che ha le mani&nbsp;cos\u00ec e quei due piedi che vanno per aria. E\u2019 una composizione perfetta, precisa. La cosa interessante \u00e8 che&nbsp;dunque sull\u2019affresco vengono segnati, portati dal cartone che sarebbe [\u2026] i disegni. E ci sono moltissimi [\u2026]&nbsp;braccia o mani che sono ricalcati in un modo e c\u2019\u00e8 rimasto. [\u2026] E poi ci sono delle cose disegnate cos\u00ec e poi&nbsp;dipinte cos\u00ec. Perch\u00e9 gli veniva meglio la composizione. Capito? E questo gli ha permesso in questo grosso&nbsp;marasma, \u00e8 la stessa cosa lo fa anche Michelangelo quando \u00e8 [\u2026], perch\u00e9 non \u00e8 composto a pezzi per\u00f2&nbsp;all\u2019interno di tutto[\u2026] questo \u00e8 tutto determinato da questo vortice che crea il Cristo con [\u2026] per\u00f2 all\u2019interno&nbsp;di ogni singola scena anche l\u00ec ci sono perfettamente delle corrispondenze di linee perch\u00e9 se no poi&nbsp;diventerebbe un marasma, una cosa non comprensibile No! Ecco [\u2026] l\u2019angelo \u00e8 a [\u2026] il diavolo \u00e8 al centro&nbsp;quello che stringe una donna cos\u00ec, no! Si pensa che sia un suo autoritratto, perch\u00e9 in realt\u00e0 assomiglia molto&nbsp;a quello che sicuramente \u00e8 il suo autoritratto che \u00e8 quello biondo sulla sinistra. L\u2019altro molto probabilmente,&nbsp;visto che \u00e8 vestito da domenicano dovrebbe essere il Beato Angelico che ha cominciato il lavoro. [\u2026] lui \u00e8&nbsp;quello biondo [\u2026] quell\u2019altro con le mani giunte [\u2026] per\u00f2 c\u2019ha la veste domenicana [\u2026] \u00e8 probabilmente [\u2026] Ci&nbsp;sono delle facce che sono ripetute 5 6 7 volte [\u2026] cos\u00ec e poi rigirato il cartonalo metteva leggermente cos\u00ec,&nbsp;sono tutte quasi uguali [\u2026]. Invece queste le cose di sotto [\u2026] questo discorso questo \u00e8 un riferimento netto&nbsp;alla letteratura a dicevo quello che succede prima succede sopra. Questi qui sicuramente sono i le&nbsp;raffigurazioni dei primi 11 canti del purgatorio di Dante. Quattro e quattro otto [\u2026] e questi e questa cosa&nbsp;scura \u00e8 uno scrittore della met\u00e0 dell\u2019800 Ludovico Luzzi diciamo cos\u00ec si auto dimostr\u00f2 un teorema suo che&nbsp;partiva da un verso, da insomma da un pezzo di Dante. Quando Dante arrivato nel Limbo incontra i suoi&nbsp;poeti che erano i poeti dell\u2019antichit\u00e0 che per\u00f2 pur essendo stati poeti non potevano andare nel paradiso&nbsp;perch\u00e9 [\u2026] e allora questi erano Virgilio, Omero, Lucano, Ovidio, Orazio e chi manca non mi ricordo [..]no&nbsp;erano sei e ecco infatti il sesto di cotanta spera e quindi lui era l\u2019ultimo. Eccoli tutti e sei infatti poi Virgilio&nbsp;da l\u00ec comincia il viaggio. [\u2026] Allora il discorso che quello fosse Virgilio [\u2026] per\u00f2 la prima cosa questo Luzzi&nbsp;disse Virgilio no! Omero, e poi visto che tutto intorno ci sono cose della metamorfosi Ovidio, Orazio. Omero si&nbsp;considera lo scudo di Achille ma cio\u00e8 poi Lucano e la Passaia l\u00ec potrebbe essere poeta epico con le ghiande e&nbsp;non con l\u2019alloro, poeta epico poeta guerresco e Ovidio e Orazio con scene della metamorfosi. Per\u00f2 qui ci sono&nbsp;due cose subito che non vanno bene, e che sono: c\u2019hanno tutti il serto c\u2019\u00e8 l\u2019ha pure Lucano c\u2019\u00e8 la pure [\u2026] e&nbsp;poi Omero e coso e Virgilio non c\u2019\u00e8 l\u2019hanno. Questi sono tutti ragionamenti che sono nati con questo restauro&nbsp;[..]. Molto probabilmente invece quello \u00e8 San Giovanni, San Giovanni Evangelista che ha a che vedere con&nbsp;veramente con l\u2019Apocalisse [\u2026]. Un\u2019altra interpretazione era che fosse Stazio, perch\u00e9 Stazio \u201criporto sempre&nbsp;Dante\u201d \u00abche si buttava nello scrivere\u00bb [\u2026] per\u00f2 in realt\u00e0 se quello \u00e8 San Giovanni Battista assomiglia molto al&nbsp;San Govanni Battista che \u00e8 quello l\u00e0 in alto accanto alla madonna, vedete quello a destra della madonna col&nbsp;libro qui \u00e8 un apostolo evangelista \u00e8 San Giovanni sicuramente, perch\u00e9 \u00e8 sempre raffigurato un evangelista&nbsp;biondo. E lui \u00e8 l\u00ec che magari scrive l\u2019apocalisse, infatti \u00e8 biondo per\u00f2 \u00e8 canuto insomma e ha [\u2026]&nbsp;Intervento: [\u2026]Questo e questo guardi&nbsp;Intervento: soltanto due&nbsp;Intervento: scusi! questo giudice e questo qui, solo questi due&nbsp;Dal Bosco: ma anche gli angeli no!&nbsp;Intervento: No, no, no Solo le due [..] tutto il resto \u00e8 di Luca Signorelli [\u2026]&nbsp;Allora probabilmente invece questo[\u2026] molto probabilmente \u00e8 Sallustio, Sallustio la congiura di Catilina.&nbsp;Anche qui torniamo a quel discorso della, la storiografia \u00e8 un grosso colpo per la repubblica romana perch\u00e9&nbsp;[\u2026] nella lotta interna [\u2026]&nbsp;Intervento: l\u2019allusione&nbsp;Dal Bosco: l\u2019allusione no. Poi c\u2019\u00e8 una cosa molto carina \u00e8 questa che il personaggio che sta che arringa la&nbsp;folla l\u00e0 in mezzo il monocromo di sinistra (si chiama monocromo perch\u00e9 \u00e8 un colore solo) vedete che sta su&nbsp;un .. come si chiama su un ripiano su una base su un basamento come lo \u00e8 l\u2019anticristo vedete e arringa la&nbsp;folla. Ora Sallustio diceva: come Catilina arringasse? la folla e che necessita circondarsi delle insegne proprio&nbsp;perch\u00e9 lui \u00e8 un conservatore. Quella potrebbe essere, non so, la cattura dei suoi adepti, per\u00f2 sicuramente&nbsp;quello non \u00e8 un poeta no perch\u00e9 un poeta non \u00e8[\u2026] Questo discorso, questo discorso del Catilina perch\u00e9&nbsp;quello che \u00e8 un portamento di discordia come lo \u00e8 l\u2019anticristo, perch\u00e9 l\u2019anticristo [\u2026] \u00e8 fondamentalmente un&nbsp;portatore di discordia. No! Questi due personaggi: uno che guarda di qua e uno che guarda di l\u00e0 sono&nbsp;interpretati come [\u2026] anche perch\u00e9 non hanno dei riferimenti ai loro testi. Molto probabilmente sono solo&nbsp;due personaggi che servono anche per dare profondit\u00e0 anche in questa [\u2026] il cerchio. Qui appunto, questo&nbsp;molto probabilmente e ritorna il discorso dell\u2019Italia dal Pazzaglia della guerra intestina che facevo prima e qui&nbsp;va bene, qui ci sono sicuramente uno \u00e8 Ovidio e l\u2019altro potrebbe essere se non Orazio pu\u00f2 essere il Claudiano&nbsp;che fu che era un poeta della tarda et\u00e0 che sicuramente e raffigurato l\u00ec. [\u2026] Qui dietro che cosa si \u00e8 scoperto?&nbsp;Perch\u00e9 la cosa bella \u00e8 questo che in questo buco, questa struttura risalterebbe all\u2019occhio in realt\u00e0 \u00e8 una&nbsp;grande [\u2026] che in questa zona laterale \u00e8 andata dentro il muro NO! Invece nella zona centrale ha lasciato il&nbsp;muro originale e sotto uno [\u2026] cio\u00e8 un passata di calcio a pennello si sono visti dei segni cio\u00e8 delle incisioni&nbsp;insomma dei riporti dei disegni. E chiaramente questo [\u2026] \u00e8 infatti sotto c\u2019era tutta una parte, una parte che&nbsp;corrisponde, intorno a tutta quanta la partitura che ne so c\u2019\u00e8 tutta la cornice tutta la cornice che continua l\u00ec&nbsp;in mezzo, nella parte alta cio\u00e8 che corrisponde [\u2026] c\u2019\u00e8 una figura abbastanza diciamo terribile che \u00e8 un&nbsp;dannato un dannato sicuramente un dannato perch\u00e9 sopra di lui si vede che c\u2019\u00e8 una mano [\u2026] e che c\u2019\u00e8 un&nbsp;diavolo che gli sta addosso e lui si morsica la mano con [\u2026] La stessa figura \u00e8 raffigurata nel monocromo&nbsp;sotto la finestra quello pi\u00f9 in alto, la figura distesa \u00e8 la superbia.Vedete che sta cos\u00ec? [..] Questo mi spiace&nbsp;che non si possa vedere. Questo personaggio \u00e8 fatto sotto, nella cosa, nella cornice. Vedete che ci sono questi&nbsp;insetti, questi [\u2026] ce n\u2019\u00e8 uno uguale. Sono due tritoni sono tutti tritoni eh due tritoni uno che uccide l\u2019altro.&nbsp;Sotto si vede&nbsp;\u201cL\u2019 economia dell\u2019area orvietana, turismo e produzioni tipiche\u201d&nbsp;Elvio Dal Bosco, Economista&nbsp;Forse lo avete gi\u00e0 sentito da altri, ma io lo ripeter\u00f2. L\u2019Umbria gi\u00e0 di per se \u00e8 una delle regioni pi\u00f9 piccole&nbsp;d\u2019Italia; fra l\u2019altro come superficie ci sono solo altre 3 che sono pi\u00f9 piccole: sono la Valle D\u2019Aosta, il Molise e&nbsp;la Liguria e per\u00f2 anche come popolazione, la popolazione diciamo in Umbria arriva a poco pi\u00f9 di 800 mila&nbsp;persone. Io che ho abitato a Roma, dico spesso \u201cpi\u00f9 o meno sono 4 palazzi di Roma\u201d tutti si arrabbiano, ma&nbsp;insomma. Allora anche come popolazione diciamo l\u2019Umbria \u00e8 al quart\u2019ultimo posto: meno abitanti ce li ha la&nbsp;Valle D\u2019Aosta sempre il Molise e la Lucania detta anche Basilicata. Quindi ecco in questa piccola regione c\u2019\u00e8&nbsp;questo piccolo circondario o comprensorio come si chiama che \u00e8 fatto di 12 comuni di cui la capitale \u00e8&nbsp;Orvieto. Dico la capitale perch\u00e9 quando sono arrivato a Orvieto 20 anni fa avevo una stampa dell\u2019800 in&nbsp;francese c\u2019era scritto \u201cOrvieto la capitale dell\u2019Orvieten\u201d. \u201cMamma mia allora siamo a posto.\u201d Per\u00f2 gli abitanti&nbsp;sono circa 42 mila in tutto questo comprensorio di 12 comuni, di cui la met\u00e0 stanno a Orvieto. Per\u00f2 la met\u00e0&nbsp;sta a Orvieto significa tutto il comune di Orvieto che \u00e8 molto grande perch\u00e9 qua sopra sulla Rupe, il centro&nbsp;storico ci stanno 6000\/7000 abitanti. Io trovo che, visto che vengo da fuori, da anni, \u00e8 una citt\u00e0 molto&nbsp;interessante, la qualit\u00e0 della vita \u00e8 molto elevata. Ecco io comincer\u00f2 a dare alcuni dati; a voi pu\u00f2 interessare&nbsp;come \u00e8 ripartita la popolazione attiva. Per popolazione attiva lo sapete che cosa significa? Cio\u00e8 quelli che&nbsp;lavorano rispetto alla popolazione generale; ed \u00e8 divisa in vari settori: per esempio rispetto all\u2019Italia qui c\u2019\u00e8&nbsp;ancora una buona porzione di persone che lavorano nell\u2019agricoltura. Non tanto a Orvieto quanto nel suo&nbsp;comprensorio siamo sul 10\/11% poi viene l\u2019industria manifatturiera quella che si chiama \u201cverarbeitende&nbsp;industrie\u201d da voi, che \u00e8 diciamo intorno al 15% quindi \u00e8 molto pi\u00f9 basso della realt\u00e0 italiana che \u00e8 30%.&nbsp;Come si vede non \u00e8 una citt\u00e0 industriale, si vede subito e ha anche dei vantaggi di cui dir\u00f2 dopo. Le&nbsp;costruzioni cio\u00e8 la \u201cBauindustrie\u201d \u00e8 intorno all\u201911% poi c\u2019\u00e8 il commercio che \u00e8 molto c\u2019\u00e8 una grande quota di&nbsp;commercio arriva al 15%, poi ci sono bar, ristoranti e cose del genere 5%. Trasporti 7%, i servizi privati&nbsp;\u201cWiensleitungen\u201d siamo sui 12 e poi c\u2019\u00e8 il settore pubblico che supera di poco il 20%. Questa \u00e8 la popolazione&nbsp;che lavora divisa per grandi settori economici. Forse avete visto che anche come tipo di industria \u00e8 i rami di&nbsp;industria, le quote che hanno i rami di industria a Orvieto come un po\u2019 anche in Umbria \u00e8 abbastanza&nbsp;diverso dalla media nazionale. Nel senso che ci sono qui nella zona di Orvieto nell\u2019Orvietano come si dice cos\u00ec&nbsp;parlando senza essere troppo precisi, l\u2019industria alimentare arriva a quasi il 20% degli addetti cio\u00e8 il 20% di&nbsp;tutti gli addetti nell\u2019industria manifatturiera lavorano nel settore alimentare, che \u00e8 fondamentalmente: vino,&nbsp;olio e prodotti tipici, di cui parleremo dopo. Il tessile \u00e8 sul 33% mentre la meccanica che sarebbe in tedesco&nbsp;la \u201c maschinenebau eletronik\u201d non arriva al 15%, quindi \u00e8 relativamente molto bassa. La cosa che \u00e8&nbsp;abbastanza tipica \u00e8 che prevale di gran lunga la piccola impresa addirittura la piccolissima impresa, tanto&nbsp;per dire le imprese che arrivano fino a 5 adepti, occupati \u201cbesch\u00e4ftigt \u00e8 l\u201986% del totale nella zona di Orvieto.&nbsp;Mentre la grande industria \u00e8 solo 1%, quindi quasi non esiste, la grande industria significa neanche tanto&nbsp;grande, pi\u00f9 di 50 persone che lavorano nella stessa impresa. Quindi da questo si vede che quello che prevale&nbsp;\u00e8 la cosiddetta micro impresa addirittura, non la piccola; fatta diciamo dal padrone e qualche suo lavorante.&nbsp;Quindi \u00e8 una cosa abbastanza caratteristica di questa situazione. Dal punto di vista del reddito che pu\u00f2&nbsp;essere interessante saperlo, l\u2019Umbria, e Orvieto sta nelle media Umbra, la media dell\u2019Umbria \u00e8 del 13%&nbsp;inferiore alla media nazionale. Quindi non \u00e8 fra le regioni pi\u00f9 ricche ma non \u00e8 neanche di quelle regioni&nbsp;povere come l\u2019Italia del sud; e ha per\u00f2 una qualit\u00e0 della vita che secondo me supera abbastanza il problema&nbsp;se \u00e8 nella media o se \u00e8 di poco nella media. Infatti la povert\u00e0 non esiste praticamente qui, cosa che anche nel&nbsp;nord ricco ci sono zone nelle metropoli in cui c\u2019\u00e8 e si vede. Ecco quindi diciamo che come reddito pro capite la&nbsp;situazione di Orvieto \u00e8 nella media umbra e non lontana dalla media nazionale. Allora dicevo tra i settori&nbsp;prevalenti avevo gi\u00e0 visto che c\u2019\u00e8 l\u2019agricoltura insieme con l\u2019industria. Dicevo, non voglio tediarvi coi dati ma&nbsp;dai dati che vi ho rapidamente dato, poi alla fine di questa conversazione vi dar\u00f2 il bollettino che&nbsp;pubblichiamo su Orvieto, a tutti quanti. Non ve l\u2019ho dato prima perch\u00e9 se no sareste andati tutti via. Mi&nbsp;sembra corretto no? Io vi dir\u00f2 alcune cose che non stanno l\u00ec. Quindi dicevo che i settori grassi sono&nbsp;l\u2019agricoltura che ormai \u00e8 passata, non \u00e8 pi\u00f9 tanto tradizionale, quanto punta soprattutto sui prodotti di&nbsp;qualit\u00e0: C\u2019\u00e8 stato negli ultimi 10 anni soprattutto, un forte sviluppo dell\u2019agricoltura biologica in tutta l\u2019Italia&nbsp;centrale ma anche qui nella nostra zona, e poi prodotti di qualit\u00e0 come il vino e l\u2019olio, di cui parleremo fra&nbsp;poco. Poi un altro settore che fa parte anche della conversazione che devo fare con voi \u00e8 quello del turismo.&nbsp;Ma ci sono alcune cose che a voi possono interessare come insegnanti. E\u2019 questo, che le scuole superiori, qui&nbsp;avete visto che ci sono tutte le scuole superiori che ci sono in Italia, a parte casi proprio ultra tipici ma a me&nbsp;non viene in mente in questo momento&nbsp;P: nautico&nbsp;D: Ecco il nautico lo dico a me che sono nato in un paese di mare, ma anche perch\u00e9 sul Paglia proprio grandi&nbsp;navi non ci passano e neanche sul Tevere ed \u00e8 una cosa che si capisce. Pensi che io avrei dovuto \u201cfaccio una&nbsp;parentesi\u201d fare il nautico, perch\u00e9 nell\u2019immediato dopoguerra&nbsp;P: Di dove \u00e8 lei scusi?&nbsp;D: Io sono di Trieste. Allora, dicevo che qui ci sono praticamente tutte le scuole, ma quello che \u00e8&nbsp;interessante, che d\u00e0 l\u2019idea dell\u2019attrazione della citt\u00e0 di Orvieto su tutto il circondario, non solo quello che fa&nbsp;parte dell\u2019Umbria ma anche del Lazio, dell\u2019alto Lazio cio\u00e8 il viterbese. E\u2019 che diciamo circa il 13,5% degli&nbsp;iscritti alle scuole superiori vengono da fuori regione, praticamente vengono qui dal viterbese. Lo stesso vale&nbsp;per la sanit\u00e0, qui c\u2019\u00e8 un ospedale che \u00e8 un ospedale abbastanza grande di cui il 30% viene da fuori regione,&nbsp;di cui anche qui la massima parte vengono dal viterbese e in parte dalla Toscana meridionale. Ecco quindi&nbsp;Orvieto \u00e8 piccola ma \u00e8 anche un punto di attrazione per altre realt\u00e0 circostanti. E adesso vi dar\u00f2 qualche&nbsp;dato sull\u2019agricoltura. L\u2019agricoltura per esempio, ecco quale \u00e8 un dato che secondo me \u00e8 molto interessante, la&nbsp;superficie agricola a Orvieto, e al suo circondario sempre, io dico Orvieto tanto per essere pi\u00f9 rapido, non&nbsp;arriva al 10% di quello dell\u2019Umbria. Per\u00f2 per la vite arriva al 26% cio\u00e8 il 26% del vino prodotto in Umbria cio\u00e8&nbsp;del 100% del vino prodotto in Umbria il 26% viene prodotto a Orvieto. Ma la cosa che \u00e8 pi\u00f9 interessante, i&nbsp;vini DOC cio\u00e8 i vini di qualit\u00e0. Il 49% ossia la met\u00e0 viene prodotto qui nella zona di Orvieto. Ecco questo si&nbsp;vede che \u00e8 chiaramente un prodotto di qualit\u00e0, che spiega anche perch\u00e9 diciamo l\u2019Umbria \u00e8 una delle zone&nbsp;pi\u00f9 ricche tanto per darvi qualche dato.&nbsp;I depositi bancari: il comune di Orvieto a testa di ogni abitante \u00e8 il primo comune di tutta l\u2019Umbria,&nbsp;addirittura \u00e8 pi\u00f9 alto, i depositi bancari per abitante, rispetto a Perugia. Mentre il secondo per i crediti&nbsp;bancari che dimostra che c\u2019\u00e8 un\u2019attivit\u00e0 abbastanza intensa. Crediti bancari e secondo me dopo Perugia che \u00e8&nbsp;capoluogo di regione e di provincia, quindi questo si capisce. Ecco Orvieto quindi \u00e8 una citt\u00e0 che da alcuni&nbsp;prodotti tipici come il vino e ultimamente c\u2019\u00e8 stata anche una ripresa piuttosto grossa della produzione di olio&nbsp;d\u2019oliva di qualit\u00e0. Cio\u00e8 se lo sapete, ormai anche i tedeschi lo sanno meglio di me, che esiste l\u2019olio vergine di&nbsp;oliva che deve essere fatto deve essere macinato a freddo e cos\u00ec avanti. Ecco in questa zona c\u2019\u00e8 un ottimo olio&nbsp;di oliva, e questo spiega anche perch\u00e9 negli ultimi anni \u00e8 notevolmente aumentato il turismo. Perch\u00e9&nbsp;turismo. Non solo un turismo, si parla di diversi turismi. Qui c\u2019\u00e8 stato sempre anche turismo religioso&nbsp;evidentemente, visto che il Duomo, diciamo a parte la bellezza del duomo, ma il duomo anche nella&nbsp;coreografia cattolica riveste una grande importanza. Scusate io non sono, come avete capito, un credente;&nbsp;per\u00f2 c\u2019\u00e8 diciamo questa grande Orvieto oltre la bellezza del Signorelli e del Maitani e cos\u00ec avanti e del Beato&nbsp;Angelico, riveste anche un\u2019importanza religiosa dovuta al famoso miracolo di Bolsena. E quindi c\u2019\u00e8 stato&nbsp;sempre una forte corrente di turismo religioso, poi c\u2019\u00e8 il solito turismo artistico ma ultimamente si sta&nbsp;sviluppando grazie a questi prodotti locali di qualit\u00e0 che non \u00e8 solo il vino ma anche prodotti di salumi tanto&nbsp;per darvi un\u2019idea. Io sono stato 20 giorni fa a Parma, e che Parma \u00e8 chiamata la capitale gastronomica&nbsp;dell\u2019Italia, beh io devo dire la verit\u00e0 che i famosi prosciutti di Parma, mi hanno dato tutte le cose che sono&nbsp;DOC, denominazione di origine protetta, come il vino DOC, lo sapete che l\u2019Unione Europea d\u00e0 questi marchi&nbsp;di produzione. Il parmigiano reggiano \u00e8 un grande formaggio, poi c\u2019erano non so altre cose: il capocollo. Tutti&nbsp;erano DOC, io ho preso un paio di piatti di queste cose perch\u00e9 io vado volentieri nei ristoranti, per\u00f2 ho detto&nbsp;certo che rispetto ai nostri salumi che sono molto pi\u00f9 saporiti, perch\u00e9 si sente che sono fatti probabilmente&nbsp;da piccolissimi produttori. Mentre l\u00ec \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 la grande produzione, che sar\u00e0 di prima qualit\u00e0, per\u00f2 si&nbsp;nota che c\u2019\u00e8 molto turismo cresciuto notevolmente anche grazie alle cose fatte dal comune. Perch\u00e9 il comune&nbsp;ha dato grande sviluppo diciamo al turismo eno gastronomico si chiama in Italia adesso. Voi sapete che c\u2019\u00e8&nbsp;anche in Germania e quindi Orvieto \u00e8 una delle citt\u00e0 slow. Forse un po\u2019 l\u2019avete visto \u00e8 veramente slow, perch\u00e9&nbsp;oltre alle cose gastronomiche al vino buono la gente prende la vita con molta pi\u00f9 tranquillit\u00e0 che per esempio&nbsp;a Trieste, Parma per non parlare di Milano che insomma quando per caso qualche vero umbro, non come&nbsp;me, orvietano va a Milano dopo 3 giorni scappa sempre. Io ve la racconto perch\u00e9 \u00e8 bella. C\u2019 \u00e8 il proprietario di&nbsp;una delle migliori boutique di salumi e di formaggi che sta in via del Duomo. Prima di andare avevano&nbsp;cominciato a lavorare a Roma avevano fatto i garzoni i Gesellen no? Per imparare il mestiere poi si sono&nbsp;messi qui perch\u00e9 vengono da Civitella del Lago che sta sul lago di Corbara per\u00f2 uno dei due che era pi\u00f9&nbsp;giovane voleva un po\u2019 vedere se poteva imparare qualcosa di pi\u00f9, \u00e8 andato a Milano e ha detto che ha passato&nbsp;una notte perch\u00e9 poi \u00e8 tornato di corsa sconvolto, mi diceva: \u201cmi passavano cos\u00ec io camminavo piano questi&nbsp;trim trum di qua e di l\u00e0 non li vedevo. Andavano gi\u00f9 nella metropolitana poi tornavano su di corsa\u201d diceva \u201cio&nbsp;non posso vivere qua\u201d e poi \u00e8 tornato a Orvieto. Quindi la citt\u00e0 slow, effettivamente a Orvieto queste cose non&nbsp;si possono .. ma sembra che sia un\u2019eredit\u00e0 etrusca davvero spiega anche perch\u00e9 gli etruschi furono fatti fuori&nbsp;dai romani in un paio di giorni; che erano dei guerrieri diciamo gli altri pensavano a mangiare e a bere. No \u00e8&nbsp;difficile dire che dopo 2000 anni questo sia rimasto cos\u00ec, per\u00f2 probabilmente c\u2019\u00e8 qualcosa dietro a questo.&nbsp;Quindi il turismo \u00e8 effettivamente uno dei settori di punta dell\u2019economia orvietana, e adesso vi do qualche&nbsp;dato tanto cos\u00ec per avere qualcosa. Mentre in Umbria il turismo, cio\u00e8 diciamo gli arrivi per turismo&nbsp;corrispondono a 2,4 per abitante ossia sono quasi tre volte il numero degli abitanti, a Orvieto siamo a 5 ossia&nbsp;il doppio. Ci sono 5 turisti per abitante non che ci stanno, arrivano diciamo, ovviamente questo \u00e8 il modo di&nbsp;conteggiare il turismo, quindi \u00e8 estremamente elevato. E di questi tra l\u2019altro sul totale, fatto 100 il numero&nbsp;dei turisti, 35 sono stranieri in Umbria e 45 a Orvieto, quindi a Orvieto quasi la met\u00e0 sono turisti stranieri&nbsp;che vengono si per l\u2019arte ma penso che vengono anche loro come gli italiani per motivi diciamo il buon vivere&nbsp;piace anche a loro. Io che sono arrivato qui 20 anni fa circa, ho notato che effettivamente l\u2019offerta&nbsp;gastronomica con tutti i ristoranti \u00e8 migliorata in maniera incredibile negli ultimi 20 anni e quindi insomma&nbsp;io sento anche quando vado in qualche ristorante, come avete capito io ci vado spesso almeno 2\/3 volte alla&nbsp;settimana, e il fine settimana ci sono dei giovani che vengono da Roma che sono 120 chilometri non \u00e8 che sia&nbsp;poi qua dietro e che vengono con l\u2019automobile e dico: \u201cdove dormite?\u201d \u201cno noi torniamo a casa di sera\u201d anche&nbsp;perch\u00e9 il giovane non \u00e8 che ha molti soldi e non vuole forse spenderli in albergo, per\u00f2 si fa 120 km all\u2019andata&nbsp;e 120 km al ritorno per venire a mangiare qua. Quindi effettivamente il settore \u00e8 in forte aumento da queste&nbsp;parti, e secondo me \u00e8 del tutto giustificato. Ecco io vi ho dato alcuni dati generali su quello che secondo me&nbsp;dovevo dirvi su Orvieto e sulla sua economia. Sapendo che voi siete insegnanti e non economisti. Perch\u00e9 poi&nbsp;gli economisti sono abbastanza noiosi, per\u00f2 io ecco sono pronto a rispondere alle vostre domande. Se avete&nbsp;delle domande precise o anche generali. Se c\u2019\u00e8 qualche dato che volete sapere cio\u00e8 quello che ha a che fare&nbsp;con l\u2019economia.&nbsp;P: Ci sono prodotti economici o soltanto altre cose.?&nbsp;D: Qui c\u2019\u00e8 una distinzione, molto almeno nella regolamentazione italiana esistono prodotti biologici in senso&nbsp;stretto che sono soprattutto prodotti dell\u2019agricoltura ma non della viticoltura e dell\u2019olivicoltura e sono&nbsp;prodotti per cui non bisogna usare, come in Germania, non bisogna usare concimi chimici o solo una quota&nbsp;molto limitata e non usare pesticidi. Tutte queste cose, questa \u00e8 l\u2019agricoltura biologica in cui si \u00e8 soprattutto&nbsp;sviluppata l\u2019agricoltura biologica almeno quella che viene registrata perch\u00e9 nel settore proprio dell\u2019agricoltura&nbsp;e non dell\u2019allevamento, allevamento degli animali. Sebbene la cosa a me anche come economista mi sembri&nbsp;molto strana, adesso ve la dico subito perch\u00e9 anche questa \u00e8 carina, secondo me.&nbsp;Quando io sono arrivato ad abitare qui nell\u201980 avevo vissuto 10 anni a Roma che ha 3 milioni di abitanti poi&nbsp;a Francoforte 3 anni e poi quando sono venuto qua sono andato in una macelleria qua sopra e vedevo tutte&nbsp;queste belle cose e poi dicevo: \u201cmi hanno detto di venire da lei perch\u00e9 lei ha la carne molto buona\u201d allora&nbsp;questo macellaio mi fa: \u201c io ammazzo solo io c\u2019ho solo carne che io conoscevo l\u2019animale prima\u201d, io me lo sono&nbsp;guardato e dicevo tra me e me \u00abcerto deve essere una carne molto buona perch\u00e9 l\u2019idea che un macellaio di&nbsp;Roma poteva conoscere la carne cio\u00e8 l\u2019animale ho capito che era effettivamente perch\u00e9 c\u2019era ancora la&nbsp;conduzione familiare\u00bb. Ma ancora adesso si vede nelle macellerie dove la carne arriva da tutta la regione&nbsp;ovviamente, oltre che da qui. Per\u00f2 ci sono contadini che portano polli e fanno baratto Tauschgesch\u00e4ft con il&nbsp;macellaio che gli d\u00e0 magari un po\u2019 di vitello che lui non ce l\u2019 ha e lui gli d\u00e0 i polli propri. E sono veramente&nbsp;freilauten sono polli felici, ruspanti si dice qua, lo so che a voi non devo insegnare l\u2019italiano ecco sono polli&nbsp;ruspanti effettivamente. C\u2019\u00e8 proprio il baratto, non \u00e8 che gli d\u00e0 dei soldi, ti do un pezzo di vitello che tu non&nbsp;hai e tu mi dai cos\u00ec si fa anche coi conigli e altre cose. Io da quando sto qui noto che la carne ha un altro&nbsp;gusto effettivamente, anzi di solito quando vado da altre parti d\u2019Italia nelle grandi citt\u00e0 preferisco non&nbsp;mangiarla perch\u00e9 dico: \u201cchiss\u00e0 che cosa mi daranno?\u201d Probabilmente molti non si fanno neanche registrare&nbsp;perch\u00e9 hanno pochissime. Qui esiste, per esempio, non l\u2019ho neanche detto, nell\u2019agricoltura oltre a esserci&nbsp;anche grandi imprese che hanno oltre 50 ettari e quindi sono grandi, ci sono anche piccolissime imprese&nbsp;oppure \u00e8 molto diffusa l\u2019agricoltura come seconda occupazione. Cio\u00e8 gente che magari lavora a Roma&nbsp;addirittura o che fa il manovale o che fa qualcosa, poi a fine settimana cura il suo pezzo d\u2019orto, che intanto \u00e8&nbsp;per auto consumo come si dice, che non vuol dire consumo in automobile, auto consumo vuol dire un\u2019altra&nbsp;cosa. E poi vanno in piazza, vendono oppure scambiano prodotti come si usava prima che arrivasse il&nbsp;mercato. Per\u00f2 \u00e8 interessante questo, quindi dimostra che c\u2019\u00e8 una notevole quantit\u00e0 di agricoltura tradizionale&nbsp;che probabilmente non viene registrata perch\u00e9 nessuno di questi che fanno i contadini a tempo perso va a&nbsp;registrarsi come azienda biologica, ma chiaramente lo fa. Comunque questo \u00e8 netto, mentre fino a 10 anni fa&nbsp;non c\u2019era quasi l\u2019agricoltura biologica registrata, adesso c\u2019\u00e8. Per il vino invece va sotto un cosiddetto&nbsp;disciplinare cio\u00e8 che tu non puoi fare il vino come si vuole, il vino deve essere fatto\u2026 Io lo dico chiaro e&nbsp;tondo, quando sono arrivato qui il vino che si comprava diciamo dalla cooperativa della&nbsp;winsengenossenschaft era terrificante, non solo ma io vedevo arrivare, siccome mia figlia andava a scuola alle&nbsp;elementari sotto l\u00ec, vedevo arrivare vicino a questa cooperativa delle grandi autobotti della Sicilia e capivo&nbsp;benissimo cosa voleva dire. Portavano il vino che veniva tagliato e quindi adesso di questi non si vedono pi\u00f9.&nbsp;Cio\u00e8 il disciplinare impone che chi porta il vino alle cooperative rispetti tutta una serie di regole. Prima di&nbsp;tutto la composizione del vino classico di Orvieto che \u00e8 fatto con 5 tipi di uva. Quindi bisogna rispettare&nbsp;questo e poi che sia insomma vino fatto veramente, che arrivi dalla vigna. Perch\u00e9 come si dice in Italia&nbsp;sembra che il contadino o vignaiolo quando moriva diceva al figlio: \u201cRicordati figliolo che il vino si pu\u00f2 fare&nbsp;anche con l\u2019uva\u201d. Io so che da Trieste partivano dei grandi transatlantici negli anni 30 non transatlantici cio\u00e8&nbsp;navi da carico che andavano in sud America, perch\u00e9 c\u2019era mio zio l\u00ec che era cuoco. Mi diceva che partivano&nbsp;con dei grandi serbatoi vuoti poi prima di arrivare in Argentina venivano riempiti d\u2019acqua e buttate dentro&nbsp;delle polveri che venivano da Verona e arrivavano l\u00ec a Rabino, questi poveri argentini. Vedete quindi c\u2019era&nbsp;questo ma gi\u00e0 dagli anni 30 non che\u2026. la chimica era gi\u00e0 molto sviluppata. Qui c\u2019\u00e8 questa distinzione tra&nbsp;biologico e disciplinare.&nbsp;P: Io sono stato una volta nel Lazio in un ristorante, agriturismo; ed era tenuto, come mi hanno spiegato,&nbsp;[\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026] soltanto da prodotti, prodotti nella [\u2026.] Mi sa spiegare questa legge o questo regolamento che&nbsp;c\u2019\u00e8?&nbsp;D: Io so spiegarlo in teoria ma ho qualche dubbio sulla pratica. Sempre ci sono questi e quelli. Credo che&nbsp;prima, all\u2019inizio doveva essere proprio cos\u00ec che era pi\u00f9 o meno previsto che una famiglia contadina mettesse&nbsp;a disposizione, come in Germania, come si chiama Ferier auf dem bauer cio\u00e8 che loro mettevano a&nbsp;disposizione una stanza e c\u2019era da mangiare quei pochi prodotti che producevano: latte e uova, queste cose&nbsp;qua. Poi credo sia stato modificato perch\u00e9 si \u00e8 visto che cio\u00e8 una parte di quello che veniva prodotto. Ma io&nbsp;ancora adesso ho qualche dubbio che alcuni non producono assolutamente niente ed \u00e8 un modo non&nbsp;corretto di godere di vantaggi fiscali che viene accordato loro rispetto agli alberghi tradizionali. Questo c\u2019\u00e8&nbsp;per\u00f2, c\u2019\u00e8 qualcuno che veramente fa cos\u00ec. Ce ne sono proprio nel Lazio tanto per dire qua vicino, l\u2019ho scoperto&nbsp;l\u2019anno scorso, gi\u00e0 questo lo dimostra lui apre solo d\u2019estate poi solo a fine settimana che dimostra che se no&nbsp;non potrebbe dare tanta produzione, e lui ho visto che sta vicino a San Lorenzo lui ha solo carni, non ti d\u00e0&nbsp;manzo o queste cose perch\u00e9 non ce l\u2019ha ti d\u00e0 pollo, coniglio e qualche altro volatile che potrebbe essere la&nbsp;faraona ma che \u00e8 sua poi c\u2019ha le uova, c\u2019ha formaggio, le verdure, non c\u2019\u00e8 dubbio la pasta, beh quella la&nbsp;compra non \u00e8 che deve fare la pasta, la fa anche in casa, ma comprare la pasta mi sembra normale&nbsp;insomma, anche il pane. Ci sono certi prodotti come l\u2019olio \u00e8 il suo e il vino anche. Ecco quindi questo \u00e8 un&nbsp;tipico caso di vero agriturismo che non sono molti credo, ma ci sono alcuni. S\u00ec nota anche perch\u00e9 sono molto&nbsp;pi\u00f9 semplici, si vede che il padrone \u00e8 un contadino, mentre ci sono quelli che io conosco che hanno la laurea.&nbsp;Insomma mi viene qualche dubbio no?&nbsp;P: Ci sono quelli che fanno anche la Nouvelle Cousine?&nbsp;D: La nouvelle cousine appunto, c\u2019\u00e8 una legge che poi venga non sempre rispettata anzi spesso. Comunque&nbsp;hanno avuto un grandissimo successo questi agriturismo.&nbsp;P: Lo sviluppo della popolazione ci pu\u00f2 dire qualcosa e se i giovani rimangono? Quale \u00e8 la situazione?&nbsp;D: Nella zona qui c\u2019\u00e8 un forte pendolarismo con Roma; pendolarismo con Roma soprattutto per attivit\u00e0 o&nbsp;professioni molto, molto qualificate perch\u00e9 siccome a Orvieto ci sono tutti questi istituti superiori vengono&nbsp;fuori molta gente, diciamo pi\u00f9 qualificata di quanto serve per l\u2019economia locale. E poi vanno all\u2019universit\u00e0 a&nbsp;Perugia o a Siena o a Roma stessa o a Firenze, la borghesia \u00e8 abbastanza ben rappresentata a Orvieto. Io ho&nbsp;una figlia che per esempio lavora a Milano perch\u00e9 neanche a Roma c\u2019\u00e8 il suo lavoro, cio\u00e8 \u00e8 talmente&nbsp;specializzata e quindi \u00e8 andata volentieri perch\u00e9 essendo come si chiama bastarda, meticcia ha la madre&nbsp;tedesca e quindi cio\u00e8 non ha problemi. Bastarda vuol dire non perch\u00e9 \u00e8 tedesca perch\u00e9 \u00e8 di due cio\u00e8 io sono&nbsp;italiano lei \u00e8 tedesca, si dice meticciato, si dice adesso come sapete. Lei non ha mai avuto, siccome non ha&nbsp;proprio un legame come i veri orvietani che sono etruschi con Orvieto, lei \u00e8 andata a Milano tranquillamente,&nbsp;per\u00f2 anche lei siccome il lavoro le piace molto, fa un lavoro di ricerca e le piace moltissimo, per\u00f2 non&nbsp;sopporta la citt\u00e0. Perch\u00e9 lei dice che i milanesi sono ben peggio dei tedeschi in questo senso. Lei dice che&nbsp;quando i tedeschi lavorano, lavorano poi dopo vanno fuori e si divertono. Allora lei ha 30 anni, i suoi colleghi&nbsp;che hanno anche 30 anni con cui sta anche quando escono, intanto lavorano normalmente dalle otto alle&nbsp;cinque con un intervallo per\u00f2 nessuno esce prima delle ventuno di sera, alle nove di sera. Perch\u00e9 non sta&nbsp;bene, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 la concorrenza la carriera queste cose qua \u00e8 evidente. Dopo di che quando le&nbsp;poche volte che escono parlano solo di lavoro e di soldi non parlano d\u2019altro, non esiste. Allora lei ha una&nbsp;grande nostalgia di Orvieto. Perch\u00e9 insomma qui la vita \u00e8 tutto, non solo ma mia figlia che secondo me \u00e8&nbsp;come si dice in Italia cio\u00e8: \u201c i figli non cascano molto lontano dall\u2019albero\u201d.&nbsp;P: Stessa cosa in tedesco&nbsp;D: Si lo so. Allora lei, un mese prima di laurearsi, \u00e8 diventata sommelier. Prima di pensare solo allo studio&nbsp;pensava anche giustamente a godersi la vita e si trova in questa citt\u00e0 terribile che dove appunto, si pensa&nbsp;solo a lavorare. Per\u00f2 ecco quel tipo di professione se lei vuole venire non qui perch\u00e9 non c\u2019\u00e8, deve scendere&nbsp;non di qualifica perch\u00e9 la qualifica gli resta ma deve scendere le sue pretese devono diminuire per capirci,&nbsp;deve fare un lavoro meno interessante allora a Roma lo trova altrimenti non lo trova. Ma questa \u00e8 una cosa&nbsp;quasi unica, ma normalmente effettivamente parecchi giovani vanno a Roma ma non \u00e8 che lo trovino. Ma&nbsp;siccome anche io ho viaggiato quando insegnavo all\u2019universit\u00e0 a Roma almeno 3 volte alla settimana, non mi&nbsp;sembrava una cosa cos\u00ec faticosa. Perch\u00e9 in treno si arriva in un\u2019ora; non solo, arrivando in un\u2019ora a Termini&nbsp;da qui spesso si \u00e8 molto pi\u00f9 rapidi di uno che sta in periferia a Roma, il quale preso nel traffico, la zona dove&nbsp;c\u2019\u00e8 la metropolitana funziona ma dove non c\u2019\u00e8 la metropolitana ci impiegano un\u2019ora e mezzo per arrivare in&nbsp;centro. Non solo, loro stanno sbattuti magari in un autobus. Quello che parte da qui in treno, sta l\u00ec, legge,&nbsp;studia, lavora se vuole o prepara le cose insomma. Quindi c\u2019\u00e8 questo fenomeno di pendolarismo, che poi&nbsp;verso una certa et\u00e0 pi\u00f9 o meno la gente cerca, trova un lavoro qua. Insomma ecco quando gli diventa pesante&nbsp;o che mette su famiglia credo che verso i 45 anni smettono tutti di pendolare. Ecco tanto per capirci qui non&nbsp;c\u2019\u00e8 un problema di disoccupazione in senso stretto. Voi sapete come viene misurata la disoccupazione; tanto&nbsp;per fare un bell\u2019esempio in Germania ci sono 4 milioni e mezzo di disoccupati, negli Stati Uniti ce ne sono 7&nbsp;milioni. Ma perch\u00e9 negli Stati Uniti chi lavora un\u2019ora alla settimana \u00e8 considerato occupato, cio\u00e8 voglio dire&nbsp;deve avere un reddito meraviglioso per lavorare un\u2019ora alla settimana. Ci sono alcuni professori di Harward&nbsp;che gli basta lavorare un\u2019ora. Mi ricordo che prendevano 80 mila euro no 40 mila, 20 mila per insegnare&nbsp;un\u2019ora in Europa. Beh certo con 20 mila euro in un\u2019ora ne puoi fare anche una ma in un mese. Invece qui ci&nbsp;sono disoccupati registrati, ma poi fanno un sacco di lavoretti come si usa in Italia. A Napoli si chiama l\u2019arte&nbsp;di arrangiarsi, poi nel comune c\u2019\u00e8 uno sportello per il cittadino dove uno pu\u00f2 andare, li vedi continuamente&nbsp;scritto \u201ccercasi, cercasi, cercasi persone che vogliono\u201d; cio\u00e8 anche ormai per esempio nel settore dell\u2019edilizia&nbsp;perch\u00e9 forse avete visto perch\u00e9 qui quasi ogni seconda casa viene rifatta la facciata, non so se avete visto \u00e8&nbsp;pienissimo di cantieri edili, ormai non si trova neanche l\u00ec, arrivano ditte anche dal sud dell\u2019Italia per riuscire&nbsp;a venire incontro alla domanda di restauro di case. Per\u00f2 ecco nei settori pi\u00f9 progrediti, sebbene adesso&nbsp;qualche azienda di informatica si stia stabilendo addirittura qui perch\u00e9 trova una zona abbastanza buona&nbsp;dal punto di vista delle infrastrutture. Perch\u00e9, non so se avete visto, c\u2019\u00e8 la ferrovia che c\u2019\u00e8 una direttissima&nbsp;fra Firenze e Roma cio\u00e8 la direttissima \u00e8 quella dell\u2019alta velocit\u00e0 per capirci e poi c\u2019\u00e8 l\u2019autostrada e poi la zona&nbsp;industriale che sta sotto Orvieto credo che sia quasi finita. E\u2019 tutta cablata, sapete cosa vuol dire cablare? S\u00ec,&nbsp;cio\u00e8 nel senso che c\u2019\u00e8 una connessione in Internet con tutto il mondo&nbsp;P: kabeln weiter&nbsp;D: S\u00ec kabeln weiter.&nbsp;P: Scusi ma a Orvieto gli extracomunitari non ci sono vero?&nbsp;D: S\u00ec, ci sono come no! S\u00ec, s\u00ec, anzi questo volevo dire Orvieto da parecchi anni ormai c\u2019ha un salto fra quelli&nbsp;che vanno via da Orvieto e quelli che vengono. Cio\u00e8 salto tra immigrazione e emigrazione, che \u00e8 molto forte a&nbsp;favore di Orvieto come immigrazione, questa immigrazione \u00e8 quella registrata come si dice regolare e c\u2019\u00e8 in&nbsp;parte anche dai paesi extracomunitari soprattutto dall\u2019Africa del nord, ma negli ultimi anni soprattutto&nbsp;dall\u2019Europa centro orientale dall\u2019est. Per esempio qui sono moltissimi che lavorano nell\u2019agricoltura; e vengono&nbsp;dalla Moldavia dall\u2019Ucraina e dalla Bielorussia soprattutto. E questi sono anche in parte clandestini. Alcuni&nbsp;sono clandestini in parte sono aiutati dalla Caritas e poi le autorit\u00e0 chiudono credo 3 occhi giustamente&nbsp;perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di questa mano d\u2019opera. Questo c\u2019\u00e8 s\u00ec.&nbsp;P: Ma ci si pu\u00f2 mettere in regola oggi?&nbsp;D: S\u00ec, ci si pu\u00f2 mettere in parte in regola, per\u00f2 il governo centrale non \u00e8 che sia molto favorevole&nbsp;all\u2019immigrazione cio\u00e8 le imprese sono favorevoli per\u00f2 per i loro motivi. Voi sapete che c\u2019\u00e8 Bossi nell\u2019Italia del&nbsp;nord, che \u00e8 uno scatenato razzista quindi, insomma, cerca di dire che non devono entrare extracomunitari in&nbsp;Italia anche se lui \u00e8 razzista anche con i meridionali. Forse anche con quelli di Trieste, magari perch\u00e9 non&nbsp;stanno in Padania. Certo mi sembra ovvio perch\u00e9 quando lui mi dice: \u201cVa beh tu sei padano!\u201d Come sono&nbsp;Padano? Sono di Trieste idiota! Il Po mica arriva fino a Trieste. Va beh. Quindi questa \u00e8 la situazione.&nbsp;P: Comunque rispetto a certi comuni del Veneto: Vicenza, le concerie di Vicenza; Treviso per l\u2019agricoltura;&nbsp;Venezia per il lavoro nero; Verona per lo spaccio purtroppo della droga\u2026&nbsp;D: S\u00ec non c\u2019\u00e8 paragone.&nbsp;P: Comuni della stessa grandezza.&nbsp;D: S\u00ec, ma lo so nel nord \u00e8 chiaro perch\u00e9 \u00e8 proprio nella zona del Veneto la piccola industria\u2026 insomma il&nbsp;famoso miracolo del nord est si basa anche sul lavoro degli extracomunitari. S\u00ec per\u00f2 anche sul lavoro degli&nbsp;extracomunitari gli danno 4 soldi. Altre domande?&nbsp;P: Le piccole industrie per esempio, ho visto un vecchietto facendo delle sedie con materiale con la paglia.&nbsp;Questi mestieri sono ancora vivi o spariscono.&nbsp;D: Credo che spariranno, credo di si, perch\u00e9 si vede che sono solo anziani ancora che lo fanno. Per\u00f2 in&nbsp;qualche settore c\u2019\u00e8 stato un tentativo, per esempio credo che stia andando in porto di tornare a fare i ricami&nbsp;classici che si facevano a Orvieto nell\u2019ottocento. Anche perch\u00e9 si vendono a prezzi veramente elevati. C\u2019\u00e8 un&nbsp;ritorno perch\u00e9 le giovani donne si rendono conto che possono guadagnare un sacco di soldi per dire..&nbsp;P: C\u2019\u00e8 stato un tentativo un corso di formazione per i ricami, no?&nbsp;P: In ogni caso i prezzi sono anche giustificati.&nbsp;D: Certo che sono giustificati, ecco perch\u00e9 se i prezzi non sono giustificati il giovane non fa pi\u00f9 questo lavoro.&nbsp;P: Per il lavoro femminile c\u2019\u00e8 una legge per favorire il lavoro delle donne e la costituzione di piccole imprese a&nbsp;maggioritario femminile.&nbsp;P: S\u00ec certo c\u2019\u00e8 da discutere su questo, per\u00f2 \u00e8 un tentativo per incentivare, in Umbria sono solo quelle piccole&nbsp;imprese costituite dalle donne grazie a questa legge anche nel campo delle nuove tecnologie.&nbsp;D: S\u00ec, certo, certo&nbsp;P: L\u2019immobiliare, si \u00e8 verificato da noi un problema nel mercato immobiliare, ci sono delle case vuote.&nbsp;D: Anche qui ci sono, s\u00ec nel centro storico, s\u00ec parecchie&nbsp;P: e il prezzo \u00e8 al metro quadro?&nbsp;D: \u00c8 un prezzo molto alto, il centro storico \u00e8 come a Roma&nbsp;P: il centro storico adesso si va no? Diciamo da un minimo se non erro di 3 milioni al metro a 5\/6 milioni al&nbsp;metro&nbsp;D: S\u00ec lo so perch\u00e9 io ci abito&nbsp;P: 3,000 euro \u00e8 parecchio caro per una piccola citt\u00e0.&nbsp;D: Questi padroni di casa che si lamentano sempre perch\u00e9 poi hanno magari dei negozi di commercio e cos\u00ec&nbsp;avanti, io ho detto: \u201ccari miei se non\u201d dice: \u201cah la gente scappa da Orvieto\u201d grazie se non ci sono case vanno&nbsp;a abitare gi\u00f9, diciamo nelle frazioni fuori dal centro storico. Voi tenete le case vuote dopo di ch\u00e9 quando sta&nbsp;per crollare gli viene in mente che forse avrebbero dovuto restaurare e dare in affitto&nbsp;P: Certo, certo&nbsp;D: Ma quando la casa gi\u00e0 crolla dopodich\u00e9 hanno gi\u00e0 perso anche le mutande e io sono felice, tanto per&nbsp;capirci. Cio\u00e8 questa stupidit\u00e0, avidit\u00e0 di denaro che poi alla fine non sanno fare gli economisti, quindi&nbsp;insomma poi dopo hanno perso tutto insomma ecco. Quindi di queste ce ne sono moltissime qua. \u201cAh chi lo&nbsp;sa chi mi viene in casa\u201d chi vuoi che ti venga in casa. Ecco perch\u00e9 in Italia si \u00e8 cos\u00ec diffusa l\u2019idea di comprare&nbsp;la casa. Chiaro non c\u2019\u00e8 nessun paese che l\u201980% della popolazione vive in case di propriet\u00e0&nbsp;P: Anche in Inghilterra&nbsp;D: anche in Inghilterra. In Germania no, so che non \u00e8 la met\u00e0&nbsp;P: Le seconde case&nbsp;D: seconde case \u00e8 un altro discorso. Ma la prima casa \u00e8 un altro discorso, anche i giovani dicono: \u201cma perch\u00e9&nbsp;io devo pagare l\u2019affitto che sono soldi buttati? Se io prendo un mutuo in banca anche per un piccolo&nbsp;appartamento in una grande citt\u00e0. Va beh pago per tanti anni ma dopo diventa mio\u201d Perlomeno invece di&nbsp;buttare i soldi perch\u00e9 poi gli affitti sono molto alti adesso. \u201c20 anni fa c\u2019era stato l\u2019equo canone che \u00e8 stata&nbsp;una legge che appunto impediva di alzare gli affitti come volevano insomma. E dopo di che per\u00f2 siccome a&nbsp;questo punto nessuno dava pi\u00f9 in affitto la casa, a un certo punto hanno dovuto allentare questa legge.&nbsp;P: Oppure si aggirava\u2026&nbsp;D: si aggirava, quello \u00e8 chiaro. Forse adesso un po\u2019 l\u2019han capito anche a Orvieto. Infatti voi vedete che si&nbsp;mettono apposto case che sono proprietari che dopo li daranno in affitto. Spero.&nbsp;P: Un\u2019altra cosa, forse anche con l\u2019aumento del numero di studenti che cercano anche per periodi brevi: 1&nbsp;mese, 2 mesi, 3 mesi appartamenti che vengono ristrutturati in mini appartamenti, cio\u00e8 si va verso un&nbsp;fenomeno rilevabile e si orientano i proprietari di casa a fare piccoli unit\u00e0 immobiliari destinate agli studenti&nbsp;e anche ai professori che sono interessati.&nbsp;D: Questo si \u00e8 gi\u00e0 visto a Perugia per cui i proprietari di case a Perugia guadagnano tanti di quei soldi&nbsp;proprio con gli studenti appunto cogli studenti&nbsp;P: Diciamo Perugia dove conosciamo molto bene il fenomeno l\u00ec c\u2019\u00e8 uno sfruttamento intensivo dello studente&nbsp;Perch\u00e9 l\u00ec mettono in un appartamento 5\/6 studenti 2 per camera e fanno pagare non meno di 300\/350 mila&nbsp;delle vecchie lire a posto letto se non 400 mila lire&nbsp;D: 200 euro a posto letto&nbsp;P: eh 200 euro a posto letto che \u00e8 tanto&nbsp;D: per uno studente s\u00ec; ecco una citt\u00e0 come Perugia ha 135.000 mila abitanti grosso modo e 35mila studenti&nbsp;universitari.&nbsp;Dopo ci sar\u00e0 solo birra. Con tutta l\u2019acqua che mi sono bevuto qui per parlare. Per oggi acqua neanche per&nbsp;scherzo. Allora scusate se vi interessa io ho portato per voi questo bollettino economico cos\u00ec ve lo ho portato&nbsp;se vi interessa. Ve lo venite a prendere o ve lo porto io?&nbsp;P: veniamo a prenderlo.&nbsp;D: \u00c8 l\u2019ultimo numero.&nbsp;Aspetti della tradizione enogastronomica dell\u2019Orvietano&nbsp;Lorenzo Polegri, Gastronomo Ristorante \u201cZeppelin\u201d&nbsp;Manca la trascrizione&nbsp;Conferenza-Visita \u201cOrvieto underground\u201d&nbsp;Claudio Bizzarri, Archeologo&nbsp;Manca la trascrizione<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascrizioni di appunti personali non ufficiali e non controllati<br \/>\nIntervengono:<br \/>\nMassimo Maracci, Direttore di Cultura Italiana<br \/>\nEnrico Petrangeli, Antropologo, Assessore alla Cultura del Comune di Orvieto e Presidente della Fondazione Centro Studi \u201cCitt\u00e0 di Orvieto\u201d<br \/>\nGiuseppe Maria Della Fina, Direttore Scientifico del Museo \u201cC. Faina<br \/>\nAlberto Satolli, Storico<br \/>\nUdo Schmidt<br \/>\nPaolo Nori, scrittore<br \/>\nClaudio Bizzarri, Archeologo<br \/>\nFerruccio Della Fina, Architetto<br \/>\nRaffaele Davanzo, Soprintendenza per i Beni Culturali dell\u2019Umbria<br \/>\nElvio Dal Bosco, Economista<br \/>\nLorenzo Polegri, Gastronomo<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","meta":{"inline_featured_image":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"default","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"default","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}}},"class_list":["post-13761","lectures","type-lectures","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - 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