{"id":13765,"date":"2020-04-10T16:21:22","date_gmt":"2020-04-10T14:21:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturaitaliana.eu\/?post_type=lectures&#038;p=13765"},"modified":"2021-01-27T16:16:03","modified_gmt":"2021-01-27T15:16:03","slug":"tokyo-2-novembre-2002","status":"publish","type":"lectures","link":"https:\/\/www.culturaitaliana.eu\/ja\/lectures\/tokyo-2-novembre-2002\/","title":{"rendered":"&#8220;La lettura di testi italiani per studenti giapponesi in classi multilingue&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"tb-fields-and-text\" data-toolset-blocks-fields-and-text=\"3e1d2592ce20bdf2bf813c9dfa44c991\"><h2>La lettura di testi italiani per studenti giapponesi in classi multilingue<\/h2>\n<p><em>Nazzarena Cozzi e Massimo Maracci<\/em><\/p>\n<p>1. Introduzione&nbsp;Questo testo sulla \u201cLettura per i giapponesi\u201d \u00e8 stato preparato per&nbsp;l\u2019intervento alla Giornata di Studio presso l\u2019Associazione Italo \u2013&nbsp;Giapponese di Tokyo il 2 novembre 2002. Lo sviluppo della riflessione si&nbsp;deve in parte agli incontri di scambio tra gli insegnanti di Cultura&nbsp;Italiana e agli appunti della direttrice didattica Nazzarena Cozzi, che ha&nbsp;raccolto nel corso d&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;La lettura per\u00f2 \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 didattica affatto complessa per cui \u00e8 bene&nbsp;essere particolarmente accorti nella valutazione delle effettive capacit\u00e0&nbsp;degli studenti prima di impostarla . Nell\u2019esercizio di lettura infatti&nbsp;intervengono alcune competenze che l\u2019insegnante deve verificare, poi&nbsp;deve rinforzare, o se \u00e8 necessario deve avviare e formare tali competenze.&nbsp;Riconosciamo 3 competenze fondamentali:&nbsp;la competenza tecnica, quella sintattica e quella semantica-culturale.&nbsp;La competenza tecnica investe gli aspetti paratestuali del testo. Sono gli&nbsp;elementi esteriori, fisici. La capacit\u00e0 tecnica \u00e8 quella di riconoscere,&nbsp;prevedere e interpretare rapidamente e senza errori la sequenza scritta di&nbsp;segni grafici. Si tratta di lettere, punteggiatura, impaginazione, veste&nbsp;grafica. Queste convenzioni sono diverse per i giapponesi per cui \u00e8&nbsp;necessario dedicare un certo tempo per permettere loro di familiarizzare&nbsp;con questo aspetto del nostro codice.&nbsp;La competenza sintattica consente di interpretare correttamente i&nbsp;rapporti tra gli elementi costitutivi di frasi semplici e frasi complesse,&nbsp;individuando soggetti non espressi, concordanze antecedenze di pronomi&nbsp;e aggettivi. Per quanto riguarda questo aspetto si tenga conto che \u201cil testo&nbsp;italiano e spagnolo procede dal punto A al punto B non come una retta, ma&nbsp;come una linea continuamente interrotta da digressioni,e da ulteriori&nbsp;digressioni nella digressione, e cos\u00ec via\u2026\u2026 ne risulta un testo scritto o&nbsp;orale, complesso, articolato, con forte uso di pronomi relativi e altri&nbsp;meccanismi di coesione tra le varie parti del testo\u2026..\u201d P. Balboni, Problemi&nbsp;di comunicazione interculturale con allievi stranieri adulti, Conferenza&nbsp;IRRSAE del Veneto 1999 (cfr. http:\/\/helios.unive.it).&nbsp;La competenza semantica- culturale permette di accogliere la produzione&nbsp;del senso del testo secondo i parametri della lingua e della cultura&nbsp;italiana. A questo proposito Balboni ci mette in guardia sul pericolo per&nbsp;l\u2019insegnante di non rendersi conto di un fenomeno che riguarda&nbsp;particolarmente i giapponesi\u201cIl fatto che gli studenti adulti con cui si&nbsp;lavora abbiano una padronanza dell\u2019italiano per cui la comunicazione&nbsp;elementare \u00e8 garantita, pu\u00f2 far dimenticare che ogni persona&nbsp;-sul piano concettuale continua a pensare con le proprie regole e categorie&nbsp;culturali&nbsp;-sul piano comunicativo assume la grammatica e il lessico della lingua&nbsp;italiana, ma con i propri codici extralinguistici: gestualit\u00e0, distanza&nbsp;interpersonale, simboli di status e di gerarchia, ecc., che vengono percepiti&nbsp;come universali, mentre cambiano in ogni cultura.&nbsp;Attraverso la lettura allora lo studente si immerge pi\u00f9 o meno&nbsp;consapevolmente nell\u2019universo culturale che sta dietro l\u2019elaborazione di&nbsp;quella scrittura a livello tecnico, sintattico e semantico-culturale.&nbsp;Assieme alle competenze di primo livello dobbiamo considerare altre&nbsp;competenze che concorrono alla comprensione di una lettura sul piano&nbsp;semantico culturale. Tra queste risulta rilevante la competenza testuale&nbsp;che riguarda i rapporti tra le parti del testo consentendo di cogliere gli&nbsp;elementi di coesione, come i connettivi, o come le sequenze temporali e&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;la competenza pragmatico-comunicativa, che \u00e8 la capacit\u00e0 di intendere&nbsp;gli scopi del discorso.&nbsp;3. Comprendere il testo&nbsp;Le difficolt\u00e0 maggiori riscontrabili nel leggere presso gli studenti&nbsp;giapponesi (rispetto a studenti dello stesso livello in una classe&nbsp;multilingue) riguarda gli aspetti semantici, quelli della significazione,&nbsp;della produzione del senso.&nbsp;Si presume che vi siano anche permanenze di difficolt\u00e0 tecniche,&nbsp;difficolt\u00e0 testuali e difficolt\u00e0 pragmatico-comunicative, ma queste ultime&nbsp;vengono superate dagli studenti autonomamente grazie alla particolare&nbsp;capacit\u00e0 intuitiva e alla concentrazione, per cui esse se ci sono non&nbsp;appaiono evidenti agli insegnanti.&nbsp;Si apre allora un problema di \u201ctraduzione\u201d cio\u00e8 di trasmissione, nel&nbsp;nostro caso di acquisizione, di contenuti culturali da una cultura a un\u2019&nbsp;altra.&nbsp;Consideriamo che ogni testo \u00e8 \u201cuna macchina pigra\u201d come lo definisce&nbsp;Umberto Eco (cfr. Lector in fabula, 1979 sull\u2019interpretazione dei testi), che&nbsp;in quanto tale ha bisogno del lettore per essere attualizzato. E\u2019 evidente&nbsp;che una persona giapponese che affronta un testo italiano abbia delle&nbsp;difficolt\u00e0 in pi\u00f9 rispetto agli&nbsp;2&nbsp;europei o americani che incontrano certamente molte difficolt\u00e0&nbsp;linguistiche, ma meno difficolt\u00e0 semantiche, perch\u00e9 gli assetti culturali&nbsp;sono molto simili. Queste difficolt\u00e0 per un giapponese riguardano&nbsp;evidentemente le categorie culturali e i codici extralinguistici e&nbsp;extratestuali. Quando leggiamo un testo scritto nella nostra lingua madre&nbsp;procediamo in queste operazioni in maniera totalmente automatica,&nbsp;riempiamo tutti \u201ci buchi\u201d del testo in maniera pi\u00f9 o meno convenzionale.&nbsp;Il lettore non familiare con questi testi, come evidentemente \u00e8 lo studente&nbsp;giapponese, non riesce o fa molta fatica a riempire gli spazi vuoti, \u201ci&nbsp;buchi\u201d e tende come tutti gli stranieri ad applicare, come si \u00e8 detto, i&nbsp;propri codici. Ma nel caso della cultura giapponese, questi codici di&nbsp;interpretazione sono totalmente inapplicabili ad un testo italiano e lo&nbsp;inducono certamente in errore. Ne deriva una inadeguatezza specifica&nbsp;dello studente giapponese che nella classe difficilmente appare delineata&nbsp;come tale, perch\u00e9 gli studenti giapponesi tendono a risolvere il disagio&nbsp;moltiplicando gli sforzi di comprendere. Per questa ragione agli&nbsp;insegnanti appaiono pi\u00f9 evidenti e conseguentemente pi\u00f9 importanti le&nbsp;carenze tecniche e quelle sintattiche rispetto a quelle semantiche.&nbsp;Bisogna anche considerare che per ci\u00f2 che concerne la didattica della&nbsp;morfologia, della sintassi e del lessico gli insegnanti sono molto&nbsp;attrezzati, quindi sanno benissimo cosa fare sanno come e quando&nbsp;intervenire, mentre invece per la competenza semantica devono&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;arrangiarsi secondo il proprio giudizio per quella circostanza&nbsp;inventandosi di volta in volta le procedure.&nbsp;Come abbiamo visto ogni testo presenta comunque difficolt\u00e0 particolari&nbsp;per uno studente giapponese rispetto agli studenti di lingue europee, per&nbsp;questo l\u2019insegnante deve porre particolare attenzione alla scelta del testo&nbsp;perch\u00e9 lo stesso testo, se ben calibrato per la difficolt\u00e0 e ben individuato&nbsp;per i contenuti, oltre a essere fonte di conoscenze linguistiche pu\u00f2&nbsp;rappresentare un luogo di conoscenze \u201cculturali- antropologiche\u201d&nbsp;complessive. Diamo per scontate le ragioni per cui per imparare l\u2019italiano&nbsp;non si consideri economicamente efficace tradurre un testo italiano nel&nbsp;contesto linguistico culturale di appartenenza. Questo non significa che&nbsp;non si permetta di usare il dizionario agli studenti giapponesi per&nbsp;comprendere le parole, significa invece che non \u00e8 possibile trasferire la&nbsp;complessione di un testo italiano nella cultura giapponese, questa con le&nbsp;sue diverse categorie lo traviserebbe, per questo sconsigliamo di&nbsp;impegnarsi in operazioni complesse di traduzione.&nbsp;E\u2019 evidente quanto sia necessario l\u2019intervento dell\u2019insegnante per l\u2019azione&nbsp;della lettura di un testo italiano da parte di un giapponese. Lo studente&nbsp;deve infatti essere aiutato a \u201ctradursi\u201d nel testo piuttosto che tradurlo,&nbsp;come ci suggerisce Nergaard (cfr. S.Nergaard, Teorie contemporanee della&nbsp;traduzione, Milano, Bompiani, 1995). Questa operazione di rinuncia&nbsp;momentanea alla propria struttura linguistica e culturale non \u00e8 possibile&nbsp;senza una guida didattica. Non \u00e8 il testo che deve cambiare la sua&nbsp;consistenza di senso, deve essere il nostro lettore giapponese a&nbsp;trasformarsi per quel testo. Attraverso quel testo il lettore giapponese \u201csi&nbsp;traduce\u201d, traduce se stesso nella lingua e nella cultura italiana.&nbsp;La leggibilit\u00e0 grafica della pagina \u00e8 un fattore molto importante&nbsp;soprattutto per i giapponesi.Va curata la dimensione dei caratteri, meglio&nbsp;usare i colori, molte illustrazioni. E\u2019 inoltre necessario controllare la&nbsp;lunghezza del testo che pu\u00f2&nbsp;3&nbsp;spaventare il lettore straniero. La pagina deve apparire come un&nbsp;gradevole e interessante strumento di apprendimento.&nbsp;Come abbiamo detto, un testo viene compreso dai giapponesi in modo&nbsp;efficace quando l\u2019insegnante riesce a far interagire il codice linguistico&nbsp;con le conoscenze culturali italiane gi\u00e0 interiorizzate dallo studente, in&nbsp;questo modo la lettura diventa un esercizio attivo che stimola le capacit\u00e0&nbsp;di ricostruire il testo e di far ipotesi sul contenuto.&nbsp;A questo proposito funziona l\u2019attivit\u00e0 Oshammi Shammi di Stefano Benni&nbsp;(cfr.allegato 1) per studenti di livello alto. Gli studenti sono invitati a&nbsp;coppie a trovare o a inventare le parole sconosciute. Si confrontano&nbsp;collettivamente i risultati, spiegando le ragioni delle sostituzioni.&nbsp;4. Lettura ad alta voce e lettura silenziosa&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;La lettura a voce alta \u00e8 utile per il perfezionamento della pronuncia e&nbsp;dell\u2019intonazione. Come pratica didattica risulta per\u00f2 sconsigliabile per&nbsp;altri scopi perch\u00e9 non si rivela utile, infatti fuori della lezione non ci sono&nbsp;circostanze in cui venga richiesto di leggere ad alta voce un testo. La&nbsp;lettura ad alta voce appare per la comprensione controproducente,&nbsp;infatti \u00e8 difficile concentrarsi sul contenuto quando si \u00e8 impegnati nella&nbsp;lettura ad alta voce. Per i giapponesi questa attivit\u00e0 \u00e8 particolarmente&nbsp;inadatta per gli ostacoli culturali che impediscono ad un giapponese di&nbsp;esibirsi e soprattutto per le difficolt\u00e0 tecniche e semantiche in cui \u00e8&nbsp;coinvolto. Si sente a disagio, deve interpretare i segni per tradurli in&nbsp;suoni che producano un senso in una struttura di discorso. Gli altri&nbsp;studenti lo ascoltano e lui deve cercare le unit\u00e0 di significato,&nbsp;improvvisare la corretta accentuazione delle parole e indovinare la&nbsp;corretta intonazione delle frasi. Queste attivit\u00e0 assorbono tutta la sua&nbsp;attenzione, ma i risultati sono deludenti. Lo studente giapponese si&nbsp;vergogna perch\u00e9 risulta una lettura stentata, poco partecipata, dove chi&nbsp;legge non comprende, anche la classe non comprende, quindi \u00e8 poco&nbsp;attenta e spesso impaziente.&nbsp;La lettura silenziosa \u00e8 invece una modalit\u00e0 pi\u00f9 naturale perch\u00e9 rispetta i&nbsp;ritmi e le strategie di indagine del testo di ciascun lettore. I giapponesi&nbsp;possono consultare il dizionario usare il tempo che gli serve per capire \u201ca&nbsp;modo loro\u201d. Molto meglio se hanno gi\u00e0 esplorato il testo a casa. Questo&nbsp;tipo di lettura permette una migliore l\u2019assimilazione del contenuto e una&nbsp;pi\u00f9 probabile applicazione nella realt\u00e0.&nbsp;Se cambiamo le finalit\u00e0 e le modalit\u00e0 della attivit\u00e0, allora la lettura ad&nbsp;alta voce, correttamente impostata e chiaramente indirizzata pu\u00f2&nbsp;trasformarsi in un\u2019utile attivit\u00e0, persino divertente.&nbsp;Non si tratta di capire il testo in quanto tale, ma di usarne delle sezioni i&nbsp;a scopo di esercizio come si pu\u00f2 vedere negli esempi che seguono.&nbsp;5. Esempi di attivit\u00e0 (tratti da A. Agati, Abilit\u00e0 di lettura, Paravia,1999,&nbsp;Torino)&nbsp;Prima di un\u2019attivit\u00e0 di lettura \u00e8 bene proporre alla classe alcune attivit\u00e0&nbsp;per i seguenti scopi:&nbsp;a) per coinvolgere gli studenti alla partecipazione attiva, a questo scopo&nbsp;prima di introdurre si possono illustrazioni e un titolo che stimoli&nbsp;curiosit\u00e0;&nbsp;4&nbsp;b) perch\u00e9 tutti gli studenti, con particolare riguardo per i giapponesi,&nbsp;siano forniti&nbsp;di tutte le informazioni lessicali, strutturali e culturali; c) perch\u00e9 siano&nbsp;stimolate formulazioni di ipotesi che anticipino aspettative sul contenuto.&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;Per queste attivit\u00e0 l\u2019insegnante deve avere selezionato gli elementi&nbsp;stimolanti e curiosi del testo, i passaggi in cui i giapponesi e gli altri&nbsp;studenti incontreranno difficolt\u00e0 e i diversi rapporti di causa e di effetto&nbsp;tra le varie informazioni del testo.<\/p>\n<p>Un esempio di lavoro pubblicato da Agati e sperimentato da un&nbsp;insegnante nella classe \u00e8 stato quello di \u201cRiconoscere i blocchi di&nbsp;parole\u201d. L\u2019esercizio vale per diversi livelli&nbsp;L\u2019insegnante sceglie un testo liberamente, pu\u00f2 essere un articolo, un&nbsp;breve racconto, un brano.&nbsp;1. Prima della lezione l\u2019insegnante si prepara leggendo ad alta voce il&nbsp;primo paragrafo del testo scelto, che \u00e8 stato opportunamente diviso&nbsp;in 5 brevi paragrafi. Marca le pause con una barra \/.&nbsp;2. Gli studenti ricevono una copia del testo senza le barra che&nbsp;indicano le pause. Si legge come esempio il primo paragrafo 2 volte.&nbsp;Durante la seconda lettura gli studenti devono marcare le pause.&nbsp;Si confrontano i risultati.&nbsp;3. Si divide la classe a coppie. Si consegna a ogni studente di ogni&nbsp;coppia un testo diverso: in uno sono marcate le pause dei paragrafi&nbsp;2 e 4, nell\u2019altro sono marcate le pause dei paragrafi 3 e 5&nbsp;4. Uno studente legge un paragrafo seguendo le marche delle pause,&nbsp;l\u2019altro le riproduce sul suo foglio, alla fine si controlla&nbsp;Un altro esempio, valido per i livelli elementari parte da un brano (cfr.&nbsp;all.2) di N. Ginzburg, La citt\u00e0 e la casa, Torino, 1984. Per la&nbsp;presentazione del brano occorrono evidentemente i termini relativi alla&nbsp;casa \u2013 in particolare: muro, stanza, entrata, soggiorno- alcuni oggetti:&nbsp;attaccapanni, tappeto, quadro. Si possono presentare con illustrazioni o&nbsp;dal vero i termini agli studenti, si pu\u00f2 offrire la pianta di un&nbsp;appartamento scrivendo le parole che gi\u00e0 gli studenti conoscono,&nbsp;anticipando cos\u00ec il lessico che troveranno. Si pu\u00f2 anche applicare la&nbsp;tecnica del brainstorming, partire dalla parola casa chiedendo agli&nbsp;studenti di elencare prima le parole che si riferiscono alla stanza, poi gli&nbsp;oggetti che vi si trovano. La parola attaccapanni che troveranno richiede&nbsp;la introduzione del significato di attaccare, appendere, cos\u00ec come altre&nbsp;spiegazioni induttive le parole letto-a-castello, copriletto.&nbsp;La prima frase che lascia trasparire il contenuto del testo pu\u00f2 essere&nbsp;utilizzata per altre attivit\u00e0 scritte o orali.&nbsp;6. Testo autentico e testo ad hoc&nbsp;I testi autentici sono di difficile accesso, ma se compresi gratificano&nbsp;maggiormente lo studente. Il testo autentico contiene maggior quantit\u00e0 di&nbsp;informazioni \u201cculturali\u201d esponendo lo studente al tipo di linguaggio usato&nbsp;in Italia, c\u2019\u00e8 un maggior numero di parole, maggior vivacit\u00e0 che nei testi&nbsp;preparati, inoltre i problemi che si incontrano nella lettura dei testi&nbsp;autentici riflettono in parte quelli che si incontrano nella comunicazione&nbsp;con un parlante nativo che non si conosce.&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;Ma i vantaggi dei testi autentici possono trasformarsi in svantaggi presso&nbsp;gli studenti giapponesi, infatti l\u2019 eccessiva difficolt\u00e0 demotiva gli studenti&nbsp;e toglie loro&nbsp;l\u2019interesse. Ci sono troppe informazioni in un testo autentico che&nbsp;ostacolano la comprensione. Lo sforzo che sviluppa lo studente&nbsp;giapponese per comprendere un testo autentico spesso si spreca nelle&nbsp;diverse direzioni verso le quali si disperde il testo. Per questo \u00e8&nbsp;indispensabile porre maggior attenzione al tipo di attivit\u00e0 piuttosto che al&nbsp;tipo di materiale utilizzato per tale attivit\u00e0, \u00e8 quindi bene graduare la&nbsp;difficolt\u00e0 del testo anche a scapito della sua autenticit\u00e0. I testi&nbsp;predisposti sono calibrati per la loro funzione a seconda delle esigenze&nbsp;dell\u2019insegnante con quella classe. L\u2019insegnante sceglie di ridurre le&nbsp;difficolt\u00e0, ma se i testi sono costruiti in modo troppo ovvio suscitano&nbsp;minor interesse. E\u2019 anche possibile che gli studenti siano incapaci poi di&nbsp;affrontare i testi autentici perch\u00e9 sono stati privati dell\u2019allenamento&nbsp;necessario. La soluzione intermedia risolve i problemi di lettura&nbsp;soprattutto nei livelli bassi. Si tratta di adattare i testi mediante tagli e&nbsp;semplificazioni strutturali e lessicali. Si salvaguarda in questo modo una&nbsp;porzione di autenticit\u00e0, ma se ne controllano le eccessive difficolt\u00e0.&nbsp;Per studenti europei si pu\u00f2 ipotizzare l\u2019uso di materiale totalmente&nbsp;autentico, escludendo in anticipo dalla loro comprensione una buona&nbsp;percentuale del contenuto del messaggio. E\u2019 possibile con dei&nbsp;principianti per esempio affrontare un articolo decifrando le parole di cui&nbsp;intuiscono il senso perch\u00e9 esiste nella loro lingua lo stesso termine di&nbsp;origine latina. Queste attivit\u00e0 non sono possibili con gli studenti&nbsp;giapponesi.&nbsp;Quando adattiamo un testo ricordiamo che le ridondanze e le ripetizioni&nbsp;non sono perniciose. Anzi rassicurano il lettore inesperto e il giapponese&nbsp;che spesso ha difficolt\u00e0 con i pronomi. Non \u00e8 difficile trovare materiale&nbsp;per i corsi alti, risulta invece particolarmente difficile per i livelli bassi.&nbsp;Ogni testo appare inaccessibile. Si consiglia di ricorrere alla \u201clettura&nbsp;limitata\u201d, ristretta ad un unico argomento. Con tale lettura lo studente&nbsp;pu\u00f2 familiarizzare con il contesto, il vocabolario costituendo la base per&nbsp;la comprensione. Si possono a tale proposito utilizzare guide turistiche&nbsp;su citt\u00e0 italiane, depliant di pubblicit\u00e0 turistici.&nbsp;7. Lunghezza del testo&nbsp;Per la lunghezza di un testo adottiamo generalmente le seguenti&nbsp;indicazioni suggerite:&nbsp;Elementari 80-120 parole&nbsp;Medi e Avanzati 120-350 parole&nbsp;Mentre con i principianti assoluti o con gli studenti giapponesi bastano&nbsp;alcune frasi.&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d<\/p>\n<p>Oshammi shammi&nbsp;C\u2019era un oshammi shammi che viveva in una weseshammi in cima a una&nbsp;wooba.Venne una notte un oogoro e disse all\u2019oshammi shammi:&nbsp;-Shimi non voglio n\u00e9 la tua corona n\u00e9 il tuo bastone,voglio la tua shammiz\u00e8&nbsp;-De shimite de\u00e8 \u2013 rise l\u2019oshammi shammi- cerca pure.Se vedi qua nella weseshe&nbsp;la mia shammiz\u00e8, prendila pure.&nbsp;-L\u2019oogoro frug\u00f2 in ogni lungo e in largo tutta la weseshammi e alla fine vide una&nbsp;woolanda e trionfante grid\u00f2:&nbsp;-Shimi, eccola qui, l\u2019ho trovata.&nbsp;-Sei furbo come il tsezehe dalle lunghe orecchie- disse l\u2019oshammi shammi-l\u2019hai&nbsp;trovata ed \u00e8 tua.&nbsp;L\u2019oogoro corse gi\u00f9 dalla dalla wooba cantando e ridendo:&nbsp;-Ho una shammiz\u00e8! Per tutta la vita shimide\u00e8, avr\u00f2 una shammiz\u00e8!&nbsp;Sulla strada incontr\u00f2 un vecchio woorogoro.&nbsp;-Shimi woro ti piace?- disse l\u2019oogoro- guarda ti piace la mia shammiz\u00e8?&nbsp;-Woof \u2013 disse il woorogoro- stupido come uno tsezehe!&nbsp;Non vedi che quella che tu tieni in braccio \u00e8 una woolanda? Alla luce della luna&nbsp;l\u2019oogoro guard\u00f2 bene, vide il suo errore e se ne and\u00f2 tzuke shimite no shim\u00e8,&nbsp;triste come chi ha perso il nome delle cose.&nbsp;Da: Il bar sotto il mare 1989 di Stefano Benni&nbsp;CULTURA ITALIANA&nbsp;via Castiglione 4 I \u2013 40124 BOLOGNA&nbsp;tel. ++39 051228003 fax ++39 051227675&nbsp;e-mail: culturait@iol.it http:\/\/www.culturaitaliana.it&nbsp;Legally recognised by the Ministero della Pubblica Istruzione (Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d&nbsp;Lucrezia a Giuseppe&nbsp;Roma, 15 dicembre&nbsp;Ti racconto della mia nuova cosa.&nbsp;E\u2019 una casa fatta a elle. Nell\u2019entrata c\u2019\u00e8 un attaccapanni, non di quelli&nbsp;che si appendono al muro ma di quelli che si spostano, con tante&nbsp;braccia, era nero ma l\u2019ho verniciato di rosso. Il soggiorno \u00e8 lungo e stretto. Ci ho messo il tappeto persiano e il quadro con le due&nbsp;carrozze, e un divano che ho fatto fare nuovo. Il quadro di Re Lear l\u2019ha tenuto Piero. Nella mia stanza ho messo il com\u00f2 con le&nbsp;tartarughe e l\u2019armadio verde. Daniele, Augusto e Graziano hanno una stanza coi letti a castello. Poi c\u2019\u00e8 un\u2019altra stanza a due letti dove&nbsp;dormono Vito e Cecilia. Su questi due letti ho messo i copriletti coi draghi. C\u2019\u00e8 ancora una piccola stanza accanto alla mia e sar\u00e0 la&nbsp;stanza del nuovo bambino. Cecilia \u00e8 stufa di dormire con Vito e&nbsp;vorrebbe dormire da sola. Dice che dovrei darle quella stanza e il bambino nuovo prenderlo a dormire con me. Io per\u00f2 non voglio bambini nella mia stanza.&nbsp;Da:Ginzburg La citt\u00e0 e la casa 1984<\/p>\n<p>Legally recognised by the&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/archivio\/web\/istruzione\/home.html\">Ministero della Pubblica Istruzione<\/a>&nbsp;(Governement Department of Education)&nbsp;as a \u201cSchool of Italian language for foreigners\u201d<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La lettura di testi italiani per studenti giapponesi in classi multilingue&#8221;<br \/>\nNazzarena Cozzi e Massimo Maracci<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","meta":{"inline_featured_image":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"default","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"default","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}}},"class_list":["post-13765","lectures","type-lectures","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - 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